mercoledì 11 luglio 2018

Epicuro, Schema e riassunto

Epicuro (341 – 270 Ac)




Epicuro (in greco anticoἘπίκουροςEpíkouros, “alleato” o “compagno, soccorritore”[1], in latinoEpicurus[2]Samo10 febbraio 342 a.C. – Atene270 a.C.) è stato un filosofo greco antico

« Il male, dunque, che più ci spaventa, la morte, non è nulla per noi, perché quando ci siamo noi non c’è lei, e quando c’è lei non ci siamo più noi. »

La tradizione atomista: Leucippo, Democrito, Epicuro, Lucrezio 


 

 


Tradizione filosofica: l’atomismo (da Democrito e Leucippo)


La vita di Epicuro



http://slideplayer.it/slide/582044/2/images/1/EPICURO+Nasce+a+Samo+nel+341+a.+C.+da+genitori+ateniesi..jpg

La fisica




http://slideplayer.it/slide/548475/1/images/8/La+fisica.jpg
La libertà del Clinamen concede a Epicuro di parlare di libertà umana e di Etica, che era il suo tema preferito e principale. 

In questo si distanzia dal suo maestro Democrito, che invece non lasciava spazio alla libertà o al caso, perché il suo sistema era completamente deterministico e meccanicista.

La logica (Canonica)






Le tre evidenze (sensazioni, concetti o rappresentazioni e piacere e dolore) per Epicuro derivano dal contatto tra atomi e sono sempre vere.

A non essere sempre vere sono le loro combinazioni, che danno origine alle fantasie o alle opinioni.

L’etica e la ricerca della felicità

La felicità è determinata dal ricercare il piacere e dall'evitare il dolore.

http://images.slideplayer.it/1/548475/slides/slide_10.jpg

La filosofia (in particolare l'etica) ha allora come fine la felicità, che si raggiunge attraverso un calcolo saggio e razionale dei piacere e in una medicina (filosofica, appunto) che allontana i timori dell'uomo.

 Il così detto quadrifarmaco è il mezzo per farlo.

Il quadrifarmaco

Paura della morte: se ci siamo noi non c'è lei e viceversa. Non dobbiamo temerla.

Paura delle malattie e del dolore fisico: se è acuto è provvisorio, se lieve è sopportabile; se duraturo ci porta alla morte, e torna il primo farmaco.

Paura degli dei: essi non si occupano della vita degli uomini, perché altrimenti perderebbero la loro beatitudine: non dobbiamo temerli.

Paura della mancanza del piacere: esso è facilmente raggiungibile in quanto connaturato all'uomo (almeno per i piaceri naturali e necessari)
http://notebookitalia.altervista.org/alterpages/quadrifarmaco1.jpg


Infatti, i piaceri possono essere così suddivisi:

I Piaceri (suddivisione e calcolo razionale)

Naturali e Necessari (ex mangiare e bere il giusto)
Naturali e non Necessari (mangiare troppo)
Non Naturali e non Necessari, sono quelli vani (ex fumare)

Epicuro quindi non disdegna i piaceri, ma all'interno di una giusta moderazione.
In realtà per Epicuro anche l'ambizione e la politica sono piaceri vani e causano turbamento, infatti consigliava ai suoi studenti di evitarle, con il motto: "vivi nascosto".

Lettera a Meneceo sulla felicità:


Approfondimento e ripasso sugli atomisti (polynerdeia)



Nessun commento:

Posta un commento

Lavori e attività 2026

 1) Micro conferenze analogiche (senza PC) Scopo. preparare ed esporre una lezione di max 25 minuti alla classe su un argomento specifico: F...