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martedì 2 maggio 2023

Filosofia delle emozioni

Le emozioni



1. Che differenza c'è tra impulsi (umani) e istinti (animali)?

2. Che cos'è un'emozione?

3. Le emozioni sono spesso caratterizzate come positive o negative. Quante ve ne vengono in mente?

4. Perché esiste questa divisione? (è sociale\convenzionale o no?) A cosa servono le emozioni "negative" e "positive"?

5. Che differenza c'è tra: 

a) Emozioni

b)  Stati d'animo

c) Sentimenti? [differenza continua e non discreta]

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Allora come differenzieresti: serenità, felicità, gioia e soddisfazione?

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Come stai?

A volte non vogliamo rispondere. A volte non sappiamo farlo. ---> A volte ci mancano le parole.


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Emozioni

Joseph LeDoux (nato nel 1949)  ha studiato i meccanismi neurobiologici delle emozioni, in particolare la paura, identificando due vie principali di elaborazione degli stimoli emotivi:
1. Via rapida (low road)

Passa direttamente dal talamo all’amigdala.
È veloce ma imprecisa, serve per rispondere immediatamente ai potenziali pericoli.
Esempio: vedi un’ombra scura e salti indietro prima di renderti conto che è solo un ramo.
2. Via lenta (high road)
Passa dal talamo alla corteccia cerebrale, poi all’amigdala.
È più lenta ma accurata, permette un’analisi più dettagliata dello stimolo.
Esempio: dopo un attimo, realizzi che l’ombra che ti ha spaventato era solo un ramo.
Importanza del modello di LeDoux
Spiega perché spesso reagiamo prima ancora di "pensare".
Mostra come l’amigdala abbia un ruolo chiave nelle reazioni emotive automatiche.
È utile per comprendere ansia e disturbi legati alla paura.


Ruota delle emozioni: per imparare a specificarle e conoscerle


Differenti modi di descrivere le proprie emozioni



La dopamina è un neurotrasmettitore prodotto dalle cellule nervose nel cervello. È associata a una varietà di funzioni, tra cui il controllo del movimento, la motivazione, la memoria e l'attenzione, nonché il piacere e la ricompensa. La dopamina viene spesso associata a comportamenti di dipendenza, come l'uso di droghe o il gioco d'azzardo.

L'ossitocina è un ormone prodotto dall'ipotalamo e rilasciato dalla ghiandola pituitaria. È spesso chiamata "l'ormone dell'amore" o "l'ormone dell'abbraccio", poiché è associata all'empatia, all'attaccamento e alle relazioni sociali positive. L'ossitocina gioca un ruolo importante nell'aumentare i legami emotivi e la fiducia tra le persone, e viene rilasciata durante l'interazione sociale, come l'abbraccio o il contatto fisico.

Il cortisolo è un ormone steroideo prodotto dalle ghiandole surrenali. Viene spesso chiamato "l'ormone dello stress", poiché viene rilasciato in risposta a situazioni stressanti, come il pericolo o l'ansia. Il cortisolo è coinvolto nel regolare i livelli di zucchero nel sangue, la pressione sanguigna, l'infiammazione e il sistema immunitario.

L'adrenalina e la noradrenalina sono due neurotrasmettitori e ormoni prodotti dalle ghiandole surrenali e rilasciati nel sistema nervoso simpatico in risposta allo stress o all'eccitazione.

L'adrenalina, anche conosciuta come epinefrina, è responsabile di aumentare la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e il flusso di sangue ai muscoli, al cervello e ad altri organi vitali. Inoltre, stimola la liberazione di glucosio nel sangue per fornire energia ai muscoli.

La noradrenalina, anche conosciuta come norepinefrina, ha effetti simili all'adrenalina, ma è principalmente coinvolta nella regolazione dell'attenzione, della vigilanza e dell'umore. Inoltre, può causare la costrizione dei vasi sanguigni, aumentando così la pressione sanguigna.


Emozioni e sentimenti


La paura, la rabbia, la gioia, il disgusto, la sorpresa e la tristezza sono le 6 emozioni basilari dell'essere.

(Microreazioni studiate da Paul Ekman / psicologo nato nel 1934)



Le differenze tra emozione, stato d’animo e sentimento riguardano durata, intensità e consapevolezza:

1) Emozione

  • Definizione: Reazione psicofisiologica immediata a uno stimolo esterno o interno.
  • Durata: Breve (secondi o minuti).
  • Intensità: Elevata.
  • Consapevolezza: Può essere automatica e istintiva.
  • Esempio: Paura improvvisa per un rumore forte.

2) Stato d’animo

  • Definizione: Condizione affettiva più stabile che influisce sull’interpretazione degli eventi.
  • Durata: Medio-lunga (ore o giorni).
  • Intensità: Moderata.
  • Consapevolezza: Più diffusa, ma spesso senza una causa chiara e immediata.
  • Esempio: Sentirsi malinconici per tutta la giornata senza un motivo preciso.

3) Sentimento

  • Definizione: Esperienza emotiva più elaborata, associata a pensieri e riflessioni.
  • Durata: Lunga (giorni, mesi o anni).
  • Intensità: Variabile, ma generalmente più controllata.
  • Consapevolezza: Elevata, implica una componente cognitiva.
  • Esempio: Amore, amicizia, rancore.

Schema riassuntivo

CaratteristicaEmozioneStato d’animoSentimento
DurataBreveMedio-lungaLunga
IntensitàElevataModerataVariabile
CausaChiara e immediataSpesso indefinitaLegata a riflessioni
ConsapevolezzaSpesso automaticaDiffusaElevata

In sintesi:

  • Le emozioni sono reazioni istintive e intense.
  • Gli stati d’animo sono più duraturi e meno intensi.
  • I sentimenti sono emozioni elaborate dal pensiero e durano nel tempo.

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Spinoza, geometria delle passioni (filosofo, 1632, 1677)

Un modo per imparare a conoscere le emozioni è la letteratura, o il cinema. Come ci insegna Aristotele, le storie sono "soggettività universali" che ci fanno vivere dentro la pelle di un altro (mimesi) per conoscere e sublimare le emozioni (catarsi).


“Un bambino-topo dovrebbe vivere almeno tre volte di più di un topo normale. Ossia nove anni.” “Stupendo!” gridai. “Perché non voglio vivere più di te. Non sopporto l’idea che qualcun altro si occupi di me.” Tacemmo un po’ mentre la nonna mi carezzava le orecchie. “E vivrai per altri nove anni?” “Credo di sì. Con un po’ di fortuna dovrei farcela.” “Devi farcela. Perché tra otto o nove anni io sarò un topo vecchissimo e tu sarai una nonna vecchissima. Così moriremo insieme.” “Sarebbe perfetto.” "La malinconia è il luogo dove le streghe abitano sempre. Se incontrate una donna che vive tutta sola, che ha una gatta tutta nera, che indossa un lungo vestito nero con un ampio scollo nero e un cappello nero dalla forma strana, non abbiate paura. È solo una strega." (Roald Dahl, le streghe)


Educazione emotiva e Psicologia positiva: Emozioni e benessere


Bisquerra descrive il Benessere come caratterizzato da tre pilastri: l'impegno, il senso e le emozioni positive. 

L'impegno ha a che fare con la competenza, che si sviluppa tramite la motivazione intrinseca (Voler imparare a disegnare, non ricevere un premio).

Il senso è ciò che ci permette di dare significato al nostro tempo, alla vita. 

Per lo psicologo Viktor Frankl è costituito da 3 aspetti.

1. Creatività - Azione ----> Lavoro o Vocazione.

 a) scrivi una poesia o un disegno da regalare o leggere...

2. Esperienza - Relazione -----> Sentimenti di amore e amicizia, incontro con la natura o la bellezza.

b)(altruismo creativo; come esempio regalo o acrostico positivo, 3 caratteristiche positive di voi, se non ci riesci ti aiuta un compagno)

3. Resilienza - Atteggiamento ----> Capacità di fronteggiare le situazioni difficili (sofferenza, ansia, sconforto...)

 Ci sono cose che non possiamo controllare (Epitteto) e cose che non abbiamo saputo evitare, ma possono servirci come insegnamento.

"E poiché gli uomini sono in grado di avere molte opinioni false e di sognare molti sogni insensati, senza che vi sia nulla nella loro esperienza che li contraddica, dobbiamo considerare che, quale che sia il dolore che ci affligge, esso non può mai essere utile in sé stesso, ma lo diviene solo se la ragione lo dirige e controlla." (Spinoza, Etica, V, 36, Scolio)

(zerocalcare, il non controllo> il filo d'erba.)



https://www.youtube.com/watch?v=ELhICfnoI74 (zerocalcare, cicatrice)


"E' proprio nella sofferenza che l'uomo può trovare il senso della propria vita e la sua dignità. La sofferenza non è un incidente, ma una condizione dell'uomo. Non vi è bisogno di cercare la sofferenza, ma bisogna accoglierla quando arriva, non come un nemico, ma come un maestro. Essa ci insegna molte cose che non si possono apprendere in altro modo, e dà alla nostra vita una profondità e una serietà che altrimenti non avrebbe." (Viktor Frankl, "La ricerca del senso di vita")

"E' solo attraverso la sofferenza che si conosce la vita, e solo attraverso la conoscenza della vita si può conoscere la felicità." (Friedrich Nietzsche, "La gaia scienza", § 341)

Per le emozioni positive, Bisquerra crede che in particolare ce ne siano tre che ci aiutino a raggiungere il benessere. (atteggiamenti?) Sono emozioni temporali: 

1. La gratitudine riguarda il passato

"Educare la gratitudine significa educare l’attenzione e la memoria, abituare il cuore a cercare il bene ovunque si trovi, riconoscerlo e apprezzarlo, imparare a gioire della fortuna degli altri, a condividere con essi il bene e la gioia, e così ad amare, perché l’amore è l’arte di far crescere il bene insieme." (Luciano De Crescenzo)

2. La presenza mentale (savouring) riguarda il presente

"Non c'è mai stato, non c'è e non ci sarà altro momento, altro luogo, altra vita che questa. Perciò, come ha detto il saggio, bisogna cercare di cogliere il fiore che si trova sotto i nostri piedi, anziché correre a inseguire lontane mete o desiderare ciò che non abbiamo." (Alan Watts)

3. La speranza riguarda il futuro

"La speranza è come il sole, che getta un raggio luminoso nell'anima e la rende più luminosa di quanto non lo sia." (Thomas Carlyle)

"E' importante festeggiare i successi ma è più importante la gratitudine per le cose buone nella vita." (Kurt Vonnegut)

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In pratica:

Il passato, la gratitudine

1. Kurt Vonnegut, storie e momenti buoni e negativi. Gratitudine (13.00)


b) Esercizio scrivi per cosa sei grato in questa settimana; 

c) Lettera di gratitudine: a qualcuno presente in questa stanza. 

PRESENTE, ESSERE NEL MOMENTO

2. Meditazione sulla gentilezza - mindfulness (sull'empatia)  https://www.youtube.com/watch?v=zmagqm9wi9M&list=PL33jD0oKwKG1UCdgCPDTMNG4h1RrYrgxw&index=7

2 a. Altruismo creativo (inaspettato, gratuito, inventivo ---> gentilezza a casaccio)

https://www.youtube.com/watch?v=7nuDXw9kEcQ

FUTURO, SPERANZA E PROGETTI

3. Esercizio dei tre limiti (1 paura, 1 senso di colpa, 1 pregiudizio) ---> 1 parola  "magica" ribaltante


https://www.youtube.com/watch?v=I_8peEa1RxY (la ludopedagogia e un aereo di carta)

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Emozioni, creatività e abitudine ed apatia. Alike, pixar


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Speed Writing, Elizabeth Gilbert: Mestiere, Carriera, Vocazione, Talento, Desideri




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Citazioni
  1. "La paura non è altro che un'opinione. Se ti convince che è reale, allora lo diventa per te." (Epitteto, Enchiridion, 1.5)
  2. "L'amore è la forza più potente dell'universo, perché è un attributo dell'anima." (Giovanni Papini, Il Libro Nero, VI)
  3. "La gioia è quella forza misteriosa che ci permette di superare le difficoltà e di trovare la felicità, nonostante tutto." (Eckhart Tolle, Il Potere di Adesso)
  4. "La tristezza è un dono di Dio. Non tutte le cose belle del mondo sono felici." (John Keats, Lettere)
  5. "La felicità non è qualcosa di pronto all'uso. Viene dalle tue azioni." (Dalai Lama XIV, The Art of Happiness) ----- "La felicità è una lotta continua, non qualcosa che si raggiunge. La felicità è un processo, non un destino. È un'attività continua, non qualcosa che si raggiunge. Rappresenta la scelta di continuare a muoversi in avanti nonostante tutte le emozioni negative che potresti provare. Ecco perché non è possibile essere felici tutto il tempo. La vita non funziona così, e non dovrebbe neanche funzionare così. (Mark Manson, la sottile arte di fregarsene)
  6. "Il disgusto è una delle più strane e potenti emozioni umane. Può trasformare un cibo delizioso in una sostanza repellente." (David Hume, Trattato sulla Natura Umana, Libro II)
  7. "L'ansia non è altro che l'anticipazione del dolore." (Sigmund Freud, The Problem of Anxiety)
  8. "La rabbia è l'emozione più distruttiva e insensata dell'uomo. È il nostro peggior nemico, poiché ci fa fare cose che rimpiangeremo." (Ralph Waldo Emerson, Essays: First Series)
  9. "L'autostima è la capacità di accettare se stessi per ciò che si è e di amarsi per questo." (Wayne Dyer, Your Erroneous Zones)




Amore in veste di cartone animato (UP)


Amicizia






Arte e emozioni

Che emozioni raccontano queste immagini?


Clotilda von Derp, di George Spencer Watson. (1912)


La bohemienne, di Bouguereau (1890)


Ragazzo morso da un ramarro, Caravaggio (1593)


Autoritratto di Courbet, 1844






APPROFONDIMENTI

Marianella Sclavi, ascolto attivo (Libro: Arte di ascoltare e mondi possibili).



Marianella Sclavi è una sociologa e esperta di comunicazione, nata nel 1949 in Italia. È conosciuta per il suo lavoro sul dialogo interculturale e sull'arte di ascoltare, con un focus sull'importanza della comunicazione attiva in contesti di conflitto e nelle relazioni sociali. È autrice di numerosi libri e articoli, ed è anche coinvolta in progetti educativi e di formazione.

L'arte di ascoltare e la diplomazia secondo Marianella Sclavi:

  • Ascolto attivo: Sclavi sottolinea che l'arte di ascoltare è fondamentale per risolvere conflitti e costruire relazioni autentiche. Secondo lei, ascoltare non significa solo udire le parole, ma comprendere profondamente il significato delle stesse, riconoscendo le emozioni e le intenzioni che stanno dietro al messaggio. Questo richiede un'attenzione empatica e un'inclinazione a "mettersi nei panni dell'altro".

  • Diplomazia e dialogo: La Sclavi ritiene che la diplomazia e il dialogo siano strettamente legati all’ascolto. La capacità di ascoltare gli altri senza pregiudizi e con apertura mentale è essenziale in qualsiasi processo di mediazione e negoziazione, per facilitare la comprensione reciproca e per trovare soluzioni comuni in contesti complessi, come quelli internazionali o interculturali.

  • L'arte del non giudicare: La sociologa ha enfatizzato l'importanza di ascoltare senza giudicare e di non interrompere, dando spazio all'altro per esprimersi. Questo approccio consente di creare un ambiente in cui le persone si sentono rispettate e valutate per le loro opinioni, che è fondamentale per l'apertura al dialogo e la costruzione di fiducia.

In sintesi, per Sclavi, l'ascolto è un atto di rispetto e di diplomazia, che va oltre il semplice sentire, ed è essenziale per costruire relazioni e risolvere conflitti in modo costruttivo.


7 REGOLE DELL'ARTE DI ASCOLTARE





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Contro la depressione: Johann Hari (Libro: la fine del buio)





Johann Hari è uno scrittore e giornalista britannico, noto per i suoi lavori sulla depressione, ansia e salute mentale. Nei suoi libri Lost Connections (2018) e Lost Focus (2022), Hari esplora cause e soluzioni per la depressione e l'ansia, proponendo un approccio che va oltre le spiegazioni tradizionali basate solo sugli aspetti biologici o chimici del disturbo.

Lost Connections (2018)

In questo libro, Hari sostiene che la depressione e l'ansia non sono solo problemi di chimica cerebrale o genetica, come spesso viene descritto dalla medicina tradizionale. Piuttosto, secondo lui, sono il risultato di una serie di connessioni che si sono perse nella vita delle persone.

Le cause principali della depressione, secondo Hari:

  1. Isolamento sociale: La mancanza di legami sociali significativi è uno dei fattori principali che contribuiscono alla depressione. Hari sostiene che l'isolamento, la solitudine e la separazione dai propri cari o dalla comunità possono essere causa di sofferenza emotiva.

  2. Mancanza di scopo o significato: Molte persone si sentono svuotate quando non trovano uno scopo nella loro vita, come se non ci fosse nulla che dia loro senso di realizzazione o soddisfazione.

  3. Trauma e passato doloroso: La sofferenza emotiva derivante da traumi, esperienze difficili o abusi del passato è un altro fattore che può essere alla base della depressione.

  4. Ambiente e disuguaglianze sociali: Hari critica le disuguaglianze sociali ed economiche che impoveriscono la vita delle persone e contribuiscono a generare frustrazione e sofferenza.

Soluzioni proposte:

  • Ricollegarsi alle persone: Reinventare connessioni sociali attraverso relazioni più intime e sostegno.
  • Cercare scopo e significato: Trovare attività che diano un senso di realizzazione, come il volontariato o il lavoro creativo.
  • Affrontare il trauma: Terapie che aiutano a rielaborare traumi passati.
  • Attivismo sociale: Impegnarsi per il cambiamento sociale per ridurre le disuguaglianze e migliorare la qualità della vita.

Lost Focus (2022)

Nel suo secondo libro, Lost Focus, Hari si concentra principalmente sul problema della distrazione e come la tecnologia, i social media e lo stress cronico abbiano contribuito a minare la capacità delle persone di concentrarsi e di vivere una vita sana. L'ipotesi centrale è che la società moderna, con le sue pressioni e la costante richiesta di attenzione, ha creato un mondo dove è sempre più difficile mantenere il focus su ciò che è veramente importante.

Principali temi:

  • Influenza della tecnologia: L'uso costante della tecnologia e dei social media distoglie l'attenzione e impedisce alle persone di concentrarsi su attività significative. La "perdita di focus" è strettamente legata alla depressione e all'ansia, secondo Hari.

  • Pressioni esterne e stress: L'intensificarsi delle richieste nella vita lavorativa e sociale porta a una sensazione di esaurimento mentale e alla perdita della capacità di concentrarsi e di provare piacere nelle attività quotidiane.

Soluzioni proposte:

  • Ridurre la dipendenza dalla tecnologia: Staccarsi da schermi e distrazioni per recuperare la concentrazione e riscoprire la qualità delle esperienze.
  • Stabilire limiti: Creare una routine che favorisca il riposo mentale e il tempo dedicato a sé stessi.
  • Riscoprire il piacere e la concentrazione: Impegnarsi in attività che richiedono concentrazione profonda, come la lettura, la meditazione o l'arte.

In sintesi:

  • Johann Hari, attraverso Lost Connections e Lost Focus, rifiuta una visione riduttiva della depressione e dell'ansia come mere problematiche chimiche e genetiche. Propone, invece, che queste condizioni siano il risultato di disconnessioni sociali, perdita di scopo e stress ambientale.
  • Soluzioni: Riconnettersi con gli altri, rivelare il proprio scopo nella vita, affrontare il trauma, ridurre la distrazione tecnologica e cercare una vita più centrata e significativa.

mercoledì 11 luglio 2018

Marx, schemi

Marx (1818 - 1883)

Karl Heinrich Marx (1818 – 1883), filosofo ed economista tedesco.

A me non appartiene né il merito di aver scoperto l’esistenza delle classi nella società moderna né quello di aver scoperto la lotta tra di esse. […] Quel che io ho fatto di nuovo è stato di dimostrare: 1. che l’esistenza delle classi è soltanto legata a determinate fasi di sviluppo storico della produzione; 2. che la lotta di classe necessariamente conduce alla dittatura del proletariato; 3. che questa dittatura stessa costituisce soltanto il passaggio alla soppressione di tutte le classi e a una società senza classi.
Da una lettera a Weydemeyer, 5 marzo 1852, la quale lettera fu pubblicata nel 1907 nella Neue Zeit – XXV, 2, 164; citato in Lenin, Stato e rivoluzione, edizioni Lotta Comunista, 2003



Il comunismo è possibile empiricamente solo come azione dei popoli dominanti tutti ‘in una volta’ e simultaneamente, e ciò presuppone lo sviluppo universale della forza produttiva e le relazioni mondiali che il comunismo implica. Il comunismo, per noi, non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presenti.
(da L’Ideologia tedesca, 1846)



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Biografia per punti:

Dati biografici essenziali

  • 1818 – Nasce a Treviri (Germania), in una famiglia borghese di origine ebraica convertita al luteranesimo.

  • 1835–1841 – Studi universitari a Bonn e Berlino (diritto, filosofia, economia). Influenza di Hegel e della sinistra hegeliana.

  • 1842 – Diventa giornalista alla Rheinische Zeitung (gazzetta renana), presto censurata dal governo prussiano.

  • 1843 – Sposa Jenny von Westphalen. Si trasferisce prima a Parigi, poi viene espulso per le sue idee radicali.

  • 1844 – A Parigi stringe un rapporto profondo e duraturo con Friedrich Engels: nasce l’amicizia e la collaborazione teorica che durerà tutta la vita.

  • 1845–1848 – Periodo fra Bruxelles e Parigi: intensa attività politica e teorica.

  • 1849 – Esule a Londra: qui vive in condizioni economiche precarie, sostenuto spesso da Engels.

  • 1850–1870 – Scrive articoli per giornali, studia economia politica alla British Library, partecipa alla Prima Internazionale (1864, Londra).

  • 1864–1876 – Cofondatore e guida teorica della Prima Internazionale dei Lavoratori.

  • 1883 – Muore a Londra, sepolto a Highgate Cemetery.



Opere principali

A. Scritti giovanili e filosofici

  • 1843 – Critica della filosofia del diritto di Hegel
    → Critica dello Stato hegeliano e del ruolo della religione.

  • 1844 – Manoscritti economico-filosofici
    → Alienazione del lavoro; analisi ancora filosofica e umanistica dell’economia.

B. Opere scritte con Engels

  • 1845 – L’ideologia tedesca
    → Nascita del materialismo storico; critica alla filosofia tedesca.

  • 1848 – Manifesto del Partito Comunista
    → Programma politico; lotta di classe come motore della storia; ruolo rivoluzionario del proletariato.

C. Critica dell’economia politica

  • 1859 – Per la critica dell’economia politica
    → Prima esposizione organica del metodo e delle categorie economiche.

  • 1867 – Il Capitale (Libro I)
    → Analisi del capitale, del valore, del plusvalore, dello sfruttamento; opera fondamentale.

  • (Libri II e III saranno pubblicati postumi da Engels.)

D. Scritti politici e storici

  • 1850–1870 – Articoli per il New York Daily Tribune
    → Analisi di eventi internazionali, colonialismo, crisi economiche.

  • 1871 – La guerra civile in Francia
    → Interpretazione della Comune di Parigi come esperienza proletaria.

Schema generale su  Marx



 4 Critiche filosofico - politico - economiche

a) Ad Hegel
Pur confermando lo storicismo e la dialettica di H. 
ne critica l'idealismo -> Misticismo logico (Errore filosofico) [concreto -> ideale]
E il giustificazionismo -> Filosofia come Prassi (teoria e pratica vanno di pari passo). La realtà non è equa e razionale. I filosofi non devono solo interpretare il mondo, ma devono cambiarlo.
La filosofia di Marx è quindi uno storicismo, ma concreto, che si risolve in un materialismo dialettico. 
b) Critica allo stato liberal-borghese
[Diritti reali, non solo astratti]
Bisogna far scendere i diritti della legge "dal cielo alla terra", renderli concreti.
c) Alla teoria economica liberale borghese (Smith e Ricardo)
[Mano invisibile, economia naturale, divisione del lavoro come base della società...]
D) Critica a Feuerbach

a) Il rapporto con Hegel e l’idealismo, il materialismo dialettico

https://i.ytimg.com/vi/bJf0rtoUsHM/maxresdefault.jpg
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1) Critica metodologica

Noi conosciamo prima l'oggetto, poi il concetto; non il contrario. 

(siamese, persiano, certosino ---> Gatto) (mela, arancia, pera --> frutto)

"Non si cammina con la testa a terra e le gambe in aria". 
Prima c'è l'uomo concreto, poi quello ideale (concetto). 
L'idealismo è misterioso e ingannevole: è dalla realtà che nasce l'idea e non viceversa. H. va rovesciato. 


2) Critica storico-politica
Il rapporto idealistico ragione-realtà implica il giustificazionismo e il conservatorismo. 
La storia è una realtà organica-concreta: non va spiegata con lo Spirito o gli individui cosmico-storici ma con una serie di elementi storico-economico-sociali. 
Anche le idee dipendono dalle condizioni materiali. -> Razionalismo del materialismo dialettico. 
(struttura- concreta e economica -->  sovrastruttura ideale)
Non esiste inoltre necessariamente una sintesi storica, spesso una classe schiaccia l'altra senza rimedio né soluzione. 
(ex borghesia e proletariato)
B) Critica alla politica liberal-borghese
Vuole metterne in luce l'ipocrisia e l'egoismo. Conta solo l'individuo e non il gruppo.
L'uomo vive una vita "astratta", di diritti nella società civile e una nella realtà economica concreta: è scisso tra l'uguaglianza di diritto (Stato) ma l'ineguaglianza materiale (società).
Riprende il conflitto sociale di cui parla Hegel --> egoismo e frammentazione 
(Ma lo Stato non risolve i conflitti, si limita a patteggiare per la parte più forte)
Il rischio è che i diritti rimangano elettorali o astratti: le libertà borghesi sono una conquista, ma non basta. Bisogna far scendere gli ideali (libertà, legalità, fraternità) dal cielo alla terra.
E non è solo una questione di merito o competizione: partiamo da basi diverse.
Questa atomizzazione dipende dalla differenza tra classi: bisogna superarle per ricomporre la società. Assaltare il cielo e farlo scendere sulla terra, ma serve una lotta [servo-padrone].
Per i liberali, però, la meritocrazia e la diseguaglianza sono il motore della storia; per Marx è la rivoluzione. ---> Bisogna colpire la proprietà privata e lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. --> emancipazione umana per arrivare alla "democrazia totale". 
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 La proprietà privata non è dunque il prodotto, il risultato, la necessaria conseguenza del lavoro espropriato, del rapporto estrinseco dell’operaio alla natura e a se stesso. La proprietà privata risulta così dall’analisi del concetto del lavoro espropriato, cioè dell’uomo espropriato, del lavoro alienato, della vita alienata, dell’uomo alienato. [...] Solo all’ultimo punto culminante dello sviluppo della proprietà privata questa mostra di nuovo in risalto il suo segreto: cioè che, da una parte, essa è il risultato del lavoro espropriato, e secondariamente ch’essa è il mezzo col quale il lavoro si espropria, la realizzazione di questa espropriazione.

Karl Marx descrive la situazione di autoestraniazione del lavoratore salariato, definendola “alienazione”, nei Manoscritti economico-filosofici del 1844.

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c) Alla teoria economica liberale borghese (Smith e Ricardo)
Per Adam Smith il libero scambio e la libera produzione generano ricchezza e, conseguentemente, maggiori salari e migliori condizioni (mano invisibile).
Ma credono che il capitalismo sia una legge armonica e naturale. Il sistema ha alti e bassi ma è destinato ad una crisi totale. Non è eterno. Ci sono stati diversi sistemi economici.
Per Marx il mercato non è naturale ma storico e tende a cambiare e saturarsi e contiene l'alienazione degli operai. 
Sovrapproduzione --> crisi --> disoccupazione --> rivolte --> fine del capitalismo
D) Critica a Feuerbach

Tesi su Feuerbach (rapporto tra i due) (la critica al maestro)

Il difetto principale d’ogni materialismo fino ad oggi è che l’oggetto, la realtà, la sensibilità vengono concepiti sotto la forma di oggetto o di intuizione, ma non come attività umana sensibile, prassi, non soggettivamente.
(da Prima tesi su Feuerbach)
M. Concorda con l'alienazione religiosa di cui parla F. ma ne sottolinea i limiti.
Il limite di Feuerbach: manca la dimensione sociale, storica e dialettica. Manca Hegel. 
Il materialismo di F. è naturalista e statico, astorico e in parte asociale. 
Si è occupato dell'uomo biologico ma non quello socio-storico che si realizza nel conflitto Tesi-Antitesi della lotta di classe.
Lo storicismo hegeliano va inserito nel materialismo di Feuerbach. Si correggono a vicenda. 
Si ottiene un materialismo storico e dialettico.
Differenze in religione: Dio è sì il prodotto dell'uomo MA lo crea per motivazioni socio-storico-economiche. 
La religione non è naturale. 
L'antropologia di F. studia l'uomo biologico. In quella di Marx si studia l'uomo storico. Da quel Dio comprendo quell'uomo. 
Il dio Faraone non è il dio calvinista o quello cattolico.
Dio (la religione) è l'oppio dei popoli: lenisce il dolore della repressione dell'alienazione che ci incatena e ci sfrutta.
Dio è l'espressione della miseria umana. Solo che a volte Dio giustifica tale sfruttamento o il denaro (è culturale).
 La politica spesso usa la religione come mezzo di forza. 
Ci fa dimenticare la sofferenza della vita contingente per la speranza della vita trascendente. 
Quando la società sarà sana e giusta la religione non sarà più necessaria. La beatitudine e l'uguaglianza saranno già sulla terra.
Forse ora il consumo (o lo  stato lo sport) è l'oppio dei popoli.
La sofferenza è la mancanza di senso, di peso politico, di costruzione identitaria o stabilità. 
11esima tesi: "I filosofi hanno solo contemplato il mondo, è giunta l'ora di cambiarlo".
https://image.slidesharecdn.com/0-140409145748-phpapp02/95/07-leredit-di-hegel-1-10-638.jpg?cb=1397055534
Bisogna tornare alla storia materiale --> la storia è storia del lavoro e della tecnologia, quindi alla storia economica e tecnologica.
In ogni epoca storica si caratterizza per il rapporto dialettico tra forze produttive (operai, mezzi) e rapporti di produzione (contratti, potere). Insieme generano una base economica (struttura, modo di produzione).
La STRUTTURA è la base economica di un determinato periodo storico in una specifica zona: si determina grazie alle forze produttive (macchine e operai) e ai loro rapporti (stipendi, contratti, utilizzo della macchina)
La Sovrastruttura è invece la base ideologica (cultura, letteraria, scientifica, filosofica, religiosa) viene determinata dalla struttura: in una determinata struttura economica (ex il capitalismo) si genererà una sovrastruttura che conserva la classe dominante, ossia la borghesia. (Stato liberale, economia borghese, liberalismo, capitalismo etc)
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ex Feudalesimo: rotazione triennale e allevamento, lavoro dei contadini (forze)
Rapporti: corvée o accordi vari.
Dalla base economica (struttura) dipende la sovrastuttura (politica, cultura, religione, filosofia...) 
ex: economia feudale --> romanzo cavalleresco
età moderna: forze produttive (catena di montaggio, operaio, fabbrica); rapporti (capitalismo: suddivisione lavoro e prodotti, contratti)
- economia capitalistica --> romanzo borghese, altra filosofia... 
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MUTAMENTO DELLE BASI ECONOMICHE
Come cambiano le basi economiche? Si incarnano nella lotta di classe (una dominante e in declino una in ascesa ma dominata).
Nel capitalismo Le forze si legano agli operai (proletariato), i rapporti su quella dominante (imprenditori). 
Il mutamento è più veloce nella classe in ascesa (forza), perché legata alla tecnologia e non alle leggi (rapporti). 
Questo attrito si spezza di norma in una rivoluzione (es nobiltà e borghesia nella rivoluzione francese) 

Manifesto del partito comunista: la lotta di classe, la rivoluzione e la dittatura del proletariato

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« Uno spettro si aggira per l'Europa: lo spettro del comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono coalizzate in una sacra caccia alle streghe contro questo spettro: il papa e lo zar, Metternich e Guizot, radicali francesi e poliziotti tedeschi. [...] È ormai tempo che i comunisti espongano apertamente in faccia a tutto il mondo il loro modo di vedere, i loro fini, le loro tendenze, e che contrappongano alla favola dello spettro del comunismo un manifesto del partito stesso. »

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Opera divulgativa ma di grande successo. 
Il proletariato deve mettere in atto una lotta di classe contro la borghesia (pur imparando da loro)--> necessità di una dimensione internazionale
"proletari di tutto il mondo unitevi". 

Programma in 10 punti  programmatici e contingenti (dall'imposta progressiva, alla scuola pubblica e gratuita, all'obbligo di lavoro per tutti all'accentramento di fabbriche e mezzi di trasporto)

Si ampliano le divisioni tra comunismo marxista e socialismo utopico (Proudhon e Saint-Simon) -> (diversa allocazione delle risorse; diverse classi di riferimento)


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10 punti:
 dieci punti sono:

  1. Espropriazione della proprietà fondiaria ed impiego della rendita fondiaria per le spese dello Stato.
  2. Imposta fortemente progressiva.
  3. Abolizione del diritto di successione.
  4. Confisca della proprietà di tutti gli emigrati e ribelli.
  5. Accentramento del credito in mano allo Stato mediante una banca nazionale con capitale dello Stato e monopolio esclusivo.
  6. Accentramento di tutti i mezzi di trasporto in mano allo Stato.
  7. Moltiplicazione delle fabbriche nazionali, degli strumenti di produzione, dissodamento e miglioramento dei terreni secondo un piano collettivo.
  8. Eguale obbligo di lavoro per tutti, costituzione di eserciti industriali, specialmente per l'agricoltura.
  9. Unificazione dell'esercizio dell'agricoltura e dell'industria, misure atte ad eliminare gradualmente l'antagonismo fra città e campagna.
  10. Istruzione pubblica e gratuita di tutti i fanciulli. Eliminazione del lavoro dei fanciulli nelle fabbriche nella sua forma attuale.


http://images.slideplayer.it/34/10455540/slides/slide_3.jpg


L’alienazione


Il lavoro, l’attività vitale, la vita produttiva, appare all’uomo solo come un mezzo per la soddisfazione di un bisogno, del bisogno di conservazione dell’esistenza fisica. Ma la vita produttiva è la vita generica. […] E la libera attività consapevole è il carattere specifico dell’uomo. Ma la vita stessa appare, nel lavoro alienato, soltanto mezzo di vita. (Manoscritti economico-filosofici del 1844, pp. 194-7)
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Il lavoro, per Marx, è l'attività prioritaria dell'uomo: è ciò che lo caratterizza e gli dona senso. 
Ma la società capitalistica riduce il senso del lavoro a una questione economica e di sopravvivenza. Questa è l'alienazione.

Nel capitalismo è fondamentale il fenomeno dell'alienazione.



http://ipercorsidellastoria.altervista.org/wp-content/uploads/2016/11/alienazione-in-Marx.jpg

Alienazione: l'uomo esce da sé, diventa sempre meno umano e più animale o macchina. 
Esistono 4 forme di alienazione del lavoratore:
1) Gli oggetti non gli appartengono più, li dona al proprietario. [prodotto]
2) Il lavoro è coercitivo e ripetitivo: ne siamo incatenati. [attività]
3) Si perde l'essenza umana in quanto libera creatività. [essenza]  (no fertilità-felicità)
4) Rispetto agli altri uomini: ci sono rapporti di forza che ci suddividono in classi e ci deformano. [rapporti sociali] (servo \ padrone)
Ci sono altre alienazioni, ma quella fondamentale è quella economica. --> necessità di eliminare la proprietà dei mezzi di produzione. 
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PICCOLO APPROFONDIMENTO INTORNO AL LAVORO E L'ALIENAZIONE

 “Questo lavoro che consiste nel ripetere ogni 80 secondi lo stesso gesto, come riescono a farlo tutti gli altri? Takeda, a cui chiedo a cosa pensa mentre lavora, dopo un attimo di sorpresa risponde «Penso all’ora»

Sono anche io così. È già passata un’ora, ancora due ore. Ancora quattro? Tre e mezzo? O sono solo tre? Ci sarà lo straordinario oggi? E una volta rientrato a casa, farò il bucato? Non ho la forza di pensare a cose più complicate di queste. 

O allora mi saltano alla mente cose senza rapporto logico: un paesaggio, un ponte, il caffè all’angolo della stazione, l’imbarcadero… Sfilano una dopo l’altra davanti ai miei occhi, impossibile pensare in modo continuato ad una cosa sola, impossibile, con un ciclo di 80 secondi. Se ne possono solo evocare passivamente piccoli pezzetti“.

Kamata Satoshi, Toyota, L’usine du désespoir, Editions ouvrières, 1976. In Chassagne, A, Montracher, G, La fin du travail, Stock, 1978

«In fondo, (...) si sente oggi che il lavoro come tale costituisce, la migliore polizia e tiene ciascuno a freno e riesce a impedire validamente il potenziarsi della ragione, della cupidità, del desiderio di indipendenza. 

Esso logora straordinariamente una gran quantità di energia nervosa, e la sottrae al riflettere, allo scervellarsi, sognare, al preoccuparsi, all'amare, all'odiare».

Friedrich Nietzsche, "Aurora" 1881

"Quanti figli hai avuto?"
"Undici".
"E sono tutti vivi?"
"Tre sì, gli altri lavorano".

Caja negra, un film di Luis Ortega, del 2002.

Un'idea radicale sul lavoro: "discorso tipico dello schiavo" (Silvano Agosti)



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IL CAPITALE (1867 - 1894)
Opera più tecnica e più economica. 
Il capitalismo non è eterno o naturale, è un effetto della storia. Non ci sarà per sempre. 
Dovrà essere sostituito dal socialismo. Il capitalismo ha al suo interno i germi della rovina.
Teoria del valore --> le merci hanno un
valore d'uso: utilità per chi usa quel determinato oggetto (ex importanza del libro > prezzo; dipende: l'utilità può essere qui relativa alla  conoscenza o all' estetica)
e un valore di scambio: quantità di lavoro necessario per produrre una determinata merce. (l'auto costa più del cassetto per il diverso tempo e forza lavoro totale necessaria a costruirla)
Il prezzo di un prodotto non dipende solo dal valore d'uso e\o il valore di scambio, ma anche da fattori esterni ad essi, come il contesto sociale ed il feticismo delle merci --> l'operaio (e il consumatore in genere) si aliena dalla merce e dal suo valore e gli attribuisce un valore maggiore (--> moda, convenzione sociale, elitarismo, voglia di apparire...)
---> Però le merci dovrebbero avere un valore intrinseco che deriva dal lavoro (In una società non capitalistica, contro il "feticismo" delle merci). 
Da dove arriva il guadagno del capitalista? ---> dal plusvalore.






SCHEMI ECONOMICI
Prima del capitalismo : Schema MDM (merce-denaro-merce)
Il contadino produce una merce M, che viene venduta per ottenere denaro D e comprare altre merci M (vestiti, strumenti...) --> economia di autosussistenza senza accumulo di capitali (neanche per i nobili)
Capitalismo: Schema D M D'. (denaro-merce-più denaro)
Si parte da un capitale da investire (D) per produrre una merce (M) venduta sul mercato, per ottenere un profitto (D' > D)
Come fa a prodursi più denaro che in partenza? (INVESTO 100 OTTENGO 110) Prima del era uguale: nella società capitalistica invece sembra essere un aumento del denaro investito (profitto).
TEORIA DEL PLUSVALORE
Il plus-denaro deriva dal plusvalore. La merce assume un valore maggiorato nella catena produttiva capitalistica.
Tale valore in più nasce dal pagamento ingiusto (a ribasso) della forza lavoro degli operai (costi iniziali). Gli operai vengono pagati x, ma producono qualcosa che vale x + y. 
Quindi vengono pagati meno di quanto meriterebbero. Vengono pagati per sopravvivere (valore di scambio dell'operaio). 
L'operaio produce un plusvalore: lavora x ore pagato, x ore gratis (per il capitalista). Il guadagno dell'imprenditore si fonda sullo sfruttamento dell'operaio. 
Lo sfruttamento può essere differente anche all'interno di una medesima azienda.
Tale modello non è perfetto.
I DIFETTI DEL CAPITALISMO
Difetti economici e strutturali abbastanza grandi da farlo cadere, specie se aiutato dalla "spinta" politica degli operai.
Per capire bisogna distinguere tra capitale costante e capitale variabile.
Variabile: salario degli operai (dipende dal numero di operai e da quanto vengono pagati).
Costante: spesa per le macchine e le strutture utili alla produzione.
Servono inoltre  due saggi (rapporti)
Saggio del plusvalore: plusvalore (D') / capitale variabile (salari) --> più è alto, più c'è sfruttamento e il capitalista guadagna in quella fabbrica.
Saggio del profitto: plusvalore (D') / capitale variabile + capitale costante (investimento totale)
Per aumentare il plusvalore (quindi il profitto) i capitalisti cercano di sfruttarlo maggiormente.
Ciò può avvenire in due modi:
--> Aumento assoluto (numero di ore di lavoro degli operai, ossia aumenta il pluslavoro) e relativo (miglioramento tecnico)
L'assoluto ha un limite: gli operai devono riposare. E' stata una mossa originaria, poi i capitalisti han dovuto cambiare metodo
Nel relativo accelero il processo produttivo, non le ore (riduco le ore necessarie a ripagare il salario). MA ---> aumentano gli investimenti nelle macchine (quindi aumenta il capitale fisso che andrà a ridurre il profitto).
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Le crisi del capitalismo
Per Marx il capitalismo crollerà e  fallirà necessariamente: la sua caduta è iscritta nelle sue regole strutturali, nel suo funzionamento.
Cause problemi:
1) Anarchia della produzione (non è gestita dallo Stato). I capitalisti si buttano sui prodotti più vendibili ---> troppe fabbriche producono lo stesso prodotto. ---> crisi di sovrapproduzione (tipica del capitalismo, prima erano di sotto produzione)
Tali oggetti (ex auto elettriche) vanno invendute ---> crisi di sovrapproduzione
2) Caduta tendenziale del saggio di profitto
Saggio di profitto (plusvalore \ capitale costante + variabile). Per paura della concorrenza il capitalista è spinto ad aumentare le spese per le macchine (per migliorare la produzione) ---> aumenta il capitale costante, di più di quanto aumenta il plusvalore
---> di anno in anno il profitto tenderà a diminuire, e questo guadagno è lo scopo del capitalismo. --> Il capitalismo fallisce.
3) Rivoluzione del proletariato
Gli operai, stanchi dello sfruttamento, si uniranno e causeranno una rivoluzione contro gli imprenditori borghesi.
Questa rivoluzione sarà forse armata, forse democratica, ma porterà ad un cambio radicale del sistema economico.
Marx prevede poi
2 fasi post rivoluzionarie
a) Una  socialista: il proletariato prende possesso dei mezzi di produzione (statalizzazione) ---> dittatura del proletariato (oltre la democrazia - fase transitoria) [dittatura della maggioranza] (abolire esercito, il parlamento ---> delegati removibili eletti (contro la burocrazia tecnica)
Qui ancora lo stipendio degli operai dipende da quanto lavora. 
Bisogna passare a una seconda fase.
b) Quella comunista: pagamento in base ai bisogni (da ognuno secondo le capacità, ad ognuno secondo i propri bisogni)
Lo Stato dovrebbe sciogliersi per ottenere una società collettivista senza egoismi. 
(le ambiguità sul come forse hanno creato qualche problema)

Il concetto di merce
La ricchezza delle società, nelle quali predomina il modo di produzione capitalistico, si presenta come una «immensa raccolta di merci» e la singola merce appare come sua forma elementare
Quindi iniziamo la nostra indagine con l’analisi della merce.

La merce è prima di tutto un oggetto esterno, una cosa che per mezzo delle sue proprietà soddisfa bisogni umani di qualunque specie. 
La natura di tali bisogni, p. es. che derivino dallo stomaco o dalla fantasia, non fa alcuna differenza. Qui non si tratta neanche di come la cosa soddisfi il bisogno umano, se immediatamente, come mezzo di sussistenza, cioè come oggetto di piacere, oppure indirettamente, come mezzo di produzione.
[Karl Marx, Il Capitale. Critica dell’economia politica

, a cura di Eugenio Sbardella, Newton, 1996]


APPROFONDIMENTI:
Progresso tecnico, occupazione e adattabilità alle innovazioni

Occupazione e settori economici






Un monologo sul lavoro e l’alienazione: https://unemeritod.blogspot.com/2022/12/pezzi.html
Qualche altra opinione "critica - letteraria - ironica" sul lavoro: https://unemeritod.blogspot.com/2018/08/dizionario-filosofico-di-un-emerito-d.html



DOCUMENTI ESEMPIO
1) Karl Marx, Manoscritti economico‑filosofici del 1844, Primo manoscritto, sezione “Natura e uomo”
(Ed. Einaudi 1974, trad. Bobbio, pp. 83–85)

«Che la vita fisica e spirituale dell’uomo sia connessa con la natura non ha altro significato se non che la natura è connessa a se stessa, poiché l’uomo è una parte della natura.
La natura è il corpo inorganico dell’uomo, cioè la natura in quanto essa non è il corpo umano.
L’uomo vive della natura: ciò significa che la natura è il suo corpo, con il quale deve rimanere in un processo continuo per non morire.
[…]
L’uomo è immediatamente essere naturale. Come essere naturale, e come essere naturale vivente, egli è da un lato fornito di forze naturali, di forze vitali; è un essere naturale attivo.
Dall’altro lato, come essere naturale, egli è un essere sofferente, condizionato e limitato, come gli animali e le piante; cioè gli oggetti della sua attività esistono fuori di lui come oggetti indipendenti.
[…]
La natura è dunque il fondamento reale dell’uomo, e l’uomo è parte della natura.»

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2) Karl Marx, Manoscritti economico‑filosofici del 1844, Terzo manoscritto, sezione “Il rapporto della proprietà privata”
(Ed. Einaudi 1974, pp. 121–123)

«La proprietà privata ci ha resi così ottusi e unilaterali che un oggetto è nostro solo quando lo possediamo, quando esiste per noi come capitale o quando è immediatamente da noi posseduto, mangiato, bevuto, portato sul nostro corpo, abitato, ecc.
[…]
Tutti i sensi fisici e spirituali sono stati sostituiti dalla semplice alienazione di tutti questi sensi: il senso dell’avere.
L’uomo deve appropriarsi di un oggetto in modo universale, cioè secondo la totalità dei suoi sensi.
[…]
Ma la proprietà privata ha fatto dell’uomo un essere così stupido e parziale che un oggetto è solo per lui se egli lo possiede, e il suo senso dell’avere ha preso il posto di tutti gli altri sensi umani.»
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DOMANDE
1) Comprensione generale
a) Nel primo testo, come descrive Marx il rapporto tra uomo e natura?
b) Nel primo testo, quali sono i due modi in cui Marx descrive l’uomo come “essere naturale”?
c) Nel secondo testo, che cosa significa che “il senso dell’avere ha preso il posto degli altri sensi”?

2) Analisi (più dettagliata)
a) Primo testo: Che cosa significa definire la natura “corpo inorganico dell’uomo”? Quale immagine suggerisce?
b) Nel secondo testo, Marx elenca azioni come “mangiare, bere, portare sul corpo, abitare”: perché sceglie esempi così concreti? Che effetto hanno sul lettore?

3) Interpretazione (riflessione personale)
a)  In quali ambiti della vita contemporanea (arte, design, moda, social media, consumo) ritrovi l’idea che il valore passi attraverso il possesso?
b) Come rappresenteresti artisticamente il rapporto uomo–natura descritto da Marx?
c). Secondo te, oggi i nostri sensi sono ancora “sostituiti” dal senso dell’avere? Fai un esempio concreto.






Lavori e attività 2026

 1) Micro conferenze analogiche (senza PC) Scopo. preparare ed esporre una lezione di max 25 minuti alla classe su un argomento specifico: F...