Visualizzazione post con etichetta regalie. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta regalie. Mostra tutti i post

domenica 21 ottobre 2018

Federico II ed Innocenzo III: tra i comuni, la Sicilia e la teocrazia papale


L'ultimo scontro tra papato e impero

CORNICE:

Periodo storico: tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo
Luogo: tra Italia del nord, sud Italia e Germania
Punti centrali: lo scontro tra Federico II e i papi, la teocrazia di Innocenzo III e la fine del dominio svevo (e normanno prima) in Sicilia.

La Teocrazia di Innocenzo III e l'inquisizione

Innocenzo III (1198 / 1216) si inserisce nella tradizione dei precedenti scontri tra Papi e Imperatori (Vd la lotta per le investiture (1073 / 1122) e lo scontro tra Impero (ghibellini imperialisti) e guelfi (papalisti) ma lo fa partendo da un punto di vista teocratico che riprende da Gregorio VII.

Innocenzo III si dichiara infatti "Vicario di Cristo" e sommo potere terreno: re e imperatori sono come lune che riflettono la luce della supremazia universale del papato.

(Dante gli risponderà che invece Papa e Imperatore devono essere pari e indipendenti come due soli).

 Per questo si inserisce nelle vicende più importanti del suo tempo:

- Fa da tutore al piccolo Federico II alla morte del padre Enrico VI (Figlio di Federico I Barbarossa)

- Nomina imperatore e appoggia politicamente Ottone IV di Brunswick, salvo scomunicarlo nel 1210 e appoggiando i suoi rivali (Federico II e Filippo II di Francia) nella battaglia di Bouvines (1214) Dove Ottone e Giovanni senza terra d'Inghilterra hanno la peggio.

- Grazie alla vittoria Federico II diviene Re di Germania, e di Sicilia, ma Innocenzo III gli fa promettere di tenere separati i due territori, che schiacciano al centro proprio il territorio della chiesa.

- Innocenzo III dichiara perfino nulla la magna Charta in Inghilterra (1215)

PARTECIPAZIONE DI INNOCENZO III ALLE CROCIATE E ALLE LOTTE CONTRO L'ERESIA

Nel 1204 assieme al doge di Venezia organizza la quarta crociata, che finirà con la breve conquista di Costantinopoli del regno latino d'oriente.

Intorno al 1212 (Battaglia di las navas) aiuta la reconquista spagnola contro gli arabi.

E dal 1209 appoggia la crociata contro i catari (albigesi) nel sud della Francia.
Si erge arbitro in terra e con i suoi successori accetta le regole di benedettini e domenicani.

--> Infatti nel IV  concilio lateranense (1215) viene modificato radicalmente il diritto canonico, donati favori a francescani e domenicani, e fissate dure regole d'inquisizione: gli eretici sotto processo inquisitorio dovevano dimostrare la loro innocenza e non il contrario

L'IMPERO DI FEDERICO II (1194 / 1250)

Federico II, re di Germania e Sicilia dal 1214 (Battaglia di Bouvines), dopo la morte di Innocenzo III viola il patto con lui e viene nominato Imperatore dal papa seguente, Onorio III (1216 / 1227), quest'ultimo gli impone la crociata, ma Federico ritarda fino al 1227, quando viene scomunicato da  Gregorio IX (1227 / 1241).

Federico II parte allora per la sesta crociata (1228 / 29) ottenendo un successo diplomatico che gli varrà il titolo di Re di Gerusalemme ma una seconda scomunica.

IL REGNO DI SICILIA

A differenza del nonno (il barbarossa), Federico II si occuperà soprattutto del sud Italia, dimostrando meno interesse per la Germania (fatta poi controllare dal figlio Enrico VII) e L'Italia settentrionale.
C'è probabilmente un motivo: in Germania il potere era elettivo e doveva avere a che fare con i potentati locali, il Sud Italia era una monarchia ereditaria e Federico II poteva gestirla più autonomamente. Infatti, il suo Stato fu moderno, accentratore e precursore di altre imitazioni monarchiche successive.

In Sicilia riorganizza il potere e l'amministrazione:

- Limita il potere dei baroni e seda le iniziali rivolte dei musulmani: Federico II accettava altre religioni, ma perseguitava rivolte contro il Re.
- Invoca la dieta di Capua per rivedere i privilegi dei poteri locali e distruggere i castelli abusivi, ordina invece di costruire una rete di fortezze ispezionate da suoi funzionari.


(Fortezza di Augusta)

                                                          (Castel del monte, Andria) (Puglia)

- Lavora per promuovere la cultura e la formazione di consiglieri e funzionari, fondando nel 1224 L'università di Napoli (prima università di ordine regio) in contrasto con quella di Bologna (divieto di spostarsi per gli studenti).
- Ufficializza la scuola medica di Salerno
- Vince contro i saraceni in Sicilia, li deporta in Puglia, ma vengono tollerati nelle loro abitudini e i saraceni di Lucera (abili arcieri) divengono poi la sua personale guardia del corpo.

L'INTERESSE PER LA CULTURA E LA POESIA


Federico II parlava più lingue (tra cui l'arabo), leggeva Aristotele, e aiutò i letterati della scuola poetica siciliana. 

 
L'imperatore era anche un amante della caccia e degli animali esotici e scrisse un trattato di caccia con il falcone.

Federico II era un personaggio controverso: amato da molti (stupor mundi) e odiato da altrettanti (che lo definivano l'anticristo) forse anche per il suo interesse nei confronti degli "infedeli".

COSTITUZIONI MELFITANE

Nelle costituzioni di Melfi (in Basilicata) Federico II fissa, nel 1231, le moderne regole del suo governo:

- I testi riprendono la tradizione del diritto romano del codice giustiniano (e in parte le tradizioni saracene)
- Si dichiara che il potere del Re deriva da Dio (e non dal Papa)
- La giustizia è di competenza regia ma
- Nessuno è al di sopra delle leggi, neanche il sovrano
- Viene incisa la moneta Augustale
- Ancora però stabiliva diversi trattamenti a seconda del ceto

L'obiettivo principale di queste leggi è ridurre la decima ed altre tasse verso il Clero e la nobiltà locale e rafforzare e centralizzare l'amministrazione e la rete fiscale reale, ma vi sono dei principi di costituzionalità, poi ripresi da altri Stati.

FEDERICO II E I COMUNI

Solo quando costretto (1223) Federico II sale in Italia del Nord e convoca la dieta di Cremona per revocare i diritti comunali della pace di Costanza (1183) decisa da suo nonno Federico I.

Federico II si ritrova contro perfino i comuni tedeschi, organizzati da suo figlio Enrico VII, ma quest'ultimo viene sconfitto dal padre (1234) e imprigionato in Sud Italia, dove si suicida.

Si forma una seconda lega guelfa, organizzata dal papa Gregorio IX, ma Federico II la sconfigge a Cortenuova, nei pressi di Bergamo (1237)

Innocenzo IV (1243 / 1254) lo scomunica di nuovo e lo giudica decaduto come imperatore nel 1245 e organizza una vera e propria crociata contro di lui (definendolo l'anticristo).
Federico II viene sconfitto dai comuni a Parma nel 1248.

L'anno seguente un figlio di Federico (Enzo)* Viene imprigionato per vent'anni nel castello che ora porta il suo nome a Bologna.

Nel 1250 Federico II muore (forse avvelenato da un figlio illegittimo, Manfredi).


FINE DEL DOMINIO SVEVO IN ITALIA


Uno dei (tanti) figli di Federico II (Corrado IV, la cui madre era  Iolanda di Brienne) gli succede come Re di Germania e Sicilia ma non conserva il titolo di imperatore, e muore a soli 26 anni nel 1254.

A Corrado IV seguì Manfredi di Svevia (figlio illegittimo di Bianca Lancia).

Manfredi (1232-1266) Dopo la morte del fratellastro Corrado IV (1254), assunse il controllo del Regno di Sicilia, prima come reggente per il giovane Corradino, poi come sovrano di fatto. 

Nel 1258 si fece incoronare re di Sicilia, opponendosi al papato, che vedeva negli Svevi una minaccia per il proprio dominio in Italia.

Manfredi fu un grande difensore della causa ghibellina in Italia e cercò di contrastare la crescente influenza dei guelfi e del papato. 

Vinse la battaglia di Monteaperti (1260) contro i guelfi di Firenze.

(I ghibellini inflissero una pesante sconfitta ai guelfi fiorentini. La leggenda narra che il sangue versato fu così tanto che il fiume Arbia si tinse di rosso. Firenze, dopo la sconfitta, passò sotto il controllo ghibellino per alcuni anni.

Monteaperti è ricordata come una delle più grandi vittorie ghibelline in Italia e viene citata anche da Dante nell'Inferno (Canto X, v. 85) con il famoso verso:
"Lo strazio e ‘l grande scempio che fece l’Arbia colorata in rosso”.)

Manfredi morì nella battaglia di Benevento (1266), sconfitto e ucciso dalle truppe di Carlo d'Angiò, mandato dal papa per sottrarre il regno alla dinastia sveva (Il papa Urbano IV chiese aiuto ai francesi con la scusa dell'eredità normanna in Sicilia).

A tale sconfitta sveva contribuirono anche i potenti banchieri fiorentini. Anche Corradino (ultimo figlio) venne sconfitto e ucciso dopo la battaglia di Tagliacozzo, in Abruzzo, nel 1268.


BREVE DOMINIO DEGLI ANGIO' IN SUD ITALIA e passaggio aragonese


Gli Angiò (francesi) dominarono per poco tempo: imposero tasse ai locali esorbitanti, per ripagare i debiti con i banchieri fiorentini  --> si arriva (1282) alla rivolta del Vespro (tramonto) il giorno di lunedì di Pasqua.

I siciliani si rivolgono alla Spagna e Re Pietro d'Aragona, dopo aver sposato l'ultima discendente sveva (Costanza, figlia di Manfredi) partecipa ad una guerra ventennale che vince con la pace di Caltabelotta nel 1302.

La Pace di Caltabellotta (1302) fu il trattato che pose fine alla lunga guerra del Vespro (1282-1302) tra gli Angioini e gli Aragonesi per il controllo della Sicilia.

Contesto storico

Dopo la morte di Manfredi di Svevia (1266) e la successiva sconfitta di Corradino di Svevia (1268), il Regno di Sicilia passò sotto il dominio di Carlo I d'Angiò, sostenuto dal papato. Tuttavia, nel 1282, la popolazione siciliana si ribellò contro gli Angioini nel famoso episodio dei Vespri Siciliani, dando inizio a una lunga guerra. Gli insorti siciliani offrirono la corona dell’isola a Pietro III d'Aragona, marito di Costanza, figlia di Manfredi.

Seguirono anni di guerra tra gli Angioini (che controllavano il Mezzogiorno continentale, il cosiddetto Regno di Napoli) e gli Aragonesi (che regnavano sulla Sicilia). Dopo due decenni di conflitto, si giunse finalmente alla Pace di Caltabellotta.

Termini della pace

  • La Sicilia rimase sotto il dominio aragonese, (assegnata a Federico III d’Aragona, fratello di Giacomo II d'Aragona.)
  • Il Regno di Napoli rimase agli Angioini, con Carlo II d’Angiò.
  • Federico III fu riconosciuto re di Trinacria, titolo che nascondeva l’indipendenza de facto della Sicilia.
  • Alla morte di Federico III, la Sicilia sarebbe dovuta tornare agli Angioini (clausola che non fu mai rispettata).

Conseguenze

  • La pace sancì la divisione definitiva del Regno di Sicilia in due entità:
    • Regno di Napoli (Angioini), sul continente.
    • Regno di Sicilia (Aragonesi), sull’isola.
  • La separazione tra Napoli e Sicilia rimase una costante fino al Regno delle Due Sicilie (1816).
  • Gli Aragonesi mantennero la Sicilia e, nel XV secolo, acquisirono anche Napoli, riunificando temporaneamente i due regni sotto la loro dinastia.

La Pace di Caltabellotta è quindi un momento chiave della storia medievale italiana, segnando l’inizio della separazione politica tra Sicilia e il Mezzogiorno continentale.


-----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

BREVI BIOGRAFIE DI 3 PERSONAGGI FONDAMENTALI: FEDERICO I, INNOCENZO III E FEDERICO II

FEDERICO I BARBAROSSA (1122 / 1190)



Federico I Hohenstaufen, detto Barbarossa (1122-1190), fu imperatore del Sacro Romano Impero dal 1155 fino alla sua morte. Fu una delle figure più rilevanti del Medioevo, impegnato a consolidare il potere imperiale in Germania e Italia, in conflitto con i Comuni italiani e il Papato, e protagonista della Terza Crociata (1189 / 1192).

Ascesa al potere e consolidamento dell'Impero

Federico era figlio di Federico II di Svevia ("Il Guercio") e di Giuditta di Baviera. Nel 1152 divenne re dei Romani e nel 1155 fu incoronato imperatore dal papa Adriano IV. Il suo obiettivo principale era rafforzare il potere imperiale, contrastando il crescente potere dei Comuni italiani e del Papato.

Il conflitto con i Comuni italiani

Barbarossa tentò di riaffermare l'autorità imperiale in Italia, portando avanti diverse campagne militari:

  • 1154-1155: prima discesa in Italia, culminata con la sua incoronazione imperiale a Roma.
  • 1158-1162: assedio e distruzione di Milano, uno dei centri principali della resistenza comunale.
  • 1167: nascita della Lega Lombarda, un'alleanza di città del Nord Italia contro l’imperatore.
  • 1176: sconfitta nella battaglia di Legnano contro la Lega Lombarda guidata da Milano.
  • 1183: pace di Costanza, che riconobbe l'autonomia dei Comuni italiani pur mantenendo la sovranità imperiale.

I rapporti con il Papato

Federico si scontrò con diversi papi, soprattutto con Alessandro III, che sostenne la Lega Lombarda contro di lui. Solo nel 1177, dopo la sconfitta di Legnano, l'imperatore riconobbe Alessandro III come legittimo pontefice con la pace di Venezia.

La Terza Crociata e la morte

Nel 1189, Barbarossa partì per la Terza Crociata insieme a Filippo II di Francia e Riccardo Cuor di Leone d'Inghilterra. Il suo obiettivo era riconquistare Gerusalemme, caduta in mano a Saladino nel 1187. Tuttavia, nel 1190 morì annegando nel fiume Saleph (attuale Göksu, in Turchia), probabilmente a causa dell’armatura pesante che lo trascinò a fondo.

Eredità storica

  • Simbolo del potere imperiale medievale, Barbarossa tentò di riaffermare la supremazia dell'Impero sul Papato e sui Comuni italiani, ma la sua sconfitta a Legnano segnò un'importante affermazione delle autonomie locali.
  • Figura leggendaria: secondo il mito, non sarebbe morto ma dormirebbe in una caverna sotto la montagna Kyffhäuser, pronto a risvegliarsi per guidare la Germania nei momenti di crisi.
  • Influenza sulle crociate: la sua morte segnò un duro colpo alla Terza Crociata, che non riuscì a riconquistare Gerusalemme ed Edessa.

Barbarossa rimane una delle figure più affascinanti e controverse del Medioevo, simbolo del sogno di un’Impero universale che si scontrò con le realtà politiche emergenti dell’epoca.



I comuni nel Nord Italia


L'evoluzione comunale












FEDERICO II (STUPOR MUNDI) (1194 / 1250)


Federico II di Svevia (1194-1250), imperatore del Sacro Romano Impero e re di Sicilia, è passato alla storia con il titolo di "Stupor Mundi" per la sua cultura straordinaria e il suo spirito innovatore. Fu un sovrano controverso, in conflitto con il Papato e i Comuni italiani, promotore della conoscenza e della tolleranza, oltre che grande amante degli animali.


Ascesa e consolidamento del potere

Nato a Jesi nel 1194 da Enrico VI e Costanza d'Altavilla, Federico ereditò il Regno di Sicilia e successivamente il trono imperiale. Dopo una difficile infanzia, sotto la tutela del Papa Innocenzo III, Nel 1212 si impose in Germania contro Ottone IV e, dopo la vittoria nella battaglia di Bouvines (1214), divenne re di Germania e poi imperatore del Sacro Romano Impero (1220). fu incoronato imperatore da Onorio III, con l'impegno di partecipare a una crociata.


La battaglia di Bouvines (1214)

La battaglia di Bouvines, combattuta tra le forze di Filippo II di Francia e una coalizione guidata da Ottone IV di Brunswick (alleato con Giovanni d'Inghilterra), fu decisiva per Federico II. La vittoria francese assicurò il dominio di Filippo Augusto e consolidò il trono imperiale per Federico, che divenne il legittimo imperatore contro il suo rivale Ottone IV.


Il conflitto con il Papato e i Comuni

Federico II si scontrò duramente con i papi:

  • Gregorio IX e Innocenzo IV lo scomunicarono più volte, accusandolo di eresia e di voler creare uno stato laico e centralizzato, minacciando l’autorità papale.
  • Fu un grande avversario dei Comuni italiani, in particolare della Lega Lombarda, che tentò di sottomettere con le sue campagne in Italia.
  • Battaglia di Cortenuova (1237): vinse contro i Comuni lombardi, ma non riuscì a consolidare il dominio in Italia.

La (sesta) crociata diplomatica e la conquista di Gerusalemme

Nonostante fosse stato scomunicato, nel 1228-1229 partì per la Sesta Crociata, riuscendo con un accordo diplomatico a ottenere Gerusalemme senza combattere. Si autoproclamò Re di Gerusalemme, gesto che aggravò i suoi contrasti con il Papa.


La cultura, la tolleranza e l’interesse per gli animali

Federico II è noto per la sua mentalità aperta e cosmopolita:

  • Parlava più lingue, studiava scienza, filosofia e medicina.
  • Fondò l'Università di Napoli (1224), la prima università statale d'Europa.
  • Fu tollerante verso musulmani ed ebrei, mantenendo rapporti con il mondo islamico.
  • Scrisse il “De Arte Venandi cum Avibus”, un trattato sulla falconeria, testimoniando il suo grande amore per gli animali.

Le mogli e i figli

Federico II si sposò quattro volte e lasciò numerosi figli legittimi e illegittimi:

  1. Costanza d’Aragona (sposata nel 1209) – madre di Enrico VII.
  2. Yolanda di Brienne (1225) – madre di Corrado IV e regina di Gerusalemme.
  3. Isabella d’Inghilterra (1235) – madre di Margherita e Federico di Antiochia.
  4. Bianca Lancia (probabilmente solo concubina, ma riconosciuta come moglie in punto di morte) – madre di Manfredi.

Tra i figli illegittimi più famosi:

  • Manfredi, futuro re di Sicilia.
  • Enzo, re nominale di Sardegna.
  • Federico di Pettorano, forse un altro figlio naturale.


Gli ultimi anni e la morte

Nel 1245 fu deposto da Innocenzo IV e dichiarato "Anticristo". Continuò a combattere per il potere fino alla sua morte nel 1250. La sua scomparsa segnò l’inizio della decadenza della dinastia sveva e un periodo di instabilità politica in Italia.


Eredità storica

Federico II fu un sovrano moderno, promotore di scienza e cultura, ma anche un imperatore autoritario in lotta con il Papato. Il suo regno segnò una delle pagine più affascinanti del Medioevo europeo.


Il declino del Regno di Sicilia dopo Federico II *

Dopo la morte di Federico II nel 1250, il Regno di Sicilia entrò in un periodo di lotte dinastiche:

  • Corrado IV (1250-1254) riuscì a governare per pochi anni prima di morire.
  • Manfredi (1258-1266) tentò di mantenere il potere, ma fu sconfitto e ucciso nella battaglia di Benevento (1266) da Carlo d’Angiò.
  • Corradino di Svevia (1268), ultimo discendente diretto degli Hohenstaufen, fu catturato e giustiziato dopo la battaglia di Tagliacozzo.
  • Il Papato affidò il trono a Carlo I d’Angiò, iniziando la dominazione angioina.

Eredità storica

Federico II fu un sovrano unico, promotore di scienza, cultura e tolleranza, ma anche un uomo di potere in conflitto con il Papato. La sua morte segnò la fine della dinastia sveva e il passaggio del Regno di Sicilia alla dominazione francese, che portò poi alla rivolta dei Vespri Siciliani (1282) e al controllo aragonese dell’isola.




Innocenzo III (1161 / 1216) e la teocrazia papale






Origini e ascesa al papato

Innocenzo III, nato Lotario dei Conti di Segni nel 1160/61, divenne papa nel 1198, succedendo a Celestino III. Proveniente da una famiglia nobile e formatosi a Parigi e Bologna, era un uomo di grande cultura e ambizione politica.

Il suo successore fu Onorio III, che proseguì molte delle sue politiche, inclusa la lotta contro gli eretici e il sostegno alle crociate.


La teocrazia e il potere papale

Innocenzo III portò al massimo livello l’idea della teocrazia, sostenendo che il papa avesse autorità suprema su tutti i sovrani cristiani. Si inserì nelle dispute dinastiche europee, arbitrando tra pretendenti al trono del Sacro Romano Impero dopo la morte di Enrico VI e influenzando l’elezione di Federico II, che però divenne poi un suo grande avversario.


Le crociate e l’Inquisizione

  • Quarta Crociata (1202-1204): benché fosse nata con l’intento di liberare la Terra Santa, la crociata si concluse con il sacco di Costantinopoli, un evento che Innocenzo disapprovò, ma che consolidò l’influenza latina in Oriente.
  • Crociata contro i Catari (1209-1229): Innocenzo III promosse una guerra santa contro gli Albigesi nel sud della Francia, ritenuti eretici. Questa campagna portò alla devastazione della regione e alla fine del potere dei signori occitani.
  • Istituzione dell’Inquisizione medievale: benché il Tribunale dell’Inquisizione fosse formalmente organizzato più tardi, Innocenzo III gettò le basi per la sua creazione per combattere l’eresia in Europa.

Il rapporto con gli ordini mendicanti

Durante il suo pontificato, Innocenzo III approvò l’ordine francescano e domenicano:

  • San Francesco d’Assisi ottenne l’autorizzazione a predicare nel 1209, fondando l’Ordine dei Frati Minori.
  • San Domenico di Guzmán ricevette il riconoscimento per la sua comunità, che diventerà poi l’Ordine Domenicano, fondamentale nella lotta contro l’eresia.

Il conflitto con Federico II

Innocenzo III fu il tutore di Federico II di Svevia, re di Sicilia e futuro imperatore. Lo sostenne nella sua ascesa al trono, ma il loro rapporto si deteriorò a causa dell’ambizione imperiale di Federico, che sfidò il potere papale. Il conflitto tra l’impero e il papato si intensificò dopo la morte di Innocenzo III, portando a decenni di lotte.


Eredità storica

  • Espansione del potere papale: Innocenzo III rafforzò il ruolo del papato come guida suprema della cristianità.
  • Nuovi ordini religiosi: favorì lo sviluppo degli ordini mendicanti, che influenzarono profondamente la Chiesa.
  • Consolidamento dell’Inquisizione: la sua lotta contro l’eresia portò alla nascita di un sistema repressivo che durò per secoli.
  • Impatto sulle crociate: la Quarta Crociata cambiò per sempre i rapporti tra Oriente e Occidente, mentre la Crociata Albigese ridisegnò il potere in Francia.

Innocenzo III morì nel 1216, lasciando un’eredità di potere e conflitti che segnarono il Medioevo europeo.



Le crociate 





--------------------------------------

Lavori e attività 2026

 1) Micro conferenze analogiche (senza PC) Scopo. preparare ed esporre una lezione di max 25 minuti alla classe su un argomento specifico: F...