PEDAGOGIA: "Condurre i bambini a divenire persone responsabili." - Studio dei processi educativi e delle relazioni che li rendono possibili.
Tale scienza (arte) include metodi, teorie, fini e processi.
STORIA DELL'EDUCAZIONE E CORRENTI PEDAGOGICHE
Antichità
EBRAISMO
Ebraismo: non tanto educazione politica e della città ma diretto contatto con Dio (personalismo) ed unione tra corpo ed anima. Metafisica del nome proprio.
La scuola ebraica si fonda sul rito, sulla trasmissione religiosa e delle proprie tradizioni.
Include conoscenze più tecniche (Medicina, astronomia, matematica e geografia). Il libro e la fonte principale è la Bibbia (Torah) dove emerge anche la figura di un Dio maestro e portatore di valori morali.
L'insegnamento della Legge e della Bibbia deve essere rivolto a tutti, in tutte le fasi della vita.
Modalità di insegnamento basato su una molteplicità di ruoli: ha un suo sistema formativo dato dalla famiglia, dalla scuola, e dai rabbini. Tante figure che concorrono alla pedagogia ed alla formazione, che include aspetti teorici, umanistici, e scientifici che però ricadono nella visione religiosa del mondo.
La Famiglia è il luogo fondamentale per l'ambiente educativo primario, nel nomadismo mesopotamico. La Figura centrale è quella del padre.
Bisogna apprendere i precetti della torah a suon di massime, sentenze e proverbi.
La legge viene anche incisa sulle porte, le pareti, e il padre deve quindi saper leggere e scrivere ed insegnarlo ai figli.
Altrettanto necessaria è l'Alfabetizzazione del figlio maschio.
I Metodi sono spesso severi, "Chi trascura il bastone odia i propri figli".
Ma anche comprensivi: "punisci con una mano ma accarezza con due".
Il Sistema è molto duro e serio, forse perché riprende quello sacerdotale e connesso a quello di Dio: quello delle punizioni e dei diluvi.
Non lascia libertà ai giovani.
Si vede forse anche la paura di perdere la loro cultura, per ex a causa delle varie persecuzioni del popolo ebraico.
- Antica Grecia
Sparta e Atene offrono modelli opposti.
Sparta propone un rigido sistema basato sulla gerarchia e sulla militarizzazione, ed ha lo scopo di formare guerrieri coraggiosi. (Agoghé spartana)
Atene un'educazione fisica e intellettuale, che celebra la bellezza e l'arte, nelle sue forme di: musica, scrittura, e retorica.
Socrate sviluppò l'educazione orale dialogica della Maieutica, i sofisti l'arte della retorica e dei monologhi, Platone approfondisce lo studio della politica e la scoperta del sé. (Paideia)
SOFISTI (V e IV secolo aC)
Insegnamento come techné, con il metodo dell'arte persuasiva per dare abilità politiche pratiche. L'educazione si trasmette per vicinanza (osmosi) ed è atta a ottenere una fioritura personale.
I sofisti trasmettono un relativismo che può avere vantaggi in pedagogia, ma se nulla è conoscibile (la verità non è raggiungibile), che senso ha insegnare? Forse Solo quello pratico del persuadere.
SOCRATE (470 - 399 aC)
Critica l'idea che non esista nessuna verità. Del resto, sostenere che "non esiste la verità" è un paradosso, perché in questa frase è implicito il suo contrario, ossia che esista almeno la verità che non ne esista nessuna.
La pedagogia di Socrate ricerca la verità nel dialogo, perché non vuole trasmettere una definizione, ma vuole che l'allievo trovi la sua verità per mezzo del proprio pensiero critico. Sapere di non sapere (umiltà) e voglia di conoscere se stessi sono essenziali a questo processo di progressiva liberazione dall'ignoranza e dall'arroganza.
PLATONE (428 / 348 aC)
La Conoscenza deve partire dall'opinione ragionata e spingersi alle idee morali e quelle matematiche.
La Repubblica di Platone per Rosseau è un testo pedagogico.
L'educazione ha una funzione di equilibrio e di utilità sociale. Nel suo stato utopico la società è divisa in tre classi, ed ognuna di queste è educata a una virtù e uno scopo: i lavoratori producono i beni e sviluppano la temperanza; i guerrieri difendono lo Stato e sviluppano il coraggio; i politici governano e sviluppano la saggezza; insieme devono essere armonici e sviluppare la giustizia.
ARISTOTELE (384 - 322 aC)
in Aristotele La pedagogia è pratica e relativa ad un'etica dei mezzi e delle virtù.
Essa deve sviluppare sia le virtù etiche (connesse alle relazioni umane e alla ricerca della felicità - Eudaimonia) sia quelle dianoetiche (come la conoscenza, l'intelligenza e la prudenza del giusto mezzo - misura).
La formazione deve essere progressiva e capace di formare cittadini consapevoli.
Ogni uomo deve sviluppare la sua essenza (entelechia) intesa come sua perfezione.
"La felicità è autorealizzazione virtuosa ottenuta in un contesto di civile convivenza attraverso comportamenti etici. "
Un ruolo principale nell'educazione, oltre all'etica, ce l'ha la politica: l'uomo è un animale sociale e in quella società deve trovare l'armonia. La famiglia è la prima associazione e lo Stato dovrebbe aiutare l'autorealizzazione e la serenità dei suoi cittadini.
Pedagogia STOICA
Zenone (300 ac)
e I e II secolo dc (Seneca, Epitteto, Marco Aurelio)
Negli stoici la pedagogia ricerca la misura (accettare quello che possiamo controllare e quanto non possiamo controllare) e la conoscenza della natura e della logica come strumenti per conoscere i nostri limiti, i nostri talenti e quel minimo di serenità che ci è concesso in vita.
Si studia a questo scopo Fisica, Etica e Logica.
Il Telos (scopo) riguarda il come seguire la nostra natura e quella esterna (logos).
L'uomo nasce buono (naturale) ma poi decade e si perverte, perde il suo scopo, si lascia trascinare dalle passioni, fugge da se stesso e perde tempo.
L'educazione deve allora ammonire al lasciarsi catturare dalle passioni ( sviluppando apatia) ed esortare alla riflessione [manuale di Epitteto e lettere morali di Seneca]
Con gli stoici la paideia (educazione globale dell'uomo) si sposta dalla conoscenza alla volontà ed il retto agire.
PEDAGOGIA NELLA ROMA ARCAICA
Sono fondamentali il rispetto per le XII tavole, l'educazione civica e quella pratica.
Normalmente l'educazione viene divisa in tre livelli principali:
1) Primaria, (litterator) dedita all'alfabetizzazione
2) Secondaria (Grammaticus) all'approfondimento letterario
3) Superiore (Rhetor) al ragionamento e alla retorica.
CICERONE (106 / 43 aC)
L'educazione ciceroniana (Humanitas) ha come pilastri l'umanità, l'educazione civica e il raggiungimento della giustizia e delle virtù personali.
L'ideale di Cicerone da raggiungere è il perfetto oratore. Si occupa anche di politica e moralità specie in senso teorico.
In confronto a Quintilliano, Cicerone non sviluppa questo tipo di suddivisione delle fasi di vita, ma piuttosto si concentra sull'educazione come strumento per formare il cittadino attivo e morale attraverso la retorica e l'oratoria, ritenendo che una solida preparazione oratoria fosse fondamentale per un ruolo pubblico, soprattutto nell'età adulta. Non esprime una visione strutturata delle fasi dell'infanzia e adolescenza come fa Quintiliano.
Quintilliano (35 - 96 dC)
Pensa al maestro come esempio (modello) da proporre agli studenti, difende la scuola pubblica e sostiene il processo di crescita.
Gradualità educativa:
a) Una prima educazione infantile, dove il gioco e la scoperta aiutano a scoprire il mondo.
b) Una fase adolescenziale, più rivolta allo studio
c) Una fase adulta, dove la politica e il diritto divengono fondamentali.
In questo periodo ha grande importanza l'influenza del cristianesimo.
Infatti abbiamo prevalentemente una Pedagogia della fede.
La Fede viene intesa in due livelli: fede con cui credo (rischio individualità) e fede in cosa credo (dogmi, rischio autoritarismo).
Nel medioevo si deve conciliare il sistema di Aristotele con la fede in una forma dialettica e non conflittuale. In questo processo si inseriscono i metodi pedagogici di Anselmo di Canterbury (O Anselmo d'Aosta): lectio (lezione), quaestio (domanda), disputatio. (discussione)
Un altro ambito di educazione e pedagogia risiede nel misticismo.
Già c'erano mistici come Teresa D'Avila e Giovanni della Croce o Meister Eckart, che vedono la conoscenza come qualcosa di mistico ed oscuro, e l'avvicinamento a Dio come un togliere (teologia negativa) e, quindi, un "formare" in senso artistico. Bisogna liberarsi dalle cose, dalle persone e da se stessi per diventare divini.
Jakob Bohme (1575, seguace di Eckart) aggiunge il duello. C'è una formazione personale (autorealizzazione) che è satanica ed una formazione "altra", di svuotamento, che è divina.
Gioacchino da Fiore (1130), si occupa di storia e processi e vede fondamentalmente tre epoche: quella del padre, del figlio, e dello spirito santo, l'ultima è la salvezza, ed è terrena. Progressivamente si uniscono redenzione ed educazione.
SANT'AGOSTINO d'Ippona (354 / 430)
Agostino, padre della Chiesa, vede la figura di Cristo come esemplare del maestro. Nell'approccio della conoscenza ragione e fede devono coniugarsi e la teoria dell'illuminazione interna (dovuta alla grazia divina) va a sostituire o completare la teoria platonica della reminiscenza esterna (il ricordo della verità per mezzo del dialogo)
Memoria, meditazione, copia e vita dei monasteri assumono grande importanza.
Cassiodoro (485 - 580) politico, storico e letterato romano.
Sottolinea l'importanza della scuola monastica e la loro tradizione di studio, scrittura e ripetizione in collegamento con il passato. Fonda infatti il monastero Vivarium in Calabria, centro di trasmissione delle sacre scritture.
Cerca di fondere lo studio dei classici con la fede e la religione, risultando un modello per altre scuole monastiche.
Divide lo studio in litterae divinae (Scritture Sacre e teologia) e litterae saeculares (arti liberali).
ISIDORO DI SIVIGLIA (560 - 636)
Studioso importante per il contributo nella nascita dell'etimologia e l'enciclopedia del sapere, diviso in arti liberali, ossia
Trivium: retorica, grammatica e dialettica
Quadrivium: aritmetica, geometria, astronomia e musica.
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Con la nascita delle università (la prima è quella di Bologna, 1088) nasce anche una cultura ed un'educazione più laica, dove le scuole sono basate su un accordo contrattuale tra studenti e insegnanti, e dove talvolta le problematiche di fede lasciano il posto allo studio della logica, del diritto, della filosofia e della medicina, come nel caso della Scuola medica di Salerno.
UMANESIMO E RINASCIMENTO
Nasce una nuova visione educativa, basata sulla poliedricità degli studi e la loro armonia. Fondamentali sono anche la traduzione e la lettura dei classici greci e latini.
Nel XVI secolo Martin Lutero (1483 - 1546) s'innesta nella riforma protestante che, grazie all'esame autonomo delle sacre scritture muove verso la promozione di scuole borghesi e popolari che ne permettano la comprensione senza l'ausilio di un sacerdote latinista.
Implicito diviene il diritto / dovere di ogni buon cristiano all'istruzione.
La Chiesa cattolica, dal canto suo, reagirà a questa prospettiva con la Controriforma, legata al Concilio di Trento (1546) e Papa Paolo III (1468 / 1549) che cercherà di porre un freno a tale indipendenza anche tramite l'istituzione di collegi e convitti cattolici per rafforzare la cultura dei prelati.
L'umanesimo in generale ha come punti fondamentali:
La centralità dell'uomo; lo studio dei classici, l'educazione liberale, la riforma dell'educazione per il maggior interesse verso le arti, la scienza e la filosofia.
Vengono anche a realizzarsi pensieri relative alle utopie (Città del sole di Campanella, Utopia di moro e nuova Atlantide di Bacone.)
Confronto tra la visione medievale e tranquilla e trascendente di Dante e il Decameron di boccaccio, dove ogni individuo deve assaporare tutte le altezze e bassezze della vita umana e forma la sua vita nel tempo in una maniera che deve essere sua. Qui la donna non è una femmina angelicata ma una cortigiana di nome Fiammetta.
Rabelais con gargantua e pantagruele ironizza sulla vecchia educazione, Bruno promuove l'infinito e Erasmo smaschera i dotti per promuovere i pazzi. Pico della Mirandola (1463) celebra la dignità e la libertà dell'uomo.
Fabula de homine juan luis vives
Calvino critica Erasmo sul libero arbitrio, anche l'educazione non è scelta, ma grazia, e rapporto con Dio, e non scuola cattolica, ma familiare e professionale.
Zwingli (1484) parla anche di una educazione come comunità (tutti educano sempre tutti).
Filippo di Melantone (1497) cerca di portare fede, ragione, esperienza come di pari grado in pedagogia. Ed erudizione accademica come precisione che porta all'umiltà.
Jan Amos Komensky (Comenio) (1592 - 1670)
(https://i1.wp.com/gabriellagiudici.it/wp-content/uploads/2018/03/Cattura-940x419.png?resize=940%2C419)
La Pedagogia di Comenio è come un abbraccio generale dello scibile.
L'ozio nella sua filosofia è il male più gravoso e deve essere curato con istruzione e attività impegnata.
L'uomo deve riportare l'ordine al mondo con la pansophia.
Tale conoscenza avviene grazie ai Tre libri di Dio: quello della matematica (come diceva Galilei), la bibbia, e la ragione umana.
Coloro che sono esperti nel leggerli sono scienziati, teologi, filosofi.
La Scienza mescola religione politica.
Ci deve essere Eguale educazione per tutti.
Comenio immagina 8 scuole per ogni fase della vita. Dalla prenatale alla senile alla preparazione alla morte.
Già 300 anni prima dell'ONU auspica un concilio mondiale, nel quale si debba lavorare per la pace e l'unità nella scienza, nella fede e nell'azione politica.
Comenio non crede nel peccato originale, che non si concilia con il buon Dio, e la pensa in modo opposto da August Hermann Francke (1633 - 1727) che prospetta un'educazione severa, senza mai giochi, ozio, teatro o musica.
Quella di Comenio è una "Didacta magna" un'educazione per ogni fase della vita divisibile in
a) Materna, fino ai sei anni, dove si impara tramite il gioco e l'educazione sensoriale.
b) Vernacula, dove si impara la lingua vernacolare (volgare, reale) e conoscenze pratiche e quotidiane.
c) La scuola Latina, dove si studiano i classici
d) l'Accademia, utile alle classi dirigenti per studi superiori.
DECALOGO DI COMENIO
1) Serve intrecciare più materie e scienze per una conoscenza completa
2) L'educazione rende uomini
3) La prima scuola è la figura della mamma
4) I bambini hanno bisogno del gioco
5) Serve unire teoria e pratica
6) Il maestro è il sole nella classe
7) L'importanza della disciplina
8) Bisogna iniziare dal facile e passare progressivamente al difficile
9) Tutta l'educazione a tutte le persone (tutto a tutti)
10) Equilibrio tra impegno e ricreazione.
La sua pedagogia si esprime su tre concetti principali: l'educazione universale, la sapienza universale e la scuola universale.
ERASMO DA ROTTERDAM (1466 / 1536)
Promuove lo sviluppo delle arti e delle scienze .
Si sviluppano in questo periodo nuove idee utopiche di città e stati perfetti, sul modello della Repubblica di Platone. In questa si teorizza l'idea di un uomo perfetto e armonico.
(Come la città del sole di Tommaso Campanella - 1568 / 1639, l'utopia di Moro e la nuova atlantide di Bacone.)
Nel XVII secolo, con l'inizio dell'era moderna, nella scuola e nell'educazione si assiste spesso a un processo di secolarizzazione, statalizzazione e laicizzazione.
Cartesio (1596 / 1650) propone come mezzo di conoscenza la forza del dubbio e il suo metodo, costituito da 4 processi fondamentali:
1. Necessità dell'evidenza (chiara e distinta)
2. Scomposizione negli elementi essenziali (analisi)
3. Ricomposizione ordinata (sintesi)
4. Controllo di non aver commesso errori o distrazioni (cura) [enumerazione]
La matematica come pietra miliare della conoscenza, razionalità, scienza. Dubbio metodico ed iperbolico per imitare la matematica e ripartire da una verità di ragione.
Bacone (1561 - 1626) con il suo novum organon con cui "sostituire" quello aristotelico, fallisce nel creare un'organizzazione di scienziati mondiale. Ma la sua metateoria dell'apprendimento resta: scienza come processo infinito dove si intersecano induzione e deduzione, generazione di nuove sconosciute ipotesi e efficacia pratica, interpretazione della natura ed interazione con essa.
ETà MODERNA - XVII e XVIII secolo (Illuminismo)
Nell'illuminismo (lume della ragione) divengono fondamentali l'uso libero della ragione (Kant), la libertà individuale, l'ottimismo per la conoscenza e il progresso, la critica alle istituzioni tradizionali e un'educazione resa progressivamente più accessibile.
Illuminismo come chiarificazione dei concetti per liberarsi dall'ignoranza ma anche dal dominio della superstizione e dell'uomo sull'uomo.
Un esempio particolare risiede nella pedagogia di John Locke, filosofo empirista inglese (1632 / 1704) (pensieri sull'educazione) dove la pedagogia si fa pragmatica, politica e interessata alla geografia come alla retorica.
Locke era però anche un difensore della scuola privata e l'uso dei precettori sulla scuola pubblica, perché credeva che le classi più elevate avrebbero ottenuto di più da un insegnamento privato e specifico.
Il suo resta un tentativo di unire pedagogia teorica ed educazione pratica.
Uno sforzo di Trovare il metodo educativo più semplice, conveniente e facile per formare uomini bene educati e capaci.
Pecca di una concezione Abbastanza classista, che si dipana appunto in un'educazione alta e privata per i gentlemen, e dai 3 ai 14 anni scuole di lavoro per i figli dei poveri.
Educazione più verso le cose che le parole, il saper vivere e la virtù che il sapere.
Giambattista Vico (1668 / 1744) introduce una dimensione storica e processuale all'educazione e all'umanità.
Scienza nuova, sviluppo di una pedagogia in senso storico e non matematico: età dei sensi, della fantasia, ragione.
Non si ha conoscenza della natura (non l'ha fatta l'uomo) e dio.
Vuole unire la pedagogia razional-matematica di Cartesio e quella retorico-umanistica precedente.
Per lui è più importante la conoscenza pratica ed il verosimile rispetto al vero ed alla matematizzazione della scienza.
Giambattista Vico (1668-1744) è una figura di spicco del pensiero filosofico e pedagogico, noto principalmente per la sua Scienza Nuova, una teoria della storia che si concentra sull'evoluzione delle civiltà umane attraverso leggi universali. Sebbene Vico non abbia scritto trattati pedagogici nel senso moderno del termine, le sue idee hanno avuto un impatto significativo sulla pedagogia e sul modo in cui concepiamo l'educazione, soprattutto attraverso la sua visione dell'uomo e della società.
Vico e la Pedagogia: i concetti principali
Il concetto di "natura" umana e educazione: Vico sostiene che l'uomo è un essere che evolve nel tempo e che la sua natura non è fissa, ma cambia attraverso le epoche. Secondo lui, l'educazione è essenziale per formare l'individuo in modo che possa comprendere e partecipare alla storia della propria cultura. L'educazione deve essere adattata al processo storico e culturale in corso. La conoscenza del passato e il contatto con le tradizioni sono cruciali per formare un individuo completo e consapevole del proprio ruolo nella società.
La pedagogia storicizzata: Vico è uno dei primi pensatori a concepire la pedagogia come un processo storico, legato alle trasformazioni sociali e culturali. Non si può insegnare e educare in modo efficace senza comprendere il contesto storico e le peculiarità delle diverse epoche. La Storia è per Vico il fondamento attraverso cui si capisce la natura umana e, di conseguenza, l'educazione. Le società passano attraverso cicli di grazia, civiltà e decadenza, e l'educazione deve tener conto di questa evoluzione.
Il principio dell'educazione integrale: Secondo Vico, l'educazione non deve limitarsi alla sola istruzione razionale, ma deve coinvolgere tutti gli aspetti dell'individuo, sia emotivi che spirituali. Egli vede il bambino come una persona da educare in modo completo, coinvolgendo l'intelletto, il cuore e il corpo. Questo approccio prefigura le moderne teorie dell'educazione integrale e globale, che enfatizzano l'importanza dell'educazione emotiva e sociale oltre che cognitiva.
**L'importanza della mitologia e del linguaggio: Un aspetto centrale della pedagogia vichiana è la centralità del linguaggio e dei simboli nella formazione dell'individuo. Secondo Vico, le prime forme di pensiero umano erano simboliche, legate a immagini e miti. In questa visione, l'educazione è anche un processo di trasformazione linguistica, dove il bambino apprende a concepire il mondo attraverso il linguaggio e i simboli. La mitologia gioca un ruolo fondamentale nel formare la coscienza e l'immaginazione del bambino, e Vico sottolinea la sua importanza come strumento educativo.
L'influenza dell'educazione nelle fasi della vita: Vico distingue tra diverse fasi evolutive della persona e le leggi dell'educazione che corrispondono a ciascuna fase. Nei bambini, per esempio, l'educazione deve essere centrata sull'immaginazione e il gioco, mentre con l'adolescenza diventa necessario l'insegnamento della ragione, delle leggi sociali e morali. La pedagogia deve essere quindi dinamica e adattarsi al percorso di sviluppo dell'individuo.
La centralità dell'educazione civica: Vico attribuisce una grande importanza all'educazione civica. Secondo lui, l'educazione non riguarda solo lo sviluppo individuale, ma è strettamente legata alla costruzione e alla conservazione della comunità. L'educazione deve formare non solo individui consapevoli, ma anche cittadini in grado di partecipare alla vita politica e sociale della propria comunità.
Sintesi:
Vico, pur non essendo un pedagogista nel senso stretto, ha sviluppato una concezione storica e integrale dell'educazione. La sua visione educativa include la necessità di un approccio dinamico e contestualizzato, che tenga conto delle diverse fasi dello sviluppo umano e delle esigenze storiche e sociali. La centralità del linguaggio, della mitologia e della civiltà rappresentano alcuni degli elementi chiave della sua teoria pedagogica, che anticipano concetti educativi moderni come l'educazione emozionale, l'educazione alla cittadinanza e il valore del contesto culturale e sociale.
"Rendete l'uomo una cosa sola con se stesso e lo renderete felice, nella misura in cui egli potrà esserlo".
Propone una pedagogia basata sull'autonomia del pensare, lo sviluppo morale, la formazione come dovere morale della società.
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La pedagogia illuministica tedesca tende all'educazione come alla formazione di abilità e utilità sociale.
Si vede in ciò la dialettica dell'illuminismo, da una parte liberazione razionale, dall'altra dominazione dell'uomo e perfezionamento per fini sociali (che cosa serve ora?) rischiando di cadere in "pedagogia nera"
IL ROMANTICISMO
Fine XVIII e XIX secolo
Dopo l'ottimismo per la scienza dell'illuminismo, il Romanticismo sviluppa una visione del mondo più personale e spirituale (Goethe, Schiller, Wordsworth, Coleridge...)
Contano maggiormente: l'esperienza diretta, le emozioni e il soggetto. L'esaltazione della natura, L'interesse per le tradizioni e le leggende, l'esaltazione del genio creativo e l'ispirazione.
Nei discorsi alla nazione tedesca (opera del 1808) vede come centrali nell'educazione la coesione sociale derivante dal senso di identità di nazionale, nel patriottismo e nella moralità.
L'Io deve scontrarsi con i suoi ostacoli (il non io) per superare continuamente i suoi limiti. Il dotto deve essere un maestro che aiuta gli allievi a farlo.
Schelling (1775 /1854)
Trova nell'unione tra natura e spirito un cammino intellettuale che possa combinare mente e spirito, amore per la natura, educazione soggettiva e ricerca dell'infinito.
Schiller (1759 - 1805) gioco (istinto ludico, che è estetico e pedagogico) come unione dell'istinto materiale (mutamento e molteplicità) e formale (autoaffermazione).
Trova una collocazione dell'individuo all'interno dello Stato: le aspirazioni e le inclinazioni del soggetto possono esplicitarsi ed esprimersi dentro l'assoluto dello Stato (Spirito che si manifesta nella Storia).
Il pensiero pedagogico si elabora in una conoscenza enciclopedica e nella dialettica tra tesi, antitesi e sintesi.
FROEBEL (1782 / 1852)
Inventore del Kindergarten (1837) (asili)
L'apprendimento per lui avviene attraverso fasi processuali:
Il lattante scopre il mondo tramite i sensi, il corpo e il fisico.
Il Fanciullo tramite l'immaginazione e il gioco.
Lo scolaro tramite la mente e l'intelletto.
3 Campi di apprendimento prioritari sono le scienze, il linguaggio e la religione.
La sua metodologia pedagogica si esplica nell'ambiente e nei materiali didattici: i così detti "doni" che servono per capire intuitivamente concetti come forma, colore, peso, ed equilibrio in modo pratico ed esperienziale.
I maestri fungono da "giardinieri" dei bambini.
Gioco come attività sommamente umana e modello pedagogico. Pedagogisti romantici: non si tratta di pedagogizzare il gioco ma di ludificare la pedagogia.
Esso è capace di rendere interiore l'esterno e esteriore l'interno.
Ossia lavoro e apprendimento. Il lavoro porta fuori, ma non il contrario. L'apprendimento porta dentro, ma non il contrario, il gioco fa entrambe le cose, insieme (l'educazione dell'uomo).
La pedagogia di Froebel si basa su una visione naturale, organica e esperienziale dell'apprendimento. Il suo approccio educativo privilegia il gioco come strumento fondamentale per l'apprendimento e la crescita del bambino, e enfatizza l’importanza di un ambiente educativo che rispetti la libertà, l'esplorazione e lo sviluppo naturale. Con l’introduzione del Kindergarten, Froebel ha gettato le basi per un nuovo modo di pensare l’educazione infantile, che influenzerà profondamente le pratiche educative moderne, valorizzando l’interazione tra il bambino, il gioco e l’ambiente di apprendimento.
PESTALOZZI (1746 / 1827)
"Educare la mano, la mente e il cuore".
Fonda scuole per bambini poveri in Svizzera.
L'educazione è un progetto di trasformazione morale, sociale e personale. Deve stabilire un equilibrio tra libertà e legge.
L'utopia educativa è la stella cometa che guida i bambini verso l'autonomia e la libertà. La religione viene vista come ancora morale e spirituale.
Metodo delle "tre D": Delle cose, delle parole e dei numeri: Pestalozzi strutturò il suo approccio educativo in modo da integrare l’esperienza sensoriale con l’elaborazione intellettiva. Il suo metodo si articolava in tre fasi:
- Cose: L’apprendimento doveva iniziare con il contatto diretto con le cose concrete. Il bambino doveva osservare, toccare, manipolare oggetti reali per comprendere il mondo che lo circonda.
- Parole: Successivamente, doveva esserci un collegamento tra gli oggetti e le parole. Le parole dovevano essere usate per esprimere, descrivere e rappresentare ciò che il bambino aveva osservato.
- Numeri: La terza fase consisteva nell’applicazione di concetti numerici, logici e matematici, per aiutare il bambino a capire la relazione tra le cose e a sviluppare una comprensione delle leggi universali.
La sua pedagogia è un equilibrio tra educazione domestica e auto-perfezionamento morale del bambino.
La sua didattica rifiuta l'idea di tabula Rasa di Locke (per lei la mente non è una tavola bianca, ma il bambino ha già talenti e inclinazioni).
Bisogna intrecciare educazione accidentale (gli eventi e gli incontri della vita quotidiana) e educazione premeditata (istruzione).
La casa deve essere l'ambiente educativo fondamentale: sereno, materno e utile all'osservazione e alla progressione naturale.
FRIEDRICK HERBART (1776 - 1841)
Pedagogia realistica ma che si basa su una sorta di psicologia delle passioni, elaborata in modo matematico (alla Spinoza).
Bisogna in qualche modo costringere la spontaneità neutrale del bambino all'educazione. Il buono deve essere presentato all'allievo come necessità estetica.
La sua pedagogia ha come fine l'etica (moralità e socialità) e si basa sulla psicologia. Teoria e pratica si autoalimentano reciprocamente.
Sono importanti la concentrazione e la riflessione del bambino, in un sistema in cui l'educazione è un governo di amore e autorità.
Il programma deve adattarsi alle classi e ai loro bisogni; molto importanti sono la libera lettura e la conversazione.
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Fonti e approfondimenti:
- Storia della Pedagogia, Winfried Bohm
- Alessandro Fanello, Youtube
- Barbasophia, youtube, storia della pedagogia
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