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venerdì 25 aprile 2025

Ellenismo: epicureismo, scetticismo e stoicismo

 Ellenismo



 L’ELLENISMO – Storia e contesto (323 a.C. – 31 a.C.)

✦ Definizione:

L’Ellenismo è il periodo della storia e della cultura greca che inizia con la morte di Alessandro Magno (323 a.C.) e termina con la battaglia di Azio (31 a.C.), quando Roma conquista definitivamente l’Oriente ellenico.

✦ Eventi principali:

  • 323 a.C.: Morte di Alessandro Magno → il suo impero viene diviso tra i suoi generali (i Diadochi).

  • Nascono i regni ellenistici: Egitto tolemaico, Siria seleucide, Macedonia, ecc.

  • Cultura greca si fonde con elementi orientali, dando origine a una civiltà cosmopolita, raffinata, ma anche disorientata.

  • 31 a.C.: Ottaviano sconfigge Antonio e Cleopatra → inizio del dominio romano.

✦ Caratteristiche storiche e culturali:

  • Fine delle polis (città-stato autonome): le persone perdono il senso di appartenenza civica.

  • Nascita di grandi monarchie cosmopolite, più distanti dalla vita quotidiana del cittadino, che diviene suddito, ma anche individuo.

  • L’individuo si sente isolato, spaesato, e cerca sicurezza non più nella politica, ma nella vita interiore, nella filosofia come guida personale. La filosofia lascia i cieli di Platone e diventa medicina dei turbamenti del vivere.

  • Una sede fondamentale diviene quella di Alessandria d'Egitto, fondata da Alessandro Magno intorno al 331 aC, organizzata poi per la prima volta per autore e titolo da Demetrio Falereo (345 / 282 ac). Ad Alessandria c'era anche il Museo (casa delle muse, dove si faceva ricerca: dall'astronomia alla medicina).

  • Le diverse culture si riuniscono sotto una medesima lingua / cultura di derivazione greca (Koinè)

  • In questo periodo si perfeziona il modello astronomico antico (geocentrico) con Claudio Tolomeo (100 / 170 dc) e il suo Almagesto (abbiamo solo la versione araba) ma, prima, nel 310 ac Aristarco propose per la prima volta un primo modello eliocentrico.


📚 2. FILOSOFIA DELL’ELLENISMO – Le quattro scuole principali

Durante l’Ellenismo la filosofia diventa terapeutica: serve a vivere bene, a raggiungere la felicità o l’imperturbabilità, non più solo a conoscere il mondo.

1. Stoicismo

  • Fondatore: Zenone di Cizio (fine IV sec. a.C.)

  • Dottrina: la felicità si raggiunge vivendo secondo ragione e natura, accettando il destino con serenità.

  • Valori: virtù, autodisciplina, apatia (assenza di passioni), cosmopolitismo.

  • Filosofi principali: Zenone, Cleante, Crisippo → in epoca romana: Seneca, Epitteto, Marco Aurelio.

2. Epicureismo

  • Fondatore: Epicuro (341–270 a.C.)

  • Dottrina: il bene supremo è il piacere, inteso come assenza di dolore (atarassia e aponia).

  • Filosofia pratica: vivere ritirati, coltivare l’amicizia, eliminare la paura degli dèi e della morte.

  • Filosofi principali: Epicuro → in epoca romana: Lucrezio.

3. Scetticismo

  • Fondatore: Pirrone di Elide

  • Dottrina: non possiamo conoscere nulla con certezza → bisogna sospendere il giudizio (epoché).

  • Scopo: raggiungere la tranquillità dell’animo (atarassia).

  • Filosofi principali: Pirrone, Timone, Arcesilao, Carneade, Sesto Empirico.

4. Cinismo

  • Fondatore: Antistene (discepolo di Socrate), reso celebre da Diogene di Sinope.

  • Dottrina: rifiuto dei beni materiali, ritorno alla natura, vita povera e libera da convenzioni sociali.

  • Provocatorio: il cinico vive con il minimo necessario, dimostrando l’inutilità delle ricchezze e delle regole.


L’ellenismo è l’epoca della crisi del cittadino e della nascita dell’uomo cosmopolita.

La filosofia non cerca più la verità assoluta, ma la salvezza dell’individuo, diventando cura dell’anima.

A Roma alcuni intellettuali cercarono di fondere il meglio delle scuole elleniche in senso pragmatico in un movimento chiamato Eclettismo: il suo esponente principale è Cicerone (106/ 43 ac).

Cicerone (106-43 a.C.): non fu un filosofo sistematico, ma un mediatore culturale tra la filosofia greca e il mondo romano.



  • Aderì allo scetticismo probabilistico di Carneade. Seguendo lo stoico Crisippo cerca di conciliare libertà umana e fato dell'universo (Logos)

  • Cercò di conciliare la filosofia con l’impegno politico e la virtù civica.

  • Tradusse e divulgò le dottrine stoiche, epicuree e accademiche in latino.

  • Esaltò l’importanza della retta ragione (recta ratio) e del dovere (officium) per guidare l’azione.

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LE SCUOLE FILOSOFICHE ELLENICHE



SCETTICISMO

Lo scetticismo è una corrente filosofica che dubita della possibilità di raggiungere una conoscenza certa. Il termine viene dal greco  SKÈPSIS che significa indagine, ricerca, ma anche dubbio.

Per lo scetticismo l'inconoscibilità della verità non è un'esperienza negativa: il suo riconoscimento, anzi, porta all'imperturbabilità della mente. 

I vari autori di questa corrente cercano di portare prove del loro essere scettici, una di queste è il continuo scontro tra le varie dottrine filosofiche: se la verità fosse conoscibile, sarebbero d'accordo.

 I principali scettici sono:

  • Pirrone di Elide (360 / 270 a.C.): fondatore dello scetticismo, accompagnò Alessandro magno in alcuni dei suoi viaggi. Sosteneva che, poiché non possiamo conoscere la realtà con certezza, è meglio sospendere il giudizio (epochè) e vivere seguendo le abitudini, ottenendo così l’imperturbabilità (atarassia).

Si pone 3 domande fondamentali e cerca di rispondervi: 

a) Qual è la natura delle cose? Non possiamo conoscere la vera essenze delle cose, ma solo i fenomeni (apparenza). 

b) Con quale atteggiamento le incontriamo? Visto che non possiamo conoscerle, dovremmo usare la prudenza, sospendere il giudizio (epochè).

c) Quali sono le conseguenze? Con la sospensione del giudizio otteniamo l'imperturbabilità della mente (atarassia)

  • Sesto Empirico


    (II sec. d.C.): medico e filosofo, è la nostra fonte principale sullo scetticismo antico. Approfondì la pratica della sospensione del giudizio, mostrando che per ogni argomento esiste un contro-argomento altrettanto valido.

Critica i principali metodi di ragionamento:

- L'induzione: è sempre passibile di errore e confutazione, e non potrà mai cogliere al suo interno tutti i casi possibili.
- Deduzione: compie l'errore di includere nelle premesse ciò che si vuole dimostrare.
- Causa: secondo Pirrone non può essere né prima né contemporanea al suo effetto, e quindi non è valida.
- La concezione di Dio stoica (che era quella di un dio materiale): se ha corpo è effimero e soggetto ai turbamenti, e quindi non è un dio. Per Sesto l'unico atteggiamento razionale di fronte al divino è quello dello scetticismo / agnosticismo.


  • Scuola scettica accademica (legata all’Accademia platonica):

    • Arcesilao (III sec. a.C.) (315 / 240 ac): introdusse lo scetticismo nell’Accademia, rifiutando ogni conoscenza certa. Possiamo affidarci solo alla prudenza e al buon senso.

    • Carneade (II sec. a.C.): affermò che non possiamo avere certezze, ma solo gradi di probabilità, su cui possiamo comunque agire nella vita pratica.

Agrippa (I secolo dc) Lo conosciamo tramite Sesto Empirico perché non ha lasciato opere, ma sosteneva 5 argomenti in favore dello scetticismo.

1. La discordanza delle scuole comporta l'inconoscibilità della verità.
2. La progressione infinita dei principi primi comporta l'impossibilità di raggiungerli e dimostrarli.
3. La relazione soggettiva che abbiamo con ogni cosa implica la non oggettività della conoscenza.
4. Il ragionamento per ipotesi comporta l'assunzione di una di queste premesse per convenzione.
5. La circolarità di molti ragionamenti, che li invalida.


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Epicuro, nato a Samo nel 341 aC


La sua scuola ad Atene (la filosofia del giardino), entrò in opposizione con l'accademia Platonica e il Liceo aristotelico e durò fino al IV secolo dc.

Vedi la sua filosofia quÈi

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Ipazia d'Alessandria (370 / 415 dc)



Biografia di Ipazia

  • Nata: ad Alessandria d’Egitto intorno al 360-370 d.C.

  • Morta: nel 415 d.C., sempre ad Alessandria.

  • Figlia del matematico e filosofo Teone di Alessandria, fu educata in un ambiente colto e neoplatonico.

  • Guidava la Scuola di Alessandria, un’importante istituzione filosofica, e insegnava filosofia, matematica e astronomia.

  • Era una donna pagana in un mondo che stava diventando sempre più cristiano: fu ammirata e rispettata anche da intellettuali cristiani, ma anche osteggiata per motivi religiosi e politici.

Morte - Fu forse la prima martire del libero pensiero

  • Venne uccisa brutalmente nel 415 d.C. da una folla di fanatici cristiani, sobillata probabilmente da sostenitori del vescovo Cirillo di Alessandria.

  • Le fonti (come Socrate Scolastico) raccontano che fu aggredita in strada, trascinata in una chiesa, scarnificata con cocci aguzzi, fatta a pezzi e bruciata. [film: Agorà]

  • La sua morte è vista come simbolo della fine del mondo classico, della libertà di pensiero, e della violenza religiosa.

Lavori

  • Nessuna sua opera è giunta fino a noi, ma è nota per:

    • Commenti a opere di Apollonio (coniche) e Diophanto (aritmetica).

    • Probabili interventi editoriali nelle opere del padre Teone.

    • Studi di astronomia e strumenti scientifici: si dice abbia migliorato l’astrolabio e costruito un idroscopio.

  • Fu più commentatrice e divulgatrice che autrice originale, ma con altissimo livello scientifico.

Perché è considerata filosofa

  • Era a capo della scuola neoplatonica di Alessandria: insegnava filosofia platonica, probabilmente in chiave plotiniana (cioè spirituale e mistica).

  • Il suo ruolo era simile a quello di una guida morale e intellettuale.

  • Dialogava con filosofi, politici e anche cristiani, mantenendo una posizione razionale, etica e dialogante, che incarnava il ruolo classico del filosofo come maestro di vita.

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STOICISMO

Lo stoicismo è una scuola filosofica fondata da Zenone di Cizio alla fine del IV sec. a.C. ad Atene.
Insegna che:

  • il bene supremo è vivere secondo natura e ragione;

  • bisogna accettare il destino senza lasciarsi travolgere dalle passioni (apatheia);

  • la virtù è l’unico vero bene, sufficiente per la felicità. L'ignoranza è l'unico vero male.

La filosofia è concepita come cura dell’anima e disciplina della vita.

Si chiama così perché i maestri dello stoicismo antico insegnavano ad Atene nel portico dipinto (Stoà Poikile)





Possiamo suddividere lo Stoicismo in tre epoche principali.

EpocaAutori principaliCaratteristiche
Antico (IV-III sec. a.C.)Zenone di Cizio, Cleante, CrisippoFondazione e sistematizzazione della dottrina; enfasi su logica e fisica.
Medio (II-I sec. a.C.)Panezio, PosidonioRielaborazione più “aperta”; influenza platonica e aristotelica; attenzione alla vita pratica.
Tardo (Romano) (I-II sec. d.C.)Seneca, Epitteto, Marco AurelioStoicismo morale e pratico; meno sistematico, più personale; filosofia come guida alla vita.


 Zenone divideva la virtù in: naturale, razionale e morale. 

Per questo lo stoicismo si suddivide in tre settori principali: Fisica, Logica ed Etica


  • Logica

  • Studia il pensiero, il linguaggio, la conoscenza.
    → Serve a distinguere il vero dal falso.
    (Esempio: Crisippo sviluppa una teoria dei ragionamenti complessi.)

La Logica e la scienza sono condizioni necessarie a divenire felici. La Logica contiene sia la dialettica (domanda e risposta), sia la retorica (orazioni). La dialettica è composta sia dalla grammatica (studio delle parole), sia la logica in senso stretto (argomentazioni).

I termini singoli e i sofismi non sono né veri né falsi, ma le proposizioni possono esserlo, le argomentazioni, invece, possono essere valide o no.

Nella logica risiede anche la Gnoseologia.

La prima parte della conoscenza è la rappresentazione (che deriva dalla sensazione), dove il soggetto è passivo, ma si attiva nell'accettazione di questa (comprensione / rappresentazione catalettica). Zenone spiega questo processo con la metafora della mano aperta e chiusa.

1. Mano aperta = Rappresentazione (phantasia)

  • La mano è aperta e rilassata.

  • Questo rappresenta la semplice ricezione di un'impressione: quando vedi o percepisci qualcosa, il tuo animo riceve una "forma", ma ancora non giudichi se sia vera o falsa.

Esempio: Vedi una figura lontana nella nebbia: è solo un'impressione vaga.


2. Mano semichiusa = Assenso (sugkatathesis)

  • Le dita cominciano a chiudersi.

  • Questo rappresenta l’assenso: l’anima accoglie l'impressione e decide di crederle.

  • Attenzione: non è ancora certezza. È un primo "sì, potrebbe essere vero".

Esempio: Guardi meglio e pensi "forse è una persona".


3. Pugno chiuso = Rappresentazione catalettica (katalepsis)

  • La mano si chiude completamente in un pugno.

  • Questo simboleggia il momento in cui afferri saldamente un'impressione vera, non solo accolta, ma compresa con certezza.

  • È la conoscenza sicura di ciò che ti si presenta davanti.

Esempio: Ti avvicini e vedi chiaramente che è tuo fratello: la percezione è inequivocabile.


4. Mano chiusa stretta con l’altra mano = Sapienza (sophia)

  • Ora Zenone stringe ancora più forte il pugno con l’altra mano sopra.

  • Questo rappresenta la piena sapienza, cioè il saggio:
    solo il saggio è capace non solo di afferrare la verità, ma di viverla stabilmente, senza mai sbagliarsi.

Esempio: Non solo riconosci tuo fratello, ma sai come relazionarti a lui con amore, giustizia, coerenza.

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Zenone distingueva, nella gnoseologia (teoria della conoscenza)

- Concetti naturali: avvengono per ripetizione e anticipazione (prolessi)

- Concetti artificiali: prodotti dalla mente con il ragionamento o l'istruzione (ex idee o triangolo)


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Triangolo semantico

Gli stoici dividono il senso delle cose in tre parti fondamentali:

a) il significato: l'immagine mentale di una parola (incorporea)

b) il significante: la parola, corporea nel suo suono ("Casa")

c) l'oggetto reale corrispondente alla parola (la casa sulla collina)



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LOGICA IPOTETICA

Se la logica di Aristotele si basa su termini e proposizioni apofantiche (vere o false); quella degli stoici su basa su proposizioni ipotetiche (Se.... allora)

FiguraFormulaSpiegazione sempliceEsempio pratico
1. Modus ponensSe A allora B; A è vero → B è veroSe una condizione si verifica, anche l'effetto si verifica.Se piove, allora mi bagno. Sta piovendo ⇒ mi bagno.
2. Modus tollensSe A allora B; B è falso → A è falsoSe l'effetto non si verifica, allora nemmeno la condizione iniziale è avvenuta.Se studio, supero l'esame. Non ho superato l'esame ⇒ non ho studiato.
3. Negazione della congiunzioneNon (A e B); A è vero → B è falsoSe due cose non possono essere vere insieme, e una è vera, allora l'altra è falsa.Non è vero che sono a casa e in biblioteca. Sono a casa ⇒ non sono in biblioteca.
4. Disgiunzione (prima forma)A o B; A è falso → B è veroSe una delle due deve essere vera, e una è falsa, allora l'altra è vera.O oggi è sabato o oggi è domenica. Oggi non è sabato ⇒ oggi è domenica.
5. Disgiunzione (seconda forma)A o B; B è falso → A è veroCome sopra, ma negando l'altra opzione.O mangio la pizza o mangio la pasta. Non mangio la pasta ⇒ mangio la pizza.

Simboli

  • significa "se... allora..."

  • ¬ significa "non"

  • significa "e"

  • significa "o"

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    Per gli stoici i ragionamenti si basano quindi su un procedimento logico che parte da un indizio, forma una premessa evidente, arriva ad una conclusione non evidente.

    ex: Se piove mi bagno. Sono bagnato, allora ha piovuto.

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    • Fisica

    • Studia la natura dell’universo, che è un cosmo razionale.
      → Il mondo è governato da un principio divino, il Logos.
      (Tutto è destino; il fuoco è il principio fondamentale.)

    La fisica degli stoici è panteista (dio corrisponde al tutto ossia alla natura) ed è retta da una legge universale e necessaria (Logos). Materialista (esiste solo ciò che ha un corpo, altrimenti non avrebbe reazione o azione). Ottimistica: tutto quel che accade ha un senso (anche il male) perché voluto da Dio e da regole necessarie.

    L'universo per gli stoici è ciclico (nasce e muore come per i presocratici) e lo fa però perennemente. Ossia: nasce, cresce, all'apice si distrugge (Ekpyrosis); dunque si riforma (Palingénesi) e tutta la storia si ripete allo stesso modo (Apocatastasi).

    Infatti il Logos rimane lo stesso, quindi la storia e l'universo si ripeterà in modo identico.

    Il logos è soffio vitale e l'anima è la sua rappresentazione individuale. Essa è costituita da: 5 sensi, ragione (il punto centrale), linguaggio e generazione (seme).

    L'uomo per gli stoici è libero sono se riconosce il buon fato del mondo: deve conoscere l'ordine dell'universo e accettarlo (autodeterminazione). 

    • Etica
      Studia come vivere bene.
      Virtù = vivere secondo ragione = vivere secondo natura.
      Passioni come ira, paura, desiderio vanno eliminate perché nascono da giudizi errati.

    La NATURA  tende ad autoconservarsi, così noi. Tendiamo ad avvicinarci a quanto ci giova e allontanarci da quanto ci danneggia. 

    La natura umana è razionale, e quindi dovremmo cercare di potenziarla il più possibile. 

    Quella degli stoici è un'etica del dovere: l'uomo deve evitare tentazioni e passioni per seguire la ragione. Ci sono azioni contro ragione (uccidere un innocente), pro ragione (onorare i genitori) e neutrali (alzare una penna). 

    Per potenziare la ragione ed evitare le tentazioni, devo stare attento alle passioni: piacere e dolori presenti; timori e desideri futuri. Il saggio ricerca l'imperturbabilità.

    Per gli stoici è importante vivere con dignità rispettando i doveri umani, e quando non possiamo farlo per sfortuna o circostanze esterne, allora contemplano il suicidio come qualcosa di dignitoso.

    La virtù (sapienza) è l'unico bene, e l'ignoranza l'unico male. Fortuna e sfortuna non hanno valore morale ma possono essere positive o negative a livello fisico (ex: ricchezza e povertà).

    La virtù è unica ma può essere vista sotto diversi punti di vista, ex fortezza (resilienza), saggezza (umani compiti), giustizia (distribuzione dei beni)

    Politicamente, a differenza di Epicuro (vivi nascosto) promuovono un atteggiamento sociale e civile: l'uomo abbisogna degli altri, perché fa parte della stessa legge universale (logos) di cui le leggi positive degli Stati sono una pallida riproduzione, ma regolano la vita in comune.

    Gli stoici sono quindi giusnaturalisti e cosmopoliti: credono che le leggi positive dipendano da quella universale.

    Metafora della filosofia stoica:



    • Logica = recinto che protegge il giardino;

    • Fisica = gli alberi del giardino;

    • Etica = il frutto che si raccoglie.

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    STOICISMO MEDIO

    Esso rivisita poco rispetto a quello antico, avviene dal II sec ac

    Il principale filosofo stoico del periodo è Panezio di Rodi (attivo nel 160 ac): egli propone uno "stoicismo umanista", allentando di un poco la severità degli stoici antichi.

    Si passa quindi dal "Vivi secondo natura" (logos necessario) al "Vivi secondo la tua (propria) disposizione naturale" che include maggiormente il tuo essere.

    Cicerone, nel primo secolo dC, affidandosi all'eclettismo riprenderà questa tesi, ma spingendo sui toni civili e religiosi.


    STOICISMO ROMANO : EPITTETO, SENECA, MARCO AURELIO

    FilosofoPunti chiaveStile
    Epitteto (50-130 d.C.)Ex schiavo; insegna il distacco da tutto ciò che non dipende da noi; insistenza sulla libertà interiore. Sottolinea ciò che possiamo controllare e quanto non possiamo come possibilità di vivere meglio. Approfondimento EpittetoDialoghi pratici (Diatribe); raccolta di massime (Manuale).
    Seneca (4 a.C.-65 d.C.)Filosofo e politico di Cordoba poi maestro di Nerone; tensione tra ideali stoici e compromessi della vita pubblica; riflessioni su tempo, morte, virtù. Riprende il concetto tripartitico di anima platonica, sottolineando l'imperfezione umana: oscilliamo sempre tra bene e male. Stile brillante e retorico; Lettere a Lucilio, trattati filosofici.
    Marco Aurelio (121-180 d.C.)Imperatore romano; filosofia come diario personale; meditazioni sulla caducità, il dovere, il destino. Riflessione sull'io. Importanza dell'esame di "coscienza" delle nostre giornate allo scopo di migliorarci sempre.Meditationes (Pensieri): testi brevi, meditativi, rivolti a sé stesso.


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    CONFRONTO TRA SCUOLE ELLENICHE

    AspettoScetticismoEpicureismoStoicismo
    FondatorePirroneEpicuroZenone di Cizio
    ObiettivoAtarassia (imperturbabilità) tramite sospensione del giudizioPiacere stabile (assenza di dolore)Virtù e accordo con la natura
    ConoscenzaÈ impossibile conoscere con certezzaÈ possibile conoscere ciò che è necessario per il piacereÈ possibile conoscere la verità attraverso la ragione
    Rapporto con il mondoIndifferenza verso le opinioni e gli eventiRitiro dalla vita pubblica, ricerca della serenità privataImpegno nel mondo secondo razionalità e dovere
    Visione degli dèiIndifferenza, se esistono non si curano di noiEsistono, ma non si interessano agli uominiEsiste una Provvidenza razionale che guida tutto

    mercoledì 12 febbraio 2025

    Breve storia di pedagogia e psicologia: dall'antichità al''800

     


    PEDAGOGIA: "Condurre i bambini a divenire persone responsabili." - Studio dei processi educativi e delle relazioni che li rendono possibili.

    Tale scienza (arte) include metodi, teorie, fini e processi.


  • Socrate (469-399 a.C.) → Maieutica e dialogo come metodo educativo.
  • Platone (427-347 a.C.) → "La Repubblica", educazione filosofica per i governanti.
  • Aristotele (384-322 a.C.) → "Etica Nicomachea", sviluppo graduale dell’intelletto.
  • Quintiliano (35-100 d.C.) → Educazione retorica e importanza dell’insegnante.
  • San Tommaso d’Aquino (1225-1274) → Educazione cristiana e armonia tra fede e ragione.
  • Erasmo da Rotterdam (1466-1536) → Pedagogia umanistica basata sulla lettura e il ragionamento.
  • Comenio (1592-1670) → "Didactica Magna", educazione universale e intuitiva.
  • Locke (1632-1704) → "Pensieri sull’educazione", teoria empirista e educazione morale. (educazione del Gentleman)
  • Rousseau (1712-1778) → "Emilio", educazione naturale basata sull’esperienza diretta.

  • STORIA DELL'EDUCAZIONE E CORRENTI PEDAGOGICHE

    Antichità

    EBRAISMO

    Ebraismo: non tanto educazione politica e della  città ma diretto contatto con Dio (personalismo) ed unione tra corpo ed anima. Metafisica del nome proprio.

    La scuola ebraica si fonda sul rito, sulla trasmissione religiosa e delle proprie tradizioni.

    Include conoscenze più tecniche (Medicina, astronomia, matematica e geografia). Il libro e la fonte principale è la Bibbia (Torah) dove emerge anche la figura di un Dio maestro e portatore di valori morali.

    L'insegnamento della Legge e della Bibbia deve essere rivolto a tutti, in tutte le fasi della vita.

    Modalità di insegnamento basato su una molteplicità di ruoli: ha un suo sistema formativo dato dalla famiglia, dalla scuola, e dai rabbini. Tante figure che concorrono alla pedagogia ed alla formazione, che include aspetti teorici, umanistici, e scientifici che però ricadono nella visione religiosa del mondo.

    La Famiglia è il luogo fondamentale per l'ambiente educativo primario, nel nomadismo mesopotamico. La Figura centrale è quella del padre.

     Bisogna apprendere i precetti della torah a suon di massime, sentenze e proverbi.

    La legge viene anche incisa sulle porte, le pareti, e il padre deve quindi saper leggere e scrivere ed insegnarlo ai figli.

    Altrettanto necessaria è l'Alfabetizzazione del figlio maschio.

    I Metodi sono spesso  severi, "Chi trascura il bastone odia i propri figli".

    Ma anche comprensivi: "punisci con una mano ma accarezza con due".

    Il Sistema è molto duro e serio, forse perché riprende quello sacerdotale e connesso a quello di Dio: quello delle punizioni e dei diluvi.

    Non lascia libertà ai giovani.

    Si vede forse  anche la paura di perdere la loro cultura,  per ex a causa delle varie persecuzioni del popolo ebraico. 

    -  Antica Grecia

    Sparta e Atene offrono modelli opposti. 



    Sparta propone un rigido sistema basato sulla gerarchia e sulla militarizzazione, ed ha lo scopo di formare guerrieri coraggiosi. (Agoghé spartana)


    Atene un'educazione fisica e intellettuale, che celebra la bellezza e l'arte, nelle sue forme di: musica, scrittura, e retorica.

    Socrate sviluppò l'educazione orale dialogica della Maieutica, i sofisti l'arte della retorica e dei monologhi, Platone approfondisce lo studio della politica e la scoperta del sé. (Paideia)

    SOFISTI (V e IV secolo aC)

    Insegnamento come techné, con il metodo dell'arte persuasiva per dare abilità politiche pratiche. L'educazione si trasmette per vicinanza (osmosi) ed è atta a ottenere una fioritura personale.

    I sofisti trasmettono un relativismo che può avere vantaggi in pedagogia, ma se nulla è conoscibile (la verità non è raggiungibile), che senso ha insegnare? Forse Solo quello pratico del persuadere.

    SOCRATE (470 - 399 aC)

    Critica l'idea che non esista nessuna verità. Del resto, sostenere che "non esiste la verità" è un paradosso, perché in questa frase è implicito il suo contrario, ossia che esista almeno la verità che non ne esista nessuna.

    La pedagogia di Socrate ricerca la verità nel dialogo, perché non vuole trasmettere una definizione, ma vuole che l'allievo trovi la sua verità per mezzo del proprio pensiero critico. Sapere di non sapere (umiltà) e voglia di conoscere se stessi sono essenziali a questo processo di progressiva liberazione dall'ignoranza e dall'arroganza.

    PLATONE (428 / 348 aC)

    La Conoscenza deve partire dall'opinione ragionata e spingersi alle idee morali e quelle matematiche.

    La Repubblica di Platone per Rosseau è un testo pedagogico.

    L'educazione ha una funzione di equilibrio e di utilità sociale. Nel suo stato utopico la società è divisa in tre classi, ed ognuna di queste è educata a una virtù e uno scopo: i lavoratori producono i beni e sviluppano la temperanza; i guerrieri difendono lo Stato e sviluppano il coraggio; i politici governano e sviluppano la saggezza; insieme devono essere armonici e sviluppare la giustizia.

    ARISTOTELE (384 - 322 aC)

    in Aristotele La pedagogia è pratica e relativa ad un'etica dei mezzi e delle virtù.

    Essa deve sviluppare sia le virtù etiche (connesse alle relazioni umane e alla ricerca della felicità - Eudaimonia) sia quelle dianoetiche (come la conoscenza, l'intelligenza e la prudenza del giusto mezzo - misura).

    La formazione deve essere progressiva e capace di formare cittadini consapevoli.

    Ogni uomo deve sviluppare la sua essenza (entelechia) intesa come sua perfezione. 

    "La felicità è autorealizzazione virtuosa ottenuta in un contesto di civile convivenza attraverso comportamenti etici. "

    Un ruolo principale nell'educazione, oltre all'etica, ce l'ha la politica: l'uomo è un animale sociale e in quella società deve trovare l'armonia. La famiglia è la prima associazione e lo Stato dovrebbe aiutare l'autorealizzazione e la serenità dei suoi cittadini.

    Pedagogia STOICA

    Zenone (300 ac)

    e I e II secolo dc (Seneca, Epitteto, Marco Aurelio)

    Negli stoici la pedagogia ricerca la misura (accettare quello che possiamo controllare e quanto non possiamo controllare) e la conoscenza della natura e della logica come strumenti per conoscere i nostri limiti, i nostri talenti e quel minimo di serenità che ci è concesso in vita.

    Si studia a questo scopo Fisica, Etica e Logica.

    Il Telos (scopo) riguarda il  come seguire la nostra natura e quella esterna (logos).

    L'uomo nasce buono (naturale) ma poi decade e si perverte, perde il suo scopo, si lascia trascinare dalle passioni, fugge da se stesso e perde tempo.

    L'educazione deve allora ammonire al lasciarsi catturare dalle passioni ( sviluppando apatia) ed esortare alla riflessione [manuale di Epitteto e lettere morali di Seneca]

    Con gli stoici la paideia (educazione globale dell'uomo) si sposta dalla conoscenza alla volontà ed il retto agire. 





    PEDAGOGIA NELLA ROMA ARCAICA



    Sono fondamentali il rispetto per le XII tavole, l'educazione civica e quella pratica. 

    Normalmente l'educazione viene divisa in tre livelli principali:

    1) Primaria, (litterator) dedita all'alfabetizzazione

    2) Secondaria (Grammaticus) all'approfondimento letterario

    3) Superiore (Rhetor) al ragionamento e alla retorica.





    CICERONE (106 / 43 aC)



    L'educazione ciceroniana (Humanitas) ha come pilastri l'umanità, l'educazione civica e il raggiungimento della giustizia e delle virtù personali.

    L'ideale di Cicerone da raggiungere è il perfetto oratore. Si occupa anche di politica e moralità specie in senso teorico.

    In confronto a Quintilliano, Cicerone non sviluppa questo tipo di suddivisione delle fasi di vita, ma piuttosto si concentra sull'educazione come strumento per formare il cittadino attivo e morale attraverso la retorica e l'oratoria, ritenendo che una solida preparazione oratoria fosse fondamentale per un ruolo pubblico, soprattutto nell'età adulta. Non esprime una visione strutturata delle fasi dell'infanzia e adolescenza come fa Quintiliano.


    Quintilliano (35 - 96 dC)

    Pensa al maestro come esempio (modello) da proporre agli studenti, difende la scuola pubblica e sostiene il processo di crescita.

    Gradualità educativa:

    a) Una prima educazione infantile, dove il gioco e la scoperta aiutano a scoprire il mondo.

    b) Una fase adolescenziale, più rivolta allo studio

    c) Una fase adulta, dove la politica e il diritto divengono fondamentali.


    ETA' MEDIEVALE E UMANESIMO

    (cfr anche l'evoluzione della scuola e delle università dopo l'anno mille qui)




    In questo periodo ha grande importanza l'influenza del cristianesimo.

    Infatti abbiamo prevalentemente una Pedagogia della fede. 

    La Fede viene intesa in due livelli: fede con cui credo (rischio individualità) e fede in cosa credo (dogmi, rischio autoritarismo).

    Nel medioevo si deve conciliare il sistema di Aristotele con la fede in una forma dialettica e non conflittuale. In questo processo si inseriscono i metodi pedagogici di Anselmo di Canterbury (O Anselmo d'Aosta): lectio (lezione), quaestio (domanda), disputatio. (discussione)

    Un altro ambito di educazione e pedagogia risiede nel misticismo. 

    Già c'erano  mistici come Teresa D'Avila e Giovanni della Croce o Meister Eckart, che vedono la conoscenza come qualcosa di mistico ed oscuro, e l'avvicinamento a Dio come un togliere (teologia negativa) e, quindi, un "formare" in senso artistico. Bisogna liberarsi dalle cose, dalle persone e da se stessi per diventare divini.

    Jakob Bohme (1575, seguace di Eckart) aggiunge il duello. C'è una formazione personale (autorealizzazione) che è satanica ed una formazione "altra", di svuotamento, che è divina.

    Gioacchino da Fiore (1130), si occupa di storia e processi e vede fondamentalmente tre epoche: quella del padre, del figlio,  e dello spirito santo, l'ultima è la salvezza, ed è terrena. Progressivamente si uniscono redenzione ed educazione. 


    SANT'AGOSTINO d'Ippona (354 / 430)

    Agostino, padre della Chiesa, vede la figura di Cristo come esemplare del maestro. Nell'approccio della conoscenza ragione e fede devono coniugarsi e la teoria dell'illuminazione interna (dovuta alla grazia divina) va a sostituire o completare la teoria platonica della reminiscenza esterna (il ricordo della verità per mezzo del dialogo) 

    Memoria, meditazione, copia e vita dei monasteri assumono grande importanza.


    Cassiodoro (485 - 580) politico, storico e letterato romano.

    Sottolinea l'importanza della scuola monastica e la loro tradizione di studio, scrittura e ripetizione in collegamento con il passato. Fonda infatti il monastero Vivarium in Calabria, centro di trasmissione delle sacre scritture.

    Cerca di fondere lo studio dei classici con la fede e la religione, risultando un modello per altre scuole monastiche.

    Divide lo studio in litterae divinae (Scritture Sacre e teologia) e litterae saeculares (arti liberali).


    ISIDORO DI SIVIGLIA (560 - 636)

    Studioso importante per il contributo nella nascita dell'etimologia e l'enciclopedia del sapere, diviso in arti liberali, ossia

    Trivium: retorica, grammatica e dialettica

    Quadrivium: aritmetica, geometria, astronomia e musica.

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    Con la nascita delle università (la prima è quella di Bologna, 1088) nasce anche una cultura ed un'educazione più laica, dove le scuole sono basate su un accordo contrattuale tra studenti e insegnanti, e dove talvolta le problematiche di fede lasciano il posto allo studio della logica, del diritto, della filosofia e della medicina, come nel caso della Scuola medica di Salerno.


    UMANESIMO E RINASCIMENTO

    Nasce una nuova visione educativa, basata sulla poliedricità degli studi e la loro armonia. Fondamentali sono anche la traduzione e la lettura dei classici greci e latini.

    Nel XVI secolo Martin Lutero (1483 - 1546) s'innesta nella riforma protestante che, grazie all'esame autonomo delle sacre scritture muove verso la promozione di scuole borghesi e popolari che ne permettano la comprensione senza l'ausilio di un sacerdote latinista.

    Implicito diviene il diritto / dovere di ogni buon cristiano all'istruzione.

    La Chiesa cattolica, dal canto suo, reagirà a questa prospettiva con la Controriforma, legata al Concilio di Trento (1546) e Papa Paolo III (1468 / 1549) che cercherà di porre un freno a tale indipendenza anche tramite l'istituzione di collegi e convitti cattolici per rafforzare la cultura dei prelati.

    L'umanesimo in generale ha come punti fondamentali: 

    La centralità dell'uomo; lo studio dei classici, l'educazione liberale, la riforma dell'educazione per il maggior interesse verso le arti, la scienza e la filosofia.

    Vengono anche a realizzarsi pensieri  relative alle utopie (Città del sole di Campanella, Utopia di moro e nuova Atlantide di Bacone.)


    Confronto tra la visione medievale e tranquilla e trascendente di Dante e il Decameron di boccaccio, dove ogni individuo deve assaporare tutte le altezze e bassezze della vita umana e forma la sua vita nel tempo in una maniera che deve essere sua. Qui la donna non è una femmina angelicata ma una cortigiana di nome Fiammetta.


    Rabelais con gargantua e pantagruele ironizza sulla vecchia educazione, Bruno promuove l'infinito e Erasmo smaschera i dotti per promuovere i pazzi. Pico della Mirandola (1463) celebra la dignità e la libertà dell'uomo.

    Fabula de homine juan luis vives

    Calvino critica Erasmo sul libero arbitrio, anche l'educazione non è scelta, ma grazia, e rapporto con Dio, e non scuola cattolica, ma familiare e professionale.

    Zwingli (1484) parla anche di una educazione come comunità (tutti educano sempre tutti).

    Filippo di Melantone (1497) cerca di portare  fede, ragione, esperienza come di pari grado in pedagogia. Ed erudizione accademica come precisione che porta all'umiltà.


    Jan Amos Komensky (Comenio) (1592 - 1670)



    (https://i1.wp.com/gabriellagiudici.it/wp-content/uploads/2018/03/Cattura-940x419.png?resize=940%2C419)

    La Pedagogia di Comenio è come un abbraccio generale dello scibile.

     L'ozio nella sua filosofia è il male più gravoso e deve essere curato con istruzione e attività impegnata.

    L'uomo deve riportare l'ordine al mondo con la pansophia. 

    Tale conoscenza avviene grazie ai Tre libri di Dio: quello della matematica (come diceva Galilei), la bibbia, e la ragione umana. 

    Coloro che sono esperti nel leggerli sono scienziati, teologi, filosofi. 

    La Scienza mescola religione politica.

    Ci deve essere Eguale educazione per tutti.

    Comenio immagina 8 scuole per ogni fase della vita. Dalla prenatale alla senile alla preparazione alla morte.

    Già 300 anni prima dell'ONU auspica un concilio mondiale, nel quale si debba lavorare per la pace e l'unità nella scienza, nella fede e nell'azione politica.

    Comenio non crede nel peccato originale, che non si concilia con il buon Dio, e la pensa in modo opposto da August Hermann Francke (1633 - 1727) che prospetta un'educazione severa, senza mai giochi, ozio, teatro o musica.

    Quella di Comenio è una "Didacta magna" un'educazione per ogni fase della vita divisibile in 

    a) Materna, fino ai sei anni, dove si impara tramite il gioco e l'educazione sensoriale.

    b) Vernacula, dove si impara la lingua vernacolare (volgare, reale) e conoscenze pratiche e quotidiane.

    c) La scuola Latina, dove si studiano i classici 

    d) l'Accademia, utile alle classi dirigenti per studi superiori.

    DECALOGO DI COMENIO

    1) Serve intrecciare più materie e scienze per una conoscenza completa

    2) L'educazione rende uomini

    3) La prima scuola è la figura della mamma

    4) I bambini hanno bisogno del gioco

    5) Serve unire teoria e pratica

    6) Il maestro è il sole nella classe

    7) L'importanza della disciplina

    8) Bisogna iniziare dal facile e passare progressivamente al difficile

    9) Tutta l'educazione a tutte le persone (tutto a tutti)

    10) Equilibrio tra impegno e ricreazione.

    La sua pedagogia si esprime su tre concetti principali: l'educazione universale, la sapienza universale e la scuola universale.

    ERASMO DA ROTTERDAM (1466 / 1536)

    Promuove lo sviluppo delle arti e delle scienze .


    Si sviluppano in questo periodo nuove idee utopiche di città e stati perfetti, sul modello della Repubblica di Platone. In questa si teorizza l'idea di un uomo perfetto e armonico.

    (Come la città del sole di Tommaso Campanella - 1568 / 1639, l'utopia di Moro e la nuova atlantide di Bacone.)

    Nel XVII secolo, con l'inizio dell'era moderna, nella scuola e nell'educazione si assiste spesso a un processo di secolarizzazione, statalizzazione e laicizzazione.

    Cartesio (1596 / 1650) propone come mezzo di conoscenza la forza del dubbio e il suo metodo, costituito da 4 processi fondamentali:

    1. Necessità dell'evidenza (chiara e distinta)

    2. Scomposizione negli elementi essenziali (analisi)

    3. Ricomposizione ordinata (sintesi)

    4. Controllo di non aver commesso errori o distrazioni (cura) [enumerazione]

    La matematica come pietra miliare della conoscenza, razionalità, scienza. Dubbio metodico ed iperbolico per imitare la matematica e ripartire da una verità di ragione. 

    Bacone (1561 - 1626) con il suo novum organon con cui "sostituire" quello aristotelico, fallisce nel creare un'organizzazione di scienziati mondiale. Ma la sua metateoria dell'apprendimento resta: scienza come processo infinito dove si intersecano induzione e deduzione, generazione di nuove sconosciute ipotesi e efficacia pratica, interpretazione della natura ed interazione con essa.

    ETà MODERNA - XVII e XVIII secolo (Illuminismo)

    Nell'illuminismo (lume della ragione) divengono fondamentali l'uso libero della ragione (Kant), la libertà individuale, l'ottimismo per la conoscenza e il progresso, la critica alle istituzioni tradizionali e un'educazione resa progressivamente più accessibile.

    Illuminismo come chiarificazione dei concetti per liberarsi dall'ignoranza ma anche dal dominio della superstizione e dell'uomo sull'uomo.


    Un esempio particolare risiede nella pedagogia di John Locke, filosofo empirista inglese (1632 / 1704) (pensieri sull'educazione) dove la pedagogia si fa pragmatica, politica e interessata alla geografia come alla retorica.

     Locke era però anche un difensore della scuola privata e l'uso dei precettori sulla scuola pubblica, perché credeva che le classi più elevate avrebbero ottenuto di più da un insegnamento privato e specifico. 

    Il suo resta un tentativo di unire pedagogia teorica ed educazione pratica.

    Uno sforzo di Trovare il metodo educativo più semplice, conveniente e facile per formare uomini bene educati e capaci.

    Pecca di una concezione Abbastanza classista, che si dipana appunto in un'educazione alta e privata per i gentlemen, e dai 3 ai 14 anni scuole di lavoro per i figli dei poveri.

    Educazione più verso le cose che le parole, il saper vivere e la virtù che il sapere.



    Giambattista Vico (1668 / 1744) introduce una dimensione storica e processuale all'educazione e all'umanità.

    Scienza nuova, sviluppo di una  pedagogia in senso storico e non matematico: età dei sensi, della fantasia, ragione.

    Non si ha conoscenza della natura (non l'ha fatta l'uomo) e dio.

    Vuole unire la pedagogia razional-matematica di Cartesio e quella retorico-umanistica precedente.

    Per lui è più importante la conoscenza pratica ed il verosimile rispetto al vero ed alla matematizzazione della scienza. 

    Giambattista Vico (1668-1744) è una figura di spicco del pensiero filosofico e pedagogico, noto principalmente per la sua Scienza Nuova, una teoria della storia che si concentra sull'evoluzione delle civiltà umane attraverso leggi universali. Sebbene Vico non abbia scritto trattati pedagogici nel senso moderno del termine, le sue idee hanno avuto un impatto significativo sulla pedagogia e sul modo in cui concepiamo l'educazione, soprattutto attraverso la sua visione dell'uomo e della società.

    Vico e la Pedagogia: i concetti principali

    1. Il concetto di "natura" umana e educazione: Vico sostiene che l'uomo è un essere che evolve nel tempo e che la sua natura non è fissa, ma cambia attraverso le epoche. Secondo lui, l'educazione è essenziale per formare l'individuo in modo che possa comprendere e partecipare alla storia della propria cultura. L'educazione deve essere adattata al processo storico e culturale in corso. La conoscenza del passato e il contatto con le tradizioni sono cruciali per formare un individuo completo e consapevole del proprio ruolo nella società.

    2. La pedagogia storicizzata: Vico è uno dei primi pensatori a concepire la pedagogia come un processo storico, legato alle trasformazioni sociali e culturali. Non si può insegnare e educare in modo efficace senza comprendere il contesto storico e le peculiarità delle diverse epoche. La Storia è per Vico il fondamento attraverso cui si capisce la natura umana e, di conseguenza, l'educazione. Le società passano attraverso cicli di grazia, civiltà e decadenza, e l'educazione deve tener conto di questa evoluzione.

    3. Il principio dell'educazione integrale: Secondo Vico, l'educazione non deve limitarsi alla sola istruzione razionale, ma deve coinvolgere tutti gli aspetti dell'individuo, sia emotivi che spirituali. Egli vede il bambino come una persona da educare in modo completo, coinvolgendo l'intelletto, il cuore e il corpo. Questo approccio prefigura le moderne teorie dell'educazione integrale e globale, che enfatizzano l'importanza dell'educazione emotiva e sociale oltre che cognitiva.

    4. **L'importanza della mitologia e del linguaggio: Un aspetto centrale della pedagogia vichiana è la centralità del linguaggio e dei simboli nella formazione dell'individuo. Secondo Vico, le prime forme di pensiero umano erano simboliche, legate a immagini e miti. In questa visione, l'educazione è anche un processo di trasformazione linguistica, dove il bambino apprende a concepire il mondo attraverso il linguaggio e i simboli. La mitologia gioca un ruolo fondamentale nel formare la coscienza e l'immaginazione del bambino, e Vico sottolinea la sua importanza come strumento educativo.

    5. L'influenza dell'educazione nelle fasi della vita: Vico distingue tra diverse fasi evolutive della persona e le leggi dell'educazione che corrispondono a ciascuna fase. Nei bambini, per esempio, l'educazione deve essere centrata sull'immaginazione e il gioco, mentre con l'adolescenza diventa necessario l'insegnamento della ragione, delle leggi sociali e morali. La pedagogia deve essere quindi dinamica e adattarsi al percorso di sviluppo dell'individuo.

    6. La centralità dell'educazione civica: Vico attribuisce una grande importanza all'educazione civica. Secondo lui, l'educazione non riguarda solo lo sviluppo individuale, ma è strettamente legata alla costruzione e alla conservazione della comunità. L'educazione deve formare non solo individui consapevoli, ma anche cittadini in grado di partecipare alla vita politica e sociale della propria comunità.

    Sintesi:

    Vico, pur non essendo un pedagogista nel senso stretto, ha sviluppato una concezione storica e integrale dell'educazione. La sua visione educativa include la necessità di un approccio dinamico e contestualizzato, che tenga conto delle diverse fasi dello sviluppo umano e delle esigenze storiche e sociali. La centralità del linguaggio, della mitologia e della civiltà rappresentano alcuni degli elementi chiave della sua teoria pedagogica, che anticipano concetti educativi moderni come l'educazione emozionale, l'educazione alla cittadinanza e il valore del contesto culturale e sociale.



    Rousseau (1712/1778)




    Scrive il suo romanzo/ testo pedagogico nel 1762 (L'Emilio). E propone di costruire una società basata sull'educazione naturale, negativa e indiretta (non dare castighi per comportamenti indesiderati, ma lasciar subire le conseguenze delle proprie azioni: se il ragazzo si arrampica sulla pianta, rischia di cadere, ma se lo fa la prossima volta impara tale pericolo), in contrasto con un modello rigido e severo.

    Fondamentali sono il rispetto per l'infanzia e la formazione dell'individuo.

    Bisogna seguire lo sviluppo naturale e processuale dell'allievo:

    Fase 1) Infanzia: sono chiavi il gioco e l'ambiente
    2) Preadolescenza: sensi ed esperienza diretta
    3) Adolescenza: educazione più formale ma sempre basata su curiosità ed interessi
    4) Giovinezza: importanza delle relazioni

    Importante, oltre il preservare il processo di crescita naturale sono l'uso della mente e delle mani nella natura e il preservare la bontà naturale del fanciullo. L'educazione religiosa arriva solo in età adulta.

    "Rendete l'uomo una cosa sola con se stesso e lo renderete felice, nella misura in cui egli potrà esserlo".


    Kant (1724 - 1804)

    Propone una pedagogia basata sull'autonomia del pensare, lo sviluppo morale, la formazione come dovere morale della società.


    ---

    La pedagogia illuministica tedesca tende all'educazione come alla formazione di abilità e utilità sociale.

    Si vede in ciò la dialettica dell'illuminismo, da una parte liberazione razionale, dall'altra dominazione dell'uomo e perfezionamento per fini sociali (che cosa serve ora?) rischiando di cadere in "pedagogia nera


    IL ROMANTICISMO

    Fine XVIII e XIX secolo

    Dopo l'ottimismo per la scienza dell'illuminismo, il Romanticismo sviluppa una visione del mondo più personale e spirituale (Goethe, Schiller, Wordsworth, Coleridge...)

    Contano  maggiormente: l'esperienza diretta, le emozioni e il soggetto. L'esaltazione della natura, L'interesse per le tradizioni e le leggende, l'esaltazione del genio creativo e l'ispirazione.

    FICHTE (1762 /1814)

    Nei discorsi alla nazione tedesca (opera del 1808) vede come centrali nell'educazione la coesione sociale derivante dal senso di identità di nazionale, nel patriottismo e nella moralità.

    L'Io deve scontrarsi con i suoi ostacoli (il non io) per superare continuamente i suoi limiti. Il dotto deve essere un maestro che aiuta gli allievi a farlo.

    Schelling (1775 /1854)

    Trova nell'unione tra natura e spirito un cammino intellettuale che possa combinare mente e spirito, amore per la natura, educazione soggettiva e ricerca dell'infinito.

    Schiller (1759 - 1805) gioco (istinto ludico, che è estetico e pedagogico) come unione dell'istinto materiale (mutamento e molteplicità) e formale (autoaffermazione).

    Hegel (1770 / 1831) 


    Trova una collocazione dell'individuo all'interno dello Stato: le aspirazioni e le inclinazioni del soggetto possono esplicitarsi ed esprimersi dentro l'assoluto dello Stato (Spirito che si manifesta nella Storia).

    Il pensiero pedagogico si elabora in una conoscenza enciclopedica e nella dialettica tra tesi, antitesi e sintesi.


    FROEBEL (1782 / 1852) 





    Inventore del Kindergarten (1837) (asili)

     L'apprendimento per lui avviene attraverso fasi processuali: 

    Il lattante scopre il mondo tramite i sensi, il corpo e il fisico.

    Il Fanciullo tramite l'immaginazione e il gioco.

    Lo scolaro tramite la mente e l'intelletto.

    3 Campi di apprendimento prioritari sono le scienze, il linguaggio e la religione.

    La sua metodologia pedagogica si esplica nell'ambiente e nei materiali didattici: i così detti "doni" che servono per capire intuitivamente concetti come forma, colore, peso, ed equilibrio in modo pratico ed esperienziale.

    I maestri fungono da "giardinieri" dei bambini.

    Gioco come attività sommamente umana e modello pedagogico. Pedagogisti romantici: non si tratta di pedagogizzare il gioco ma di ludificare la pedagogia. 

    Esso è capace di rendere interiore l'esterno e esteriore l'interno.

    Ossia lavoro e apprendimento. Il lavoro porta fuori, ma non il contrario. L'apprendimento porta dentro, ma non il contrario, il gioco fa entrambe le cose, insieme (l'educazione dell'uomo).

    La pedagogia di Froebel si basa su una visione naturale, organica e esperienziale dell'apprendimento. Il suo approccio educativo privilegia il gioco come strumento fondamentale per l'apprendimento e la crescita del bambino, e enfatizza l’importanza di un ambiente educativo che rispetti la libertà, l'esplorazione e lo sviluppo naturale. Con l’introduzione del Kindergarten, Froebel ha gettato le basi per un nuovo modo di pensare l’educazione infantile, che influenzerà profondamente le pratiche educative moderne, valorizzando l’interazione tra il bambino, il gioco e l’ambiente di apprendimento.


    PESTALOZZI (1746 / 1827)




    "Educare la mano, la mente e il cuore".

    Fonda scuole per bambini poveri in Svizzera.

    L'educazione è un progetto di trasformazione morale, sociale e personale. Deve stabilire un equilibrio tra libertà e legge.

    L'utopia educativa è la stella cometa che guida i bambini verso l'autonomia e la libertà. La religione viene vista come ancora morale e spirituale.

    Metodo delle "tre D": Delle cose, delle parole e dei numeri: Pestalozzi strutturò il suo approccio educativo in modo da integrare l’esperienza sensoriale con l’elaborazione intellettiva. Il suo metodo si articolava in tre fasi:

    • Cose: L’apprendimento doveva iniziare con il contatto diretto con le cose concrete. Il bambino doveva osservare, toccare, manipolare oggetti reali per comprendere il mondo che lo circonda.
    • Parole: Successivamente, doveva esserci un collegamento tra gli oggetti e le parole. Le parole dovevano essere usate per esprimere, descrivere e rappresentare ciò che il bambino aveva osservato.
    • Numeri: La terza fase consisteva nell’applicazione di concetti numerici, logici e matematici, per aiutare il bambino a capire la relazione tra le cose e a sviluppare una comprensione delle leggi universali.
    La pedagogia di Pestalozzi si basa su un’educazione che rispetta il potenziale naturale del bambino, favorendo l’apprendimento attraverso l’esperienza diretta, l’affettività e il lavoro manuale. Pestalozzi sottolinea l'importanza di un approccio integrato, che sviluppa non solo le capacità intellettive, ma anche quelle affettive e morali, con l’obiettivo di formare un individuo completo e autonomo. Il suo pensiero pedagogico ha avuto un'influenza duratura sull'educazione moderna, in particolare per quanto riguarda l'importanza del gioco, della manualità e del rispetto per il ritmo naturale dello sviluppo del bambino.

    ALBERTINA NECKER (1776 / 1842) 


    La sua pedagogia è un equilibrio tra educazione domestica e auto-perfezionamento morale del bambino. 

    La sua didattica rifiuta l'idea di tabula Rasa di Locke (per lei la mente non è una tavola bianca, ma il bambino ha già talenti e inclinazioni).

    Bisogna intrecciare educazione accidentale (gli eventi e gli incontri della vita quotidiana) e educazione premeditata (istruzione).

    La casa deve essere l'ambiente educativo fondamentale: sereno, materno e utile all'osservazione e alla progressione naturale.


    FRIEDRICK HERBART (1776 - 1841)

    Pedagogia realistica ma che si basa su una sorta di psicologia delle passioni, elaborata in modo matematico (alla Spinoza). 

    Bisogna in qualche modo costringere la spontaneità neutrale del bambino all'educazione. Il buono deve essere presentato all'allievo come necessità estetica. 

    La sua pedagogia ha come fine l'etica (moralità e socialità) e si basa sulla psicologia. Teoria e pratica si autoalimentano reciprocamente.

    Sono importanti la concentrazione e la riflessione del bambino, in un sistema in cui l'educazione è un governo di amore e autorità. 

    Il programma deve adattarsi alle classi e ai loro bisogni; molto importanti sono la libera lettura e la conversazione. 

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    Fonti e approfondimenti:

    - Storia della Pedagogia, Winfried Bohm

    - Alessandro Fanello, Youtube

    - Barbasophia, youtube, storia della pedagogia


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