Storia greca: cretesi e micenei
CRETESI: la civiltà Minoica
Politicamente erano guidati da un Re / Sacerdote che aveva il centro del suo potere intorno al palazzo di Cnosso.
In un certo senso sono gli antenati dei greci e, nel periodo di massimo splendore (intorno al 1900 aC) esercitano una talassocrazia (primato commerciale e navale) sulle isole dell'Egeo e del Mediterraneo.
Le città della civiltà minoica erano organizzate intorno ai palazzi, che funzionavano non solo come luogo di culto, ma anche come zone di scambio commerciale (per esempio di prodotti agricoli e artigianali). I templi più famosi sono quello a settentrione di Cnosso e Festo nella zona meridionale.
Secondo la leggenda, il primo e più importante Re di Creta fu Minosse.
Egli fu il più celebre re di Creta. Secondo il mito egli era figlio di Zeus e della fanciulla Europa e sposo della regina Pasifae, figlia del dio Sole. Tra i suoi numerosi figli, Arianna è famosa per aver aiutato l'eroe Teseo a uscire dal labirinto con lo stratagemma del filo, dopo che aveva ucciso il mostruoso Minotauro.
Creta era famosa per l'arte (più fluida rispetto a quella continentale), l'assenza di fortificazioni ai palazzi, che denotava - internamente - una società pacifica; i cretesi erano anche abili artigiani e commerciavano gioielli, armi in rame, ceramiche decorate e prodotti agricoli come frutta, cerali e vino.
I cretesi avevano sia una scrittura in pittogrammi, sia una alfabetica (la lineare A) che, a differenza di quella micenea (lineare B) non è stata decifrata.
I Cretesi: La Civiltà Minoica
La civiltà cretese, nota anche come civiltà minoica, si sviluppò sull'isola di Creta tra il 3000 e il 1450 a.C. Fu una delle prime grandi civiltà del Mediterraneo, caratterizzata da una forte attività marittima, una cultura raffinata e una società complessa.
Origini e sviluppo (3000-2000 a.C.)
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I primi abitanti di Creta risalgono al Neolitico, ma la vera civiltà minoica nasce attorno al 3000 a.C., quando le comunità agricole locali iniziano a sviluppare un’economia più avanzata.
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Creta diventa un centro commerciale fondamentale, con scambi con l’Egitto, l’Anatolia e la Mesopotamia.
Periodo dei Palazzi (2000-1450 a.C.)
Tra il 2000 e il 1450 a.C., la civiltà cretese raggiunge il suo apice con la costruzione di grandi palazzi, i centri politici ed economici più importanti.
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Cnosso, il palazzo più grande, associato al leggendario re Minosse e al mito del Minotauro.
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Altri palazzi importanti: Festo, Malia, Zakros.
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I palazzi erano senza mura difensive, segno che i Cretesi dominavano il mare ed erano poco minacciati da nemici esterni (talassocrazia: dominio del mare).
Società e cultura:
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La società era complessa e probabilmente governata da una monarchia con una forte componente religiosa.
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La religione cretese era politeista e vedeva un culto particolarmente importante per la Dea Madre e il Toro, simbolo di fertilità e forza.
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Svilupparono una scrittura, il Lineare A, ancora oggi indecifrato.
Declino e Fine della Civiltà (1450-1100 a.C.)
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1450 a.C.: Un disastro colpisce Creta, forse un terremoto o un'eruzione vulcanica (Santorini?), seguito da un’invasione dei Micenei, una popolazione greca che conquista i palazzi e adotta parte della cultura minoica.
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1375 a.C.: Il palazzo di Cnosso viene distrutto, segnando la fine della civiltà minoica autonoma.
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Creta diventa parte del mondo miceneo e perde la sua centralità.
Eredità della Civiltà Minoica
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I Cretesi furono i primi grandi navigatori del Mediterraneo, influenzando le civiltà successive.
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L'arte minoica, con i suoi affreschi raffinati (come il Principe dei Gigli e i Delfini di Cnosso), testimonia una cultura vibrante e pacifica.
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Il mito del Minotauro e del Labirinto riflette probabilmente il ricordo della grandezza del palazzo di Cnosso.
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I Micenei ereditarono molti elementi della cultura cretese, gettando le basi per la futura civiltà greca.
Il Mito del Minotauro
Il mito del Minotauro è una delle leggende più affascinanti della mitologia greca e ha radici nella civiltà minoica di Creta. Racconta di un essere mostruoso, metà uomo e metà toro, rinchiuso in un labirinto e infine sconfitto dall'eroe Teseo.
Le Origini del Minotauro
Tutto inizia con il re di Creta, Minosse, che desiderava legittimare il suo regno. Per ottenere il favore degli dèi, chiese a Poseidone un segno divino. Il dio del mare gli inviò un meraviglioso toro bianco, con l’intento che Minosse lo sacrificasse in suo onore.
Ma il re, ammaliato dalla bellezza dell'animale, decise di risparmiarlo e ne sacrificò un altro. Poseidone, furioso per l’inganno, punì Minosse facendo innamorare sua moglie, Pasifae, del toro.
Con l’aiuto dell’ingegnoso Dedalo, Pasifae si fece costruire una struttura di legno a forma di mucca, in cui si nascose per accoppiarsi con l'animale. Da questa unione nacque il Minotauro, un essere con corpo umano e testa taurina, feroce e insaziabile.
Il Labirinto e il Tributo di Atene
Minosse, disgustato dalla creatura, ordinò a Dedalo di costruire un labirinto intricato sotto il palazzo di Cnosso, dove rinchiudere il Minotauro.
Nel frattempo, Creta era la potenza dominante nel Mediterraneo e aveva sottomesso Atene. Come segno di sottomissione, gli Ateniesi dovevano inviare ogni nove anni (o ogni anno, secondo alcune versioni) un tributo di sette ragazzi e sette ragazze da offrire al Minotauro come sacrificio.
Teseo e la Sfida del Labirinto
Un giorno, Teseo, principe di Atene, decise di porre fine a questa strage e si offrì volontario per essere inviato a Creta con gli altri giovani. Arrivato sull’isola, conquistò il cuore della figlia di Minosse, Arianna, che decise di aiutarlo.
Arianna chiese consiglio a Dedalo, il quale le suggerì di consegnare a Teseo un gomitolo di filo (il famoso filo di Arianna) per segnare il percorso nel labirinto e poter trovare l’uscita dopo aver affrontato il mostro.
Teseo entrò nel labirinto, seguendo i cunicoli bui fino al centro, dove affrontò il Minotauro. Dopo una feroce lotta, riuscì ad ucciderlo con la spada, liberando così Atene dal tributo.
La Fuga e il Tragico Epilogo
Dopo l’impresa, Teseo fuggì da Creta con Arianna, ma durante il viaggio la abbandonò sull'isola di Nasso (secondo alcune versioni per ordine di un dio, secondo altre per crudeltà).
Giunto ad Atene, però, commise un errore fatale: si era accordato con suo padre, Egeo, che avrebbe issato vele bianche in segno di vittoria. Distratto dal dolore per Arianna, Teseo dimenticò di sostituire le vele nere.
Vedendo le vele nere all'orizzonte, Egeo credette che suo figlio fosse morto e, disperato, si gettò nel mare, che da allora prese il nome di Mare Egeo.
Significato e Interpretazione
Il mito del Minotauro rappresenta diversi temi:
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La lotta tra civiltà e barbarie, con Teseo che uccide il mostro simbolo della bestialità.
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La supremazia di Atene su Creta, riflettendo probabilmente eventi storici reali.
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Il filo di Arianna, metafora della guida e dell'intelligenza per superare le difficoltà.
Il mito ha ispirato innumerevoli opere d’arte, racconti e reinterpretazioni, rimanendo una delle storie più affascinanti della mitologia greca.
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Micenei
La civiltà micenea, fiorita tra il 1600 e il 1100 a.C. nella Grecia continentale, rappresenta una delle culture più significative dell'età del bronzo nel Mediterraneo. Il nome deriva da Micene, una delle città più importanti del Peloponneso.
Origini e Sviluppo
I Micenei erano una popolazione di origine indoeuropea che si stabilì nella Grecia continentale intorno al 2000 a.C. Organizzati in piccoli regni indipendenti, ciascuno centrato su una rocca fortificata, i principali centri includevano Micene, Tirinto, Pilo, Tebe e Atene. Queste città-stato erano caratterizzate da imponenti palazzi fortificati, che fungevano da centri amministrativi, religiosi ed economici.
Struttura Sociale e Politica
La società micenea era dominata da un'aristocrazia guerriera. Ogni regno era governato da un re, noto come wanax, assistito da una burocrazia complessa. La popolazione comprendeva artigiani, commercianti, agricoltori e schiavi. I palazzi fungevano da centri di controllo economico e politico, gestendo la produzione, la distribuzione delle risorse e la riscossione dei tributi.
Cultura e Religione
I Micenei adottarono e adattarono elementi della civiltà minoica, inclusa la scrittura Lineare A, trasformandola nel Lineare B, utilizzato per documentare transazioni economiche e amministrative. La loro religione era politeista, con divinità che sarebbero poi confluite nel pantheon greco classico. Praticavano rituali complessi e seppellivano i nobili in tombe a thòlos, grandi camere sepolcrali circolari con copertura a volta.
Economia e Commercio
L'economia micenea era basata sull'agricoltura, l'allevamento e l'artigianato. I palazzi controllavano la produzione e la distribuzione di beni come tessuti, metalli e ceramiche. I Micenei erano abili navigatori e commercianti, stabilendo rotte commerciali che si estendevano fino all'Anatolia, al Levante, all'Egitto e all'Italia meridionale. Le loro ceramiche sono state ritrovate in numerosi siti nel Mediterraneo, attestando l'ampiezza dei loro scambi.
Declino
Intorno al 1200 a.C., la civiltà micenea iniziò a declinare, con la distruzione di molti centri palaziali. Le cause sono ancora dibattute: invasioni esterne, come quelle dei Popoli del Mare, conflitti interni, calamità naturali o una combinazione di questi fattori potrebbero aver contribuito al crollo. Questo periodo di instabilità segnò l'inizio del cosiddetto Medioevo ellenico, caratterizzato da una regressione culturale e dalla perdita della scrittura.
Eredità
Nonostante il loro declino, i Micenei lasciarono un'impronta duratura sulla cultura greca. Le loro storie e leggende furono preservate nei poemi epici di Omero, l'Iliade e l'Odissea, che narrano eventi ispirati alle gesta micenee, come la guerra di Troia. La loro influenza è evidente anche nell'architettura, nell'arte e nelle tradizioni religiose della Grecia classica.
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I Dori
I Dori furono una delle principali stirpi dell'antica Grecia, insieme ad Achei, Ioni ed Eoli. Il loro nome deriva da Doro, il leggendario capostipite.
Origini e Migrazione
Le origini dei Dori sono oggetto di dibattito tra gli studiosi. Secondo alcune teorie, erano un popolo di lingua greca originario delle regioni montuose della Grecia centro-occidentale, a nord del Golfo di Corinto. Altre ipotesi suggeriscono una provenienza più settentrionale, forse dalla Macedonia o dall'Illiria.
Intorno al XII secolo a.C., durante il periodo noto come Medioevo ellenico, i Dori iniziarono una migrazione verso sud, che li portò a stabilirsi in diverse regioni della Grecia, tra cui il Peloponneso, la Focide, le Locridi, l'Acaia Ftiotide e l'isola di Creta.
Struttura Sociale e Tribù
I Dori erano organizzati in tre principali tribù:
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Illei: presumibilmente derivati da Illo, figlio di Eracle.
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Dimani: forse legati a Dimane, figura mitologica.
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Panfili: possibilmente associati a Pamfilo, altro figlio di Egimio.
Queste tribù mantennero una certa individualità etnica anche dopo l'insediamento nelle nuove terre.
Influenza Culturale e Dialettale
L'arrivo dei Dori portò significativi cambiamenti culturali e linguistici. Il dialetto dorico divenne predominante nelle regioni da loro occupate, influenzando la lingua e la cultura greca. Tuttavia, la loro cultura materiale iniziale era piuttosto primitiva, lasciando poche tracce archeologiche distintive.
Colonizzazione e Espansione
Oltre a stabilirsi nella Grecia continentale, i Dori fondarono colonie in diverse aree:
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Asia Minore: costituirono l'Esapoli dorica, comprendente città come Camiro, Lindo, Ialiso, Coo, Cnido e Alicarnasso.
Mediterraneo: colonizzarono isole come Creta e fondarono città in Cipro, Africa settentrionale e nell'Italia meridionale, contribuendo allo sviluppo della Magna Grecia e della Sicilia.
Eredità Storica
L'influenza dei Dori è evidente nella formazione di importanti città-stato greche, tra cui Sparta, nota per la sua rigida struttura militare e sociale. La loro migrazione e insediamento segnarono una fase cruciale nella transizione dalla civiltà micenea alla Grecia classica, lasciando un'impronta duratura nella storia e nella cultura ellenica.
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Dopo l’invasione dorica e il Medioevo Ellenico (circa 1200-800 a.C.), la Grecia entra in una nuova fase di sviluppo che porta alla nascita della civiltà greca arcaica e classica.
SCHEMA GENERALE DELLE FASI SUCCESSIVE AL MEDIOEVO ELLENICO
1. La Fine del Medioevo Ellenico (circa 800 a.C.)
Il Medioevo Ellenico è un periodo di decadenza economica, sociale e culturale, caratterizzato dalla perdita della scrittura micenea (Lineare B), dal crollo delle città micenee e dalla frammentazione politica. Tuttavia, attorno all’VIII secolo a.C., si verificano alcuni cambiamenti fondamentali:
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Ripresa demografica: le città iniziano a ripopolarsi.
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Sviluppo della polis: nascono le città-stato (Atene, Sparta, Corinto, Tebe).
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Nuovo sistema di scrittura: i Greci adottano l'alfabeto fenicio e lo modificano.
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Esplosione artistica e culturale: emergono l’epica di Omero e la poesia di Esiodo.
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Colonizzazione greca: i Greci si espandono nel Mediterraneo, fondando colonie in Italia (Magna Grecia), in Sicilia, in Asia Minore e nel Mar Nero.
2. La Grecia Arcaica (VIII - VI secolo a.C.)
È un periodo di grande trasformazione, in cui si consolidano le polis e si sviluppano nuove istituzioni politiche:
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Formazione delle principali città-stato: Sparta con il suo sistema oligarchico e Atene con le prime forme di democrazia.
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Conflitti interni: lotte tra aristocratici e classi popolari per il potere.
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Colonizzazione greca: i Greci fondano città in tutto il Mediterraneo, diffondendo la loro cultura.
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Sviluppo dell'economia: aumento del commercio e introduzione della moneta.
In questo periodo si affermano anche nuove forme di governo: monarchie, oligarchie e, in alcuni casi, democrazie (Atene).
3. La Grecia Classica (V - IV secolo a.C.)
È il periodo di massimo splendore della civiltà greca:
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Guerre Persiane (499-479 a.C.): i Greci sconfiggono i Persiani nelle battaglie di Maratona, Salamina e Platea.
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Età di Pericle (461-429 a.C.): Atene diventa una potenza culturale e politica, con la costruzione del Partenone e lo sviluppo della democrazia.
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Guerra del Peloponneso (431-404 a.C.): scontro tra Atene e Sparta che porta alla caduta della potenza ateniese.
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Ascesa della Macedonia (IV secolo a.C.): Filippo II e suo figlio Alessandro Magno unificano la Grecia e avviano la conquista dell'Impero Persiano.
4. La Grecia Ellenistica (323-31 a.C.)
Dopo la morte di Alessandro Magno (323 a.C.), il suo impero si divide tra i suoi generali (Diadochi), dando origine a tre grandi regni:
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Regno tolemaico (Egitto)
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Regno seleucide (Asia)
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Regno di Macedonia e Grecia
L’ellenismo porta alla fusione tra la cultura greca e quella orientale, diffondendo il greco come lingua internazionale.
Nel 146 a.C., la Grecia viene conquistata dai Romani, che nel 31 a.C. pongono fine all’ellenismo con la battaglia di Azio e l'annessione dell'Egitto.
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1. La Prima Colonizzazione Greca (XIII-XI secolo a.C.)
Cause
La prima colonizzazione avvenne durante e dopo il crollo della civiltà micenea (circa 1200-1100 a.C.), un periodo segnato da distruzioni, migrazioni e instabilità politica, probabilmente dovute a:
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Invasioni dei Dori (che sconfissero i Micenei e si stabilirono in Grecia).
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Crisi economica e sociale delle città micenee.
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Decentramento del potere e dispersione della popolazione.
Caratteristiche
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Le migrazioni non erano pianificate, ma dettate dalla necessità di fuggire dalle devastazioni.
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I Greci si stabilirono principalmente in Asia Minore, dando origine alle città della Ionia (Mileto, Efeso, Smirne).
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Si diffusero i dialetti ionico, eolico e dorico a seconda delle popolazioni migranti.
Principali insediamenti
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Ioni → si stabilirono sulla costa occidentale dell'Asia Minore (Ionia), fondando città come Mileto, Efeso, Smirne.
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Eoli → colonizzarono la parte nord-occidentale dell'Asia Minore (Eolide) e le isole di Lesbo e Chio.
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Dori → si insediarono nelle isole del Dodecaneso (Rodi, Coo) e nella parte meridionale della costa dell'Asia Minore.
📌 Risultato: l'espansione diede vita alla civiltà ionica, che giocò un ruolo fondamentale nello sviluppo della filosofia, della scienza e dell'arte greca.
2. La Seconda Colonizzazione Greca (VIII-VI secolo a.C.)
Cause
La seconda colonizzazione fu un fenomeno più organizzato e sistematico, dovuto a diversi fattori:
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Aumento della popolazione e mancanza di risorse.
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Crisi sociale: lotte tra aristocratici e classi emergenti nelle città-stato.
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Sviluppo del commercio: ricerca di nuovi mercati e materie prime.
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Desiderio di espandere l'influenza culturale e politica della Grecia.
Caratteristiche
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A differenza della prima colonizzazione, questa fu guidata dalle polis e prevedeva la fondazione di vere e proprie città indipendenti.
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Le nuove colonie non erano sottomesse alla città madre (metropoli), ma mantenevano legami culturali e religiosi.
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La navigazione migliorò grazie alla costruzione di nuove imbarcazioni e alla conoscenza delle rotte marittime.
Principali aree di colonizzazione
📌 Italia Meridionale e Sicilia → chiamata Magna Grecia, comprendeva città come:
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Cuma (fondata dai Calcidesi, prima colonia greca in Italia, 750 a.C.).
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Taranto (unica colonia spartana, 706 a.C.).
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Siracusa (fondata dai Corinzi, 734 a.C.).
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Agrigento, Reggio Calabria, Crotone, Locri, Metaponto.
📌 Francia e Spagna
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Massalia (Marsiglia, fondata dai Focesi, 600 a.C.).
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Emporion (odierna Ampurias, Spagna).
📌 Nord Africa
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Cirene (Libia, fondata dai Dori di Tera, 631 a.C.).
📌 Mar Nero e Asia Minore
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Bisanzio (odierna Istanbul, fondata dai Megaresi, 667 a.C.).
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Olbia, Chersoneso, Tomi (colonie lungo la costa del Mar Nero).
Conseguenze della seconda colonizzazione
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Espansione della cultura greca nel Mediterraneo.
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Sviluppo del commercio: le colonie diventarono importanti centri di scambio di cereali, metalli, tessuti e manufatti.
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Diffusione dell’alfabeto e delle istituzioni greche.
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Influenza sulle popolazioni locali: i Greci trasmisero ai popoli indigeni modelli artistici, politici e religiosi.
Conclusioni
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La prima colonizzazione (XIII-XI secolo a.C.) fu una migrazione spontanea verso l’Asia Minore, dovuta al crollo della civiltà micenea.
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La seconda colonizzazione (VIII-VI secolo a.C.) fu un’espansione pianificata delle polis, che portò alla nascita di colonie in tutto il Mediterraneo.
📌 Impatto duraturo: la colonizzazione greca fu fondamentale per la diffusione della cultura, della lingua e delle istituzioni greche nel Mediterraneo, influenzando profondamente le civiltà successive, tra cui quella romana.






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