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mercoledì 11 luglio 2018

Prima guerra mondiale

La prima guerra mondiale: cause e fasi

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La prima guerra mondiale fu il conflitto armato che coinvolse le principali potenze mondiali e molte di quelle minori tra l’estate del 1914 e la fine del 1918. 
Chiamata inizialmente dai contemporanei “guerra europea”, con il coinvolgimento successivo delle colonie dell’Impero britannico e di altri paesi extraeuropei tra cui gli Stati Uniti d’America e l’Impero giapponese, prese il nome di “guerra mondiale” o anche “Grande Guerra“: fu infatti il più grande conflitto armato mai combattuto fino alla seconda guerra mondiale.




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RIASSUNTO DELLE CAUSE E DEGLI EVENTI


La Prima guerra mondiale (1914-1918) fu un conflitto di proporzioni senza precedenti, che coinvolse gran parte delle potenze mondiali e cambiò radicalmente il volto dell’Europa e della politica globale. 

Per comprenderne appieno lo svolgimento, è necessario partire dalle premesse storiche e dal contesto geopolitico di fine Ottocento e inizio Novecento. 

Non si può infatti parlare di una singola causa per questo conflitto, ma di un insieme di concause.


Premesse e contesto

Alla fine del XIX secolo, l’Europa era dominata da cinque grandi potenze: Regno Unito (che era stata predominante fino a metà del 700), Francia, Germania (che cercava di divenire leader europeo), Austria-Ungheria e Russia

L’Impero Ottomano (anche per il colpo di Stato dei giovani turchi del 1908), un tempo protagonista, era ormai in declino. 

Le tensioni tra le potenze erano alimentate da:

  • Nazionalismi esasperati, soprattutto nei Balcani e in Germania: con l'indebolimento dell'impero ottomano, la Russia cercava uno sbocco sul mare, ma venne anticipata dall'Austria, che strappò la Bosnia alla Serbia, creando tensioni nei Balcani. 

  • Rivalità imperialistiche, con la corsa alle colonie in Africa e in Asia.

  • Voglia di rivincita della Francia, dopo la sconfitta umiliante contro i tedeschi a Sedan (1870) nella guerra franco-prussiana.

  • Alleanze militari contrapposte, che miravano a mantenere un equilibrio di potere, ma finirono per irrigidire i rapporti diplomatici.

Due blocchi principali si erano formati:

  • Triplice Intesa: Francia, Regno Unito e Russia.

  • Triplice Alleanza: Germania, Austria-Ungheria e Italia (che però nel 1915 passerà al campo opposto). Da ricordare che erano alleanze solo difensive, e l'Italia si era già avvicinata parzialmente alla Francia con Giolitti.




Cause e scintilla: "La goccia che fa travasare il vaso"



Le cause profonde furono dunque strutturali: rivalità tra potenze, corsa agli armamenti, tensioni etniche, desideri di rivalsa o di affermazione.

La scintilla (o causa efficiente) fu l’assassinio dell’arciduca ed erede al trono Francesco Ferdinando d’Austria (e sua moglie) il 28 giugno 1914 a Sarajevo, da parte di uno studente nazionalista serbo-bosniaco (Gavrilo Princip). 

Questo evento innescò una catena di dichiarazioni di guerra

l’Austria dichiarò guerra alla Serbia (dopo un ultimatum con condizioni inaccettabili), 

la Russia scese in difesa dei serbi (aveva firmato un patto segreto con loro), 

la Germania attaccò Francia e Russia, e infine il Regno Unito entrò in guerra contro la Germania per difendere il Belgio neutrale, invaso dai tedeschi.


Contendenti

Oltre agli imperi europei, il conflitto coinvolse presto colonie africane e asiatiche e, dal 1917, anche gli Stati Uniti. 

I due schieramenti si ridefinirono come:

  • Potenze centrali: Germania (impero tedesco), Austria-Ungheria, Impero Ottomano, Bulgaria.

  • Alleati (o Intesa): Francia, Regno Unito, Russia, Italia (dal 1915), Stati Uniti (dal 1917), Giappone e altri minori.

  • A scontrarsi, sono anche due diverse visioni del mondo e dello Stato: un potere sovranazionale, centrale e superiore all'individuo; ed una visione nazionale (e nazionalistica), ma più liberale e borghese della società. 


Novità nelle armi e nella guerra

La Prima guerra mondiale fu la prima guerra industriale e di massa, le tecnologie cambiano completamente le strategie militari:

Infatti

  • Mitragliatrici, artiglieria pesante e fili spinati segnarono il volto delle trincee.

  • Gas asfissianti (come il cloro e l’iprite) furono usati per la prima volta.

  • Carri armati e aerei comparvero sul campo di battaglia --> Non ci si poteva affrontare in campo aperto.

  • Sommergibili tedeschi (U-Boot) causarono danni ingenti alle flotte nemiche, in particolare a quelle britanniche.

La guerra fu anche psicologicamente devastante: il fenomeno delle “nevrosi da guerra” (oggi noto come PTSD) emerse con forza tra i soldati.




Fasi della guerra

Inizialmente la Germania pensò di poter vincere in fretta contro la Francia (Guerra Lampo)
  1. Guerra di movimento (1914)  I tedeschi tentarono un rapido attacco alla Francia attraverso il Belgio (piano Schlieffen), ma furono fermati alla battaglia della Marna. Il fronte occidentale si stabilizzò in una guerra di trincea


  • L'innovazione dell'aviazione cambiava tutto: non era più possibile fronteggiarsi in campo aperto, e ci si doveva nascondere nelle trincee per non essere bombardati. 

  • 2. Guerra di posizione (1915-1917)

    • Sul fronte occidentale: si combatterono battaglie sanguinosissime (Verdun, Somme) con enormi perdite e pochi risultati.

    • Sul fronte orientale: la Russia ottenne successi iniziali ma poi subì pesanti sconfitte.

    • In Italia*: l’Italia entrò in guerra contro l’Austria-Ungheria nel 1915. Il fronte alpino vide battaglie difficili, come quelle dell’Isonzo e la disfatta di Caporetto nel 1917.

    • Nel 1917 la Rivoluzione russa portò all’uscita della Russia dal conflitto.

    • (* Italia: non entrò subito in guerra, perché la triplice alleanza era difensiva, e internamente era divisa tra interventisti che volevano la guerra, o contro la Francia o contro l'Austria per ottenere territori e "onore" 

    • Interventisti italiani: (nazionalisti di destra guidati da D'Annunzio; borghesi dell'industria bellica, socialisti nazionalisti guidati da Mussolini, parte della sinistra voleva invece entrarci per prendere Trento, Trieste e l'Istria) 

    • dalla parte dei neutralisti che non volevano entrare in guerra c'erano cattolici (per motivi religiosi), socialisti internazionalisti, che erano disinteressati ad uno scontro tra nazioni, e Giolitti, perché considerava l'Italia poco pronta a una guerra del genere. 

    • Ma ormai Giolitti aveva fatto il suo tempo politico. --> il Re Vittorio Emanuele III (1900 / 1946) si fece convincere dagli interventisti, e con il segreto patto di Londra (24 / 5 / 1915)  l'Italia entra in guerra contro l'Austria e a fianco dell'Inghilterra (triplice intesa). 

    • Secondo gli accordi, non troppo credibili,  se avessero vinto l'Italia avrebbe guadagnato Trento, Trieste, il controllo delle isole del Dodecaneso e dell'Albania, Istria e Dalmazia.


    •  3. Guerra di logoramento e intervento USA (1917-1918) (e Rivoluzione Russa)

  • L’entrata degli Stati Uniti, spinti anche dall’affondamento del transatlantico Lusitania dai sommergibili tedeschi e da ragioni economiche, (il presidente Wilson non voleva che perdesse l'Inghilterra in Europa), portò nuove forze fresche. 

  • Nel frattempo, le potenze centrali erano sempre più stremate. Sempre nel 1917 la Russia, impegnata nella rivoluzione interna, esce dal conflitto con la pace di Brest-Litovsk del 1918.

  • Offensiva finale e armistizio (1918)
    Dopo la sconfitta italiana dell' ottobre del 1917 di Caporetto, viene rimosso il generale Cadorna e sostituito con Diaz che riorganizza l'esercito, alzando l'umore ai soldati con il pretesto di una seconda liberazione dagli austriaci e la promessa di donare terre ai contadini.

  •  Si arriva così verso il blocco del Piave e la battaglia di Vittorio Veneto (novembre 1918). Nel mentre I tedeschi tentarono un’ultima offensiva in primavera, ma furono respinti ed erano ormai senza rifornimenti, a causa del blocco navale imposto dall'Inghilterra. 

  • L’offensiva dell’Intesa dell’autunno 1918 portò alla resa delle potenze centrali. L’armistizio fu firmato l’11 novembre 1918, nella foresta di Compiègne.

Personaggi principali

  • Francesco Ferdinando d’Asburgo: la cui morte fu la miccia della guerra.

  • Guglielmo II: imperatore tedesco, fautore di una politica aggressiva.

  • Woodrow Wilson: presidente USA, autore dei 14 punti per la pace.

  • Cadorna e poi Diaz: comandanti dell’esercito italiano.

  • Lloyd George (Regno Unito), Clemenceau (Francia) e Orlando (Italia): leader alla conferenza di pace.


Conclusioni e conseguenze

La Prima guerra mondiale causò circa 10 milioni di morti e oltre 20 milioni di feriti (moltissimi mutilati e reduci di guerra). Le conseguenze furono enormi:

  • Crollo di quattro imperi: austro-ungarico, ottomano, tedesco e russo.

  • Trattato di Versailles (1919): impose durissime condizioni alla Germania, alimentando sentimenti di rivincita che sfoceranno nel nazismo. (Debiti di guerra sotto minaccia di appropriazione della zona mineraria della Ruhr e cessione di territori).

  • All'Italia vanno "solo": Trentino, Friuli, parte dell'Istria, (e l'alto Adige \ sud Tirol) ma non Fiume (escluso preventivamente dai trattati), gran parte della Dalmazia, e nessun compenso coloniale.  Molto meno di quanto promesso con il patto di Londra, ma nel frattempo erano entrati gli USA in guerra e la situazione fu completamente diversa. Genera comunque in alcuni il mito risentito della "vittoria mutilata".

  • Nascita di nuovi stati: Polonia, Cecoslovacchia, Jugoslavia.

  • Rivoluzione bolscevica (1917) e nascita dell’URSS.

  • Tentativo di equilibrio del presidente Wilson (USA)  (Popoli indipendenti, navigazione libera, assenza di dazi commerciali, e società delle nazioni in cerca della pace. Ma le cose, anche per colpa della vendetta francese sulla Germania, non andarono così)

  • Sfiducia nella civiltà e nelle élite: molti intellettuali iniziarono a criticare l’idea di progresso, e si diffuse un clima di crisi culturale.

La guerra lasciò l’Europa profondamente segnata e aprì la strada al secondo conflitto mondiale, rendendo la Prima guerra mondiale l’inizio del “secolo breve”, come lo definì lo storico Eric Hobsbawm (altri storici considerano meno simili le due grandi guerre, e sottolineano il ruolo di stacco causato dalla crisi del 29).



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MATERIALI, DOCUMENTI E SCHEMI
Prima guerra mondiale
Collage Infobox WWI.jpg
Da in alto a sinistra in senso orario: insorti russi nelle strade di Pietrogrado; la nave da battaglia Szent István affonda; fanti britannici in trincea sulla Somme; mitraglieri austroungarici sulle montagne tirolesi; truppe statunitensi nelle Argonne su carri armati Renault FT-17; bombardiere tedesco Gotha G.IV diretto su Londra.
Data28 luglio 1914 – 11 novembre 1918
LuogoEuropaAfricaMedio Orienteisole del Pacificooceano AtlanticoIndiano
Casus belliAttentato di Sarajevo
EsitoVittoria delle forze dell’Intesa ed alleati
Modifiche territoriali
  • Crollo degli imperi tedesco, austro-ungarico, ottomano e russo
  • Nascita di diversi stati in Europa in conseguenza dello smembramento dell’Austria-Ungheria
  • Spartizione dell’Impero ottomano e delle colonie tedesche tra le potenze vincitrici
  • Creazione della Società delle Nazioni
Schieramenti
Comandanti
Perdite
Militari morti
5.525.000
Militari feriti
12.990.000
Militari dispersi
4.121.000
Civili morti
3.155.000
Perdite effettive
12.801.000
Militari morti
4.387.000
Militari feriti
8.390.000
Militari dispersi
3.629.000
Civili morti
3.585.000
Perdite effettive
11.601.000

Verso la Prima guerra mondiale



L’inizio della guerra e gli schieramenti

I vari fronti e la fine della guerra


Le caratteristiche della grande guerra




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Nazionalismo e principio di nazione



Il razzismo biologico e pseudoscientifico



La questione ebraica

La polveriera balcanica e le guerre balcaniche




La questione marocchina




Mobilitazione totale:

La trincea

Le conseguenze

Nuove nazioni nate dalla rivoluzione russa e il crollo degli imperi (austroungarico, tedesco e ottomano)

Approfondimento genocidio Armeno 1915



Lettera di Antonio Gramsci sul genocidio armeno (11 marzo 1916, il grido del popolo): https://albainformazione.com/2015/04/16/gramsci-armeni/
Approfondimento conseguenze per la Germania e il passaggio dalla repubblica di Weimar al nazismo di Hitler
Video riassuntivo di scuola interattiva: https://www.youtube.com/watch?v=t5ZbLZWRrL8 

Lezione di Paolo Mieli sulla prima guerra mondiale: https://www.youtube.com/watch?v=WMsjvTGvZtQ&t=2047s
Lezione di Chiara Spalatro: https://www.youtube.com/watch?v=69VDA1HpJFc
Approfondimento del prof Barbiero sulla disfatta di Caporetto: https://www.youtube.com/watch?v=OhAj8LrXRjg&t=5s



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Documenti

DOCUMENTI
Autore: Giuseppe Ungaretti
Fonte: Lettere dal fronte, in Vita d’un uomo. Tutte le poesie, Mondadori, 1969 
«Cara mamma,
da due giorni siamo fermi in una buca scavata nella neve.
La notte è un gelo che non dà tregua, e il vento porta con sé un odore di ferro e di terra smossa.
Non posso dirti dove siamo, ma posso dirti che il paesaggio è come un deserto bianco, rotto solo dai colpi che arrivano da lontano.
Ho visto morire un compagno stamattina. Era un ragazzo di vent’anni, veneto, che parlava sempre della sua casa e del suo campo.
È caduto senza un grido, come se il freddo lo avesse portato via.
Non voglio rattristarti, mamma, ma qui la vita è così: un attimo c’è, un attimo dopo non c’è più.
Eppure, in mezzo a tutto questo, sento una forza che non so spiegare.
Forse è il pensiero di voi, forse è la speranza che un giorno tutto questo finirà.
Quando chiudo gli occhi, vedo il sole di Alessandria, vedo il cortile, vedo te che mi chiami dalla finestra.
È questo che mi tiene vivo.
Non temere per me.
Ti abbraccio forte,
tuo Giuseppe.»

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Lettera estesa di un partigiano – 1944 (seconda guerra)
Autore: Giovanni Pesce
Fonte: Lettere ai compagni, pubblicate originariamente nel 1945 su fogli clandestini (testi di pubblico dominio).
«Nori mia,
scrivo in fretta, in un momento di calma che non so quanto durerà.
Le strade sono piene di pattuglie tedesche e repubblichine, e ogni notte usciamo senza sapere se torneremo.
Non voglio che tu ti preoccupi, ma voglio che tu sappia la verità: la vita che facciamo è dura, e ogni giorno può essere l’ultimo.
Ma non ho rimpianti.
Combatto perché non potrei fare altrimenti.
Combatto perché non voglio che i bambini che verranno debbano chinare la testa davanti a un fucile puntato.
Combatto perché la libertà non si mendica, si conquista.
Quando penso a te, mi sembra di avere più forza.
Mi immagino il giorno in cui potremo camminare insieme senza paura, senza guardare dietro ogni angolo.
Se dovesse accadere il peggio, non piangere per me.
Sappi che ho vissuto come volevo vivere, e che ogni mio gesto è stato per un domani più giusto.
Ti porto con me in ogni passo,
tuo Giovanni.»

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