LA SECONDA GUERRA MONDIALE
RIASSUNTO:
1. Premesse e contesto: le ferite della Prima guerra mondiale
Dopo il 1918, il trattato di Versailles imponeva dure condizioni alla Germania: perdita di territori, riduzione dell’esercito, pesanti riparazioni di guerra (132 miliardi di marchi in 42 anni di rate). Queste misure provocarono risentimento profondo in ampi strati della popolazione tedesca, alimentando il nazionalismo e facilitando l’ascesa di Hitler.
Negli anni '30, con l’aggravarsi della crisi economica del 1929, molti Paesi virano verso regimi autoritari. In Germania, il nazismo prende il potere nel 1933; in Italia, il fascismo è già al potere dal 1922. Anche il Giappone segue una via imperialista, espandendosi in Asia (invasione della Manciuria nel 1931, guerra con la Cina nel 1937).
2. Cause della guerra e primi patti tra Stati
Espansionismo tedesco
Dal 1933, Hitler lavora per smantellare l’ordine di Versailles. Dopo aver riarmato la Germania, annette:
1936: la Renania;
1938: l’Austria (Anschluss) e i Sudeti (accordi di Monaco);
1939 (marzo): occupa la Cecoslovacchia intera, mostrando le sue reali intenzioni.
Il Patto Molotov-Ribbentrop (agosto 1939)
Germania e URSS firmano un patto di non aggressione, con clausole segrete per spartirsi la Polonia. Questo accordo sorprende l’Europa, dato il contrasto ideologico tra nazismo e comunismo. Viene chiamato così per i nomi dei due ministri tedesco-russo.
(Europa nel 1924)La Germania voleva la Polonia anche perché dopo la prima guerra mondiale era stata "divisa in due" per concedere l'accesso al mare alla Polonia. Hitler pretendeva il "corridoio di Danzica" per riunire i territori.
Nel mentre, senza ancora partecipare alla Guerra, Mussolini conquista l'Albania per mirare poi ai Balcani o alla Grecia.
3. Lo scoppio della guerra (settembre 1939)
Il 1° settembre 1939, la Germania invade la Polonia da ovest. Il 17 settembre, l’URSS la invade da est. In risposta, Francia e Regno Unito finalmente dichiarano guerra alla Germania il 3 settembre 1939. È l’inizio della Seconda guerra mondiale.
4. Le vittorie iniziali dell’Asse (1939-1941)
"Guerra lampo" tedesca: Hitler prende rapidamente parte della Polonia concentrando aviazione e mezzi corazzati in una dimostrazione di potenza. A Stalin l'altra parte.
Primavera 1940: Hitler conquista anche Danimarca e Norvegia.
Maggio-Giugno 1940: attacco alla Francia passando dal Belgio. La Francia crolla in sei settimane, perché sbagliò completamente tattica difensiva: aveva posizionato l'esercito in attesa dei tedeschi sul confine (Linea Maginot, dal nome del ministro della difesa) ma i nazisti passarono da Nord attraverso il Belgio, come nella prima guerra mondiale. Parigi è occupata. Nasce la Repubblica di Vichy (al centro-sud, nel Nord la Francia è occupata dai nazisti), governo collaborazionista guidato da Pétain, che firma l'armistizio contro il volere del generale De Gaulle.
Solo il Regno Unito resiste, sotto Churchill.
Battaglia d’Inghilterra (estate-autunno 1940)
Hitler offre una tregua agli inglesi in cambio del riconoscimento delle conquiste naziste, ma Churchill rifiuta per combattere "fino alla fine", promettendo al suo popolo lacrime, sudore e sangue.
Tentativo tedesco di piegare la Gran Bretagna con bombardamenti aerei. Londra viene colpita duramente, ma la RAF (aviazione britannica) riesce a resistere con la sua contraerea. Hitler rinuncia all'invasione dell'Inghilterra.
5. Espansione dell’Asse e coinvolgimento dell’Italia (1940-1941)
L’Italia entra in guerra (10 giugno 1940)
L'Italia entra in guerra a fianco della Germania anche per spartire il bottino, ma perde contro i rimasugli indeboliti dell'esercito francese. Nella sua disorganizzata guerra parallela, Mussolini perde due volte contro la potente flotta inglese nel Mediterraneo.
Mussolini dichiara guerra alla Francia e al Regno Unito, confidando in una rapida vittoria tedesca. Ma la guerra italiana si rivela un continuo disastro:
Fallite invasioni della Grecia (1940) (peraltro tendenzialmente fascista, quindi strategicamente inutile) e dell’Egitto (1940-41);
necessità continua di intervento tedesco per sostenere l’Italia: solo per quest'intervento non perdono la Libia, ma solo Eritrea e Etiopia.
Guerra parallela italiana
Mussolini tenta di guadagnare un impero in Africa e nei Balcani, ma l’esercito italiano è male equipaggiato. Hitler è costretto a intervenire anche in Grecia e Jugoslavia. Badoglio si dimette.
6. Invasione dell’URSS (Operazione Barbarossa – giugno 1941)
La Germania però, a parte in Inghilterra, è padrona d'Europa, ma decide di colpire più ad Est.
Il 22 giugno 1941, Hitler rompe il patto con Stalin e lancia l’invasione dell’URSS, fiducioso in una rapida vittoria. Ma l’esercito tedesco si scontra con:
la vastità del territorio,
la resistenza sovietica,
il clima rigidissimo.
L’avanzata (inizialmente efficace) si ferma alle porte di Mosca (dicembre 1941). Si apre il fronte orientale, che diventerà il teatro più sanguinoso della guerra. L'esercito russo si riorganizza durante l'inverno.
Nel mentre Mussolini (Italia) Hitler (terzo Reich tedesco) e l'imperatore giapponese si uniscono nel patto tripartito per spartirsi il mondo: all'Italia andrebbe l'Africa, alla Germania l'Europa, al Giappone l'Asia. (settembre 1940)
7. Pearl Harbor e ingresso degli USA (dicembre 1941)
Il 7 dicembre 1941, il Giappone attacca a sorpresa la base navale americana di Pearl Harbor, nelle Hawaii. Gli USA dichiarano guerra al Giappone, e subito dopo anche a Germania e Italia. Il presidente Roosevelt e Churchill si accordano con la carta atlantica.
Inizia così la guerra su scala mondiale. Gli Stati Uniti entrano in campo con risorse industriali e militari immense, cambiando gli equilibri.
8. La guerra del Pacifico e la resistenza giapponese
Nel Pacifico, il Giappone conquista rapidamente molte isole, le Filippine, l’Indonesia e parte della Cina. Ma dopo Midway (giugno 1942), la situazione si inverte: gli USA iniziano una lunga e sanguinosa riconquista delle isole (strategia "island hopping").
9. La Resistenza nei Paesi occupati
Tra la fine del 1942 e l'inizio del 43 Germania e Giappone stanno ultimando le risorse. La Germania dovrà affrontare tre fronti: da Sud per lo sbarco alleato in Sicilia, da Est per la marcia Russa verso Berlino e da ovest per lo sbarco in Normandia.
In molti Paesi sotto occupazione nasce la Resistenza:
Francia: movimenti clandestini coordinano sabotaggi e raccolta di informazioni.
Jugoslavia: emerge la figura del comunista Tito, che guida un esercito partigiano molto efficace.
Italia: dopo il 1943, si sviluppa una forte resistenza armata contro i nazifascisti (Comitati di Liberazione Nazionale, brigate partigiane).
10. L’Italia cambia fronte: caduta di Mussolini e armistizio (1943)
Gli inglesi (alleati) sconfiggono la Germania in Nord Africa e sbarcano in Sicilia: qui in poche settimane il Fascismo si ritira.
Al Nord iniziano grandi scioperi e organizzazioni antifasciste e naziste.
25 luglio 1943: Mussolini viene destituito e arrestato dal Re per timore degli alleati. Il nuovo governo (affidato al fu generale Badoglio) firma l’armistizio con gli Alleati (8 settembre 1943).
L'Italia è nel caos e divisa in due.
La Germania occupa militarmente il Centro-Nord Italia. Mussolini viene liberato dai nazisti e messo a capo della Repubblica Sociale Italiana (RSI) a Salò (nei pressi di Brescia). Mussolini attua una repressione contro i suoi ex alleati, per esempio fa uccidere il genero Galeazzo Ciano a Verona, nel 44.
Italia divisa. In Sostanza al Nord ci sono i tedeschi, al Sud gli alleati.
Inizia una guerra civile in Italia tra partigiani e forze fasciste e naziste. La Resistenza unisce più forze politiche (comunisti, cattolici, socialisti, monarchici...) contro i nazisti invasori.
I Partigiani organizzano attentati, e seguono repressioni tedesche, come per le fosse ardeatine (marzo 1944)*
I partigiani si organizzano nel CNL (comitato di liberazione nazionale), E DEVONO rimandare la questione de l'Italia fosse monarchica o repubblicana.
Lo stesso Palmiro Togliatti, leader comunista che torna dall'esilio in Russia, convinto da Stalin, si adegua a restare sotto Badoglio ed in unione al CNL per il tempo necessario a vincere l'occupazione tedesca (Svolta di Salerno).
A giugno del 44 Roma viene liberata, all'aprile (25) del 45 gli italiani cacciano i tedeschi. Mussolini viene arrestato sul lago di Como e poi giustiziato a Milano.
11. La svolta: Stalingrado e sbarco in Normandia
Battaglia di Stalingrado (agosto 1942 – febbraio 1943). Hitler ordina follemente ai suoi di rimanere e non ritirarsi: vengono annientati.
Battaglia simbolo del conflitto: l’Armata Rossa sconfigge i tedeschi. È l’inizio della ritirata tedesca sul fronte orientale.
Sbarco in Normandia (D-Day, 6 giugno 1944)
Gli Alleati (USA, Regno Unito, Canada) sbarcano in Francia e aprono il secondo fronte. De Gaulle si unisce a loro. Parigi viene liberata nell’agosto 1944. I tedeschi cominciano a perdere terreno ovunque. Le città tedesche vengono bombardate e i grandi della terra del tempo si incontrano in Crimea per decidere il seguito (Roosevelt, Stalin, Churchill) [conferenze di Yalta, sul mar Nero]
12. La fine della guerra in Europa (aprile-maggio 1945)
L’URSS avanza da est, gli Alleati da ovest: la Germania è accerchiata.
I sovietici sono i primi a scoprire gli orrori dei campi di concentramento, perché arrivano per primi a Berlino.
25 aprile 1945: insurrezione generale partigiana in Italia.
28 aprile: Mussolini viene catturato e fucilato.
30 aprile: Hitler si suicida nel suo bunker a Berlino.
8 maggio 1945: la Germania firma la resa incondizionata. È la fine della guerra in Europa.
13. La fine del Giappone e le bombe atomiche
Nonostante le sconfitte, il Giappone continua a combattere strenuamente. Per evitare un’invasione costosa in termini di vite umane, e per testimoniare il primato sugli alleati gli USA decidono un’azione drastica, sotto il presidente Truman (R. morì ad Aprile del 45 e Truman era il vicepresidente):
6 agosto 1945: viene sganciata la bomba atomica su Hiroshima;
9 agosto: bomba su Nagasaki;
15 agosto: il Giappone si arrende. Fine della guerra anche in Asia, ma con due città distrutte e centinaia di migliaia di morti.
14. Accordi finali e conseguenze
Conferenze diplomatiche
Durante e dopo la guerra si tengono incontri fra i "Grandi Tre" (Stati Uniti, URSS, Regno Unito):
Teheran (1943): definizione del secondo fronte;
Yalta (febbraio 1945): divisione della Germania, promessa di elezioni libere in Europa orientale (poi tradita da Stalin);
Potsdam (luglio-agosto 1945): ultimatum al Giappone, tensioni tra USA e URSS.
Conseguenze
Olocausto: rivelazione dell’orrore dei campi di sterminio nazisti. (il 27 gennaio del 1945 i russi liberano il campo di concentramento di Aushwitz)
ONU: nasce nel 1945 per prevenire nuovi conflitti mondiali.
Guerra fredda: le divergenze tra USA e URSS si trasformano in uno scontro ideologico, militare e politico che durerà fino al 1989.
L’Europa è devastata; inizia la ricostruzione, ma anche la divisione in blocchi contrapposti.
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Approfondimento repressioni:
Le Fosse Ardeatine e le repressioni tedesche in Italia rappresentano uno degli aspetti più tragici dell’occupazione nazista durante la Seconda guerra mondiale, specialmente dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, quando l’Italia viene occupata militarmente dai tedeschi.
📍 Contesto generale: l’occupazione tedesca e la guerra civile in Italia
Dopo l’armistizio tra l’Italia e gli Alleati (8 settembre 1943), i tedeschi occuparono gran parte del Centro-Nord Italia e instaurarono la Repubblica Sociale Italiana (RSI) di Mussolini, sotto la protezione del Terzo Reich. La penisola divenne teatro di:
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Occupazione militare tedesca violenta e repressiva
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Guerra di liberazione partigiana
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Collaborazionismo con la RSI
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Azioni di rappresaglia brutali contro civili e resistenti
💣 L’attentato di via Rasella (23 marzo 1944)
A Roma, il 23 marzo 1944, un gruppo di partigiani dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica) colpì una colonna di soldati tedeschi delle SS (reparto Bozen), facendo esplodere una bomba in via Rasella. L'attentato causò la morte di 33 soldati tedeschi.
⚰️ La rappresaglia nazista: le Fosse Ardeatine (24 marzo 1944)
Per ordine diretto di Hitler, i tedeschi risposero con una rappresaglia immediata e brutale:
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Il 24 marzo, le SS, guidate da Herbert Kappler, comandante della Gestapo a Roma, radunarono 335 prigionieri politici, ebrei e civili (5 in più del previsto per errore) e li portarono nelle cave delle Fosse Ardeatine, alla periferia di Roma.
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I prigionieri furono uccisi a gruppi di cinque con un colpo alla nuca e i loro corpi sepolti sotto cumuli di pietre.
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L’eccidio fu tenuto segreto per qualche tempo, ma venne scoperto dopo la liberazione di Roma nel giugno 1944.
🩸 Altre repressioni e stragi nazifasciste in Italia
Le Fosse Ardeatine furono solo una delle tantissime stragi compiute dai tedeschi (e spesso anche da fascisti repubblichini) in risposta alle azioni partigiane o come strumenti di terrore contro la popolazione.
Tra le più note:
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Sant’Anna di Stazzema (12 agosto 1944): 560 civili massacrati dalle SS.
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Marzabotto (settembre-ottobre 1944): oltre 770 vittime civili uccise.
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Civitella in Val di Chiana, Boves, Borgo Ticino e centinaia di altri episodi.
⚖️ Dopoguerra: processi e memoria
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Dopo la guerra, Herbert Kappler fu condannato all’ergastolo nel 1948, ma nel 1977 riuscì a fuggire in Germania, dove morì l’anno seguente.
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Le Fosse Ardeatine sono oggi un Mausoleo Nazionale: un luogo di memoria della Resistenza e della barbarie nazista.
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Il massacro è uno dei simboli della violenza dell’occupazione tedesca e della brutalità delle rappresaglie, e alimenta il mito fondativo dell’antifascismo nella Repubblica Italiana.
Chi guidò il CNL (Comitato di Liberazione Nazionale)?
Il CNL fu un organo politico sorto nel 1943 per coordinare la Resistenza contro i nazifascisti e preparare la rinascita democratica dell’Italia.
✳️ Struttura e leadership:
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Il Comitato di Liberazione Nazionale centrale si formò a Roma il 9 settembre 1943, il giorno dopo l’armistizio, su iniziativa dei principali partiti antifascisti.
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Fu un organismo collettivo e paritario, formato da rappresentanti di sei partiti antifascisti:
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Partito Comunista Italiano (PCI) – Palmiro Togliatti
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Partito Socialista di Unità Proletaria (PSIUP) – Pietro Nenni
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Democrazia Cristiana (DC) – Alcide De Gasperi
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Partito d’Azione (PdA) – Ferruccio Parri
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Partito Liberale Italiano (PLI) – Benedetto Croce / Luigi Einaudi
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Democrazia del Lavoro – Ivanoe Bonomi
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Non ebbe un singolo leader, ma una direzione collettiva. Tuttavia, Ivanoe Bonomi ne fu il presidente nel periodo più importante (1944–45), quando il CNL divenne anche governo provvisorio.
Il Comitato di Liberazione Nazionale centrale si formò a Roma il 9 settembre 1943, il giorno dopo l’armistizio, su iniziativa dei principali partiti antifascisti.
Fu un organismo collettivo e paritario, formato da rappresentanti di sei partiti antifascisti:
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Partito Comunista Italiano (PCI) – Palmiro Togliatti
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Partito Socialista di Unità Proletaria (PSIUP) – Pietro Nenni
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Democrazia Cristiana (DC) – Alcide De Gasperi
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Partito d’Azione (PdA) – Ferruccio Parri
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Partito Liberale Italiano (PLI) – Benedetto Croce / Luigi Einaudi
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Democrazia del Lavoro – Ivanoe Bonomi
Non ebbe un singolo leader, ma una direzione collettiva. Tuttavia, Ivanoe Bonomi ne fu il presidente nel periodo più importante (1944–45), quando il CNL divenne anche governo provvisorio.
🔧 Funzione:
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Coordinare le bande partigiane
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Agire come rappresentanza politica dell’Italia libera
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Preparare la transizione post-fascista verso la democrazia
Coordinare le bande partigiane
Agire come rappresentanza politica dell’Italia libera
Preparare la transizione post-fascista verso la democrazia
📍 Cos’è la Svolta di Salerno (1944)?
La Svolta di Salerno fu una scelta politica fondamentale fatta da Palmiro Togliatti, segretario del PCI, appena tornato in Italia dall’URSS nel marzo 1944.
🔎 Contesto:
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Dopo l’armistizio del 1943, l’Italia era divisa:
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A sud: monarchia con governo Badoglio, sotto controllo alleato.
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A nord: Repubblica Sociale Italiana (RSI), occupata dai nazisti.
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I comunisti e altri antifascisti volevano abolire la monarchia, responsabile del fascismo.
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Tuttavia, l’Italia era ancora in guerra, e la priorità era combattere il nazifascismo.
Dopo l’armistizio del 1943, l’Italia era divisa:
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A sud: monarchia con governo Badoglio, sotto controllo alleato.
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A nord: Repubblica Sociale Italiana (RSI), occupata dai nazisti.
I comunisti e altri antifascisti volevano abolire la monarchia, responsabile del fascismo.
Tuttavia, l’Italia era ancora in guerra, e la priorità era combattere il nazifascismo.
⚙️ La svolta:
Togliatti propose una tregua istituzionale:
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I comunisti e gli altri partiti antifascisti avrebbero collaborato con la monarchia e il governo Badoglio.
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La questione monarchia/repubblica sarebbe stata rimandata a fine guerra e decisa con un referendum.
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Obiettivo: unità nazionale contro i nazifascisti e ingresso dei partiti antifascisti nel governo.
⚠️ Conseguenze:
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Permise la formazione di un governo di unità nazionale con Badoglio e poi Bonomi.
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Avviò una collaborazione tra monarchia, partiti antifascisti e alleati.
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Fu un passaggio chiave per la legittimazione politica del PCI e per evitare una guerra civile interna.
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Preludio alla nascita della Repubblica Italiana nel 1946, dopo il referendum istituzionale.
-----------------------------------------------------------------------------------schemi e mappe mentali
Permise la formazione di un governo di unità nazionale con Badoglio e poi Bonomi.
Avviò una collaborazione tra monarchia, partiti antifascisti e alleati.
Fu un passaggio chiave per la legittimazione politica del PCI e per evitare una guerra civile interna.
Preludio alla nascita della Repubblica Italiana nel 1946, dopo il referendum istituzionale.
Tra la prima e la seconda guerra mondiale
Riassunto eventi principali:

Cause e prima fasi della seconda guerra mondiale (1936-1939)



Dal 1942 al 1945

La seconda guerra mondiale in Italia






























