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mercoledì 11 luglio 2018

Seconda guerra mondiale

LA SECONDA GUERRA MONDIALE




RIASSUNTO:

1. Premesse e contesto: le ferite della Prima guerra mondiale

Dopo il 1918, il trattato di Versailles imponeva dure condizioni alla Germania: perdita di territori, riduzione dell’esercito, pesanti riparazioni di guerra (132 miliardi di marchi in 42 anni di rate). Queste misure provocarono risentimento profondo in ampi strati della popolazione tedesca, alimentando il nazionalismo e facilitando l’ascesa di Hitler.

Negli anni '30, con l’aggravarsi della crisi economica del 1929, molti Paesi virano verso regimi autoritari. In Germania, il nazismo prende il potere nel 1933; in Italia, il fascismo è già al potere dal 1922. Anche il Giappone segue una via imperialista, espandendosi in Asia (invasione della Manciuria nel 1931, guerra con la Cina nel 1937).


2. Cause della guerra e primi patti tra Stati

Espansionismo tedesco

Dal 1933, Hitler lavora per smantellare l’ordine di Versailles. Dopo aver riarmato la Germania, annette:

1936: la Renania;

1938: l’Austria (Anschluss) e i Sudeti (accordi di Monaco);

1939 (marzo): occupa la Cecoslovacchia intera, mostrando le sue reali intenzioni.


Il Patto Molotov-Ribbentrop (agosto 1939)

Germania e URSS firmano un patto di non aggressione, con clausole segrete per spartirsi la Polonia. Questo accordo sorprende l’Europa, dato il contrasto ideologico tra nazismo e comunismo. Viene chiamato così per i nomi dei due ministri tedesco-russo.

(Europa nel 1924)

La Germania voleva la Polonia anche perché dopo la prima guerra mondiale era stata "divisa in due" per concedere l'accesso al mare alla Polonia. Hitler pretendeva il "corridoio di Danzica" per riunire i territori.

Nel mentre, senza ancora partecipare alla Guerra, Mussolini conquista l'Albania per mirare poi ai Balcani o alla Grecia. 

3. Lo scoppio della guerra (settembre 1939)

Il 1° settembre 1939, la Germania invade la Polonia da ovest. Il 17 settembre, l’URSS la invade da est. In risposta, Francia e Regno Unito finalmente dichiarano guerra alla Germania il 3 settembre 1939. È l’inizio della Seconda guerra mondiale.


4. Le vittorie iniziali dell’Asse (1939-1941)

"Guerra lampo" tedesca: Hitler prende rapidamente parte della Polonia concentrando aviazione e mezzi corazzati in una dimostrazione di potenza. A Stalin l'altra parte.

Primavera 1940: Hitler conquista anche Danimarca e Norvegia.


Maggio-Giugno 1940: attacco alla Francia passando dal Belgio. La Francia crolla in sei settimane, perché sbagliò completamente tattica difensiva: aveva posizionato l'esercito in attesa dei tedeschi sul confine (Linea Maginot, dal nome del ministro della difesa) ma i nazisti passarono da Nord attraverso il Belgio, come nella prima guerra mondiale. Parigi è occupata. Nasce la Repubblica di Vichy (al centro-sud, nel Nord la Francia è occupata dai nazisti), governo collaborazionista guidato da Pétain, che firma l'armistizio contro il volere del generale De Gaulle.

Solo il Regno Unito resiste, sotto Churchill.

Battaglia d’Inghilterra (estate-autunno 1940)

Hitler offre una tregua agli inglesi in cambio del riconoscimento delle conquiste naziste, ma Churchill rifiuta per combattere "fino alla fine", promettendo al suo popolo lacrime, sudore e sangue.

Tentativo tedesco di piegare la Gran Bretagna con bombardamenti aerei. Londra viene colpita duramente, ma la RAF (aviazione britannica) riesce a resistere con la sua contraerea. Hitler rinuncia all'invasione dell'Inghilterra.


5. Espansione dell’Asse e coinvolgimento dell’Italia (1940-1941)

L’Italia entra in guerra (10 giugno 1940)

L'Italia entra in guerra a fianco della Germania anche per spartire il bottino, ma perde contro i rimasugli indeboliti dell'esercito francese. Nella sua disorganizzata guerra parallela, Mussolini perde due volte contro la potente flotta inglese nel Mediterraneo.

Mussolini dichiara guerra alla Francia e al Regno Unito, confidando in una rapida vittoria tedesca. Ma la guerra italiana si rivela un continuo disastro:

Fallite invasioni della Grecia (1940) (peraltro tendenzialmente fascista, quindi strategicamente inutile) e dell’Egitto (1940-41);

necessità continua di intervento tedesco per sostenere l’Italia: solo per quest'intervento non perdono la Libia, ma solo Eritrea e Etiopia.

Guerra parallela italiana

Mussolini tenta di guadagnare un impero in Africa e nei Balcani, ma l’esercito italiano è male equipaggiato. Hitler è costretto a intervenire anche in Grecia e Jugoslavia. Badoglio si dimette.


6. Invasione dell’URSS (Operazione Barbarossa – giugno 1941)

La Germania però, a parte in Inghilterra, è padrona d'Europa, ma decide di colpire più ad Est.

Il 22 giugno 1941, Hitler rompe il patto con Stalin e lancia l’invasione dell’URSS, fiducioso in una rapida vittoria. Ma l’esercito tedesco si scontra con:

la vastità del territorio,

la resistenza sovietica,

il clima rigidissimo.

L’avanzata (inizialmente efficace) si ferma alle porte di Mosca (dicembre 1941). Si apre il fronte orientale, che diventerà il teatro più sanguinoso della guerra. L'esercito russo si riorganizza durante l'inverno.

Nel mentre Mussolini (Italia) Hitler (terzo Reich tedesco) e l'imperatore giapponese si uniscono nel patto tripartito per spartirsi il mondo: all'Italia andrebbe l'Africa, alla Germania l'Europa, al Giappone l'Asia. (settembre 1940)


7. Pearl Harbor e ingresso degli USA (dicembre 1941)

Il 7 dicembre 1941, il Giappone attacca a sorpresa la base navale americana di Pearl Harbor, nelle Hawaii. Gli USA dichiarano guerra al Giappone, e subito dopo anche a Germania e Italia. Il presidente Roosevelt e Churchill si accordano con la carta atlantica.

Inizia così la guerra su scala mondiale. Gli Stati Uniti entrano in campo con risorse industriali e militari immense, cambiando gli equilibri.


8. La guerra del Pacifico e la resistenza giapponese

Nel Pacifico, il Giappone conquista rapidamente molte isole, le Filippine, l’Indonesia e parte della Cina. Ma dopo Midway (giugno 1942), la situazione si inverte: gli USA iniziano una lunga e sanguinosa riconquista delle isole (strategia "island hopping").


9. La Resistenza nei Paesi occupati

Tra la fine del 1942 e l'inizio del 43 Germania e Giappone stanno ultimando le risorse. La Germania dovrà affrontare tre fronti: da Sud per lo sbarco alleato in Sicilia, da Est per la marcia Russa verso Berlino e da ovest per lo sbarco in Normandia.

In molti Paesi sotto occupazione nasce la Resistenza:

Francia: movimenti clandestini coordinano sabotaggi e raccolta di informazioni.

Jugoslavia: emerge la figura del comunista Tito, che guida un esercito partigiano molto efficace.

Italia: dopo il 1943, si sviluppa una forte resistenza armata contro i nazifascisti (Comitati di Liberazione Nazionale, brigate partigiane).


10. L’Italia cambia fronte: caduta di Mussolini e armistizio (1943)

Gli inglesi (alleati) sconfiggono la Germania in Nord Africa e sbarcano in Sicilia: qui in poche settimane il Fascismo si ritira.

Al Nord iniziano grandi scioperi e organizzazioni antifasciste e naziste.

25 luglio 1943: Mussolini viene destituito e arrestato dal Re per timore degli alleati. Il nuovo governo (affidato al fu generale Badoglio) firma l’armistizio con gli Alleati (8 settembre 1943).

L'Italia è nel caos e divisa in due.

La Germania occupa militarmente il Centro-Nord Italia. Mussolini viene liberato dai nazisti e messo a capo della Repubblica Sociale Italiana (RSI) a Salò (nei pressi di Brescia). Mussolini attua una repressione contro i suoi ex alleati, per esempio fa uccidere il genero Galeazzo Ciano a Verona, nel 44.

Italia divisa. In Sostanza al Nord ci sono i tedeschi, al Sud gli alleati.

Inizia una guerra civile in Italia tra partigiani e forze fasciste e naziste. La Resistenza unisce più forze politiche (comunisti, cattolici, socialisti, monarchici...) contro i nazisti invasori. 

I Partigiani organizzano attentati, e seguono repressioni tedesche, come per le fosse ardeatine (marzo 1944)*

I partigiani si organizzano nel CNL (comitato di liberazione nazionale), E DEVONO rimandare la questione de l'Italia fosse monarchica o repubblicana. 

Lo stesso Palmiro Togliatti, leader comunista che torna dall'esilio in Russia, convinto da Stalin, si adegua a restare sotto Badoglio ed in unione al CNL per il tempo necessario a vincere l'occupazione tedesca (Svolta di Salerno). 

A giugno del 44 Roma viene liberata, all'aprile (25) del 45 gli italiani cacciano i tedeschi. Mussolini viene arrestato sul lago di Como e poi giustiziato a Milano. 

11. La svolta: Stalingrado e sbarco in Normandia

Battaglia di Stalingrado (agosto 1942 – febbraio 1943). Hitler ordina follemente ai suoi di rimanere e non ritirarsi: vengono annientati.

Battaglia simbolo del conflitto: l’Armata Rossa sconfigge i tedeschi. È l’inizio della ritirata tedesca sul fronte orientale.


Sbarco in Normandia (D-Day, 6 giugno 1944)

Gli Alleati (USA, Regno Unito, Canada) sbarcano in Francia e aprono il secondo fronte. De Gaulle si unisce a loro. Parigi viene liberata nell’agosto 1944. I tedeschi cominciano a perdere terreno ovunque. Le città tedesche vengono bombardate e i grandi della terra del tempo si incontrano in Crimea per decidere il seguito (Roosevelt, Stalin, Churchill) [conferenze di Yalta, sul mar Nero]


12. La fine della guerra in Europa (aprile-maggio 1945)

L’URSS avanza da est, gli Alleati da ovest: la Germania è accerchiata.

I sovietici sono i primi a scoprire gli orrori dei campi di concentramento, perché arrivano per primi a Berlino.

25 aprile 1945: insurrezione generale partigiana in Italia.

28 aprile: Mussolini viene catturato e fucilato.

30 aprile: Hitler si suicida nel suo bunker a Berlino.

8 maggio 1945: la Germania firma la resa incondizionata. È la fine della guerra in Europa.


13. La fine del Giappone e le bombe atomiche

Nonostante le sconfitte, il Giappone continua a combattere strenuamente. Per evitare un’invasione costosa in termini di vite umane, e per testimoniare il primato sugli alleati gli USA decidono un’azione drastica, sotto il presidente Truman (R. morì ad Aprile del 45 e Truman era il vicepresidente):

6 agosto 1945: viene sganciata la bomba atomica su Hiroshima;

9 agosto: bomba su Nagasaki;

15 agosto: il Giappone si arrende. Fine della guerra anche in Asia, ma con due città distrutte e centinaia di migliaia di morti.


14. Accordi finali e conseguenze

Conferenze diplomatiche

Durante e dopo la guerra si tengono incontri fra i "Grandi Tre" (Stati Uniti, URSS, Regno Unito):

Teheran (1943): definizione del secondo fronte;

Yalta (febbraio 1945): divisione della Germania, promessa di elezioni libere in Europa orientale (poi tradita da Stalin);

Potsdam (luglio-agosto 1945): ultimatum al Giappone, tensioni tra USA e URSS.


Conseguenze

Olocausto: rivelazione dell’orrore dei campi di sterminio nazisti. (il 27 gennaio del 1945 i russi liberano il campo di concentramento di Aushwitz) 

ONU: nasce nel 1945 per prevenire nuovi conflitti mondiali.

Guerra fredda: le divergenze tra USA e URSS si trasformano in uno scontro ideologico, militare e politico che durerà fino al 1989.

L’Europa è devastata; inizia la ricostruzione, ma anche la divisione in blocchi contrapposti.

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Approfondimento repressioni:

Le Fosse Ardeatine e le repressioni tedesche in Italia rappresentano uno degli aspetti più tragici dell’occupazione nazista durante la Seconda guerra mondiale, specialmente dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, quando l’Italia viene occupata militarmente dai tedeschi.


📍 Contesto generale: l’occupazione tedesca e la guerra civile in Italia

Dopo l’armistizio tra l’Italia e gli Alleati (8 settembre 1943), i tedeschi occuparono gran parte del Centro-Nord Italia e instaurarono la Repubblica Sociale Italiana (RSI) di Mussolini, sotto la protezione del Terzo Reich. La penisola divenne teatro di:

  • Occupazione militare tedesca violenta e repressiva

  • Guerra di liberazione partigiana

  • Collaborazionismo con la RSI

  • Azioni di rappresaglia brutali contro civili e resistenti


💣 L’attentato di via Rasella (23 marzo 1944)

A Roma, il 23 marzo 1944, un gruppo di partigiani dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica) colpì una colonna di soldati tedeschi delle SS (reparto Bozen), facendo esplodere una bomba in via Rasella. L'attentato causò la morte di 33 soldati tedeschi.


⚰️ La rappresaglia nazista: le Fosse Ardeatine (24 marzo 1944)

Per ordine diretto di Hitler, i tedeschi risposero con una rappresaglia immediata e brutale:

  • Il 24 marzo, le SS, guidate da Herbert Kappler, comandante della Gestapo a Roma, radunarono 335 prigionieri politici, ebrei e civili (5 in più del previsto per errore) e li portarono nelle cave delle Fosse Ardeatine, alla periferia di Roma.

  • I prigionieri furono uccisi a gruppi di cinque con un colpo alla nuca e i loro corpi sepolti sotto cumuli di pietre.

  • L’eccidio fu tenuto segreto per qualche tempo, ma venne scoperto dopo la liberazione di Roma nel giugno 1944.


🩸 Altre repressioni e stragi nazifasciste in Italia

Le Fosse Ardeatine furono solo una delle tantissime stragi compiute dai tedeschi (e spesso anche da fascisti repubblichini) in risposta alle azioni partigiane o come strumenti di terrore contro la popolazione.

Tra le più note:

  • Sant’Anna di Stazzema (12 agosto 1944): 560 civili massacrati dalle SS.

  • Marzabotto (settembre-ottobre 1944): oltre 770 vittime civili uccise.

  • Civitella in Val di Chiana, Boves, Borgo Ticino e centinaia di altri episodi.


⚖️ Dopoguerra: processi e memoria

  • Dopo la guerra, Herbert Kappler fu condannato all’ergastolo nel 1948, ma nel 1977 riuscì a fuggire in Germania, dove morì l’anno seguente.

  • Le Fosse Ardeatine sono oggi un Mausoleo Nazionale: un luogo di memoria della Resistenza e della barbarie nazista.

  • Il massacro è uno dei simboli della violenza dell’occupazione tedesca e della brutalità delle rappresaglie, e alimenta il mito fondativo dell’antifascismo nella Repubblica Italiana.

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APPROFONDIMENTO CNL

Chi guidò il CNL (Comitato di Liberazione Nazionale)?

Il CNL fu un organo politico sorto nel 1943 per coordinare la Resistenza contro i nazifascisti e preparare la rinascita democratica dell’Italia.

✳️ Struttura e leadership:

  • Il Comitato di Liberazione Nazionale centrale si formò a Roma il 9 settembre 1943, il giorno dopo l’armistizio, su iniziativa dei principali partiti antifascisti.

  • Fu un organismo collettivo e paritario, formato da rappresentanti di sei partiti antifascisti:

    • Partito Comunista Italiano (PCI) – Palmiro Togliatti

    • Partito Socialista di Unità Proletaria (PSIUP) – Pietro Nenni

    • Democrazia Cristiana (DC) – Alcide De Gasperi

    • Partito d’Azione (PdA) – Ferruccio Parri

    • Partito Liberale Italiano (PLI) – Benedetto Croce / Luigi Einaudi

    • Democrazia del Lavoro – Ivanoe Bonomi

  • Non ebbe un singolo leader, ma una direzione collettiva. Tuttavia, Ivanoe Bonomi ne fu il presidente nel periodo più importante (1944–45), quando il CNL divenne anche governo provvisorio.

🔧 Funzione:

  • Coordinare le bande partigiane

  • Agire come rappresentanza politica dell’Italia libera

  • Preparare la transizione post-fascista verso la democrazia


📍 Cos’è la Svolta di Salerno (1944)?

La Svolta di Salerno fu una scelta politica fondamentale fatta da Palmiro Togliatti, segretario del PCI, appena tornato in Italia dall’URSS nel marzo 1944.

🔎 Contesto:

  • Dopo l’armistizio del 1943, l’Italia era divisa:

    • A sud: monarchia con governo Badoglio, sotto controllo alleato.

    • A nord: Repubblica Sociale Italiana (RSI), occupata dai nazisti.

  • I comunisti e altri antifascisti volevano abolire la monarchia, responsabile del fascismo.

  • Tuttavia, l’Italia era ancora in guerra, e la priorità era combattere il nazifascismo.

⚙️ La svolta:

Togliatti propose una tregua istituzionale:

  • I comunisti e gli altri partiti antifascisti avrebbero collaborato con la monarchia e il governo Badoglio.

  • La questione monarchia/repubblica sarebbe stata rimandata a fine guerra e decisa con un referendum.

  • Obiettivo: unità nazionale contro i nazifascisti e ingresso dei partiti antifascisti nel governo.

⚠️ Conseguenze:

  • Permise la formazione di un governo di unità nazionale con Badoglio e poi Bonomi.

  • Avviò una collaborazione tra monarchia, partiti antifascisti e alleati.

  • Fu un passaggio chiave per la legittimazione politica del PCI e per evitare una guerra civile interna.

  • Preludio alla nascita della Repubblica Italiana nel 1946, dopo il referendum istituzionale.

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schemi e mappe mentali

Tra la prima e la seconda guerra mondiale

http://www.aiutodislessia.net/wordpress/wp-content/gallery/storia-sec-dopo-guerra-3-media/dittature-e-democrazie-tra-le-due-guerre.png


Riassunto eventi principali:

Cause e prima fasi della seconda guerra mondiale (1936-1939)

Dal 39 al 41
1941

Dal 1942 al 1945

La seconda guerra mondiale in Italia





Conseguenze della seconda guerra mondiale

Ulteriori conseguenze per i paesi sconfitti: Germania, Italia, Giappone


E per i vincitori “veri”: Russia e USA

Riassunto seconda guerra mondiale (youtube) https://www.youtube.com/watch?v=RFR3dBDF9X8

Belle epoque e società di massa, schemi

Società di massa, Belle Époque

 ed età giolittiana






La società di massa

Ortega Y Gasset
” Ne ‘La ribellione delle masse’ (…) si denuncia il fenomeno del “pieno”; pieno nei teatri, nei tram, nella strada…un pieno che è andato aumentando. Come un oceano, la massa ha invaso piano piano tutto quanto. La massa… Ortega caratterizza l’uomo della massa come colui che riconosce solo i propri diritti, avido di usare e di godere delle cose che non solo non è capace di creare, ma neppure conosce. L’uomo, dunque, che vive dei risultati dei prodotti, il cui processo di creazione gli è del tutto sconosciuto e, ancora più grave, persino indifferente. La minoranza, invece, si caratterizza per l’ansia di perfezione, per una specie di godimento nell’essere esigente con se stessa, era una costante tensione vitale “.

 

Le città sono piene di gente. Le case piene di inquilini. Gli alberghi pieni di ospiti. I treni pieni di viaggiatori. I caffè pieni di consumatori. Le strade piene di passanti. Le anticamere dei medici piene di ammalati. Gli spettacoli pieni di spettatori […] La moltitudine, improvvisamente, s’è fatta visibile […] Prima, se esisteva, passava inavvertita, occupava il fondo dello scenario sociale; adesso c’è avanzata nelle prime linee, è essa stessa il personaggio principale. Ormai non ci sono più protagonisti: c’è soltanto un coro.)
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1) Belle Époque (circa 1871-1914) (Divisibile in: 1876 - 1900 (grande depressione) e 1900 - 1919 (società di massa).

La Belle Époque fu un periodo di relativo benessere, stabilità politica e progresso scientifico e culturale che interessò l'Europa e parte del mondo occidentale tra la fine della guerra franco-prussiana (1871) e l'inizio della Prima guerra mondiale (1914)

Le "luci" di questo periodo furono lo sviluppo industriale, il miglioramento delle condizioni di vita in alcune classi sociali, la nascita della società di massa e l'espansione dei mezzi di comunicazione, dei trasporti e dell'illuminazione elettrica (vengono inventate: macchine, telefono, elettricità e cinema). 

L'arte fiorì (Impressionismo, Art Nouveau), la scienza avanzò (teoria della relatività, radioattività), e si diffusero le prime rivendicazioni femministe e sindacali. 

Tuttavia, le "ombre" non mancarono: la forte disuguaglianza sociale tra classi, il nazionalismo crescente, la corsa agli armamenti,  il razzismo "scientifico" e le tensioni imperialistiche ponevano le basi per futuri conflitti.

Forse fu una bella epoca, soprattutto in riferimento alle tragedie del '900.

Non bisogna dimenticare che nel 1876 inizia una crisi di sovraproduzione industriale che porta alla grande depressione e ad un aumento dei disoccupati, che spesso venivano "esportati" nelle colonie:

 la Francia occupa infatti la Tunisia nel 1881 e l'Inghilterra il Marocco nel 1882.

 L'Italia ci prova malamente con l'Etiopia con Crispi (1887 e 1896) ma verrà pesantemente sconfitto ad Adua da Menelik II, imperatore etiope. (La crisi economica, con diverse progressioni in Europa, finì tra i primi anni 90 e l'inizio del 900)

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Focus invenzioni: 

1879, lampadina elettrica (Edison);

1885 vaccino contro la rabbia (Pasteur) 

Intorno al 1900: cinematografo (Bouly e fratelli Lumiere)

1899: la prima radio (Marconi)

1891 Kinetoscopio (prodromo per il cinema) (Edison)

1903: primo aeroplano (fratelli Wright)

1931 primo grattacielo

Turbina (applicabile ai battelli) 1889 (Parsons)

Approfondimento sulle invenzioni \ novità del periodo: https://prezi.com/p/chcbpxtvqc1o/invenzioni-nella-belle-epoque/

2) Grande depressione europea (1873-1896) 

Chiamata anche "grande depressione del XIX secolo", fu una crisi economica di sovraproduzione di lungo periodo che colpì l'Europa e il mondo industrializzato. 

Iniziata con il crollo della Borsa di Vienna nel 1873 (espansa nel 76), portò a una diminuzione dei prezzi agricoli e industriali, deflazione (aumenta il valore del denaro e i prezzi scendono, scende però anche la domanda perché si aspetta a comprare nell'attesa che scendano ancora, e le ditte falliscono, quindi tagliano salari e investimenti peggiorando il problema), seguono quindi fallimenti bancari e stagnazione economica. 

L'impatto fu particolarmente pesante per i piccoli produttori agricoli e artigiani, che soffrirono la concorrenza internazionale.

  La crisi favorì il protezionismo, l'interventismo statale e una crescente tensione sociale e politica, spingendo anche verso nuove forme di colonialismo come valvola di sfogo economica.

3) Colonialismo in Africa 

Il colonialismo europeo in Africa si intensificò proprio tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento, durante la cosiddetta "corsa all'Africa"

Le cause principali furono economiche (materie prime, nuovi mercati), strategiche (controllo delle rotte), e ideologiche (missione civilizzatrice, razzismo). 

La Conferenza di Berlino del 1884-85 regolò la spartizione del continente tra le potenze europee. Tra i protagonisti: Francia, Gran Bretagna, Germania, Belgio e, più marginalmente, l'Italia. 

Le conseguenze furono devastanti per le popolazioni africane: sfruttamento, violenze, distruzione di culture locali e confini imposti che avrebbero generato conflitti anche nel XX secolo.



https://imparareconlastoria.blogspot.com/2016/03/76-il-colonialismo-nel-xix-secolo.html

4) Italia post-risorgimentale: problemi e contesto



Dopo l'unificazione (1861), l'Italia affrontò numerose difficoltà: divisione tra Nord e Sud, analfabetismo, povertà diffusa, debito pubblico, assenza di un'identità nazionale condivisa. 

Il nuovo Stato era centralizzato e spesso percepito come estraneo, specie nel Mezzogiorno.

 Le istituzioni erano dominate da una classe dirigente ristretta (liberale, borghese e settentrionale), lontana dai bisogni della popolazione.

 Il fenomeno del brigantaggio, le rivolte contadine, l'emigrazione di massa e la questione romana (conflitto tra Stato e Chiesa) segnarono il difficile avvio del nuovo Regno.

5) Destra storica (1861-1876)

La Destra storica fu la classe dirigente che guidò l'Italia nei primi anni post-unitari. Esponenti principali: Cavour (fino al 1861), Minghetti, Ricasoli, Sella. 

Era formata da aristocratici e borghesi moderati, favorevoli a un forte accentramento amministrativo, al pareggio del bilancio e all'adozione di politiche fiscali severe (tra cui la famigerata tassa sul macinato). 

Sotto la destra storica si completa l'unità d'Italia (Veneto e Roma). Centralista, conservatrice e laica, si alienò le simpatie popolari. Nonostante ciò, riuscì a consolidare lo Stato unitario e avviare infrastrutture e istituzioni comuni.

6) Sinistra storica (1876-1896) Con la caduta della Destra, salì al potere la Sinistra storica, guidata inizialmente da Agostino Depretis

Fu più aperta alle istanze popolari e attuò alcune riforme (abolizione tassa sul macinato, legge Coppino sull'istruzione obbligatoria), ma in modo ambiguo. 

Con Depretis e poi con Crispi si affermò il trasformismo: alleanze parlamentari fluide e opportunistiche per mantenere il potere. Nonostante alcuni tentativi di allargare la base sociale dello Stato, aumentò la corruzione politica e si rafforzò l'autoritarismo.


[ Ripasso / approfondimento destra e sinistra storica: https://www.youtube.com/watch?v=-iBzCIdqd0k ]

7) Francesco Crispi (1887-1896) Crispi, ex mazziniano, fu presidente del Consiglio in due fasi.

 Modernizzatore energico, rafforzò lo Stato, riformò la pubblica amministrazione, ampliò l'esercito e avviò politiche coloniali in Africa (Eritrea, Somalia). 

Si avvicinò alla Germania e all'Austria con la Triplice Alleanza

Internamente fu autoritario: limitò le libertà civili, represse duramente le proteste (es. Fasci siciliani). La sua carriera terminò con la disastrosa sconfitta di Adua (1896) contro l'Etiopia, che umiliò l'Italia e segnò la fine delle sue ambizioni coloniali immediate.



Passaggio di secolo: Nel maggio del 1898, la città di Milano fu teatro di violente proteste popolari, scatenate dal forte aumento del prezzo del pane, in un contesto segnato da crisi economica e disoccupazione diffusa. 

La tensione sociale esplose tra il 6 e il 9 maggio, quando migliaia di persone scesero in piazza. Il governo, guidato dal presidente del Consiglio Antonio Di Rudinì, reagì con durezza: fu inviato il generale Fiorenzo Bava Beccaris, che ordinò di reprimere i moti usando artiglieria e mitragliatrici contro i civili. 

La sanguinosa repressione fece decine di vittime, e suscitò forte indignazione in molti ambienti.

Ciò che colpì ulteriormente l’opinione pubblica fu il fatto che il re Umberto I, invece di prendere le distanze dall’azione militare, decorò Bava Beccaris con la Croce di Grand’Ufficiale dell’Ordine Militare di Savoia, definendolo un difensore dell’ordine.

Due anni dopo, il 29 luglio 1900, a Monza, un anarchico italiano emigrato negli Stati Uniti, Gaetano Bresci, rientrò appositamente in patria per compiere un gesto di vendetta: sparò tre colpi di pistola e uccise il re Umberto I, ritenendolo responsabile morale della strage di Milano.

 Al governo, in quel momento, c’era il moderato Giuseppe Saracco, ma l’evento segnò profondamente l’immaginario politico dell’epoca, accelerando riflessioni sul rapporto tra Stato, repressione e giustizia sociale.



Il Successore Vittorio Emanuele III dovette cambiare atteggiamento e concedere qualche riforma: entra in gioco Giolitti.

8) Giolitti e l'età giolittiana (1901-1914) Giovanni Giolitti fu protagonista della politica italiana d'inizio Novecento. Attuò una politica di modernizzazione economica e integrazione sociale.

 Favorì lo sviluppo industriale del Nord (triangolo Milano, Genova, Torino, perché qui era già presente dal 700 una buona manifattura borghese) sostenne le prime riforme sociali (assicurazioni sul lavoro, protezione del lavoro minorile e femminile - il lavoro giornaliero per le donne scese a 11 ore quotidiane, e non si poteva lavorare sotto i 12 anni), e mantenne rapporti prudenti con socialisti e cattolici. 

Fu anche pragmatico: tollerò scioperi, ma represse duramente le rivolte nel Sud. Il Mezzogiorno restò povero e arretrato, e milioni di italiani emigrarono verso le Americhe.

 Nel 1913 stipulò il Patto Gentiloni, accordo elettorale con i cattolici per garantire il sostegno al suffragio allargato. L'età giolittiana fu una fase di equilibrio instabile tra progresso e vecchie contraddizioni sociali.

La politica di Giolitti viene considerata trasformista, perché spesso fingeva di dimettersi per lasciare litigare i contendenti politici e tornava ad accordarsi per ottenere quanto desiderava, mediò sempre tra le parti:

Socialisti: concede appunto qualche diritto, ma non ovunque in Italia. 

Cattolici: con il Patto Gentiloni (contro i socialisti) riesce a fare uscire i cattolici dal precedente non expedit (per la breccia di Porta Pia del 1870)

Nord e sud: fu seguita la storica suddivisione del Nord industriale e del Sud agricolo

Industriali e nazionalisti: favorì i primi con i dazi sulle merci straniere e i secondi con le colonie in Libia (terra non esattamente ricca e non di facile conquista), per cui si avvicina parzialmente alla Francia. 

Nel 1912 passa il suffragio universale maschile, ma Giolitti perde le elezioni.




9) Contesto europeo prima della Prima guerra mondiale Alla vigilia della guerra (1914), l'Europa era divisa in due grandi alleanze:

  • Triplice Intesa: Francia, Russia, Regno Unito

  • Triplice Alleanza: Germania, Austria-Ungheria, Italia

Crescevano il nazionalismo, le tensioni nei Balcani (soprattutto per il declino dell'Impero Ottomano), e la corsa agli armamenti. 

La Germania era una potenza in ascesa, mentre l'Impero austro-ungarico era fragile e minacciato dalle spinte nazionaliste interne. 

Il sistema di alleanze rigido, le crisi diplomatiche (come quella di Agadir, per il Marocco, tra Francia e Germania nel 1911) e l'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo nel giugno 1914 portarono rapidamente allo scoppio della Prima guerra mondiale, trasformando un conflitto locale in guerra totale europea ed extraeuropea.

SCHEMI E MATERIALI ULTERIORI

Partiti di Massa

Femminismo e suffragette

Il pane e le rose
La frase da cui fu estrapolato lo slogan fu pronunciata da Rose Schneiderman, leader femminista e socialista della WTUL, durante un discorso che rivendicava il diritto di voto femminile di fronte ad una platea di suffragette benestanti a Cleveland
(EN)
« What the woman who labors wants is the right to live, not simply exist — the right to life as the rich woman has the right to life, and the sun and music and art. You have nothing that the humblest worker has not a right to have also. The worker must have bread, but she must have roses, too. Help, you women of privilege, give her the ballot to fight with »
(IT)
« Ciò che la donna che lavora vuole è il diritto di vivere, non semplicemente di esistere – il diritto alla vita così come ce l’ha la donna ricca, al sole e alla musica e all’arte. Voi non avete niente che anche l’operaia più umile non abbia il diritto di avere. L’operaia deve avere il pane, ma deve avere anche le rose. Date una mano anche voi, donne del privilegio, a darle la scheda elettorale con cui combattere »

Socialismo europeo


Prima e seconda internazionale
Il Quarto stato, di Giuseppe Pelizza da Volpedo, 1901.

La moda
Coco Chanel, il Rayon e lo stile liberato.
Rivoluzione scientifica
Critica al POSITIVISMO.
FISICA ATOMICA: THOMSON E RUTHERFORD
TEORIA DELLA RELATIVITÀ: EINSTEIN 1905, TEMPO E SPAZIO INDIVISI; MATERIA ED ENERGIA LEGATI.
PSICOLOGIA: SPERIMENTALE DI WUNDT E PSICANALISI DI FREUD
FILOSOFIA: NEOIDEALISMO DI CROCE E GENTILE; PRAGMATISMO AMERICANO DI DEWEY E STORICISMO DI DILTHEY.
IRRAZIONALISMO DI NIETZSCHE E VITALISMO DI BERGSON.

La belle epoque



https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjEeLPSnlk8iBIHDZ3shp1qbMnQvGX5NB34kImhjjdo6OBIHER4xIMYCJQPdVXDFU9cxdgVHcRVAJot5hUelzPuQOGFQyyCSZp4lzoN4Gy-HzHsWpDs49SqvMMI-PmMAlHWCOdiuqOUaxk/s1600/LA+BELLE+EPOQUE.jpg
La belle epoque è però caratterizzata da aspetti contraddittori: è anche il tempo del nazionalismo e del razzismo (vedi  articolo sulla prima parte della prima guerra mondiale)

Età giolittiana (1901 – 1914)


Vedi anche l’imperialismo italiano sotto Giolitti

Lavori e attività 2026

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