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domenica 18 maggio 2025

Italia del dopo guerra e Repubblica

 Italia dopo la guerra: la repubblica


1. Italia alla fine della Seconda guerra mondiale (1943–1945)

🔹 Contesto politico e sociale

  • L’Italia esce dalla guerra divisa e distrutta:

    • Sud liberato dagli Alleati;

    • Nord sotto occupazione tedesca e guidato dalla Repubblica Sociale Italiana (RSI) fascista;

    • In tutto il paese agisce la Resistenza, cioè la lotta armata di partigiani antifascisti contro il nazifascismo.

  • Alla fine della guerra: oltre 400.000 morti, infrastrutture distrutte, economia in macerie, fame diffusa.

🔹 Caduta del fascismo

  • 25 luglio 1943: Mussolini è destituito dal Gran Consiglio del Fascismo.

  • 8 settembre 1943: l’Italia firma l’armistizio con gli Alleati → inizia l’occupazione tedesca.

  • 25 aprile 1945: Liberazione dell’Italia dal nazifascismo (Festa della Liberazione).

  • 28 aprile 1945: Mussolini viene catturato e fucilato dai partigiani.


🗳 2. Nascita della Repubblica e suffragio universale (1946)

Dopo la guerra l'Italia è in crisi, in un periodo complicato di alta disoccupazione e difficoltà economiche. Entra nel piano Marshall del presidente americano Truman e riceve (sotto certe regole) il denaro per la ricostruzione.

Le forze politiche del tempo sono diverse e molteplici: i socialisti di Pietro Nenni (divisi in riformatori e rivoluzionari); i comunisti di Palmiro Togliatti, vicini all'URSS, i Cattolici di Alcide de Gasperi, appoggiato dalla Chiesa di Roma. 

Sono rimasti anche pochi fascisti, che confluiscono nel movimento sociale italiano o nel partito monarchico. E perfino "non allineati" dell'uomo qualunque, partito che non ebbe seguito storico.

🔹 Referendum del 2 giugno 1946

  • Gli italiani vengono chiamati a scegliere tra Monarchia e Repubblica (e poi per l'assemblea costituente, incaricata di redigere la legge fondamentale)

  • Voto: 12.7 milioni per la Repubblica, 10.7 milioni per la Monarchia.

  • Vittorio Emanuele III abdica al figlio Umberto II di Savoia a Maggio, la famiglia  va in esilio in Portogalli per l'esito del voto. Nasce la Repubblica Italiana.

  • L'elezione (dove primeggia la DC) vede un'Italia spaccata in due. Un meridione vicino alla chiesa, ma prevalentemente monarchico e filo americano e un settentrione più filo sovietico e repubblicano.

🔹 Primo voto delle donne

  • Per la prima volta, le donne italiane votano (nelle amministrative di marzo e poi al referendum e per l’Assemblea Costituente).

  • Confronto internazionale sul primo voto femminile:

    • 🇳🇿 Nuova Zelanda: 1893 (solo voto, non eleggibilità)

    • 🇫🇮 Finlandia: 1906

    • 🇺🇸 USA: 1920 (19° emendamento)

    • 🇫🇷 Francia: 1944 (voto nel 1945)

    • 🇨🇭 Svizzera: solo nel 1971 (!)

  • L’Italia arriva tardi, ma è tra i primi paesi europei post-bellici a coinvolgere pienamente le donne nella vita politica.


🏛 3. L’Assemblea Costituente e la Costituzione (1946–1948)

🔹 Elezione dell’Assemblea Costituente (2 giugno 1946)

  • Oltre al referendum, si eleggono i membri (556) dell’Assemblea Costituente, incaricata di scrivere la nuova Costituzione.

  • Presenti 21 donne elette, tra cui Nilde Iotti, Teresa Mattei, Lina Merlin.

🔹 Le forze politiche principali

  • Tre grandi forze guidano la transizione democratica:

    • Democrazia Cristiana (DC) – cattolici moderati, ispirati alla dottrina sociale della Chiesa. Primeggia, ma è supportata dalle altre forze.

    • Partito Comunista Italiano (PCI) – marxista, forte nei centri urbani e tra gli operai.

    • Partito Socialista Italiano (PSI) – riformista e laico, alleato inizialmente del PCI.

  • Altri partiti: Partito d’Azione (liberalsocialista), Partito Liberale, monarchici, repubblicani.

  • Il primo Governo è di Alcide De Gasperi, il primo presidente della Repubblica è Enrico De Nicola

  • I comunisti italiani vengono osteggiati "da distante" dall'America (vd piano Marshall)

🔹 Il legame con la Resistenza

  • Molti membri della Costituente erano ex partigiani o antifascisti attivi: la Costituzione è profondamente ispirata dai valori della Resistenza.

  • Lo spirito antifascista diventa un fondamento ideologico e morale della nuova Repubblica.


📜 4. La Costituzione della Repubblica Italiana (entrata in vigore 1 gennaio 1948)

🔹 Caratteristiche principali

  • Democratica: la sovranità appartiene al popolo.

  • Antifascista: vieta la riorganizzazione del partito fascista.

  • Solidale: riconosce diritti sociali e doveri collettivi.

  • Lavorista: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” (art. 1).

  • Eguaglianza: parità tra uomini e donne (art. 3).

  • Pluralista: tutela minoranze, autonomie locali, religioni.

🔹 Struttura

  • Parte I: Diritti e doveri dei cittadini (artt. 1–54)

  • Parte II: Ordinamento della Repubblica (artt. 55–139)

🔹 Principali autori e padri costituenti

  • Alcuni nomi importanti:

    • Alcide De Gasperi (DC)

    • Palmiro Togliatti (PCI)

    • Piero Calamandrei (partito d'azione, poi democratico di sx), Leo Valiani (Azione, poi Radicali), Umberto Terracini (PCI), Giuseppe Dossetti (DC), Nilde Iotti (PCI)


💣 5. La situazione economica e sociale del dopoguerra

🔹 Condizioni di partenza (1945–1947)

  • Disoccupazione diffusa, fame, distruzione industriale.

  • Inflazione alle stelle, mercato nero, emigrazione interna.

  • Nord industriale in ginocchio, Sud agrario e arretrato.

🔹 Ricostruzione e Piano Marshall

  • L’Italia riceve oltre un miliardo di dollari dal Piano Marshall (USA) dal 1948.

  • Nascono grandi opere pubbliche, infrastrutture, rilancio dell’industria.

  • Le grandi imprese pubbliche (IRI, ENI) guidano la crescita.


🏗 6. Verso la stabilizzazione democratica (1948)

🔹 Elezioni del 18 aprile 1948

  • Prima elezione della nuova Repubblica.

  • Forte polarizzazione tra:

    • DC di De Gasperi (anticomunista, filo-occidentale)

    • Fronte Popolare (PCI–PSI)

  • Vittoria netta della DC (48%) → orientamento dell’Italia nel blocco occidentale (NATO, USA).

🔹 Guerra fredda e democrazia cristiana

  • La Guerra Fredda incide profondamente sulla politica interna: esclusione dei comunisti dal governo (1947).

  • L’Italia si stabilizza come democrazia parlamentare occidentale, alleata degli USA.


📌 Riepilogo cronologico sintetico

AnnoEvento
1943Caduta del fascismo – armistizio – inizio Resistenza
1945Fine della guerra – Liberazione – voto alle donne (amministrative)
1946Referendum Monarchia/Repubblica – elezione Assemblea Costituente
1947Trattato di pace – Piano Marshall – crisi tra DC e PCI
1948Entrata in vigore della Costituzione – vittoria della DC alle elezioni



giovedì 20 febbraio 2025

Storia della scuola italiana e normative

 Storia della scuola in Italia




La scuola italiana ha attraversato profonde trasformazioni nel corso dei secoli, passando da un sistema elitario e frammentato a un’istruzione pubblica obbligatoria e inclusiva.

1. Le origini: il Medioevo e il Rinascimento

Durante il Medioevo, l’istruzione era dominata dalla Chiesa, con le scuole monastiche e le scuole cattedrali che formavano il clero e pochi membri della nobiltà. Nel XIII secolo nacquero le prime università (come Bologna e Padova), centri di eccellenza per lo studio del diritto, della medicina e della teologia.

Con il Rinascimento, l’educazione si arricchì delle influenze umanistiche, promuovendo lo studio delle arti liberali, delle lingue classiche e della filosofia.

2. L’età moderna: dall’Illuminismo all’Unità d’Italia

Nel XVIII secolo, con l’Illuminismo, si avviò un processo di laicizzazione della scuola. Riforme come quelle di Maria Teresa d’Austria e Giuseppe II nell’Impero Asburgico introdussero l’istruzione elementare obbligatoria. In Italia, sotto Napoleone, fu introdotta una struttura centralizzata, ispirata al modello francese.

1828: Ferrante Aporti crea un modello per gli asili gratuiti.

Con l’Unità d’Italia (1861), la scuola divenne uno strumento di unificazione nazionale. La legge Casati (1859) stabilì l’istruzione elementare obbligatoria, ma con una forte impronta confessionale e un ruolo ancora dominante della Chiesa.

3. La scuola nel Regno d’Italia

Nel 1877 la legge Coppino aumentò l’obbligo scolastico a tre anni e cercò di contrastare l’analfabetismo, ancora diffuso. Con la riforma Gentile del 1923, voluta dal governo fascista, la scuola divenne fortemente selettiva e gerarchizzata, con un’impronta idealistica e umanistica.

4. Il secondo dopoguerra e la scuola repubblicana

Dopo la caduta del fascismo e con la nascita della Repubblica (1946), la scuola venne democratizzata. La Costituzione del 1948 sancì il diritto all’istruzione e l’obbligo scolastico gratuito. Negli anni ’60 e ’70 vi furono riforme importanti come l’introduzione della scuola media unica (1962) e l’espansione dell’istruzione superiore.

5. La scuola contemporanea

Negli ultimi decenni, la scuola italiana ha subito varie riforme, tra cui la legge Berlinguer (1999), la riforma Moratti (2003), la riforma Gelmini (2008-2010) e la Buona Scuola (2015). Le sfide attuali riguardano la digitalizzazione, l’inclusione e il contrasto alla dispersione scolastica.


Principali leggi relative all’educazione e alla scuola in Italia


1. Legge Casati (1859) (decreto 3725)

Prima grande riforma scolastica italiana, istituì l’obbligo scolastico elementare e regolamentò l’istruzione superiore e universitaria.

Istruzione divisa in inferiore (obbligatoria) e superiore.

(programmazione frontale: 1860: programmi che rimasero per un secolo)

2. Legge Coppino (1877)

Rafforzò l’obbligo scolastico (9 anni) e introdusse sanzioni per i genitori che non mandavano i figli a scuola. Denaro ai comuni per gestire le scuole elementari.

(legge Orlando 1904: obbligo 12 anni)

LEGGE CREDARO: 1911 Più responsabilità dello Stato rispetto ai Comuni; scuole serali, aiuto agli indigenti.

3. Riforma Gentile (1923)

Istituì una scuola selettiva e gerarchica, con centralità della filosofia e della cultura classica, escludendo il pragmatismo e l’educazione tecnica.

Obbligo a 14 anni (5 anni elementari e 3 professionale). Religione obbligatoria, scuole speciali per problemi di vista e udito; programmi umanistici

Divisione licei in: scientifico, magistrale (per l'insegnamento) e esame di Maturità. Solo con il diploma classico si poteva avere l'accesso a tutte le facoltà universitarie.

4. Costituzione Italiana (1948) – Articoli 33 e 34

Garantisce la libertà di insegnamento e il diritto all’istruzione, rendendo l’istruzione obbligatoria e gratuita almeno per la scuola primaria.

Articolo 9:

L'articolo 9 della Costituzione italiana stabilisce che la Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e della ricerca scientifica e tecnica, riconoscendo il valore della cultura e della bellezza come beni da tutelare. Inoltre, tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione, considerandolo un bene comune da preservare per le generazioni future.

Testo: "La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione."

Articolo 33:

L'articolo 33 riguarda la libertà di insegnamento e il diritto all'educazione. Esso stabilisce che l'insegnamento è libero, ma lo Stato può istituire scuole e stabilire indirizzi educativi, garantendo che l'educazione e l'istruzione siano accessibili a tutti. Inoltre, la libertà di insegnamento deve essere compatibile con gli scopi educativi previsti dalla legge.

Testo: "L'arte e la scienza sono libere e libero è l'insegnamento. La Repubblica o gli enti locali provvedono alla creazione di scuole di ogni ordine e grado, e alla regolamentazione dei corsi, garantendo la libertà di insegnamento."

(conseguenza: scuole private, legge di parificazione 62 / 2000)

Articolo 34:

L'articolo 34 stabilisce il diritto all'istruzione per tutti i cittadini. Esso prevede che l'istruzione elementare sia obbligatoria e gratuita per tutti i bambini e che la scuola sia accessibile anche ai ragazzi capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi economici.

Testo: "La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. Gli individui capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di accedere ai gradi più elevati di istruzione."

(Obbligatorietà scuola o meglio istruzione: Moratti 12 anni fino ai 18, ora fino a 16)

Articolo 117:

L'articolo 117 definisce le competenze legislative tra lo Stato e le Regioni. Stabilisce che lo Stato esercita la legislazione esclusiva in determinati settori, come la difesa, la giustizia e la politica estera, mentre le Regioni hanno competenze in materie specifiche, come la sanità e l'istruzione (in ambiti non esclusivi dello Stato). Questo articolo sancisce una ripartizione delle competenze, cercando di trovare un equilibrio tra le esigenze di centralizzazione e quelle di decentramento.

Testo: "La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, con le modalità previste dalla legge."

5. Istituzione della scuola media unica (1962)

Eliminò la separazione tra scuola media inferiore e avviamento professionale, unificando il percorso scolastico fino ai 14 anni.

Legge 444 del 1968 Scuola materna gratuita (dai 3 ai 6 anni)

(20 del 1971: tempo pieno alle elementari e alluni per classe meno di 25.)

Decreto Delegato 31 maggio 1974, n. 416 – Istituzione degli Organi Collegiali

Decreto Delegato 31 maggio 1974, n. 417 – Stato giuridico del personale della scuola

DECRETI attuativi (73 e 74) riguardano il riordino e organizzazione sistema scolastico (organi collegiali, stato giuridico docente, formazione)

(sostegno, prime misure) 118 / 71 e 517 / 77 (Falcucci) Primo ingresso "comune" ai disabili (progressivo) ed eliminati classi speciali o differenziali. Abolizione esame di riparazione alle medie, prime misure sostegno.

(religione non obbligatoria) Accordi Stato Santa sede 1985

(Inclusione, legge quadro 104 / 1992) (H e BES)

La Legge 104/1992 è un pilastro fondamentale della scuola inclusiva in Italia, stabilendo i diritti delle persone con disabilità, promuovendo il loro inserimento nelle classi ordinarie e offrendo un supporto educativo e sociale adatto alle necessità individuali. La legge ha avuto un impatto significativo nel garantire che le persone con disabilità possano esercitare i loro diritti educativi in modo paritario rispetto agli altri studenti.

Testo unico 297 1994 Organi collegiali e diritto allo studio, valutazione docente. Attua i delegati del 1974.

Il D.Lgs. 297/1994 rappresenta ancora oggi una base normativa fondamentale per la scuola italiana, sebbene sia stato aggiornato da successive riforme come:

  • L. 107/2015 (Buona Scuola)
  • D.Lgs. 62/2017 (Valutazione ed Esami)
  • D.Lgs. 66/2017 (Inclusione)

Rimane comunque un punto di riferimento per la regolamentazione della scuola italiana.

Legge 352 / 1995: no esami di riparazioni --> trasformazione in debiti

Legge 425/ 1997 e 1998 L'esame di maturità si caratterizza per 3 prove scritte e una orale e il punteggio passa dai sessantesimi ai centesimi.

Legge 59 / 97: prime tracce di autonomia scolastica 

Riconosce maggiore autonomia alle istituzioni scolastiche, ponendo le basi per il DPR 275/1999, che regolamenta l'autonomia scolastica. (Bassanini) Nell'ottica di uno Stato più federale.

6. Riforma Berlinguer (1999)

Introdusse il ciclo unico della scuola dell’infanzia e l’innalzamento dell’obbligo scolastico.

Il DPR 275/1999 (autonomia e POF) ha segnato l'inizio di un processo di decentralizzazione nell'educazione, con l'intento di rispondere meglio alle esigenze locali e di aumentare l'efficacia del sistema scolastico italiano. L'autonomia scolastica, in questo contesto, ha contribuito a una maggiore personalizzazione e innovazione didattica, pur mantenendo un quadro di uniformità nazionale.

7. Riforma Moratti (2003)

Prevedeva la personalizzazione dei percorsi di studio e l’alternanza scuola-lavoro.

Scuola primaria 5 anni; secondaria 1 grado 3 anni con esame finale. Nuovi licei: economico, tecnologico, musicale, linguistico e scienze umane.

Scuola lavoro (15 a 18 anni), introduzione invalsi e 10 anni di percorso obbligatorio (fino ai 18 anni)

(inclusione) Il Decreto Legge 170/2010 (DSA e PDP)mira a garantire il diritto all'istruzione per gli studenti con DSA, favorendo l'inclusione scolastica attraverso l'adozione di misure che permettano loro di sviluppare appieno le proprie potenzialità, nonostante le difficoltà specifiche nell'apprendimento.

(inclusione) DM n. 8 2013 (BES) L'obiettivo principale della Direttiva Ministeriale 8/2013 è quello di favorire l'inclusione scolastica e migliorare la qualità dell'istruzione per gli studenti che affrontano difficoltà nel loro percorso di apprendimento, garantendo che nessuno venga escluso dal sistema educativo.

8. Riforma Gelmini (2008-2010) 133/ 169 2008

Ridusse il numero di indirizzi scolastici, modificò i programmi e introdusse tagli alla spesa pubblica per la scuola.

Prosegue la Moratti. Reintroduce il maestro unico (non del tutto attuata)

Reintroduzione dei voti numerici nel primo ciclo. (nel 2020 tornerà descrittivo)

Indicazioni nazionali su obbiettivi specifici di apprendimento.

(DPR 122/ 2009: condotta fa media)

DPR 15 / 3/2010 riforma licei: 

DPR 89/2010 – Riforma dei Licei

  • Riduzione delle tipologie di liceo a sei:
    1. Liceo Classico
    2. Liceo Scientifico
    3. Liceo Linguistico
    4. Liceo delle Scienze Umane
    5. Liceo Artistico
    6. Liceo Musicale e Coreutico
  • Rafforzamento delle discipline caratterizzanti per ogni liceo.
  • Introduzione del Liceo delle Scienze Applicate come alternativa senza latino.
Il DPR 80/2013 (Decreto del Presidente della Repubblica del 28 marzo 2013, n. 80) introduce il Sistema Nazionale di Valutazione (SNV) nel sistema scolastico italiano.

9. Legge 107/2015 (Buona Scuola)

Ha previsto il potenziamento dell’alternanza scuola-lavoro, l’autonomia scolastica e nuove modalità di assunzione (e di aggiornamento) degli insegnanti.

Queste riforme hanno plasmato il sistema scolastico italiano, che oggi si confronta con le sfide della globalizzazione, della digitalizzazione e dell’innovazione didattica.

8 Obiettivi applicati:

ampliamento autonomia (il ptof sostituisce il pof) nuove competenze digitali (2019), rafforzata alternanza (poi PCTO) minimo 400 ore tecnici e 200 licei, centralità del dirigente scolastico, nuovo sistema di reclutamento (concorso e cattedre di potenziamento), snellimento procedure disabilità della 104 / 1992, carta docente (500 euro), agevolazioni fiscali

2015 : PTOF

(inclusione e competenze) In sintesi, la Legge 62/2017 punta a rendere la scuola italiana più inclusiva, favorendo l'autonomia delle scuole nella gestione dell'offerta formativa e promuovendo la partecipazione di tutti gli studenti, anche quelli con difficoltà, a una formazione di qualità.

Modifica, con il 741/2017 l'esame finale medie (3 prove scritte medie: italiano, mate, .lingua e orale su elaborato)

ASSI: linguaggi, matematici, scientifico e tecnologici, storico e sociale

(Competenze europee) Il Decreto Ministeriale 8/6/2018 riguarda le competenze chiave per l'apprendimento permanente nell'ambito del sistema educativo italiano. Questo decreto stabilisce le competenze che tutti gli studenti dovrebbero acquisire durante il loro percorso scolastico, con l'obiettivo di prepararli ad affrontare le sfide della vita adulta, a livello professionale e sociale.

Le 8 competenze

  • Competenza alfabetica funzionale: comprendere e utilizzare la lingua in modo efficace.
  • Competenza matematica e competenze di base in scienza e tecnologia.
  • Competenza digitale: capacità di utilizzare tecnologie digitali in modo critico e sicuro.
  • Competenza in lingua straniera: sapere comunicare in lingue diverse dalla propria.
  • Competenza sociale e civica: comprendere e partecipare attivamente alla vita sociale e politica.
  • Senso di iniziativa e imprenditorialità: sviluppare l'abilità di trasformare le idee in azioni.
  • Consapevolezza e espressione culturale: comprendere, apprezzare e partecipare alla cultura e alle arti.
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    (orientamento continuo) La Legge 145/2018 ha l'obiettivo di trasformare l'orientamento scolastico in un processo continuo e integrato, che accompagna gli studenti durante tutto il loro percorso educativo. Essa mira a rendere l'orientamento più personalizzato, collaborativo (con il coinvolgimento delle famiglie, delle aziende e delle istituzioni) e tecnologico, favorendo un approccio che risponda alle esigenze e alle potenzialità individuali degli studenti.

    Si attuano 30 ore di orientamento: per le secondarie secondo grado sono extracurricolari al biennio e curriculari nel triennio.

    Istituti professionali (PFI studente: progetto formativo individuale): decreto legge 61 / 2017

    Esame di maturità: 62/2017: prima prova tema, seconda 2 materie specifiche, colloquio orale. Obbligo PCTO (ora 90 ore licei, 150 tecnici e 210 professionali)e INVALSI.

    Il D.Lgs. 66/2017 riguarda "Norme per la promozione dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità" ed è uno dei decreti attuativi della Legge 107/2015 (Buona Scuola). (2021 25 ore di sostegno per curricolari)

    Legge 71 2017 Cyberbullismo (referente scolastico e procedura di ammonimento)

    (educazione civica) Legge 92 / 2019: da agenda 2030: sostenibilità, costituzione, diritto, digitalizzazione, in teoria si sviluppa come un progetto unitario di più docenti con un coordinatore.

    Ore dedicate: almeno 33 ore annue, integrate nel monte orario esistente.


    2022 (ministero istruzione e merito)

    10 / 11 / 2022 Linee guida sul profilo di funzionamento ICF

    (inclusione, gli etc) Decreto Ministeriale 153/2023: aggiorna le disposizioni relative al Gruppo di Lavoro Operativo per l'Inclusione (GLO) e fornisce nuove linee guida per l'inclusione scolastica.

    Legge 79 2022 (percorsi di abilitazione 60 CFU)

    29/7/2024 specializzazione sostegno su INDIRE


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    AGENDA 2030

    L'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, adottata dall'ONU nel 2015, include tra i suoi 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS), l'Obiettivo 4 (OSS 4), che riguarda specificamente l'istruzione. Questo obiettivo si propone di garantire un'istruzione di qualità inclusiva e equa e di promuovere opportunità di apprendimento per tutti, per contribuire allo sviluppo sostenibile. I principali propositi dell'Agenda 2030 per l'istruzione sono:

    1. Accesso universale all'istruzione: garantire che ogni persona, indipendentemente dalla sua condizione sociale, economica o di genere, abbia accesso a un'istruzione di qualità durante tutta la vita.

    2. Educazione inclusiva e equa: promuovere un'istruzione che rispetti le diversità e che permetta a tutti gli studenti di raggiungere il loro pieno potenziale, indipendentemente da disabilità, background culturale o altre discriminazioni.

    3. Migliorare le competenze e le opportunità di apprendimento: garantire che gli studenti acquisiscano competenze fondamentali, come la lettura, la scrittura, e la matematica, ma anche competenze trasversali come il pensiero critico, l'alfabetizzazione digitale, e la cittadinanza globale.

    4. Sostenibilità e apprendimento per tutta la vita: promuovere l'apprendimento permanente per tutti, incoraggiando lo sviluppo delle competenze necessarie per affrontare le sfide sociali, economiche e ambientali.

    5. Uguaglianza di genere: eliminare le disuguaglianze di genere nell'accesso all'istruzione e favorire l'empowerment delle donne e delle ragazze attraverso l'educazione.

    6. Miglioramento delle infrastrutture scolastiche: garantire che le scuole siano adeguatamente attrezzate e che gli insegnanti siano formati e supportati per affrontare le esigenze educative degli studenti in modo efficace.

    In sintesi, l'Agenda 2030 per l'istruzione si concentra su qualità, equità e accesso universale, cercando di creare un sistema educativo che non solo prepari gli studenti per il lavoro e la vita, ma che contribuisca anche a una società più sostenibile e giusta.



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    ORGANI COLLEGIALI INTERNI ALLA SCUOLA

    1) Consiglio di Istituto (CdI)

    Composizione: Dirigente scolastico, rappresentanti di docenti, genitori, studenti (nelle scuole secondarie di II grado) e personale ATA.
    Funzione:

    • Approva il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF).
    • Gestisce il bilancio e le risorse economiche della scuola.
    • Delibera su regolamento d’istituto, uscite didattiche e criteri generali dell’organizzazione scolastica.

    2) Giunta Esecutiva

    Composizione: Una parte del CdI (Dirigente Scolastico, DSGA e un rappresentante per ogni componente: docenti, genitori, studenti e ATA).
    Funzione:

    • Predispone il programma finanziario da sottoporre al CdI.
    • Esegue le delibere del CdI.

    3) Collegio dei Docenti (CdD)

    Composizione: Tutti i docenti della scuola, presieduto dal Dirigente Scolastico.
    Funzione:

    • Delibera sull’organizzazione didattica.
    • Predispone e aggiorna il PTOF.
    • Decide sulle sperimentazioni didattiche.
    • Esamina l’andamento disciplinare degli studenti.

    4) Comitato per la Valutazione dei Docenti

    Composizione: Dirigente Scolastico, docenti eletti dal CdD, un rappresentante dei genitori o studenti (nelle superiori).
    Funzione:

    • Valuta il periodo di prova dei docenti neoassunti.
    • Formula criteri per la valorizzazione del merito docente.

    5) Consiglio di Classe (CdC)

    Composizione: Tutti i docenti della classe, due rappresentanti dei genitori (nelle scuole primarie e secondarie di I grado) e degli studenti (nelle secondarie di II grado).
    Funzione:

    • Monitora l’andamento didattico e disciplinare della classe.
    • Formula proposte per la programmazione didattica.
    • Esamina i casi di difficoltà degli studenti e propone misure di supporto.

    6) Consiglio di Interclasse (Scuola Primaria) / Consiglio di Intersezione (Scuola dell’Infanzia)

    Composizione: Docenti di più classi (interclasse) o sezioni (intersezione), con rappresentanti dei genitori.
    Funzione:

    • Coordina e pianifica l’attività didattica per classi parallele o sezioni diverse.
    • Analizza problematiche educative e propone soluzioni.

    7) Consiglio di Dipartimento (CdD o Dipartimenti Disciplinari)

    Composizione: Docenti della stessa area disciplinare (es. Dipartimento di Matematica, Italiano, Lingue).
    Funzione:

    • Coordina la programmazione didattica per le discipline affini.
    • Definisce criteri di valutazione e obiettivi didattici.
    • Propone attività di aggiornamento per i docenti.

    8) Organo di Garanzia Interno

    Composizione: Dirigente Scolastico, docenti, genitori e studenti (nelle scuole superiori).
    Funzione:

    • Esamina i ricorsi degli studenti su provvedimenti disciplinari.

    9) Assemblea degli Studenti

    Composizione: Tutti gli studenti della scuola.
    Funzione:

    • Discutere tematiche di interesse scolastico e proporre iniziative.

    10) Assemblea dei Genitori

    Composizione: Tutti i genitori della scuola.
    Funzione:

    • Discutere proposte e problematiche legate alla scuola e all’educazione degli studenti.

    Questi organi garantiscono la partecipazione democratica nella scuola e favoriscono il coinvolgimento di tutte le componenti scolastiche.

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    Organi istituzionali esterni alla scuola


    1) Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

    • Definisce le linee guida nazionali per il sistema scolastico.
    • Stanzia fondi e risorse per la scuola.
    • Coordina gli esami di Stato, la formazione dei docenti e le riforme scolastiche.

    2) Uffici Scolastici Regionali (USR)

    • Sono articolazioni periferiche del Ministero dell’Istruzione a livello regionale.
    • Coordinano e supervisionano le scuole sul territorio.
    • Si occupano di organici, mobilità e gestione del personale scolastico.

    3) Uffici Scolastici Provinciali (USP) – Ex Provveditorati agli Studi

    • Hanno competenza provinciale e operano sotto la direzione dell’USR.
    • Si occupano della gestione delle scuole, assegnazione del personale, vigilanza e supporto.

    4) INVALSI (Istituto Nazionale per la Valutazione del Sistema Educativo di Istruzione e Formazione)

    • Elabora e somministra le prove INVALSI per monitorare il livello di apprendimento degli studenti.
    • Fornisce dati statistici sul sistema scolastico italiano.

    5) INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa)

    • Supporta la formazione e l’aggiornamento dei docenti.
    • Promuove la sperimentazione di nuove metodologie didattiche.
    • Collabora con le scuole per l’innovazione educativa.

    6) CNPI (Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione) – ora CSPI

    • CSPI (Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione) è l’attuale organo consultivo del Ministero dell’Istruzione.
    • Fornisce pareri su riforme, regolamenti e progetti scolastici.

    7) Regioni e Enti Locali (Comuni e Province)

    • Regioni: gestiscono la formazione professionale e l’edilizia scolastica.
    • Province e Città Metropolitane: si occupano delle scuole secondarie di secondo grado (licei, istituti tecnici e professionali).
    • Comuni: gestiscono le scuole dell’infanzia e primarie (mensa, trasporti, edifici scolastici).

    8) CTS (Centri Territoriali di Supporto) e CTI (Centri Territoriali per l’Inclusione)

    • Forniscono consulenza e risorse per il supporto agli studenti con BES e DSA.
    • Collaborano con scuole e famiglie per l’inclusione.

    Questi organi lavorano insieme per garantire il funzionamento, la qualità e l’innovazione del sistema scolastico italiano.



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     Linee Ministeriali per la Scuola

    Il Ministero stabilisce le linee guida per il funzionamento del sistema scolastico. Alcuni riferimenti chiave:

    🔹 Indicazioni Nazionali per il Curricolo (2012, aggiornate 2018) → Definiscono gli obiettivi formativi per il primo ciclo di istruzione.
    🔹 Riforma della Scuola Secondaria (D.Lgs. 61/2017) → Ha riorganizzato l'istruzione professionale.
    🔹 Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) → Promuove la digitalizzazione dell’insegnamento.
    🔹 Linee guida per l’inclusione (DM 182/2020) → Nuove regole per il PEI e per l’inclusione scolastica.
    🔹 Legge 107/2015 (Buona Scuola) → Ha introdotto l’organico dell’autonomia, l’alternanza scuola-lavoro (ora PCTO) e il merito per i docenti.
    🔹 Linee guida per l’orientamento scolastico (DM 328/2022) → Nuove modalità per supportare gli studenti nella scelta del percorso di studi.


    Autonomia Scolastica

    🔹 Introdotta dal D.P.R. 275/1999, permette a ogni scuola di personalizzare la propria offerta formativa nel rispetto delle Indicazioni Nazionali.
    🔹 Si articola in quattro aree:

    • Autonomia didattica → Flessibilità nei curricoli e nei metodi di insegnamento.
    • Autonomia organizzativa → Organizzazione interna delle attività scolastiche.
    • Autonomia di ricerca e innovazione → Sperimentazioni didattiche e metodologiche.
    • Autonomia gestionale e finanziaria → Possibilità di ottenere finanziamenti e gestire risorse.
      🔹 Si realizza attraverso il Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF).
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     Linee Europee per la Scuola

    L’Unione Europea fornisce indirizzi strategici per i sistemi educativi:

    🔹 Strategia Europa 2020 → Obiettivo di ridurre l’abbandono scolastico sotto il 10% e migliorare le competenze degli studenti.
    🔹 Quadro Europeo delle Competenze Chiave (Raccomandazione UE 2018) → Stabilisce 8 competenze fondamentali (es. alfabetizzazione, competenze digitali, imprenditorialità).
    🔹 Programma Erasmus+ → Favorisce la mobilità di studenti e insegnanti.
    🔹 Piano d'Azione per l'Istruzione Digitale (2021-2027) → Sostiene l'uso della tecnologia nella didattica.
    🔹 Garanzia Giovani → Aiuta i giovani tra i 15 e i 29 anni a inserirsi nel mondo del lavoro.
    🔹 Quadro Europeo per la Qualità dell'Istruzione e Formazione Professionale (EQAVET) → Promuove standard comuni nella formazione tecnica e professionale.

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    Riforme strutture istituti scuole secondarie superiori

    a) Istituti Professionali:

    • Decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 87: regolamento per il riordino degli istituti professionali.
    • Direttiva Ministeriale n. 5 del 16 gennaio 2012: fornisce linee guida per il secondo biennio e il quinto anno degli istituti professionali, delineando i percorsi formativi e gli obiettivi specifici di apprendimento.

    b) Licei:

    • Decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 89: regolamento per il riordino dei licei, definendo gli indirizzi di studio e gli obiettivi specifici di apprendimento.

    c) Istituti Tecnici:

    • Decreto del Presidente della Repubblica 15 marzo 2010, n. 88: regolamento per il riordino degli istituti tecnici.
    • Direttiva Ministeriale n. 4 del 16 gennaio 2012: fornisce linee guida per il secondo biennio e il quinto anno degli istituti tecnici, specificando i percorsi formativi e gli obiettivi di apprendimento.

    d) Esame di Maturità:

    • Decreto Legislativo 62/2017: riforma le modalità di svolgimento dell'esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione, introducendo nuove disposizioni su prove e criteri di valutazione.
    • Aggiornamento: Le ultime modifiche all'Esame di Maturità sono contenute nell'Ordinanza Ministeriale del 26 gennaio 2024, che disciplina l'Esame di Stato per l'anno scolastico 2023/2024.
    LINEE GUIDA ORIENTAMENTO

    Le "Linee guida per l'orientamento" sono state adottate con il Decreto Ministeriale n. 328 del 22 dicembre 2022.
    Linee Guida per l'Orientamento Permanente: documento che promuove l'orientamento come processo continuo durante tutto il percorso formativo e professionale, fornendo indicazioni per supportare gli studenti nelle scelte educative e lavorative.

    Percorsi per le Competenze Trasversali e per l'Orientamento (PCTO):

    • Legge 145/2018, art. 1, comma 785: ridefinisce l'alternanza scuola-lavoro come PCTO, stabilendo un monte ore minimo di 90 ore per i licei, 150 ore per gli istituti tecnici e 210 ore per gli istituti professionali nel triennio finale.
    • Decreto Ministeriale 774/2019: adotta le linee guida per i PCTO, fornendo indicazioni operative per la progettazione, realizzazione e valutazione dei percorsi

    Numero minimo e massimo alunni delle classi iniziali:

    Il numero minimo e massimo di alunni per classe è stabilito dal DPR 81/2009, con alcune modifiche successive. Di seguito i limiti per i diversi ordini scolastici, con e senza alunni con disabilità.


    1) Scuola dell'Infanzia

    • Sezione ordinaria: minimo 18, massimo 26 alunni.
    • Con alunni con disabilità: massimo 20 alunni.

    2) Scuola Primaria

    • Classe ordinaria: minimo 15, massimo 26-27 alunni.
    • Con alunni con disabilità: massimo 20 alunni.

    3) Scuola Secondaria di Primo Grado (Medie)

    • Classe ordinaria: minimo 18, massimo 27 alunni.
    • Con alunni con disabilità: massimo 20 alunni.

    4) Scuola Secondaria di Secondo Grado (Superiori)

    • Classe ordinaria: minimo 15, massimo 30-31 alunni.
    • Con alunni con disabilità: massimo 22-25 alunni (dipende dall’indirizzo di studio).

    Casi particolari

    • Le classi iniziali possono essere formate con numeri inferiori ai minimi solo in scuole con un numero ridotto di iscritti, in zone montane o con particolari condizioni territoriali.
    • La presenza di più alunni con disabilità può ridurre ulteriormente il numero massimo, su decisione dell’Ufficio Scolastico Regionale (USR).


    Approfondimenti: 

    Ricerca piccole scuole: le fonti della storia della scuola

    https://imparareadimparare.blogspot.com/2024/10/fonti-esempio-storia-della-scuola-e.html

    Lavori e attività 2026

     1) Micro conferenze analogiche (senza PC) Scopo. preparare ed esporre una lezione di max 25 minuti alla classe su un argomento specifico: F...