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domenica 4 dicembre 2022

Feuerbach

Ludwig Andreas Feuerbach (1804 - 1872)


Opere principali: 

- L'essenza del cristianesimo
- L'essenza della religione

Riassunto video (Laura Pirotta): https://www.youtube.com/watch?v=1YL8Zve2vlE

INNOVAZIONE - CARATTERISTICHE

- Massimo esponente della sinistra hegeliana
- Ateismo moderno e materialista (--> continuità con Democrito)
- Anti idealista

TEMI

- Bisogna studiare l'uomo concreto, non ideale

- Critica all'idealismo (non solo platonico, anche religioso) 
Astratto--> Concreto (ex: Dio--> uomo)

- Critica Hegel, specie in campo religioso e antropologico, per aver confuso soggetto e predicato. Il rapporto va invertito. Gli oggetti concreti ci danno il concetto. Il reale produce la ragione e l'ideale. Prima c'è la materia, poi lo spirito.
L'uomo crea Dio. 

--> L'infinito della religione è l'uomo stesso: ciò che tolgo all'uomo, lo cedo a Dio. 
La religione è una antropologia capovolta:  Dio è una proiezione illusoria dell'essere umano in quanto specie. Dio è l'oggettivazione delle qualità, dei desideri e delle paure umane. 

Le caratteristiche parziali nell'uomo (conoscenza, carattere, amore) diventano infinite in Dio.

“Il culto di Dio dipende unicamente dal culto che l'uomo ha per sé stesso, è soltanto una manifestazione di esso.”

Qualità: l'uomo sa voler bene (bene particolare) --> Dio è Bene assoluto senza male (Agostino) [bontà di Dio] (bene assoluto)

Desideri: Homo faber ("vorrei ma non posso") --> "Vorrei E posso" (volontà e potenza) [onnipotenza]

Paure: Dio è il superamento delle nostre paure [preghiere; vita dopo la morte]

“La religione è il sogno della mente umana. Ma anche nei sogni noi non troviamo noi stessi nel vuoto o in paradiso, ma sulla terra, nel regno della realtà; noi vediamo solo le cose reali nel loro incantevole splendore dell'immaginazione e del capriccio, invece che nella semplice luce diurna della realtà e della necessità.”

Per Hegel la ragione si aliena realizzando la realtà. Per F. l'uomo si aliena per creare Dio (e si sottomette a sé, e prega se stesso). La teologia è antropologia. 

Il cristianesimo è più alienato dell'animismo (è meno prossimo all'uomo).
"Dimmi qual è il tuo Dio e ti dirò chi sei". Rischia di svuotarci, quindi è irrazionale. 
--> l'ateismo è razionale e dovere morale per riprendersi l'umanità.

Per F. la religione è pericolosa non solo - come per Marx - l'oppio dei popoli. 

---> La filosofia di F. "cammina sulle gambe e non sulla testa, con i piedi per terra" perché "l'uomo è ciò che mangia". Sangue, ossa, carne. 

Filantropia positiva e umanista: Torniamo ad amare l'uomo, invece di Dio: l'abbiamo creato noi. Meglio amare qualcosa che esiste davvero, anche se più complesso. 

Meglio essere "liberi" sulla terra che servi in cielo. 

....> Per F. questa alienazione religiosa è naturale, magari connaturata alla nostra paura dell'imperfezione e della morte. 

-----> Si passa (come dirà Stirner) dal dio della religione all'umanità. Dunque al comunismo filosofico: la felicità è tale se si coniuga con quella degli altri, perché solo l'amore spinge alla conoscenza degli altri.


“Come Dio non è nient'altro che l'essenza dell'uomo purificata da ciò che all'individuo umano appare − tanto nel sentire quanto nel pensare − quale limite, quale male, così l'aldilà non è nient'altro che l'aldiquà libero da ciò che appare quale limite, quale male.”

 




mercoledì 11 luglio 2018

Marx, schemi

Marx (1818 - 1883)

Karl Heinrich Marx (1818 – 1883), filosofo ed economista tedesco.

A me non appartiene né il merito di aver scoperto l’esistenza delle classi nella società moderna né quello di aver scoperto la lotta tra di esse. […] Quel che io ho fatto di nuovo è stato di dimostrare: 1. che l’esistenza delle classi è soltanto legata a determinate fasi di sviluppo storico della produzione; 2. che la lotta di classe necessariamente conduce alla dittatura del proletariato; 3. che questa dittatura stessa costituisce soltanto il passaggio alla soppressione di tutte le classi e a una società senza classi.
Da una lettera a Weydemeyer, 5 marzo 1852, la quale lettera fu pubblicata nel 1907 nella Neue Zeit – XXV, 2, 164; citato in Lenin, Stato e rivoluzione, edizioni Lotta Comunista, 2003



Il comunismo è possibile empiricamente solo come azione dei popoli dominanti tutti ‘in una volta’ e simultaneamente, e ciò presuppone lo sviluppo universale della forza produttiva e le relazioni mondiali che il comunismo implica. Il comunismo, per noi, non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi. Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presenti.
(da L’Ideologia tedesca, 1846)



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Biografia per punti:

Dati biografici essenziali

  • 1818 – Nasce a Treviri (Germania), in una famiglia borghese di origine ebraica convertita al luteranesimo.

  • 1835–1841 – Studi universitari a Bonn e Berlino (diritto, filosofia, economia). Influenza di Hegel e della sinistra hegeliana.

  • 1842 – Diventa giornalista alla Rheinische Zeitung (gazzetta renana), presto censurata dal governo prussiano.

  • 1843 – Sposa Jenny von Westphalen. Si trasferisce prima a Parigi, poi viene espulso per le sue idee radicali.

  • 1844 – A Parigi stringe un rapporto profondo e duraturo con Friedrich Engels: nasce l’amicizia e la collaborazione teorica che durerà tutta la vita.

  • 1845–1848 – Periodo fra Bruxelles e Parigi: intensa attività politica e teorica.

  • 1849 – Esule a Londra: qui vive in condizioni economiche precarie, sostenuto spesso da Engels.

  • 1850–1870 – Scrive articoli per giornali, studia economia politica alla British Library, partecipa alla Prima Internazionale (1864, Londra).

  • 1864–1876 – Cofondatore e guida teorica della Prima Internazionale dei Lavoratori.

  • 1883 – Muore a Londra, sepolto a Highgate Cemetery.



Opere principali

A. Scritti giovanili e filosofici

  • 1843 – Critica della filosofia del diritto di Hegel
    → Critica dello Stato hegeliano e del ruolo della religione.

  • 1844 – Manoscritti economico-filosofici
    → Alienazione del lavoro; analisi ancora filosofica e umanistica dell’economia.

B. Opere scritte con Engels

  • 1845 – L’ideologia tedesca
    → Nascita del materialismo storico; critica alla filosofia tedesca.

  • 1848 – Manifesto del Partito Comunista
    → Programma politico; lotta di classe come motore della storia; ruolo rivoluzionario del proletariato.

C. Critica dell’economia politica

  • 1859 – Per la critica dell’economia politica
    → Prima esposizione organica del metodo e delle categorie economiche.

  • 1867 – Il Capitale (Libro I)
    → Analisi del capitale, del valore, del plusvalore, dello sfruttamento; opera fondamentale.

  • (Libri II e III saranno pubblicati postumi da Engels.)

D. Scritti politici e storici

  • 1850–1870 – Articoli per il New York Daily Tribune
    → Analisi di eventi internazionali, colonialismo, crisi economiche.

  • 1871 – La guerra civile in Francia
    → Interpretazione della Comune di Parigi come esperienza proletaria.

Schema generale su  Marx



 4 Critiche filosofico - politico - economiche

a) Ad Hegel
Pur confermando lo storicismo e la dialettica di H. 
ne critica l'idealismo -> Misticismo logico (Errore filosofico) [concreto -> ideale]
E il giustificazionismo -> Filosofia come Prassi (teoria e pratica vanno di pari passo). La realtà non è equa e razionale. I filosofi non devono solo interpretare il mondo, ma devono cambiarlo.
La filosofia di Marx è quindi uno storicismo, ma concreto, che si risolve in un materialismo dialettico. 
b) Critica allo stato liberal-borghese
[Diritti reali, non solo astratti]
Bisogna far scendere i diritti della legge "dal cielo alla terra", renderli concreti.
c) Alla teoria economica liberale borghese (Smith e Ricardo)
[Mano invisibile, economia naturale, divisione del lavoro come base della società...]
D) Critica a Feuerbach

a) Il rapporto con Hegel e l’idealismo, il materialismo dialettico

https://i.ytimg.com/vi/bJf0rtoUsHM/maxresdefault.jpg
https://image.slidesharecdn.com/avversaridellhegelismo-130927113451-phpapp01/95/avversari-dellhegelismokierkegaard-e-marx-7-638.jpg?cb=1380281717
http://slideplayer.it/slide/2640341/9/images/3/Misticismo+logico+L%E2%80%99errore+di+Hegel+%C3%A8+il+misticismo+logico+:.jpg

1) Critica metodologica

Noi conosciamo prima l'oggetto, poi il concetto; non il contrario. 

(siamese, persiano, certosino ---> Gatto) (mela, arancia, pera --> frutto)

"Non si cammina con la testa a terra e le gambe in aria". 
Prima c'è l'uomo concreto, poi quello ideale (concetto). 
L'idealismo è misterioso e ingannevole: è dalla realtà che nasce l'idea e non viceversa. H. va rovesciato. 


2) Critica storico-politica
Il rapporto idealistico ragione-realtà implica il giustificazionismo e il conservatorismo. 
La storia è una realtà organica-concreta: non va spiegata con lo Spirito o gli individui cosmico-storici ma con una serie di elementi storico-economico-sociali. 
Anche le idee dipendono dalle condizioni materiali. -> Razionalismo del materialismo dialettico. 
(struttura- concreta e economica -->  sovrastruttura ideale)
Non esiste inoltre necessariamente una sintesi storica, spesso una classe schiaccia l'altra senza rimedio né soluzione. 
(ex borghesia e proletariato)
B) Critica alla politica liberal-borghese
Vuole metterne in luce l'ipocrisia e l'egoismo. Conta solo l'individuo e non il gruppo.
L'uomo vive una vita "astratta", di diritti nella società civile e una nella realtà economica concreta: è scisso tra l'uguaglianza di diritto (Stato) ma l'ineguaglianza materiale (società).
Riprende il conflitto sociale di cui parla Hegel --> egoismo e frammentazione 
(Ma lo Stato non risolve i conflitti, si limita a patteggiare per la parte più forte)
Il rischio è che i diritti rimangano elettorali o astratti: le libertà borghesi sono una conquista, ma non basta. Bisogna far scendere gli ideali (libertà, legalità, fraternità) dal cielo alla terra.
E non è solo una questione di merito o competizione: partiamo da basi diverse.
Questa atomizzazione dipende dalla differenza tra classi: bisogna superarle per ricomporre la società. Assaltare il cielo e farlo scendere sulla terra, ma serve una lotta [servo-padrone].
Per i liberali, però, la meritocrazia e la diseguaglianza sono il motore della storia; per Marx è la rivoluzione. ---> Bisogna colpire la proprietà privata e lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. --> emancipazione umana per arrivare alla "democrazia totale". 
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 La proprietà privata non è dunque il prodotto, il risultato, la necessaria conseguenza del lavoro espropriato, del rapporto estrinseco dell’operaio alla natura e a se stesso. La proprietà privata risulta così dall’analisi del concetto del lavoro espropriato, cioè dell’uomo espropriato, del lavoro alienato, della vita alienata, dell’uomo alienato. [...] Solo all’ultimo punto culminante dello sviluppo della proprietà privata questa mostra di nuovo in risalto il suo segreto: cioè che, da una parte, essa è il risultato del lavoro espropriato, e secondariamente ch’essa è il mezzo col quale il lavoro si espropria, la realizzazione di questa espropriazione.

Karl Marx descrive la situazione di autoestraniazione del lavoratore salariato, definendola “alienazione”, nei Manoscritti economico-filosofici del 1844.

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c) Alla teoria economica liberale borghese (Smith e Ricardo)
Per Adam Smith il libero scambio e la libera produzione generano ricchezza e, conseguentemente, maggiori salari e migliori condizioni (mano invisibile).
Ma credono che il capitalismo sia una legge armonica e naturale. Il sistema ha alti e bassi ma è destinato ad una crisi totale. Non è eterno. Ci sono stati diversi sistemi economici.
Per Marx il mercato non è naturale ma storico e tende a cambiare e saturarsi e contiene l'alienazione degli operai. 
Sovrapproduzione --> crisi --> disoccupazione --> rivolte --> fine del capitalismo
D) Critica a Feuerbach

Tesi su Feuerbach (rapporto tra i due) (la critica al maestro)

Il difetto principale d’ogni materialismo fino ad oggi è che l’oggetto, la realtà, la sensibilità vengono concepiti sotto la forma di oggetto o di intuizione, ma non come attività umana sensibile, prassi, non soggettivamente.
(da Prima tesi su Feuerbach)
M. Concorda con l'alienazione religiosa di cui parla F. ma ne sottolinea i limiti.
Il limite di Feuerbach: manca la dimensione sociale, storica e dialettica. Manca Hegel. 
Il materialismo di F. è naturalista e statico, astorico e in parte asociale. 
Si è occupato dell'uomo biologico ma non quello socio-storico che si realizza nel conflitto Tesi-Antitesi della lotta di classe.
Lo storicismo hegeliano va inserito nel materialismo di Feuerbach. Si correggono a vicenda. 
Si ottiene un materialismo storico e dialettico.
Differenze in religione: Dio è sì il prodotto dell'uomo MA lo crea per motivazioni socio-storico-economiche. 
La religione non è naturale. 
L'antropologia di F. studia l'uomo biologico. In quella di Marx si studia l'uomo storico. Da quel Dio comprendo quell'uomo. 
Il dio Faraone non è il dio calvinista o quello cattolico.
Dio (la religione) è l'oppio dei popoli: lenisce il dolore della repressione dell'alienazione che ci incatena e ci sfrutta.
Dio è l'espressione della miseria umana. Solo che a volte Dio giustifica tale sfruttamento o il denaro (è culturale).
 La politica spesso usa la religione come mezzo di forza. 
Ci fa dimenticare la sofferenza della vita contingente per la speranza della vita trascendente. 
Quando la società sarà sana e giusta la religione non sarà più necessaria. La beatitudine e l'uguaglianza saranno già sulla terra.
Forse ora il consumo (o lo  stato lo sport) è l'oppio dei popoli.
La sofferenza è la mancanza di senso, di peso politico, di costruzione identitaria o stabilità. 
11esima tesi: "I filosofi hanno solo contemplato il mondo, è giunta l'ora di cambiarlo".
https://image.slidesharecdn.com/0-140409145748-phpapp02/95/07-leredit-di-hegel-1-10-638.jpg?cb=1397055534
Bisogna tornare alla storia materiale --> la storia è storia del lavoro e della tecnologia, quindi alla storia economica e tecnologica.
In ogni epoca storica si caratterizza per il rapporto dialettico tra forze produttive (operai, mezzi) e rapporti di produzione (contratti, potere). Insieme generano una base economica (struttura, modo di produzione).
La STRUTTURA è la base economica di un determinato periodo storico in una specifica zona: si determina grazie alle forze produttive (macchine e operai) e ai loro rapporti (stipendi, contratti, utilizzo della macchina)
La Sovrastruttura è invece la base ideologica (cultura, letteraria, scientifica, filosofica, religiosa) viene determinata dalla struttura: in una determinata struttura economica (ex il capitalismo) si genererà una sovrastruttura che conserva la classe dominante, ossia la borghesia. (Stato liberale, economia borghese, liberalismo, capitalismo etc)
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ex Feudalesimo: rotazione triennale e allevamento, lavoro dei contadini (forze)
Rapporti: corvée o accordi vari.
Dalla base economica (struttura) dipende la sovrastuttura (politica, cultura, religione, filosofia...) 
ex: economia feudale --> romanzo cavalleresco
età moderna: forze produttive (catena di montaggio, operaio, fabbrica); rapporti (capitalismo: suddivisione lavoro e prodotti, contratti)
- economia capitalistica --> romanzo borghese, altra filosofia... 
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MUTAMENTO DELLE BASI ECONOMICHE
Come cambiano le basi economiche? Si incarnano nella lotta di classe (una dominante e in declino una in ascesa ma dominata).
Nel capitalismo Le forze si legano agli operai (proletariato), i rapporti su quella dominante (imprenditori). 
Il mutamento è più veloce nella classe in ascesa (forza), perché legata alla tecnologia e non alle leggi (rapporti). 
Questo attrito si spezza di norma in una rivoluzione (es nobiltà e borghesia nella rivoluzione francese) 

Manifesto del partito comunista: la lotta di classe, la rivoluzione e la dittatura del proletariato

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« Uno spettro si aggira per l'Europa: lo spettro del comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono coalizzate in una sacra caccia alle streghe contro questo spettro: il papa e lo zar, Metternich e Guizot, radicali francesi e poliziotti tedeschi. [...] È ormai tempo che i comunisti espongano apertamente in faccia a tutto il mondo il loro modo di vedere, i loro fini, le loro tendenze, e che contrappongano alla favola dello spettro del comunismo un manifesto del partito stesso. »

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Opera divulgativa ma di grande successo. 
Il proletariato deve mettere in atto una lotta di classe contro la borghesia (pur imparando da loro)--> necessità di una dimensione internazionale
"proletari di tutto il mondo unitevi". 

Programma in 10 punti  programmatici e contingenti (dall'imposta progressiva, alla scuola pubblica e gratuita, all'obbligo di lavoro per tutti all'accentramento di fabbriche e mezzi di trasporto)

Si ampliano le divisioni tra comunismo marxista e socialismo utopico (Proudhon e Saint-Simon) -> (diversa allocazione delle risorse; diverse classi di riferimento)


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10 punti:
 dieci punti sono:

  1. Espropriazione della proprietà fondiaria ed impiego della rendita fondiaria per le spese dello Stato.
  2. Imposta fortemente progressiva.
  3. Abolizione del diritto di successione.
  4. Confisca della proprietà di tutti gli emigrati e ribelli.
  5. Accentramento del credito in mano allo Stato mediante una banca nazionale con capitale dello Stato e monopolio esclusivo.
  6. Accentramento di tutti i mezzi di trasporto in mano allo Stato.
  7. Moltiplicazione delle fabbriche nazionali, degli strumenti di produzione, dissodamento e miglioramento dei terreni secondo un piano collettivo.
  8. Eguale obbligo di lavoro per tutti, costituzione di eserciti industriali, specialmente per l'agricoltura.
  9. Unificazione dell'esercizio dell'agricoltura e dell'industria, misure atte ad eliminare gradualmente l'antagonismo fra città e campagna.
  10. Istruzione pubblica e gratuita di tutti i fanciulli. Eliminazione del lavoro dei fanciulli nelle fabbriche nella sua forma attuale.


http://images.slideplayer.it/34/10455540/slides/slide_3.jpg


L’alienazione


Il lavoro, l’attività vitale, la vita produttiva, appare all’uomo solo come un mezzo per la soddisfazione di un bisogno, del bisogno di conservazione dell’esistenza fisica. Ma la vita produttiva è la vita generica. […] E la libera attività consapevole è il carattere specifico dell’uomo. Ma la vita stessa appare, nel lavoro alienato, soltanto mezzo di vita. (Manoscritti economico-filosofici del 1844, pp. 194-7)
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Il lavoro, per Marx, è l'attività prioritaria dell'uomo: è ciò che lo caratterizza e gli dona senso. 
Ma la società capitalistica riduce il senso del lavoro a una questione economica e di sopravvivenza. Questa è l'alienazione.

Nel capitalismo è fondamentale il fenomeno dell'alienazione.



http://ipercorsidellastoria.altervista.org/wp-content/uploads/2016/11/alienazione-in-Marx.jpg

Alienazione: l'uomo esce da sé, diventa sempre meno umano e più animale o macchina. 
Esistono 4 forme di alienazione del lavoratore:
1) Gli oggetti non gli appartengono più, li dona al proprietario. [prodotto]
2) Il lavoro è coercitivo e ripetitivo: ne siamo incatenati. [attività]
3) Si perde l'essenza umana in quanto libera creatività. [essenza]  (no fertilità-felicità)
4) Rispetto agli altri uomini: ci sono rapporti di forza che ci suddividono in classi e ci deformano. [rapporti sociali] (servo \ padrone)
Ci sono altre alienazioni, ma quella fondamentale è quella economica. --> necessità di eliminare la proprietà dei mezzi di produzione. 
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PICCOLO APPROFONDIMENTO INTORNO AL LAVORO E L'ALIENAZIONE

 “Questo lavoro che consiste nel ripetere ogni 80 secondi lo stesso gesto, come riescono a farlo tutti gli altri? Takeda, a cui chiedo a cosa pensa mentre lavora, dopo un attimo di sorpresa risponde «Penso all’ora»

Sono anche io così. È già passata un’ora, ancora due ore. Ancora quattro? Tre e mezzo? O sono solo tre? Ci sarà lo straordinario oggi? E una volta rientrato a casa, farò il bucato? Non ho la forza di pensare a cose più complicate di queste. 

O allora mi saltano alla mente cose senza rapporto logico: un paesaggio, un ponte, il caffè all’angolo della stazione, l’imbarcadero… Sfilano una dopo l’altra davanti ai miei occhi, impossibile pensare in modo continuato ad una cosa sola, impossibile, con un ciclo di 80 secondi. Se ne possono solo evocare passivamente piccoli pezzetti“.

Kamata Satoshi, Toyota, L’usine du désespoir, Editions ouvrières, 1976. In Chassagne, A, Montracher, G, La fin du travail, Stock, 1978

«In fondo, (...) si sente oggi che il lavoro come tale costituisce, la migliore polizia e tiene ciascuno a freno e riesce a impedire validamente il potenziarsi della ragione, della cupidità, del desiderio di indipendenza. 

Esso logora straordinariamente una gran quantità di energia nervosa, e la sottrae al riflettere, allo scervellarsi, sognare, al preoccuparsi, all'amare, all'odiare».

Friedrich Nietzsche, "Aurora" 1881

"Quanti figli hai avuto?"
"Undici".
"E sono tutti vivi?"
"Tre sì, gli altri lavorano".

Caja negra, un film di Luis Ortega, del 2002.

Un'idea radicale sul lavoro: "discorso tipico dello schiavo" (Silvano Agosti)



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IL CAPITALE (1867 - 1894)
Opera più tecnica e più economica. 
Il capitalismo non è eterno o naturale, è un effetto della storia. Non ci sarà per sempre. 
Dovrà essere sostituito dal socialismo. Il capitalismo ha al suo interno i germi della rovina.
Teoria del valore --> le merci hanno un
valore d'uso: utilità per chi usa quel determinato oggetto (ex importanza del libro > prezzo; dipende: l'utilità può essere qui relativa alla  conoscenza o all' estetica)
e un valore di scambio: quantità di lavoro necessario per produrre una determinata merce. (l'auto costa più del cassetto per il diverso tempo e forza lavoro totale necessaria a costruirla)
Il prezzo di un prodotto non dipende solo dal valore d'uso e\o il valore di scambio, ma anche da fattori esterni ad essi, come il contesto sociale ed il feticismo delle merci --> l'operaio (e il consumatore in genere) si aliena dalla merce e dal suo valore e gli attribuisce un valore maggiore (--> moda, convenzione sociale, elitarismo, voglia di apparire...)
---> Però le merci dovrebbero avere un valore intrinseco che deriva dal lavoro (In una società non capitalistica, contro il "feticismo" delle merci). 
Da dove arriva il guadagno del capitalista? ---> dal plusvalore.






SCHEMI ECONOMICI
Prima del capitalismo : Schema MDM (merce-denaro-merce)
Il contadino produce una merce M, che viene venduta per ottenere denaro D e comprare altre merci M (vestiti, strumenti...) --> economia di autosussistenza senza accumulo di capitali (neanche per i nobili)
Capitalismo: Schema D M D'. (denaro-merce-più denaro)
Si parte da un capitale da investire (D) per produrre una merce (M) venduta sul mercato, per ottenere un profitto (D' > D)
Come fa a prodursi più denaro che in partenza? (INVESTO 100 OTTENGO 110) Prima del era uguale: nella società capitalistica invece sembra essere un aumento del denaro investito (profitto).
TEORIA DEL PLUSVALORE
Il plus-denaro deriva dal plusvalore. La merce assume un valore maggiorato nella catena produttiva capitalistica.
Tale valore in più nasce dal pagamento ingiusto (a ribasso) della forza lavoro degli operai (costi iniziali). Gli operai vengono pagati x, ma producono qualcosa che vale x + y. 
Quindi vengono pagati meno di quanto meriterebbero. Vengono pagati per sopravvivere (valore di scambio dell'operaio). 
L'operaio produce un plusvalore: lavora x ore pagato, x ore gratis (per il capitalista). Il guadagno dell'imprenditore si fonda sullo sfruttamento dell'operaio. 
Lo sfruttamento può essere differente anche all'interno di una medesima azienda.
Tale modello non è perfetto.
I DIFETTI DEL CAPITALISMO
Difetti economici e strutturali abbastanza grandi da farlo cadere, specie se aiutato dalla "spinta" politica degli operai.
Per capire bisogna distinguere tra capitale costante e capitale variabile.
Variabile: salario degli operai (dipende dal numero di operai e da quanto vengono pagati).
Costante: spesa per le macchine e le strutture utili alla produzione.
Servono inoltre  due saggi (rapporti)
Saggio del plusvalore: plusvalore (D') / capitale variabile (salari) --> più è alto, più c'è sfruttamento e il capitalista guadagna in quella fabbrica.
Saggio del profitto: plusvalore (D') / capitale variabile + capitale costante (investimento totale)
Per aumentare il plusvalore (quindi il profitto) i capitalisti cercano di sfruttarlo maggiormente.
Ciò può avvenire in due modi:
--> Aumento assoluto (numero di ore di lavoro degli operai, ossia aumenta il pluslavoro) e relativo (miglioramento tecnico)
L'assoluto ha un limite: gli operai devono riposare. E' stata una mossa originaria, poi i capitalisti han dovuto cambiare metodo
Nel relativo accelero il processo produttivo, non le ore (riduco le ore necessarie a ripagare il salario). MA ---> aumentano gli investimenti nelle macchine (quindi aumenta il capitale fisso che andrà a ridurre il profitto).
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Le crisi del capitalismo
Per Marx il capitalismo crollerà e  fallirà necessariamente: la sua caduta è iscritta nelle sue regole strutturali, nel suo funzionamento.
Cause problemi:
1) Anarchia della produzione (non è gestita dallo Stato). I capitalisti si buttano sui prodotti più vendibili ---> troppe fabbriche producono lo stesso prodotto. ---> crisi di sovrapproduzione (tipica del capitalismo, prima erano di sotto produzione)
Tali oggetti (ex auto elettriche) vanno invendute ---> crisi di sovrapproduzione
2) Caduta tendenziale del saggio di profitto
Saggio di profitto (plusvalore \ capitale costante + variabile). Per paura della concorrenza il capitalista è spinto ad aumentare le spese per le macchine (per migliorare la produzione) ---> aumenta il capitale costante, di più di quanto aumenta il plusvalore
---> di anno in anno il profitto tenderà a diminuire, e questo guadagno è lo scopo del capitalismo. --> Il capitalismo fallisce.
3) Rivoluzione del proletariato
Gli operai, stanchi dello sfruttamento, si uniranno e causeranno una rivoluzione contro gli imprenditori borghesi.
Questa rivoluzione sarà forse armata, forse democratica, ma porterà ad un cambio radicale del sistema economico.
Marx prevede poi
2 fasi post rivoluzionarie
a) Una  socialista: il proletariato prende possesso dei mezzi di produzione (statalizzazione) ---> dittatura del proletariato (oltre la democrazia - fase transitoria) [dittatura della maggioranza] (abolire esercito, il parlamento ---> delegati removibili eletti (contro la burocrazia tecnica)
Qui ancora lo stipendio degli operai dipende da quanto lavora. 
Bisogna passare a una seconda fase.
b) Quella comunista: pagamento in base ai bisogni (da ognuno secondo le capacità, ad ognuno secondo i propri bisogni)
Lo Stato dovrebbe sciogliersi per ottenere una società collettivista senza egoismi. 
(le ambiguità sul come forse hanno creato qualche problema)

Il concetto di merce
La ricchezza delle società, nelle quali predomina il modo di produzione capitalistico, si presenta come una «immensa raccolta di merci» e la singola merce appare come sua forma elementare
Quindi iniziamo la nostra indagine con l’analisi della merce.

La merce è prima di tutto un oggetto esterno, una cosa che per mezzo delle sue proprietà soddisfa bisogni umani di qualunque specie. 
La natura di tali bisogni, p. es. che derivino dallo stomaco o dalla fantasia, non fa alcuna differenza. Qui non si tratta neanche di come la cosa soddisfi il bisogno umano, se immediatamente, come mezzo di sussistenza, cioè come oggetto di piacere, oppure indirettamente, come mezzo di produzione.
[Karl Marx, Il Capitale. Critica dell’economia politica

, a cura di Eugenio Sbardella, Newton, 1996]


APPROFONDIMENTI:
Progresso tecnico, occupazione e adattabilità alle innovazioni

Occupazione e settori economici






Un monologo sul lavoro e l’alienazione: https://unemeritod.blogspot.com/2022/12/pezzi.html
Qualche altra opinione "critica - letteraria - ironica" sul lavoro: https://unemeritod.blogspot.com/2018/08/dizionario-filosofico-di-un-emerito-d.html



DOCUMENTI ESEMPIO
1) Karl Marx, Manoscritti economico‑filosofici del 1844, Primo manoscritto, sezione “Natura e uomo”
(Ed. Einaudi 1974, trad. Bobbio, pp. 83–85)

«Che la vita fisica e spirituale dell’uomo sia connessa con la natura non ha altro significato se non che la natura è connessa a se stessa, poiché l’uomo è una parte della natura.
La natura è il corpo inorganico dell’uomo, cioè la natura in quanto essa non è il corpo umano.
L’uomo vive della natura: ciò significa che la natura è il suo corpo, con il quale deve rimanere in un processo continuo per non morire.
[…]
L’uomo è immediatamente essere naturale. Come essere naturale, e come essere naturale vivente, egli è da un lato fornito di forze naturali, di forze vitali; è un essere naturale attivo.
Dall’altro lato, come essere naturale, egli è un essere sofferente, condizionato e limitato, come gli animali e le piante; cioè gli oggetti della sua attività esistono fuori di lui come oggetti indipendenti.
[…]
La natura è dunque il fondamento reale dell’uomo, e l’uomo è parte della natura.»

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2) Karl Marx, Manoscritti economico‑filosofici del 1844, Terzo manoscritto, sezione “Il rapporto della proprietà privata”
(Ed. Einaudi 1974, pp. 121–123)

«La proprietà privata ci ha resi così ottusi e unilaterali che un oggetto è nostro solo quando lo possediamo, quando esiste per noi come capitale o quando è immediatamente da noi posseduto, mangiato, bevuto, portato sul nostro corpo, abitato, ecc.
[…]
Tutti i sensi fisici e spirituali sono stati sostituiti dalla semplice alienazione di tutti questi sensi: il senso dell’avere.
L’uomo deve appropriarsi di un oggetto in modo universale, cioè secondo la totalità dei suoi sensi.
[…]
Ma la proprietà privata ha fatto dell’uomo un essere così stupido e parziale che un oggetto è solo per lui se egli lo possiede, e il suo senso dell’avere ha preso il posto di tutti gli altri sensi umani.»
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DOMANDE
1) Comprensione generale
a) Nel primo testo, come descrive Marx il rapporto tra uomo e natura?
b) Nel primo testo, quali sono i due modi in cui Marx descrive l’uomo come “essere naturale”?
c) Nel secondo testo, che cosa significa che “il senso dell’avere ha preso il posto degli altri sensi”?

2) Analisi (più dettagliata)
a) Primo testo: Che cosa significa definire la natura “corpo inorganico dell’uomo”? Quale immagine suggerisce?
b) Nel secondo testo, Marx elenca azioni come “mangiare, bere, portare sul corpo, abitare”: perché sceglie esempi così concreti? Che effetto hanno sul lettore?

3) Interpretazione (riflessione personale)
a)  In quali ambiti della vita contemporanea (arte, design, moda, social media, consumo) ritrovi l’idea che il valore passi attraverso il possesso?
b) Come rappresenteresti artisticamente il rapporto uomo–natura descritto da Marx?
c). Secondo te, oggi i nostri sensi sono ancora “sostituiti” dal senso dell’avere? Fai un esempio concreto.






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