Dalla caduta dell'impero romano d'occidente ai Franchi di Carlo Magno (476 / 800)
(La distruzione dell'Impero romano, di Thomas Cole. Dipinto allegorico (ispirato molto probabilmente al sacco di Roma dei Vandali del 455), quarto della serie "Il corso dell'Impero" del 1836, oggi a New York, presso la New-York Historical Society.)
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Dal Regno di Odoacre all’invasione longobarda: il lungo declino dell’Italia (476-568 d.C.)
Dopo la deposizione di Romolo Augustolo nel 476 d.C., l’Italia entrò in un lungo periodo di instabilità politica e guerre, culminato con l’invasione dei Longobardi nel 568 d.C.. Il sogno della restaurazione dell'Impero Romano in Occidente, tentato dall'imperatore bizantino Giustiniano, si infranse di fronte alle difficoltà della guerra gotica e alle nuove minacce barbariche.
1. Il regno di Odoacre (476-493 d.C.)
Dopo aver deposto Romolo Augustolo, il capo degli Eruli, Odoacre, si proclamò re d’Italia. Tuttavia, non assunse il titolo di imperatore, ma si dichiarò formalmente fedele all’imperatore d’Oriente, Zenone.
(Odoacre 433/ 493)🔹 Politica di Odoacre:
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Mantenne l’amministrazione romana, affidando le terre ai suoi guerrieri germanici.
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Trattò con il Senato di Roma e cercò di mantenere la stabilità.
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Contrastò le incursioni barbariche in Italia.
🔹 Il conflitto con Zenone:
L’imperatore bizantino Zenone (474-491) non si fidava di Odoacre e nel 488 d.C. incoraggiò Teodorico, re degli Ostrogoti, a invadere l’Italia.
2. La conquista ostrogota: Teodorico il Grande (493-526 d.C.)
Nel 489 d.C., Teodorico, re degli Ostrogoti, entrò in Italia con il permesso di Zenone, sconfiggendo Odoacre in più battaglie. Dopo un lungo assedio a Ravenna, nel 493 d.C., Odoacre si arrese.
🔹 La fine di Odoacre:
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Odoacre fu ucciso a tradimento da Teodorico durante un banchetto a Ravenna nel 493 d.C..
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Con la sua morte, l'Italia passò sotto il dominio ostrogoto.
🔹 Il regno di Teodorico (493-526 d.C.):
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Governò come un sovrano romano-barbarico, rispettando il Senato e le istituzioni romane.
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Trovò un equilibrio tra Romani e Ostrogoti, separandoli nelle leggi e nella società, ma mantenendo una convivenza pacifica.
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Fece di Ravenna la sua capitale, arricchendola di monumenti.
Tuttavia, dopo la sua morte nel 526 d.C., l’equilibrio si ruppe per vuoti di potere e guerre interne tra i Goti.
3. La Guerra Gotica: il sogno di Giustiniano (535-553 d.C.)
Nel 527 d.C., salì al trono d’Oriente Giustiniano I, un imperatore ambizioso deciso a riconquistare l’Occidente e restaurare l’Impero Romano.
🔹 Invasione bizantina (535 d.C.)
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Giustiniano inviò il suo generale Belisario a conquistare l’Italia, approfittando delle lotte interne tra i Goti.
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Nel 540 d.C., Belisario prese Ravenna e fece prigioniero il re ostrogoto Vitige, portandolo a Costantinopoli.
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Sembrava che l’Italia fosse tornata sotto il controllo imperiale.
🔹 Resistenza gotica e devastazione (541-553 d.C.)
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I Goti, sotto la guida di Totila, ripresero gran parte dell’Italia e devastarono il paese.
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Nel 552 d.C., il generale bizantino Narsete sconfisse i Goti a Tagina, uccidendo Totila.
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La guerra si concluse nel 553 d.C., ma l’Italia era ormai distrutta: città devastate, popolazione decimata e infrastrutture in rovina.
4. L’invasione longobarda (568 d.C.): l’Italia non si rialza più
Dopo la vittoria bizantina, l’Italia era ufficialmente parte dell’Impero Romano d’Oriente, ma era indifendibile:
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Le guerre avevano impoverito la popolazione.
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Le città erano spopolate e senza difese.
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L’amministrazione bizantina era inefficiente e oppressiva.
🔹 L’arrivo dei Longobardi (568 d.C.)
Nel 568 d.C., il popolo germanico dei Longobardi, guidato da Alboino, approfittò della debolezza italiana e invase la Penisola senza incontrare grande resistenza.
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Conquistarono gran parte del nord e del centro Italia.
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Fondarono il Regno longobardo, con capitale a Pavia.
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Solo alcune zone rimasero in mano ai Bizantini (Roma, Ravenna, la Sicilia e il sud).
Conclusioni: dalla caduta dell’Impero d’Occidente all’Italia frammentata
La caduta di Roma nel 476 d.C. segnò la fine dell’Impero d’Occidente, ma non la fine della sua eredità. Tuttavia, l’Italia passò attraverso un periodo di devastazione, in cui nessuna potenza riuscì a stabilizzare il territorio:
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Odoacre cercò di governare, ma venne abbattuto dagli Ostrogoti. (493)
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Teodorico creò un regno forte, ma dopo la sua morte tutto crollò. (526)
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Giustiniano tentò di restaurare Roma, ma devastò l’Italia con la Guerra Gotica. (535 / 553)
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I Longobardi posero fine al dominio romano in Italia, inaugurando secoli di frammentazione politica. (569)
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Il Popolo dei Franchi e la Loro Discesa in Italia (773/774)
I Franchi erano una confederazione di tribù germaniche occidentali che, sotto la dinastia dei Merovingi e successivamente dei Carolingi, fondarono un potente regno nell'Europa occidentale. Il loro sovrano più noto, Carlo Magno, salì al trono nel 768 d.C. e perseguì una politica di espansione territoriale e di alleanza con la Chiesa cattolica.
Il rapporto tra i Franchi e l'Italia si intensificò quando il re longobardo Desiderio minacciò i territori papali. Il papa Adriano I chiese aiuto a Carlo Magno, che nel 773 d.C. attraversò le Alpi con il suo esercito. Dopo aver sconfitto Desiderio e assediato Pavia, Carlo si proclamò "Re dei Franchi e dei Longobardi" nel 774 d.C., ponendo fine al Regno Longobardo.
La Fine dei Bizantini in Italia
Dopo la caduta del Regno Longobardo, l'Italia rimase divisa tra diverse entità politiche. I Bizantini mantennero il controllo su alcune regioni, come l'Esarcato di Ravenna, il Ducato di Napoli, la Sicilia e la Calabria. Tuttavia, la loro influenza diminuì progressivamente a causa delle pressioni esterne e delle difficoltà interne all'Impero.
Nel 751 d.C., l'Esarcato di Ravenna cadde nelle mani dei Longobardi sotto il re Astolfo, segnando una significativa perdita territoriale per i Bizantini in Italia. Successivamente, con l'espansione dei Franchi e la nascita dello Stato della Chiesa, l'influenza bizantina si ridusse ulteriormente. Entro la fine dell'VIII secolo, la presenza bizantina nella penisola era limitata a poche enclavi nel sud Italia e nelle isole, segnando di fatto la fine del dominio bizantino nella maggior parte della penisola italiana.
In sintesi, dopo l'invasione longobarda del 568 d.C., l'Italia attraversò un periodo di frammentazione politica. L'intervento dei Franchi, sollecitato dal papato, portò alla caduta del Regno Longobardo nel 774 d.C. e alla formazione di nuove entità politiche, mentre l'influenza bizantina si ridusse progressivamente fino a scomparire quasi del tutto dalla penisola.
BIZANTINI E SUD ITALIA
Dopo la conquista franca, i Bizantini rimangono in Sicilia e nel Sud continentale, ma:
Gli Arabi conquistarono la Sicilia tra 827 e 902 e crearono un emirato.
I Bizantini recuperarono alcune zone del sud, ma non riuscirono mai a riprendere la Sicilia.
I Normanni, tra il 1071 e il 1091, eliminarono sia i Bizantini che gli Arabi, unificando il sud Italia e la Sicilia nel Regno Normanno di Sicilia.
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Sotto la dinastia dei Merovingi, i Franchi consolidarono il loro potere. Il re Clodoveo I (481-511) fu particolarmente significativo: unificò le varie tribù franche e si convertì al cristianesimo cattolico, guadagnando il sostegno della Chiesa e delle popolazioni gallo-romane. Questa alleanza religiosa e politica rafforzò la posizione dei Franchi in Europa occidentale.
Nel corso dei secoli, la dinastia merovingia perse vigore, lasciando spazio ai Carolingi, una famiglia di maggiordomi di palazzo che acquisì crescente autorità. Pipino il Breve, padre di Carlo Magno, depose l'ultimo re merovingio nel 751 e si fece proclamare re dei Franchi, inaugurando la dinastia carolingia.
Francia Occidentale: affidata a Carlo il Calvo, corrispondente grosso modo all'attuale Francia.
Francia Orientale: assegnata a Ludovico il Germanico, comprendente territori dell'odierna Germania.
Francia Media: governata da Lotario, includente una fascia di territori dall'attuale Olanda fino all'Italia, comprendente la città di Roma.
Questa frammentazione indebolì l'unità dell'impero carolingio e pose le basi per la formazione delle future nazioni europee.
I Principali Regni Romano-Barbarici
1. Il Regno dei Visigoti (418-711)
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Fondato in Aquitania (odierna Francia sud-occidentale) con il permesso dell'Impero Romano, il regno visigoto si espanse poi nella Spagna.
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Il re Eurico (466-484) stabilì un sistema giuridico scritto per i Visigoti.
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Nel 711, il regno cadde sotto l'attacco degli Arabi musulmani, segnando la fine del dominio visigoto nella Penisola Iberica.
2. Il Regno dei Vandali (429-534)
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I Vandali, guidati da Genserico, si stabilirono in Africa settentrionale, occupando Cartagine nel 439.
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Divennero una potenza marittima, saccheggiando Roma nel 455.
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Nel 534, furono sconfitti dai Bizantini sotto Giustiniano, e il loro regno fu annesso all’Impero d’Oriente.
3. Il Regno degli Ostrogoti (493-553)
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Dopo la caduta dell’Impero Romano d'Occidente, il re ostrogoto Teodorico il Grande conquistò l’Italia, fondando un regno con capitale a Ravenna.
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Teodorico cercò di mantenere un equilibrio tra Romani e Goti, garantendo la convivenza delle due popolazioni.
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Dopo la sua morte, scoppiò una guerra civile e, tra il 535 e il 553, i Bizantini di Giustiniano riconquistarono l’Italia nella devastante Guerra Gotica.
4. Il Regno dei Franchi (481-843)
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Il re Clodoveo (481-511) unificò i Franchi e si convertì al Cristianesimo cattolico, garantendosi il sostegno della Chiesa.
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I Franchi si espansero in Gallia e diventarono il regno più potente d'Europa.
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Nel IX secolo, con Carlo Magno, il regno si trasformò nel Sacro Romano Impero.
5. Il Regno dei Longobardi (568-774)
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Dopo la caduta degli Ostrogoti e il declino della presenza bizantina, i Longobardi, guidati da Alboino, invasero l’Italia nel 568.
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Il regno longobardo durò fino al 774, quando venne conquistato da Carlo Magno, che lo integrò nell'Impero Carolingio.
Conclusioni
I regni romano-barbarici rappresentarono una fase di transizione tra il mondo antico e il Medioevo. Pur ereditando molte istituzioni romane, questi regni si evolsero gradualmente verso strutture feudali, ponendo le basi per l’Europa medievale. La fusione tra cultura romana, germanica e cristiana diede vita a una nuova civiltà, che avrebbe dominato il continente per i secoli successivi.
L’arrivo degli Arabi in Sicilia e nel Sud Italia (827-902 d.C.)
Dopo la loro espansione in Nord Africa, gli Arabi musulmani iniziarono a rivolgere la loro attenzione alla Sicilia e al sud della penisola.
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827 d.C.: Gli Aghlabidi, dinastia musulmana dell’Ifriqiya (Tunisia odierna), approfittarono delle lotte interne tra i Bizantini e sbarcarono in Sicilia.
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831 d.C.: Dopo anni di assedi, conquistarono Palermo, che divenne la capitale dell’Emirato di Sicilia.
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878 d.C.: Cadde Siracusa, uno degli ultimi bastioni bizantini sull’isola.
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902 d.C.: Con la caduta di Taormina, l’intera Sicilia passò sotto il controllo musulmano.
Gli Arabi non si limitarono alla Sicilia, ma effettuarono anche incursioni nel sud della penisola, conquistando temporaneamente Bari, che fu un emirato indipendente tra 847 e 871 d.C., prima di essere riconquistato dai Bizantini con l’aiuto dei Franchi.
2. I Bizantini riconquistano parte dell’Italia meridionale (IX-XI secolo)
Mentre gli Arabi consolidavano il loro dominio in Sicilia, l’Impero Bizantino avviò una controffensiva nel sud Italia, riuscendo a riprendere il controllo di alcune aree:
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Creazione del Tema di Longobardia (Puglia e Basilicata) e del Tema di Calabria per amministrare i territori recuperati.
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Nel X secolo, sotto l’imperatore Basilio II, i Bizantini riuscirono a rafforzare la loro presenza nel sud, ma senza mai riconquistare la Sicilia.
Tuttavia, il dominio bizantino nel sud Italia era instabile e dovette affrontare un nuovo e potente avversario: i Normanni.
3. L’arrivo dei Normanni e la fine dei Bizantini e degli Arabi in Italia (XI secolo)
I Normanni, originari della Scandinavia ma insediatisi in Normandia (Francia), iniziarono a giungere nel sud Italia nel XI secolo come mercenari al servizio di Longobardi e Bizantini.
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1040-1071: I Normanni, guidati dalla famiglia Altavilla, conquistarono tutta la Puglia e la Calabria, sconfiggendo definitivamente i Bizantini a Bari nel 1071, che segna la fine della presenza bizantina nell’Italia continentale.
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1061-1091: I Normanni, sotto Ruggero d’Altavilla, avviarono la conquista della Sicilia, sconfiggendo progressivamente gli Arabi fino alla caduta di Noto nel 1091, ultimo baluardo musulmano sull’isola.
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Giustiniano I, noto anche come Giustiniano il Grande, fu imperatore bizantino dal 527 al 565 d.C. La sua figura è celebre per l'ambizioso progetto di restauratio imperii, volto a riconquistare i territori dell'Impero Romano d'Occidente, e per la monumentale opera di codificazione del diritto romano, il Corpus Iuris Civilis.
Politica di Giustiniano
Giustiniano perseguì una politica estera aggressiva, mirata a ripristinare l'antico splendore dell'Impero Romano. Affidò ai suoi generali Belisario e Narsete campagne militari che portarono alla riconquista di vaste aree:
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Nord Africa: Sconfisse il regno dei Vandali, riportando sotto il controllo imperiale le province africane.
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Italia: Condusse la lunga e devastante Guerra Gotica (535-554) contro gli Ostrogoti, culminata nella riconquista della penisola italiana.
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Spagna meridionale: Occupò alcune zone della Hispania, sottraendole ai Visigoti.
Queste campagne ampliarono notevolmente i confini dell'Impero, ma ebbero anche conseguenze economiche e sociali significative, indebolendo le risorse imperiali.
Il Corpus Iuris Civilis
Uno dei lasciti più duraturi di Giustiniano è la codificazione del diritto romano, nota come Corpus Iuris Civilis. Quest'opera monumentale, realizzata tra il 529 e il 534, si articola in quattro parti principali:
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Codex Iustinianus: Una raccolta di costituzioni imperiali emanate da Adriano fino a Giustiniano stesso. La prima edizione fu promulgata nel 529, seguita da una seconda versione aggiornata nel 534.
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Digesto o Pandette: Pubblicato nel 533, è una compilazione in 50 libri di sentenze e pareri dei più eminenti giuristi romani, offrendo una sintesi della giurisprudenza classica.
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Institutiones: Un manuale didattico destinato agli studenti di diritto, che presenta i principi fondamentali del diritto romano.
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Novellae Constitutiones: Una raccolta delle nuove leggi promulgate da Giustiniano dopo il 534.
Il Corpus Iuris Civilis divenne la base del diritto civile in molti stati europei e influenzò profondamente lo sviluppo giuridico occidentale.
Politica Religiosa
Giustiniano perseguì l'unità religiosa come elemento fondamentale per la coesione dell'Impero. Si impegnò nella lotta contro le eresie, promuovendo l'ortodossia cristiana e cercando di risolvere le dispute teologiche del tempo. La sua politica religiosa si tradusse anche in misure repressive contro pagani ed eretici, con l'obiettivo di consolidare l'unità religiosa sotto l'egida imperiale.

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