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mercoledì 11 luglio 2018

Riforma e controriforma. guerre di religione tra 500 e 600

Riforma protestante , Riforma cattolica e Controriforma



La Riforma Protestante fu un movimento religioso, culturale e politico che ebbe origine all'inizio del XVI secolo e portò alla frattura della cristianità occidentale, dando vita a numerose confessioni cristiane separate dalla Chiesa cattolica. Il suo avvio è tradizionalmente associato a Martin Lutero, un monaco agostiniano tedesco che nel 1517 affisse (o quantomeno diffuse) le sue 95 tesi contro la vendita delle indulgenze (salvezza per i peccati ottenuta tramite denaro), criticando la corruzione e le pratiche della Chiesa romana.

Le Cause della Riforma

La Riforma non fu un evento isolato, ma il risultato di diversi fattori:

  1. Crisi della Chiesa: Nel tardo Medioevo la Chiesa cattolica era accusata di corruzione e nepotismo. Il clero alto viveva in grande sfarzo e la vendita delle indulgenze (pagamenti in cambio della remissione dei peccati) era vista come una pratica scandalosa.

  2. Nuovi strumenti culturali: L’Umanesimo e la diffusione della stampa a caratteri mobili (inventata da Gutenberg a metà del XV secolo) permisero la circolazione rapida delle idee riformatrici.

  3. Aspetti politici ed economici: Molti principi e sovrani europei erano insofferenti verso l’autorità papale e desideravano maggiore autonomia anche economica.

Martin Lutero e il Luteranesimo


Alberto di Hohenzollern chiede al Papa Leone X di divenire contemporaneamente vescovo di due sedi: Magonza e Magdeburgo. Il Papa accetta in cambio di generose indulgenze utili a ricostruire la basilica di San Pietro.

Lutero, docente di teologia all’Università di Wittenberg, trova indegna questa corruzione e critica fortemente la Chiesa. Nel 1517 affigge le sue 95 tesi al portone della cattedrale di Wittenberg, in Sassonia. Lutero sviluppò un nuovo pensiero teologico basato su tre principi fondamentali:

  • Sola Fide (solo la fede): la salvezza non si ottiene con le opere o i sacramenti, ma esclusivamente con la fede in Dio. (Critica dunque il libero arbitrio e il fatto che le opere buone possano bastare a garantirsi la salvezza)

  • Sola Scriptura (solo la Scrittura): la Bibbia è l'unica fonte della verità religiosa, e non l'autorità del Papa o la tradizione ecclesiastica. --> Traduce la Bibbia dal latino al tedesco per renderla leggibile al popolo.

  • Sacerdozio universale dei credenti: ogni credente ha un rapporto diretto con Dio e non ha bisogno di intermediari come i sacerdoti. Per lui, inoltre, sono importanti solo 2 sacramenti (non tutti e sette: il Battesimo, la Confermazione, l'Eucaristia, la Penitenza, l'Unzione degli infermi, l'Ordine e il Matrimonio.): il battesimo e l'eucarestia. (non essendo più un sacramento il matrimonio, per Lutero i preti potevano sposarsi)

A Lutero viene chiesto di ritrattare (abiura) le sue teorie, ma rifiuta. Le sue idee portarono alla scomunica da parte di Papa Leone X nel 1521, ma Lutero trovò protezione presso alcuni principi tedeschi, come Federico il Savio di Sassonia, che colsero l’occasione per emanciparsi dal potere della Chiesa. Anche l'imperatore Carlo V lo critica e considera eretico.

Forse i principi, più che in cerca di rinnovamento religioso, erano in cerca di indipendenza: seguendo un'altra forma di cristianesimo, potevano esigere le tasse che in precedenza andavano ai sacerdoti cattolici e diventare anche più forti nei confronti dell'impero.

Espansione della Riforma

La Riforma si diffuse rapidamente in Europa, assumendo forme diverse:

  • In Svizzera, Zwingli e poi Giovanni Calvino svilupparono dottrine più radicali. Calvino, in particolare, introdusse la teoria della predestinazione (Dio ha già deciso chi sarà salvato e chi no) e influenzò profondamente la cultura protestante nei Paesi Bassi, in Scozia e in America con il Puritanesimo.

  • In Inghilterra, la Riforma prese una piega politica con Enrico VIII, che nel 1534 ruppe con Roma per motivi dinastici e fondò la Chiesa anglicana.*

Le Conseguenze

  1. Frammentazione della cristianità: Non esisteva più un'unica Chiesa in Europa occidentale, ma diverse confessioni cristiane.

  2. Guerre di religione: La Riforma scatenò conflitti violenti, come la Guerra dei Trent'anni (1618-1648) e le guerre di religione in Francia (1562 / 1598).

  3. Controriforma cattolica: La Chiesa cattolica rispose con il Concilio di Trento (1545-1563), che riformò le proprie istituzioni e riaffermò il ruolo dell’autorità ecclesiastica.

  4. Impatto culturale e politico: Il protestantesimo favorì l’alfabetizzazione (per la lettura diretta della Bibbia) e contribuì alla nascita dello spirito capitalistico descritto da Max Weber.

LA RISPOSTA DELLA CHIESA CATTOLICA: LA CONTRORIFORMA


La Riforma Protestante scosse profondamente la Chiesa cattolica, che rispose con un vasto movimento di rinnovamento noto come Controriforma o Riforma cattolica. Questo processo si sviluppò su due fronti: da un lato, la Chiesa cercò di riformare se stessa per correggere gli abusi denunciati dai protestanti, dall’altro combatté la diffusione delle dottrine riformate con strumenti teologici, politici e militari.

A) La Riforma Protestante: attacco alla Chiesa cattolica
1. Critiche alla Chiesa e diffusione delle idee protestanti
I riformatori come Lutero, Calvino e Zwingli attaccavano diversi aspetti della Chiesa cattolica:

Corruzione del clero, simonia, vendita di indulgenze.

Centralizzazione del potere nel Papa, ritenuto un ostacolo al rapporto diretto tra Dio e i fedeli.

Eccessivo peso della tradizione ecclesiastica, a discapito della Bibbia come unica fonte di verità religiosa.

Sacramenti e culto dei santi, considerati in molti casi non biblici.

2. Successo della Riforma

La Riforma si diffuse rapidamente grazie alla stampa e al sostegno di molti sovrani e città che vedevano nel protestantesimo un’occasione per sottrarsi al controllo papale.

In Germania, i principi luterani si opposero all’Imperatore cattolico Carlo V, portando alla Pace di Augusta (1555), che riconosceva la possibilità per ogni sovrano di scegliere la religione del proprio Stato (cuius regio, eius religio)

In Svizzera, il calvinismo si diffuse rapidamente, così come nei Paesi Bassi, in Scozia e in Francia tra gli Ugonotti.

B) La Controriforma: la reazione della Chiesa cattolica

1. Il Concilio di Trento (1545-1563): il cuore della Riforma cattolica

Il Papa Paolo III convocò il Concilio di Trento per affrontare la crisi e dare una risposta ai protestanti. Le decisioni principali furono:

- Conferma della dottrina cattolica contro le tesi protestanti:

- La salvezza non viene solo dalla fede (sola fide), ma anche dalle opere.

- L’unica autorità non è la Bibbia (sola Scriptura), ma anche la Tradizione della Chiesa.

- Il Papa rimane il supremo interprete della dottrina cristiana.

Riforme interne per combattere la corruzione:

- Istituzione di seminari per la formazione dei sacerdoti.

- Maggiore disciplina e controllo sui vescovi.

- Divieto di vendita delle indulgenze.

- Conferma dei sacramenti: il Concilio riaffermò i sette sacramenti contro le riduzioni protestanti e ribadì la presenza reale di Cristo nell’Eucaristia.

2. L’Inquisizione e l’Indice dei Libri Proibiti
Per contrastare la diffusione del protestantesimo, la Chiesa rafforzò gli strumenti di controllo:

- L’Inquisizione fu potenziata per perseguire eretici e riformatori, specialmente in Italia e Spagna. Si calcola che in circa un secolo e mezzo finirono al rogo circa mezzo milione di persone.

- L’Indice dei Libri Proibiti (1559) elencava le opere vietate ai fedeli, tra cui scritti protestanti e testi filosofici sospetti.


3. La Compagnia di Gesù e il ruolo dei gesuiti
Un ruolo chiave nella Controriforma lo ebbe la Compagnia di Gesù, fondata da Ignazio di Loyola nel 1534. I gesuiti:

Si dedicarono all’educazione e alla formazione dei giovani, creando scuole e università.

Parteciparono a missioni in tutto il mondo per diffondere il cattolicesimo, specialmente in Asia e America Latina.

Furono consiglieri politici di re e papi, influenzando le scelte delle monarchie cattoliche.

4. La guerra contro i protestanti: scontri politici e religiosi
La Controriforma non fu solo teologica, ma anche militare e politica:

Guerre di religione in Francia: i cattolici e gli ugonotti protestanti si scontrarono per decenni, fino all’editto di Nantes (1598) che concesse tolleranza ai protestanti.

Guerra dei Trent’Anni (1618-1648): scoppiò nell’Impero Germanico e coinvolse tutta Europa, terminando con la Pace di Westfalia che sancì la definitiva frammentazione religiosa del continente.

Scontro con l’Inghilterra: Filippo II di Spagna tentò di riportare il cattolicesimo in Inghilterra, ma fallì con la sconfitta dell’Invincibile Armata (1588).

Riforma ed effetti nei vari paesi europei

1) La riforma in Germania: principi e contadini


a) I Principi luterani

Dalla Riforma Protestante alla Pace di Augusta (1555)

La Pace di Augusta del 1555 fu il risultato di un lungo periodo di conflitti religiosi e politici all’interno del Sacro Romano Impero, scatenati dalla diffusione della Riforma Protestante. Per comprendere come si arrivò a questa soluzione, è utile analizzare i principali eventi che portarono alla sua stipula.

1. La Riforma Protestante e la Frattura dell’Impero
Nel 1517, con la pubblicazione delle 95 tesi, Martin Lutero diede avvio alla Riforma Protestante, che si diffuse rapidamente in molte regioni tedesche. Alcuni principi del Sacro Romano Impero aderirono alle sue idee per motivi religiosi e politici:

Religiosi, perché condividevano le critiche alla Chiesa cattolica.

Politici, perché vedevano nella Riforma un’occasione per sottrarsi al controllo dell’imperatore e della Chiesa di Roma, appropriandosi anche dei beni ecclesiastici.

Tuttavia, l’imperatore Carlo V (1519-1556), difensore del cattolicesimo e della centralità imperiale, cercò di soffocare il protestantesimo e di mantenere l’unità religiosa dell’Impero.

2. I Contrasti tra Carlo V e i Principi Protestanti

Nel 1521, Carlo V convocò la Dieta di Worms, in cui Lutero fu chiamato a ritrattare le sue tesi. Dopo il suo rifiuto, l’imperatore lo mise al bando con l’Editto di Worms, ma le idee luterane continuarono a diffondersi.

Nel 1530, Carlo V tentò un compromesso con la Dieta di Augusta, ma i principi protestanti, guidati dal principe elettore di Sassonia e dal langravio d’Assia, presentarono la Confessione di Augusta, un documento che sanciva i principi della fede luterana. L’imperatore respinse il documento, provocando la reazione dei principi protestanti, che nel 1531 formarono la Lega di Smalcalda, un’alleanza militare per difendere il luteranesimo.

3. La Guerra di Smalcalda (1546-1547) e la Vittoria Temporanea di Carlo V

Dopo anni di tensioni, il conflitto tra Carlo V e la Lega di Smalcalda esplose in una vera e propria guerra nel 1546. Nonostante la forza dei principi protestanti, l’imperatore riuscì a sconfiggerli nel 1547 nella battaglia di Mühlberg, ottenendo una vittoria decisiva. Sembrava che il cattolicesimo fosse destinato a trionfare, ma la situazione cambiò rapidamente.

4. La Resistenza dei Principi e il Fallimento di Carlo V

Nonostante la vittoria militare, Carlo V non riuscì a imporre il ritorno al cattolicesimo. Infatti:

Molti principi tedeschi, anche cattolici, temevano l’eccessivo potere dell’imperatore.

Il fratello di Carlo V, Ferdinando d’Asburgo, cercò una soluzione più conciliatrice per evitare ulteriori conflitti.

La Francia, rivale storica degli Asburgo, sostenne indirettamente i protestanti.

Nel 1552, una nuova coalizione di principi protestanti, guidata da Maurizio di Sassonia, attaccò Carlo V con il sostegno del re di Francia Enrico II.

Di fronte a questa nuova crisi, Carlo V fu costretto a ritirarsi e delegò al fratello Ferdinando il compito di negoziare un compromesso.

5. La Pace di Augusta (1555): Cuius Regio, Eius Religio

Per porre fine ai conflitti religiosi, nel 1555 fu firmata la Pace di Augusta, che stabilì un principio fondamentale:

"Cuius regio, eius religio" → Ogni principe avrebbe potuto scegliere la religione del proprio territorio (luterana o cattolica), e i sudditi avrebbero dovuto conformarsi o emigrare.

Il luteranesimo fu riconosciuto ufficialmente, ma il calvinismo non fu incluso nell’accordo.

I beni ecclesiastici sequestrati dai principi protestanti fino al 1552 rimasero ai nuovi proprietari.

La Pace di Augusta sancì la divisione religiosa dell’Impero, segnando la fine del sogno di Carlo V di un’Europa unita sotto il cattolicesimo. Deluso, Carlo abdicò nel 1556, lasciando l’Impero al fratello Ferdinando e la Spagna al figlio Filippo II.

Conclusione
La Pace di Augusta pose fine alle guerre di religione in Germania per circa 60 anni, ma non risolse definitivamente i conflitti religiosi, che riesplosero nel XVII secolo con la Guerra dei Trent’anni (1618-1648). Tuttavia, fu un passaggio fondamentale nella storia europea, perché:

Riconobbe per la prima volta il pluralismo religioso all’interno del Sacro Romano Impero.

Indebolì l’autorità imperiale a favore dei principi tedeschi.

Rafforzò la divisione politica e religiosa della Germania, favorendo la frammentazione dell’Impero.

In definitiva, la Riforma Protestante aveva cambiato per sempre l’Europa, e la Pace di Augusta ne fu una delle prime grandi conseguenze politiche.

I contadini in Germania


La Riforma Protestante in Germania non solo trasformò il panorama religioso, ma innescò anche profondi cambiamenti sociali e politici. Tra questi, spiccano la Guerra dei Contadini e l'emergere del movimento degli Anabattisti, eventi che evidenziano le tensioni dell'epoca.

La Riforma Protestante in Germania
Nel 1517, Martin Lutero, monaco agostiniano e teologo, pubblicò le sue 95 tesi, criticando la vendita delle indulgenze e altre pratiche della Chiesa cattolica. Questo atto segnò l'inizio della Riforma, promuovendo l'idea che la salvezza derivasse dalla fede e che la Bibbia fosse l'unica autorità in materia di fede. 

Le sue idee si diffusero rapidamente, soprattutto grazie alla stampa, trovando sostegno tra vari strati della popolazione e alcuni principi tedeschi desiderosi di affermare la propria autonomia dall'Impero e dalla Chiesa di Roma.

La Guerra dei Contadini (1524-1526)
La Riforma alimentò speranze di rinnovamento non solo religioso, ma anche sociale ed economico. I contadini tedeschi, oppressi da pesanti tasse e restrizioni feudali, interpretarono le idee di Lutero come un incoraggiamento a rivendicare maggiori diritti e libertà. Tra il 1524 e il 1526, queste tensioni sfociarono nella Guerra dei Contadini, una serie di rivolte che coinvolsero vaste regioni della Germania.

I ribelli chiedevano l'abolizione della servitù, la riduzione delle tasse e il diritto di scegliere i propri pastori. Tuttavia, nonostante l'iniziale entusiasmo, la rivolta fu brutalmente repressa dalle forze dei principi tedeschi, con un bilancio di oltre 100.000 morti. Lutero stesso, sebbene inizialmente simpatizzasse con alcune richieste dei contadini, condannò le rivolte, temendo che minassero l'ordine sociale e la diffusione della sua riforma.

Il Movimento Anabattista
Parallelamente alla Riforma luterana, emersero movimenti più radicali, tra cui quello degli Anabattisti. Essi sostenevano che il battesimo dovesse essere amministrato solo agli adulti consapevoli, rifiutando il battesimo infantile praticato sia dalla Chiesa cattolica che da altre correnti protestanti. Gli Anabattisti promuovevano inoltre una visione di comunità basata sulla condivisione dei beni e sull'uguaglianza sociale.

Uno degli episodi più noti legati a questo movimento fu la presa della città di Münster nel 1534, dove gli Anabattisti instaurarono un regime teocratico. Tuttavia, l'esperienza si concluse tragicamente con l'assedio della città da parte delle forze cattoliche e protestanti unite, che portarono alla sconfitta e alla dura repressione del movimento.

Conclusione
La Riforma Protestante in Germania fu un catalizzatore di profonde trasformazioni, non solo nel campo religioso, ma anche in quello sociale e politico. Eventi come la Guerra dei Contadini e l'ascesa degli Anabattisti testimoniano le complesse dinamiche dell'epoca e le diverse interpretazioni delle idee riformiste, che spesso sfociarono in conflitti e rivolte, lasciando un'impronta indelebile nella storia europea.



2) LA RIFORMA ANGLICANA IN INGHILTERRA


La Riforma in Inghilterra ebbe caratteristiche molto diverse rispetto a quella luterana e calvinista. Non nacque per motivi strettamente teologici, ma principalmente per questioni dinastiche e politiche legate a Enrico VIII.

Il contesto: il matrimonio di Enrico VIII e la questione dinastica
Enrico VIII (1491-1547) era sposato con Caterina d'Aragona, figlia dei re cattolici di Spagna e vedova di suo fratello maggiore (Arturo Tudor). Tuttavia, Caterina non riuscì a dargli un erede maschio (l'unica figlia sopravvissuta fu Maria Tudor). Enrico, desideroso di assicurarsi un successore maschile per la stabilità della dinastia Tudor, chiese al Papa Clemente VII l’annullamento del matrimonio, sostenendo che fosse nullo perché Caterina era stata sposata con suo fratello (citando un passo biblico, Levitico 20:21).

Tuttavia, il Papa rifiutò per due motivi principali:

Vincoli politici: Caterina era zia dell'imperatore Carlo V, il quale esercitava una forte influenza su Roma e non voleva vedere sua zia umiliata.

Principi dottrinali: La Chiesa cattolica non concedeva il divorzio e le cause di annullamento dovevano essere giustificate da validi motivi religiosi.

La rottura con Roma e la nascita della Chiesa Anglicana
Frustrato dal rifiuto papale, Enrico VIII decise di risolvere la questione con un atto unilaterale. Con l’aiuto del suo consigliere Thomas Cranmer, arcivescovo di Canterbury, ottenne nel 1533 l’annullamento del matrimonio e sposò Anna Bolena, già incinta della futura Elisabetta I.

Il Papa lo scomunicò, e in risposta Enrico promulgò nel 1534 l’Atto di Supremazia, che dichiarava il re Capo Supremo della Chiesa d'Inghilterra, separando ufficialmente l’Inghilterra dalla Chiesa cattolica.

Caratteristiche della Chiesa Anglicana sotto Enrico VIII

Scissione istituzionale, non dottrinale: La Chiesa anglicana inizialmente rimase molto simile a quella cattolica: mantenne la struttura gerarchica con vescovi e arcivescovi, il culto dei santi e la liturgia tradizionale.

Confisca dei beni ecclesiastici: Enrico sciolse i monasteri, confiscò le loro terre e le distribuì alla nobiltà e alla borghesia, rafforzando il sostegno politico alla sua riforma.

Mantenimento della Messa e dei sacramenti: A differenza della Riforma protestante, Enrico VIII non abbracciò il luteranesimo o il calvinismo. Egli stesso scrisse un trattato contro Lutero (Defensa Septem Sacramentorum), per cui fu addirittura insignito del titolo di Fidei Defensor (Difensore della Fede) dal Papa prima della rottura.

Gli sviluppi successivi: protestantesimo e controriforma inglese
Dopo la morte di Enrico nel 1547, la Chiesa anglicana subì diverse trasformazioni a seconda del sovrano:

Edoardo VI (1547-1553): Figlio di Enrico e della sua terza moglie Jane Seymour, Edoardo favorì il protestantesimo sotto la guida del consigliere Cranmer, introducendo il Book of Common Prayer (1549), che riformava la liturgia in senso più vicino al calvinismo.

Maria I (1553-1558): Figlia di Caterina d'Aragona e fervente cattolica, Maria cercò di restaurare il cattolicesimo, perseguitando i protestanti (da qui il soprannome Bloody Mary). Fece giustiziare Cranmer e riconciliò l’Inghilterra con Roma.

Elisabetta I (1558-1603): Dopo la morte di Maria, la sua sorellastra Elisabetta ristabilì la Chiesa Anglicana con un compromesso tra cattolicesimo e protestantesimo (via media). Con il nuovo Atto di Supremazia (1559), il monarca divenne Governatore Supremo della Chiesa d'Inghilterra (evitando il titolo di Capo Supremo per non offendere i cattolici). La Chiesa anglicana divenne progressivamente più vicina al protestantesimo.

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3) La Riforma in Francia e le Guerre di Religione


La Riforma protestante ebbe un impatto significativo anche in Francia, dove diede origine a un lungo periodo di conflitti noti come Guerre di Religione francesi (1562-1598). La situazione francese fu particolarmente complessa perché la monarchia cercò di mantenere il controllo tra le due fazioni religiose, mentre il protestantesimo si diffuse soprattutto tra la nobiltà.

1. La diffusione del protestantesimo in Francia
Il protestantesimo in Francia si diffuse principalmente nella forma del calvinismo, grazie all’influenza di Giovanni Calvino, che era francese ma operava da Ginevra. I suoi seguaci in Francia furono chiamati ugonotti, ed erano particolarmente numerosi tra l’aristocrazia e la borghesia urbana, soprattutto nel sud del paese.

Tuttavia, la monarchia francese rimase sempre ufficialmente cattolica. Il re Francesco I (1515-1547), pur avendo inizialmente una posizione ambigua, iniziò a reprimere i protestanti quando la loro presenza divenne troppo evidente. 

Suo figlio Enrico II (1547-1559) rafforzò la persecuzione, ma la sua morte in un torneo nel 1559 lasciò il trono a sovrani più deboli (perlopiù bimbi, come Francesco II, sposo di Maria Stuart, e Carlo IX, che governò poco e sotto la reggenza della madre Caterina de Medici), aprendo la strada a una crisi politica e religiosa.

2. Le Guerre di Religione francesi (1562-1598)
Le tensioni tra cattolici e ugonotti sfociarono in una serie di otto guerre civili tra il 1562 e il 1598. Il conflitto fu aggravato da questioni dinastiche e dall’intervento di potenze straniere.

2.1. Massacro di Wassy (1562) e inizio delle guerre
Il primo scontro avvenne nel 1562, quando le truppe cattoliche guidate dal duca di Guisa massacrarono un gruppo di ugonotti a Wassy, segnando l’inizio delle guerre. Da quel momento si formarono due fazioni principali:

Il partito cattolico, guidato dalla potente famiglia dei Guisa, sostenuto dalla Spagna e dal papato.

Il partito ugonotto, guidato dalla famiglia dei Borbone, con il sostegno dell’Inghilterra e dei protestanti tedeschi.

2.2. Notte di San Bartolomeo (1572): il massacro degli ugonotti
Uno degli episodi più drammatici delle guerre di religione fu il massacro della Notte di San Bartolomeo (24 agosto 1572).

La regina madre Caterina de' Medici, che controllava il regno al posto del debole re Carlo IX, organizzò un matrimonio tra sua figlia Margherita di Valois e il leader ugonotto Enrico di Borbone (futuro Enrico IV) per cercare di riconciliare le due fazioni.

Tuttavia, pochi giorni dopo le nozze, con il pretesto di un presunto complotto protestante, Caterina de’ Medici ordinò l’assassinio di molti leader ugonotti a Parigi.

La situazione degenerò in un massacro: migliaia di protestanti vennero uccisi a Parigi e in altre città francesi.

2.3. La guerra dei Tre Enrichi (1585-1589)
Negli anni successivi, la Francia si ritrovò coinvolta nella cosiddetta Guerra dei Tre Enrichi, una lotta tra:

Enrico III di Valois, re di Francia (cattolico moderato). Fa sposare la figlia Elisabetta di Valois a Filippo II e questo fa insorgere parecchia gente. (Francia e Spagna erano nemiche). Il re fa uccidere Enrico di Guisa (vedi sotto) e per ritorsione verrà ucciso da un fanatico cattolico*

Enrico di Guisa, capo della Lega cattolica (ultracattolico,)

Enrico di Borbone, re di Navarra e capo degli ugonotti (protestante).



Dopo una serie di omicidi e tradimenti *, Enrico di Borbone rimase l’unico pretendente al trono, ma per farsi accettare dai cattolici nel 1593 si convertì al cattolicesimo dopo aver vinto uno scontro con la Spagna, pronunciando la famosa frase:

"Parigi val bene una Messa",
sottolineando la sua scelta pragmatica.

3. La fine delle guerre e l'Editto di Nantes (1598)
Divenuto re con il nome di Enrico IV, nel 1598 promulgò l’Editto di Nantes, che pose fine alle guerre di religione concedendo:

Libertà di culto agli ugonotti in certe zone della Francia, pur classificando il cattolicesimo religione di stato.

Concede parziali Diritti civili e politici ai protestanti.

e Sicurezza militare con la possibilità di mantenere alcune città fortificate (come La Rochelle).

Enrico IV verrà ucciso nel 1610 da un fanatico cattolico, pur avendo riequilibrato i rapporti religiosi in Francia. La crisi dinastica e la ribellione nobiliare verrà sedata dal potente cardinale Richelieu. (1545 / 1652)

L’editto di Nantes (1598) garantì una fragile pace religiosa, ma nel 1685 il re Luigi XIV lo revocò con l’Editto di Fontainebleau, scatenando la fuga di migliaia di ugonotti dalla Francia.

Conclusioni
La Riforma protestante in Francia portò a decenni di guerre devastanti, ma con l’Editto di Nantes Enrico IV riuscì a garantire una convivenza, anche se temporanea. Tuttavia, il cattolicesimo rimase la religione dominante in Francia, e la tolleranza religiosa fu annullata nel XVII secolo, costringendo i protestanti all’esilio o alla conversione forzata.

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4) La Riforma Protestante in Spagna: repressione e Controriforma



A differenza di altri paesi europei, la Spagna non adottò mai il protestantesimo e rimase saldamente cattolica. Questo fu dovuto a diversi fattori:

  1. Il forte legame tra monarchia e Chiesa cattolica, che impedì qualsiasi diffusione delle idee riformate.

  2. L’azione repressiva dell’Inquisizione spagnola, che perseguitò duramente chiunque fosse sospettato di eresia.

  3. L’ideologia della “Reconquista”, che aveva plasmato un'identità spagnola profondamente cattolica e intollerante verso le minoranze religiose.


1. Il contesto spagnolo: un cattolicesimo militante

Quando la Riforma di Lutero iniziò a diffondersi in Europa, la Spagna era governata da Carlo V (1516-1556), imperatore del Sacro Romano Impero e re di Spagna. Egli fu uno dei principali oppositori del protestantesimo, combattendo duramente i principi luterani in Germania e sostenendo la Controriforma cattolica.

La Spagna aveva già una tradizione di intolleranza religiosa:

  • La Reconquista (terminata nel 1492) aveva portato alla cacciata di musulmani ed ebrei, lasciando una società monoreligiosa.

  • L’Inquisizione spagnola, istituita nel 1478 sotto i Re Cattolici, aveva il compito di sorvegliare l’ortodossia religiosa, con metodi spesso brutali.

In questo clima, il protestantesimo non trovò alcuno spazio per svilupparsi.


2. Il rifiuto del protestantesimo e la repressione

Quando le idee luterane cominciarono a circolare in Spagna nei primi decenni del Cinquecento, la reazione della monarchia e dell’Inquisizione fu immediata:

  • Nel 1559, Filippo II vietò severamente l’importazione e la lettura di libri protestanti.

  • L’Inquisizione intensificò la caccia agli eretici, arrestando e processando chiunque fosse sospettato di simpatie riformate.

  • Alcuni piccoli gruppi protestanti, come quelli di Siviglia e Valladolid, furono rapidamente scoperti e smantellati con processi pubblici e roghi.

La repressione fu così efficace che il protestantesimo non riuscì mai a radicarsi in Spagna.


3. Filippo II e la lotta contro il protestantesimo in Europa

Il successore di Carlo V, Filippo II di Spagna (1556-1598), fu ancora più intransigente nella difesa del cattolicesimo. Egli si considerava il paladino della Chiesa e combatté il protestantesimo su diversi fronti:

  • In Olanda, cercò di reprimere la rivolta dei calvinisti fiamminghi, ma il conflitto portò all’indipendenza delle Province Unite (1581).

  • In Inghilterra, tentò di restaurare il cattolicesimo sostenendo Maria Stuart e lanciando l’Invincibile Armata contro Elisabetta I nel 1588 (fallimento totale).

  • In Francia, finanziò la Lega Cattolica contro gli ugonotti nelle guerre di religione.

La sua politica rafforzò la posizione della Spagna come bastione della Controriforma, ma la lasciò economicamente indebolita.


4. La Spagna e la Controriforma

Pur non essendoci protestanti da combattere internamente, la Spagna giocò un ruolo chiave nella Controriforma:

  • L’Inquisizione rimase attivissima, colpendo non solo gli eretici, ma anche intellettuali sospettati di idee non ortodosse.

  • L’Indice dei Libri Proibiti vietò numerose opere, limitando la libertà di pensiero.

  • La Spagna sostenne il Concilio di Trento (1545-1563) e ne applicò rigidamente le decisioni.

  • Ordini religiosi come i gesuiti ebbero un enorme sviluppo e contribuirono all’espansione missionaria in America e Asia.


Conclusioni

La Spagna fu uno dei pochi paesi europei in cui il protestantesimo non riuscì a mettere radici. Grazie alla stretta alleanza tra monarchia e Chiesa, alla forza dell’Inquisizione e all’identità cattolica consolidata dalla Reconquista, la Spagna rimase un baluardo della Controriforma e del cattolicesimo militante. Tuttavia, questa rigidità culturale e religiosa contribuì, nel lungo periodo, all’arretratezza intellettuale e scientifica del paese rispetto ad altre nazioni europee.









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APPROFONDIMENTI

Lutero Contro Erasmo Da Rotterdam (1466 – 1536)


http://images.slideplayer.it/1/542182/slides/slide_9.jpg

erasmo da rotterdam

Calvino e la chiesa calvinista


http://images.slideplayer.it/1/195038/slides/slide_18.jpg

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Riforma anglicana e Enrico VIII (1491 – 1547)





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Thomas More (Tommaso Moro) (1478 – 1535)


Le sei mogli di Enrico VIII

Inquisizione, caccia alle streghe e malleus maleficarum (1486)



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Lavori e attività 2026

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