Ellenismo
L’ELLENISMO – Storia e contesto (323 a.C. – 31 a.C.)
✦ Definizione:
L’Ellenismo è il periodo della storia e della cultura greca che inizia con la morte di Alessandro Magno (323 a.C.) e termina con la battaglia di Azio (31 a.C.), quando Roma conquista definitivamente l’Oriente ellenico.
✦ Eventi principali:
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323 a.C.: Morte di Alessandro Magno → il suo impero viene diviso tra i suoi generali (i Diadochi).
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Nascono i regni ellenistici: Egitto tolemaico, Siria seleucide, Macedonia, ecc.
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Cultura greca si fonde con elementi orientali, dando origine a una civiltà cosmopolita, raffinata, ma anche disorientata.
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31 a.C.: Ottaviano sconfigge Antonio e Cleopatra → inizio del dominio romano.
✦ Caratteristiche storiche e culturali:
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Fine delle polis (città-stato autonome): le persone perdono il senso di appartenenza civica.
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Nascita di grandi monarchie cosmopolite, più distanti dalla vita quotidiana del cittadino, che diviene suddito, ma anche individuo.
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L’individuo si sente isolato, spaesato, e cerca sicurezza non più nella politica, ma nella vita interiore, nella filosofia come guida personale. La filosofia lascia i cieli di Platone e diventa medicina dei turbamenti del vivere.
Una sede fondamentale diviene quella di Alessandria d'Egitto, fondata da Alessandro Magno intorno al 331 aC, organizzata poi per la prima volta per autore e titolo da Demetrio Falereo (345 / 282 ac). Ad Alessandria c'era anche il Museo (casa delle muse, dove si faceva ricerca: dall'astronomia alla medicina).
Le diverse culture si riuniscono sotto una medesima lingua / cultura di derivazione greca (Koinè)
In questo periodo si perfeziona il modello astronomico antico (geocentrico) con Claudio Tolomeo (100 / 170 dc) e il suo Almagesto (abbiamo solo la versione araba) ma, prima, nel 310 ac Aristarco propose per la prima volta un primo modello eliocentrico.
📚 2. FILOSOFIA DELL’ELLENISMO – Le quattro scuole principali
Durante l’Ellenismo la filosofia diventa terapeutica: serve a vivere bene, a raggiungere la felicità o l’imperturbabilità, non più solo a conoscere il mondo.
1. Stoicismo
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Fondatore: Zenone di Cizio (fine IV sec. a.C.)
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Dottrina: la felicità si raggiunge vivendo secondo ragione e natura, accettando il destino con serenità.
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Valori: virtù, autodisciplina, apatia (assenza di passioni), cosmopolitismo.
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Filosofi principali: Zenone, Cleante, Crisippo → in epoca romana: Seneca, Epitteto, Marco Aurelio.
2. Epicureismo
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Fondatore: Epicuro (341–270 a.C.)
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Dottrina: il bene supremo è il piacere, inteso come assenza di dolore (atarassia e aponia).
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Filosofia pratica: vivere ritirati, coltivare l’amicizia, eliminare la paura degli dèi e della morte.
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Filosofi principali: Epicuro → in epoca romana: Lucrezio.
3. Scetticismo
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Fondatore: Pirrone di Elide
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Dottrina: non possiamo conoscere nulla con certezza → bisogna sospendere il giudizio (epoché).
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Scopo: raggiungere la tranquillità dell’animo (atarassia).
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Filosofi principali: Pirrone, Timone, Arcesilao, Carneade, Sesto Empirico.
4. Cinismo
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Fondatore: Antistene (discepolo di Socrate), reso celebre da Diogene di Sinope.
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Dottrina: rifiuto dei beni materiali, ritorno alla natura, vita povera e libera da convenzioni sociali.
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Provocatorio: il cinico vive con il minimo necessario, dimostrando l’inutilità delle ricchezze e delle regole.
L’ellenismo è l’epoca della crisi del cittadino e della nascita dell’uomo cosmopolita.
La filosofia non cerca più la verità assoluta, ma la salvezza dell’individuo, diventando cura dell’anima.
A Roma alcuni intellettuali cercarono di fondere il meglio delle scuole elleniche in senso pragmatico in un movimento chiamato Eclettismo: il suo esponente principale è Cicerone (106/ 43 ac).
Cicerone (106-43 a.C.): non fu un filosofo sistematico, ma un mediatore culturale tra la filosofia greca e il mondo romano.
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Aderì allo scetticismo probabilistico di Carneade. Seguendo lo stoico Crisippo cerca di conciliare libertà umana e fato dell'universo (Logos)
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Cercò di conciliare la filosofia con l’impegno politico e la virtù civica.
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Tradusse e divulgò le dottrine stoiche, epicuree e accademiche in latino.
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Esaltò l’importanza della retta ragione (recta ratio) e del dovere (officium) per guidare l’azione.
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Lo scetticismo è una corrente filosofica che dubita della possibilità di raggiungere una conoscenza certa. Il termine viene dal greco SKÈPSIS che significa indagine, ricerca, ma anche dubbio.
Per lo scetticismo l'inconoscibilità della verità non è un'esperienza negativa: il suo riconoscimento, anzi, porta all'imperturbabilità della mente.
I vari autori di questa corrente cercano di portare prove del loro essere scettici, una di queste è il continuo scontro tra le varie dottrine filosofiche: se la verità fosse conoscibile, sarebbero d'accordo.
I principali scettici sono:
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Pirrone di Elide (360 / 270 a.C.): fondatore dello scetticismo, accompagnò Alessandro magno in alcuni dei suoi viaggi. Sosteneva che, poiché non possiamo conoscere la realtà con certezza, è meglio sospendere il giudizio (epochè) e vivere seguendo le abitudini, ottenendo così l’imperturbabilità (atarassia).
Si pone 3 domande fondamentali e cerca di rispondervi:
a) Qual è la natura delle cose? Non possiamo conoscere la vera essenze delle cose, ma solo i fenomeni (apparenza).
b) Con quale atteggiamento le incontriamo? Visto che non possiamo conoscerle, dovremmo usare la prudenza, sospendere il giudizio (epochè).
c) Quali sono le conseguenze? Con la sospensione del giudizio otteniamo l'imperturbabilità della mente (atarassia)
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Sesto Empirico
(II sec. d.C.): medico e filosofo, è la nostra fonte principale sullo scetticismo antico. Approfondì la pratica della sospensione del giudizio, mostrando che per ogni argomento esiste un contro-argomento altrettanto valido.
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Scuola scettica accademica (legata all’Accademia platonica):
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Arcesilao (III sec. a.C.) (315 / 240 ac): introdusse lo scetticismo nell’Accademia, rifiutando ogni conoscenza certa. Possiamo affidarci solo alla prudenza e al buon senso.
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Carneade (II sec. a.C.): affermò che non possiamo avere certezze, ma solo gradi di probabilità, su cui possiamo comunque agire nella vita pratica.
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La sua scuola ad Atene (la filosofia del giardino), entrò in opposizione con l'accademia Platonica e il Liceo aristotelico e durò fino al IV secolo dc.
Biografia di Ipazia
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Nata: ad Alessandria d’Egitto intorno al 360-370 d.C.
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Morta: nel 415 d.C., sempre ad Alessandria.
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Figlia del matematico e filosofo Teone di Alessandria, fu educata in un ambiente colto e neoplatonico.
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Guidava la Scuola di Alessandria, un’importante istituzione filosofica, e insegnava filosofia, matematica e astronomia.
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Era una donna pagana in un mondo che stava diventando sempre più cristiano: fu ammirata e rispettata anche da intellettuali cristiani, ma anche osteggiata per motivi religiosi e politici.
Morte - Fu forse la prima martire del libero pensiero
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Venne uccisa brutalmente nel 415 d.C. da una folla di fanatici cristiani, sobillata probabilmente da sostenitori del vescovo Cirillo di Alessandria.
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Le fonti (come Socrate Scolastico) raccontano che fu aggredita in strada, trascinata in una chiesa, scarnificata con cocci aguzzi, fatta a pezzi e bruciata. [film: Agorà]
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La sua morte è vista come simbolo della fine del mondo classico, della libertà di pensiero, e della violenza religiosa.
Lavori
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Nessuna sua opera è giunta fino a noi, ma è nota per:
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Commenti a opere di Apollonio (coniche) e Diophanto (aritmetica).
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Probabili interventi editoriali nelle opere del padre Teone.
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Studi di astronomia e strumenti scientifici: si dice abbia migliorato l’astrolabio e costruito un idroscopio.
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Fu più commentatrice e divulgatrice che autrice originale, ma con altissimo livello scientifico.
Perché è considerata filosofa
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Era a capo della scuola neoplatonica di Alessandria: insegnava filosofia platonica, probabilmente in chiave plotiniana (cioè spirituale e mistica).
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Il suo ruolo era simile a quello di una guida morale e intellettuale.
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Dialogava con filosofi, politici e anche cristiani, mantenendo una posizione razionale, etica e dialogante, che incarnava il ruolo classico del filosofo come maestro di vita.
Lo stoicismo è una scuola filosofica fondata da Zenone di Cizio alla fine del IV sec. a.C. ad Atene.
Insegna che:
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il bene supremo è vivere secondo natura e ragione;
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bisogna accettare il destino senza lasciarsi travolgere dalle passioni (apatheia);
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la virtù è l’unico vero bene, sufficiente per la felicità. L'ignoranza è l'unico vero male.
La filosofia è concepita come cura dell’anima e disciplina della vita.
Si chiama così perché i maestri dello stoicismo antico insegnavano ad Atene nel portico dipinto (Stoà Poikile)
| Epoca | Autori principali | Caratteristiche |
|---|---|---|
| Antico (IV-III sec. a.C.) | Zenone di Cizio, Cleante, Crisippo | Fondazione e sistematizzazione della dottrina; enfasi su logica e fisica. |
| Medio (II-I sec. a.C.) | Panezio, Posidonio | Rielaborazione più “aperta”; influenza platonica e aristotelica; attenzione alla vita pratica. |
| Tardo (Romano) (I-II sec. d.C.) | Seneca, Epitteto, Marco Aurelio | Stoicismo morale e pratico; meno sistematico, più personale; filosofia come guida alla vita. |
Logica
Studia il pensiero, il linguaggio, la conoscenza.
→ Serve a distinguere il vero dal falso.
(Esempio: Crisippo sviluppa una teoria dei ragionamenti complessi.)
La Logica e la scienza sono condizioni necessarie a divenire felici. La Logica contiene sia la dialettica (domanda e risposta), sia la retorica (orazioni). La dialettica è composta sia dalla grammatica (studio delle parole), sia la logica in senso stretto (argomentazioni).
I termini singoli e i sofismi non sono né veri né falsi, ma le proposizioni possono esserlo, le argomentazioni, invece, possono essere valide o no.
Nella logica risiede anche la Gnoseologia.
La prima parte della conoscenza è la rappresentazione (che deriva dalla sensazione), dove il soggetto è passivo, ma si attiva nell'accettazione di questa (comprensione / rappresentazione catalettica). Zenone spiega questo processo con la metafora della mano aperta e chiusa.
1. Mano aperta = Rappresentazione (phantasia)
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La mano è aperta e rilassata.
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Questo rappresenta la semplice ricezione di un'impressione: quando vedi o percepisci qualcosa, il tuo animo riceve una "forma", ma ancora non giudichi se sia vera o falsa.
Esempio: Vedi una figura lontana nella nebbia: è solo un'impressione vaga.
2. Mano semichiusa = Assenso (sugkatathesis)
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Le dita cominciano a chiudersi.
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Questo rappresenta l’assenso: l’anima accoglie l'impressione e decide di crederle.
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Attenzione: non è ancora certezza. È un primo "sì, potrebbe essere vero".
Esempio: Guardi meglio e pensi "forse è una persona".
3. Pugno chiuso = Rappresentazione catalettica (katalepsis)
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La mano si chiude completamente in un pugno.
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Questo simboleggia il momento in cui afferri saldamente un'impressione vera, non solo accolta, ma compresa con certezza.
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È la conoscenza sicura di ciò che ti si presenta davanti.
Esempio: Ti avvicini e vedi chiaramente che è tuo fratello: la percezione è inequivocabile.
4. Mano chiusa stretta con l’altra mano = Sapienza (sophia)
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Ora Zenone stringe ancora più forte il pugno con l’altra mano sopra.
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Questo rappresenta la piena sapienza, cioè il saggio:
solo il saggio è capace non solo di afferrare la verità, ma di viverla stabilmente, senza mai sbagliarsi.
Esempio: Non solo riconosci tuo fratello, ma sai come relazionarti a lui con amore, giustizia, coerenza.
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Zenone distingueva, nella gnoseologia (teoria della conoscenza)
- Concetti naturali: avvengono per ripetizione e anticipazione (prolessi)
- Concetti artificiali: prodotti dalla mente con il ragionamento o l'istruzione (ex idee o triangolo)
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Triangolo semantico
Gli stoici dividono il senso delle cose in tre parti fondamentali:
a) il significato: l'immagine mentale di una parola (incorporea)
b) il significante: la parola, corporea nel suo suono ("Casa")
c) l'oggetto reale corrispondente alla parola (la casa sulla collina)
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LOGICA IPOTETICA
Se la logica di Aristotele si basa su termini e proposizioni apofantiche (vere o false); quella degli stoici su basa su proposizioni ipotetiche (Se.... allora)
| Figura | Formula | Spiegazione semplice | Esempio pratico |
|---|---|---|---|
| 1. Modus ponens | Se A allora B; A è vero → B è vero | Se una condizione si verifica, anche l'effetto si verifica. | Se piove, allora mi bagno. Sta piovendo ⇒ mi bagno. |
| 2. Modus tollens | Se A allora B; B è falso → A è falso | Se l'effetto non si verifica, allora nemmeno la condizione iniziale è avvenuta. | Se studio, supero l'esame. Non ho superato l'esame ⇒ non ho studiato. |
| 3. Negazione della congiunzione | Non (A e B); A è vero → B è falso | Se due cose non possono essere vere insieme, e una è vera, allora l'altra è falsa. | Non è vero che sono a casa e in biblioteca. Sono a casa ⇒ non sono in biblioteca. |
| 4. Disgiunzione (prima forma) | A o B; A è falso → B è vero | Se una delle due deve essere vera, e una è falsa, allora l'altra è vera. | O oggi è sabato o oggi è domenica. Oggi non è sabato ⇒ oggi è domenica. |
| 5. Disgiunzione (seconda forma) | A o B; B è falso → A è vero | Come sopra, ma negando l'altra opzione. | O mangio la pizza o mangio la pasta. Non mangio la pasta ⇒ mangio la pizza. |
Simboli
→ significa "se... allora..."
¬ significa "non"
∧ significa "e"
∨ significa "o"
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Per gli stoici i ragionamenti si basano quindi su un procedimento logico che parte da un indizio, forma una premessa evidente, arriva ad una conclusione non evidente.
ex: Se piove mi bagno. Sono bagnato, allora ha piovuto.
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Fisica
Studia la natura dell’universo, che è un cosmo razionale.
→ Il mondo è governato da un principio divino, il Logos.
(Tutto è destino; il fuoco è il principio fondamentale.)
La fisica degli stoici è panteista (dio corrisponde al tutto ossia alla natura) ed è retta da una legge universale e necessaria (Logos). Materialista (esiste solo ciò che ha un corpo, altrimenti non avrebbe reazione o azione). Ottimistica: tutto quel che accade ha un senso (anche il male) perché voluto da Dio e da regole necessarie.
L'universo per gli stoici è ciclico (nasce e muore come per i presocratici) e lo fa però perennemente. Ossia: nasce, cresce, all'apice si distrugge (Ekpyrosis); dunque si riforma (Palingénesi) e tutta la storia si ripete allo stesso modo (Apocatastasi).
Infatti il Logos rimane lo stesso, quindi la storia e l'universo si ripeterà in modo identico.
Il logos è soffio vitale e l'anima è la sua rappresentazione individuale. Essa è costituita da: 5 sensi, ragione (il punto centrale), linguaggio e generazione (seme).
L'uomo per gli stoici è libero sono se riconosce il buon fato del mondo: deve conoscere l'ordine dell'universo e accettarlo (autodeterminazione).
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Etica
Studia come vivere bene.
→ Virtù = vivere secondo ragione = vivere secondo natura.
→ Passioni come ira, paura, desiderio vanno eliminate perché nascono da giudizi errati.
La NATURA tende ad autoconservarsi, così noi. Tendiamo ad avvicinarci a quanto ci giova e allontanarci da quanto ci danneggia.
La natura umana è razionale, e quindi dovremmo cercare di potenziarla il più possibile.
Quella degli stoici è un'etica del dovere: l'uomo deve evitare tentazioni e passioni per seguire la ragione. Ci sono azioni contro ragione (uccidere un innocente), pro ragione (onorare i genitori) e neutrali (alzare una penna).
Per potenziare la ragione ed evitare le tentazioni, devo stare attento alle passioni: piacere e dolori presenti; timori e desideri futuri. Il saggio ricerca l'imperturbabilità.
Per gli stoici è importante vivere con dignità rispettando i doveri umani, e quando non possiamo farlo per sfortuna o circostanze esterne, allora contemplano il suicidio come qualcosa di dignitoso.
La virtù (sapienza) è l'unico bene, e l'ignoranza l'unico male. Fortuna e sfortuna non hanno valore morale ma possono essere positive o negative a livello fisico (ex: ricchezza e povertà).
La virtù è unica ma può essere vista sotto diversi punti di vista, ex fortezza (resilienza), saggezza (umani compiti), giustizia (distribuzione dei beni)
Politicamente, a differenza di Epicuro (vivi nascosto) promuovono un atteggiamento sociale e civile: l'uomo abbisogna degli altri, perché fa parte della stessa legge universale (logos) di cui le leggi positive degli Stati sono una pallida riproduzione, ma regolano la vita in comune.
Gli stoici sono quindi giusnaturalisti e cosmopoliti: credono che le leggi positive dipendano da quella universale.
Metafora della filosofia stoica:
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Logica = recinto che protegge il giardino;
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Fisica = gli alberi del giardino;
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Etica = il frutto che si raccoglie.
| Filosofo | Punti chiave | Stile |
|---|---|---|
| Epitteto (50-130 d.C.) | Ex schiavo; insegna il distacco da tutto ciò che non dipende da noi; insistenza sulla libertà interiore. Sottolinea ciò che possiamo controllare e quanto non possiamo come possibilità di vivere meglio. Approfondimento Epitteto | Dialoghi pratici (Diatribe); raccolta di massime (Manuale). |
| Seneca (4 a.C.-65 d.C.) | Filosofo e politico di Cordoba poi maestro di Nerone; tensione tra ideali stoici e compromessi della vita pubblica; riflessioni su tempo, morte, virtù. Riprende il concetto tripartitico di anima platonica, sottolineando l'imperfezione umana: oscilliamo sempre tra bene e male. | Stile brillante e retorico; Lettere a Lucilio, trattati filosofici. |
| Marco Aurelio (121-180 d.C.) | Imperatore romano; filosofia come diario personale; meditazioni sulla caducità, il dovere, il destino. Riflessione sull'io. Importanza dell'esame di "coscienza" delle nostre giornate allo scopo di migliorarci sempre. | Meditationes (Pensieri): testi brevi, meditativi, rivolti a sé stesso. |
| Aspetto | Scetticismo | Epicureismo | Stoicismo |
|---|---|---|---|
| Fondatore | Pirrone | Epicuro | Zenone di Cizio |
| Obiettivo | Atarassia (imperturbabilità) tramite sospensione del giudizio | Piacere stabile (assenza di dolore) | Virtù e accordo con la natura |
| Conoscenza | È impossibile conoscere con certezza | È possibile conoscere ciò che è necessario per il piacere | È possibile conoscere la verità attraverso la ragione |
| Rapporto con il mondo | Indifferenza verso le opinioni e gli eventi | Ritiro dalla vita pubblica, ricerca della serenità privata | Impegno nel mondo secondo razionalità e dovere |
| Visione degli dèi | Indifferenza, se esistono non si curano di noi | Esistono, ma non si interessano agli uomini | Esiste una Provvidenza razionale che guida tutto |



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