Epicuro (341 – 270 Ac)
Epicuro (in greco antico: Ἐπίκουρος, Epíkouros, “alleato” o “compagno, soccorritore”[1], in latino: Epicurus[2]; Samo, 10 febbraio 342 a.C. – Atene, 270 a.C.) è stato un filosofo greco antico
« Il male, dunque, che più ci spaventa, la morte, non è nulla per noi, perché quando ci siamo noi non c’è lei, e quando c’è lei non ci siamo più noi. »
La tradizione atomista: Leucippo, Democrito, Epicuro, Lucrezio
Tradizione filosofica: l’atomismo (da Democrito e Leucippo)
La vita di Epicuro
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La fisica
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La libertà del Clinamen concede a Epicuro di parlare di libertà umana e di Etica, che era il suo tema preferito e principale.
In questo si distanzia dal suo maestro Democrito, che invece non lasciava spazio alla libertà o al caso, perché il suo sistema era completamente deterministico e meccanicista.
La logica (Canonica)
Le tre evidenze (sensazioni, concetti o rappresentazioni e piacere e dolore) per Epicuro derivano dal contatto tra atomi e sono sempre vere.
A non essere sempre vere sono le loro combinazioni, che danno origine alle fantasie o alle opinioni.
L’etica e la ricerca della felicità
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La filosofia (in particolare l'etica) ha allora come fine la felicità, che si raggiunge attraverso un calcolo saggio e razionale dei piacere e in una medicina (filosofica, appunto) che allontana i timori dell'uomo.
Il così detto quadrifarmaco è il mezzo per farlo.
Il quadrifarmaco
Paura della morte: se ci siamo noi non c'è lei e viceversa. Non dobbiamo temerla.
Paura delle malattie e del dolore fisico: se è acuto è provvisorio, se lieve è sopportabile; se duraturo ci porta alla morte, e torna il primo farmaco.
Paura degli dei: essi non si occupano della vita degli uomini, perché altrimenti perderebbero la loro beatitudine: non dobbiamo temerli.
Paura della mancanza del piacere: esso è facilmente raggiungibile in quanto connaturato all'uomo (almeno per i piaceri naturali e necessari)
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Infatti, i piaceri possono essere così suddivisi:
I Piaceri (suddivisione e calcolo razionale)
Naturali e Necessari (ex mangiare e bere il giusto)
Naturali e non Necessari (mangiare troppo)
Non Naturali e non Necessari, sono quelli vani (ex fumare)
Epicuro quindi non disdegna i piaceri, ma all'interno di una giusta moderazione.
In realtà per Epicuro anche l'ambizione e la politica sono piaceri vani e causano turbamento, infatti consigliava ai suoi studenti di evitarle, con il motto: "vivi nascosto".
Lettera a Meneceo sulla felicità:
Approfondimento e ripasso sugli atomisti (polynerdeia)



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