DECOLONIZZAZIONE
Il decolonialismo è il lungo e complesso processo attraverso il quale, nel corso del XX secolo, le potenze europee (e non solo) persero il controllo politico e militare sulle loro colonie, che conquistarono l’indipendenza.
I paesi europei persero i loro "imperi coloniali", alcuni in maniera più lineare e "pacifica", con nel caso dell'Inghilterra e dell'India, altri in maniera più violenta, come nel caso della Francia.
Questo fenomeno rappresenta una delle trasformazioni più profonde della storia contemporanea, segnando la fine dell’imperialismo coloniale classico e la nascita di nuovi Stati nazionali in Africa, Asia, Medio Oriente e Caraibi.
La decolonizzazione avvenne in tre fasi.
- 1945-1956, acquistano l’indipendenza l’Asia e la maggioranza del mondo arabo
- 1957-1965, ottengono l’indipendenza l’Algeria, l’Africa sub-sahariana
- 1966-1990 l’America centrale e l’Africa meridionale
🌍 Contesto e cause del decolonialismo
1. Contesto storico
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Durante il XIX e l’inizio del XX secolo, gran parte del mondo era sotto il controllo coloniale delle potenze europee (soprattutto Regno Unito, Francia, Belgio, Olanda, Italia, Portogallo, Germania) e, in parte, del Giappone e degli USA.
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Le colonie venivano sfruttate economicamente e spesso dominate con la forza, senza un reale riconoscimento dei diritti degli abitanti.
Venivano usate per recuperare materie prime, e spesso per rivendere prodotti finiti.
2. Cause profonde
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Ideali di autodeterminazione: già dopo la Prima guerra mondiale, grazie a Woodrow Wilson e alla nascita della Società delle Nazioni, si diffondeva l’idea che ogni popolo dovesse potersi autogovernare.
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Nazionalismi locali: in molte colonie nascevano movimenti indipendentisti (India, Algeria, Indonesia…).
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Contraddizioni interne al colonialismo: si diffondeva un'educazione “occidentale” nelle colonie che finiva per produrre nuove élite che rifiutavano la subordinazione.
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Debolezza delle potenze europee dopo la Seconda guerra mondiale: molte potenze coloniali uscirono indebolite e stremate dal conflitto.
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Pressione internazionale: USA e URSS, pur per motivi diversi, erano favorevoli alla fine del colonialismo (gli USA per motivi ideologici e strategici, l’URSS per ragioni anticapitaliste). Entrambe probabilmente volevano un Europa più debole dal punto di vista economico.
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ONU: la Carta dell’ONU del 1945 includeva il principio dell’autodeterminazione dei popoli.
📆 Le fasi del decolonialismo
🔹 1ª fase: Anni ’40 (fine Seconda guerra mondiale)
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Inizio in Asia:
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India (1947): indipendenza dal Regno Unito dopo una lunga lotta nonviolenta guidata da Gandhi e Nehru → nasce anche il Pakistan, ma Gandhi verrà ucciso da un estremista indù.
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Indonesia (1945–1949): proclamata indipendenza dai nazionalisti guidati da Sukarno, lotta contro i Paesi Bassi.
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Indocina francese (Vietnam, Laos, Cambogia): il Viet Minh di Ho Chi Minh lotta contro i francesi → guerra d’Indocina (1946–1954).
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Palestina (1948): la fine del mandato britannico e la creazione dello Stato d’Israele provoca lo scontro arabo-israeliano e la “questione palestinese”. (***)
🔹 2ª fase: Anni ’50–’60 – Africa e guerre di liberazione
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Africa settentrionale:
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Egitto (1952): colpo di Stato di Nasser, fine della monarchia filo-britannica.
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Algeria (1954–1962): lunga guerra d’indipendenza dalla Francia, segnata da atrocità su entrambi i lati → indipendenza nel 1962 (accordi di Evian).
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Marocco e Tunisia (1956): ottengono l’indipendenza dalla Francia.
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Africa sub-sahariana:
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Tra il 1957 (Ghana) e il 1964, molti Stati africani ottengono pacificamente l’indipendenza, soprattutto da Francia e Regno Unito (es. Nigeria, Senegal, Costa d’Avorio, Kenya, Tanzania…).
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Alcuni casi restano più violenti: l'Angola e il Mozambico, colonie portoghesi, ottengono l'indipendenza solo nel 1975, dopo dure guerre (e la caduta del regime fascista in Portogallo).
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Belgio:
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Il caso più drammatico è il Congo (1960), indipendenza improvvisa e non gestita → caos, assassinio di Lumumba, interventi stranieri, e lunga instabilità.
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🔹 3ª fase: Anni ’70–’80 – Ultime colonie e casi particolari
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Portogallo: dopo la rivoluzione dei garofani (1974), perde rapidamente le sue colonie africane (Angola, Mozambico, Guinea-Bissau).
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Zimbabwe (ex-Rodhesia): indipendenza dalla minoranza bianca nel 1980 dopo una lunga guerra civile.
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Namibia: indipendenza dal Sudafrica nel 1990.
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Sudafrica: non colonia in senso classico, ma dominata dalla minoranza bianca con l’apartheid. Solo nel 1994, con le elezioni libere, si chiude la fase coloniale interna.
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Hong Kong: torna alla Cina nel 1997 dopo oltre un secolo di dominio britannico.
🧭 Conseguenze del decolonialismo
🔸 Positive
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Nascita di oltre 100 nuovi Stati sovrani, soprattutto in Africa e Asia.
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Risveglio dell'identità nazionale nei Paesi ex colonizzati.
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Sviluppo di organismi internazionali “non allineati” (Conferenza di Bandung 1955, Movimento dei Non Allineati).
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Fine del dominio coloniale diretto: un nuovo ordine mondiale si andava formando.
🔸 Negative e ambigue
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Neocolonialismo: le ex colonie restano spesso dipendenti economicamente da ex potenze o da potenze esterne (USA, URSS, oggi anche Cina).
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Instabilità politica: molti nuovi Stati erano deboli, segnati da:
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Corruzione
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Regimi autoritari
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Guerre civili o etniche
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Conflitti di confine: spesso i confini coloniali erano arbitrari e non rispettavano etnie, religioni o geografie.
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Guerre per procura nella Guerra Fredda: molti Stati ex colonie divennero terreno di scontro tra USA e URSS (Vietnam, Angola, Afghanistan, ecc.).
📌 In sintesi
| Fase | Area principale | Eventi chiave |
|---|---|---|
| 1945–1950s | Asia | India (1947), Indonesia, Indocina (45 - 1954) |
| 1950s–1960s | Africa, Medio Oriente | Algeria, Egitto (52), Marocco, Africa sub-sahariana |
| 1970s–1990s | Ultime colonie | Angola, Mozambico, Zimbabwe, Namibia |
Il decolonialismo è stato un momento di liberazione e di frattura, che ha chiuso il capitolo dell’imperialismo classico ma ha lasciato molte sfide aperte.
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Questione palestinese
La questione palestinese è una delle più complesse e durature del mondo contemporaneo. Affonda le sue radici nel periodo ottomano, si sviluppa nel contesto del colonialismo britannico, dell’antisemitismo europeo e culmina nel conflitto arabo-israeliano a partire dalla metà del Novecento. Si tratta di un intreccio di nazionalismo, religione, identità, interessi geopolitici e migrazioni forzate.
Andiamo per gradi.
🏛 1. Premesse storiche (fino al 1917)
🔹 Palestina ottomana
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Per secoli, la Palestina (intesa in senso geografico) faceva parte dell’Impero Ottomano.
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Era una regione a maggioranza araba musulmana, con minoranze cristiane ed ebraiche conviventi.
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Non esisteva uno Stato chiamato “Palestina”, ma il termine indicava genericamente una zona tra Mediterraneo e Giordano.
🔹 Nascita del sionismo (fine XIX sec.)
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A fine ’800, in risposta ai crescenti pogrom antiebraici in Europa orientale e all’antisemitismo occidentale, nacque il sionismo, movimento ebraico per la creazione di uno Stato nazionale.
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Theodor Herzl, nel 1896, pubblica Der Judenstaat, proponendo la creazione di uno Stato ebraico in Palestina.
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Iniziano le prime ondate migratorie ebraiche (Aliyot) in Palestina, ancora sotto dominio ottomano.
🇬🇧 2. Mandato britannico e promesse contraddittorie (1917–1947)
🔹 Dichiarazione Balfour (1917)
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In piena Prima guerra mondiale, il Regno Unito promette l’appoggio alla creazione di un “focolare nazionale ebraico in Palestina”.
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Ma promesse opposte erano già state fatte agli arabi (corrispondenza McMahon-Husayn) in cambio della rivolta contro gli Ottomani.
🔹 Mandato britannico (1920–1948)
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Con il Trattato di Sèvres e poi Sanremo, la Società delle Nazioni assegna al Regno Unito il mandato sulla Palestina.
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Gli ebrei aumentano con l’immigrazione (specie dopo il 1933, con Hitler) e acquistano terre.
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Ciò genera conflitti con la popolazione araba, che teme l'esproprio e lo “straniero”.
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1936–39: grande rivolta araba repressa duramente dagli inglesi.
🌍 3. La spartizione ONU e la nascita di Israele (1947–1949)
🔹 Piano di spartizione ONU (1947)
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L’ONU propone una spartizione della Palestina:
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56% a uno Stato ebraico (anche se erano tra il 33 e il 35 % della popolazione nel territorio) [United Nations Special Committee on Palestine (UNSCOP), Report 1947], 43% a uno arabo, Gerusalemme sotto controllo internazionale.
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Rifiutato dagli arabi (palestinesi e Stati vicini), accettato dagli ebrei.
🔹 Proclamazione di Israele (14 maggio 1948)
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Ben Gurion proclama la nascita dello Stato di Israele. (Grazie anche ad appoggio americano). Molti arabi devono lasciare i territori dove abitavano.
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Gli eserciti arabi attaccano perché non accettano il disequilibrio del piano (Egitto, Siria, Giordania, Iraq, Libano): si apre la prima guerra arabo-israeliana.
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Israele resiste e si espande oltre i confini ONU. [Israele occupò circa il 78% del territorio, ben oltre i confini previsti dall’ONU. 700.000 palestinesi furono espulsi o fuggirono: è la Nakba. (Fonti: Ilan Pappé, Benny Morris, ONU Ris. 194/1948)]
🔹 Nakba ("catastrofe") palestinese
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Oltre 700.000 palestinesi fuggono o vengono espulsi → problema dei rifugiati che durerà fino a oggi.
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Gerusalemme viene divisa: ovest a Israele, est (compresa la Città Vecchia) alla Giordania.
🪖 4. Le guerre arabo-israeliane e l’occupazione (1956–1973)
🔹 Crisi di Suez (1956)
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Israele, Regno Unito e Francia attaccano l’Egitto dopo la nazionalizzazione del canale.
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Israele occupa brevemente il Sinai → ritirata sotto pressione USA e URSS.
( Crisi di Suez (fine 1956): Eisenhower prese una posizione netta contro l'intervento militare di Francia, Regno Unito e Israele contro l’Egitto, affermando la leadership americana anche sugli alleati. )
🔹 Guerra dei Sei Giorni (1967)
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Israele attacca preventivamente Egitto, Siria e Giordania → vittoria totale.
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Occupa Cisgiordania (West Bank), Striscia di Gaza, alture del Golan, Gerusalemme Est e il Sinai.
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Nasce l’occupazione militare israeliana dei territori palestinesi.
Da allora, Cisgiordania e Gerusalemme Est restano occupate illegalmente secondo il diritto internazionale. (Fonti: ONU Ris. 242; ICJ (corte internazionale di giustizia), parere 2004)
🔹 Guerra del Kippur (1973)
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Egitto e Siria attaccano per riconquistare i territori → guerra inizialmente favorevole agli arabi, poi rovesciata da Israele. Da questo periodo i paesi arabi quadruplicano il prezzo del petrolio in protesta verso gli occidentali --> Crisi economica degli anni Settanta.
🏳️ 5. Emergenza della causa palestinese e negoziati (1964–1993)
🔹 OLP (1964)
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Nasce l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, con a capo Yasser Arafat dal 1969.
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All'inizio punta su lotta armata e guerriglia → considerata terrorista da Israele.
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1972: attentato palestinese alle Olimpiadi di Monaco (uccisi 11 atleti israeliani, rapiti da Settembre Nero, per richiedere il rilascio di 234 prigionieri palestinesi detenuti in Israele).
Gli atleti muoiono in seguiti ad un tentativo di salvataggio tedesco mal riuscito [(Fonti: Simon Reeve, One Day in September, 2000; documenti ufficiali tedeschi declassificati nel 2012.)]
REAZIONE ISRAELIANA: La premier Golda Meir organizzò tramite il Mossad una rappresaglia per eliminare Settembre Nero.
Tra il 1972 e i primi anni ’80, diversi esponenti palestinesi e arabi furono assassinati in Europa e Medio Oriente.
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Le uccisioni più note:
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Wael Zwaiter (Roma, ottobre 1972)
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Mahmoud Hamshari (Parigi, dicembre 1972)
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Basil al-Kubaissi (Parigi, 1973)
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Ali Hassan Salameh (Beirut, 1979), ritenuto uno dei pianificatori principali di Monaco.
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🔸 Non tutti gli uccisi erano effettivamente coinvolti: almeno alcuni casi di errore furono documentati.
Il più noto è quello di Lillehammer (Norvegia, 1973), dove il Mossad uccise per errore un cameriere marocchino, Ahmed Bouchiki, scambiandolo per un terrorista.(Fonti: Aaron Klein, Striking Back, 2005; Time Magazine archives; The Guardian, 2012.)
🔹 Prima Intifada (1987–1993)
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Sollevazione popolare nei territori occupati (Cisgiordania e Gaza), con pietre, manifestazioni e repressione armata.
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Simboleggia la svolta verso una resistenza civile e la legittimazione internazionale dei palestinesi.
✍️ 6. Processo di pace e due Stati (1993–2000)
🔹 Accordi di Oslo (1993–1995)
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Mediazione USA (Clinton): Israele e OLP si riconoscono reciprocamente.
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Nasce l’Autorità Nazionale Palestinese, autogoverno limitato su Gaza e parte della Cisgiordania.
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Arafat e Rabin si stringono la mano (1993), Rabin verrà ucciso da un estremista israeliano nel 1995.
💣 7. Crisi del processo di pace e seconda Intifada (2000–oggi)
🔹 Seconda Intifada (2000–2005)
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Scoppia dopo visita provocatoria di Ariel Sharon sulla Spianata delle Moschee.
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Violenza diffusa, attentati suicidi, repressioni, costruzione del muro di separazione da parte di Israele.
🔹 Frattura interna palestinese (2006–2007)
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Hamas, movimento islamista radicale, vince le elezioni.
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Scontro con Fatah di Arafat → divisione:
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Hamas governa Gaza
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Fatah governa (formalmente) Cisgiordania.
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📌 Situazione attuale e conseguenze
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Nessuna soluzione definitiva: la formula “due popoli, due Stati” resta irrealizzata.
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Occupazione israeliana continua, con insediamenti nei territori palestinesi (colonie).
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Blocchi e guerre ricorrenti a Gaza (2008, 2012, 2014, 2021, 2023–24).
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Gerusalemme resta contesa.
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Milioni di rifugiati palestinesi vivono in Libano, Siria, Giordania, Gaza, Cisgiordania, senza diritto al ritorno.
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L’ONU riconosce la Palestina come Stato osservatore non membro dal 2012, ma non come Stato pienamente sovrano.
📜 Riepilogo cronologico sintetico
| Anno | Evento |
|---|---|
| 1896–1917 | Nascita del sionismo – Dichiarazione Balfour |
| 1920–1948 | Mandato britannico sulla Palestina |
| 1947 | Piano ONU di spartizione |
| 1948 | Nascita di Israele – Prima guerra arabo-israeliana – Nakba |
| 1967 | Guerra dei Sei Giorni – occupazione dei territori palestinesi |
| 1987 | Prima Intifada |
| 1993 | Accordi di Oslo – riconoscimento reciproco |
| 2000 | Seconda Intifada |
| 2006–2007 | Divisione interna tra Hamas e Fatah |
| 2012 | Palestina osservatore ONU |
| 2023–2024 | Nuove guerre e bombardamenti a Gaza |
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FONTI E APPROFONDIMENTI
https://www.filodidattica.it/2018/03/13/la-decolonizzazione/
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Per l'attentato di Monaco e le conseguenze:
Aaron J. Klein, Striking Back: The 1972 Munich Olympics Massacre and Israel’s Deadly Response (Random House, 2005)
Simon Reeve, One Day in September (Faber & Faber, 2000)
BBC, Munich Massacre: New Evidence (2012)
The Guardian, The Mossad's revenge mission (2012)

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