Storia di Roma: le origini
TRA STORIA E LEGGENDA:
Le Origini di Roma Antica
Le origini di Roma sono un intreccio tra mito e realtà storica. Secondo la tradizione, Roma fu fondata nel 753 a.C. da Romolo, ma la sua nascita si inserisce in un contesto più ampio di sviluppo dei popoli italici, in particolare i Latini, gli Etruschi e i Sabini.
1. Il Mito della Fondazione di Roma
Secondo la leggenda, narrata da Virgilio nell’Eneide e da Tito Livio, Roma ebbe origini divine:
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Enea, principe troiano, dopo la distruzione di Troia (XII sec. a.C.), giunse nel Lazio e sposò Lavinia, figlia del re Latino, fondando la città di Lavinium.
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Il figlio di Enea, Ascanio (Iulo), fondò Alba Longa, città da cui discese la dinastia dei re albani.
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Uno di questi re, Numitore, fu deposto dal fratello Amulio, che costrinse la figlia di Numitore, Rea Silvia, a diventare vestale per impedirle di avere eredi.
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Tuttavia, Rea Silvia ebbe due gemelli, Romolo e Remo, generati dal dio Marte.
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Amulio ordinò di abbandonarli nel Tevere, ma i due neonati furono salvati e allattati da una lupa, fino a essere cresciuti da un pastore, Faustolo.
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Da adulti, uccisero Amulio e decisero di fondare una nuova città sul Palatino.
🔹 La nascita di Roma
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Nel 753 a.C., Romolo tracciò il pomerium (confine sacro della città), ma Remo lo oltrepassò per scherno, venendo ucciso.
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Romolo divenne così il primo re di Roma.
2. Contesto Storico: l'Italia Prima di Roma
Roma non nacque nel vuoto, ma in un'area abitata da diversi popoli:
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Latini → Vivevano nel Lazio e parlavano una lingua indoeuropea.
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Etruschi → Potente civiltà del centro Italia (Etruria), influenzarono Roma nell’arte, religione e politica.
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Sabini → Popolazione montana vicina ai Latini (da cui deriva il famoso "Ratto delle Sabine").
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Umbri, Sanniti, Osci → Popoli italici del centro-sud.
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Greci → Presenti nelle colonie della Magna Grecia (Taranto, Napoli, Cuma, ecc.).
L’area del Lazio era abitata da piccole comunità agricole organizzate in villaggi, spesso in conflitto tra loro. Roma emerse come una delle tante città-stato latine, ma la sua posizione strategica (vicino al fiume Tevere e alla via del sale) le permise di crescere rapidamente.
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La Roma delle Origini (Villaggio e Monarchia, 753-509 a.C.)
🔹 Società Arcaica
Roma nacque come un piccolo villaggio sul Palatino, con capanne di paglia e un’economia basata sull’agricoltura e la pastorizia.
🔹 Influenza etrusca (VII-VI sec. a.C.)
Nel periodo monarchico, Roma subì un forte influsso etrusco, specialmente sotto i re della dinastia Tarquinia (Tarquinii).
Gli Etruschi portarono:
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Tecniche urbanistiche (costruzione di mura, fognature come la Cloaca Maxima).
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Religione e divinazione.
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Simboli del potere (fasci littori, trono curule).
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Strutture politiche (influenza sulla figura del re e del Senato).
IL PERIODO MONARCHICO (753 AC / 509 AC)
Il Periodo Monarchico di Roma (753-509 a.C.)
Il periodo monarchico di Roma va dalla fondazione della città (753 a.C.) fino all’istituzione della Repubblica (509 a.C.). Secondo la tradizione, durante questa fase Roma fu governata da sette re, alcuni di origine latina e sabina, altri etruschi.
Questa fase della storia di Roma è mista tra mito e realtà: non abbiamo fonti dirette contemporanee, e molti storici ritengono che alcuni re siano personaggi leggendari, forse simbolo di processi storici avvenuti realmente (come la fusione tra Latini, Sabini ed Etruschi).
L’ultimo re, Tarquinio il Superbo, fu deposto nel 509 a.C., portando alla nascita della Repubblica.
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I Sette Re di Roma: Chi erano e cosa hanno fatto
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Romolo (753-717 a.C.) – LEGGENDA
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Fondatore di Roma, stabilì le prime istituzioni (Senato, Comizi curiati).
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Protagonista del Ratto delle Sabine, per aumentare la popolazione romana.
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Scomparve misteriosamente e fu divinizzato come Quirino.
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Numa Pompilio (717-673 a.C.) – LEGGENDA
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Re sabino, noto per la riforma religiosa di Roma.
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Istituì il collegio dei Pontefici e il culto di Vesta con le Vestali.
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Si dice che fosse ispirato dalla ninfa Egeria.
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Tullo Ostilio (673-641 a.C.) – FORSE REALE
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Re guerriero, espanse Roma combattendo contro Alba Longa (Duello tra Orazi e Curiazi).
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Distrusse Alba Longa e integrò i suoi abitanti a Roma.
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Morì colpito da un fulmine, segno della collera di Giove.
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Anco Marzio (641-616 a.C.) – FORSE REALE
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Nipote di Numa, equilibrò guerra e religione.
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Fondò Ostia, primo porto di Roma.
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Costruì il ponte Sublicio sul Tevere.
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Tarquinio Prisco (616-578 a.C.) – PROBABILMENTE REALE (Etrusco)
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Primo re di origine etrusca, portò a Roma cultura e ingegneria etrusca.
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Costruì la Cloaca Maxima, il Circo Massimo e il primo Foro.
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Fu assassinato dai figli di Anco Marzio.
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Servio Tullio (578-534 a.C.) – FORSE REALE (Etrusco)
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Di umili origini, si dice fosse nato da una schiava.
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Riformò l’esercito e divise i cittadini in classi sociali basate sulla ricchezza.
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Costruì le Mura Serviane per difendere Roma.
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Ucciso dalla figlia Tullia e dal genero Tarquinio il Superbo.
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Tarquinio il Superbo (534-509 a.C.) – PROBABILMENTE REALE (Etrusco)
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Ultimo re, tiranno e dispotico.
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Costruì il Tempio di Giove Capitolino.
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Fu cacciato nel 509 a.C. dopo lo stupro di Lucrezia da parte di suo figlio Sesto Tarquinio → inizio della Repubblica.
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Conclusione
Il periodo monarchico fu una fase di crescita e trasformazione per Roma, da piccolo villaggio a città importante. Sebbene molti re siano probabilmente leggendari, la loro storia riflette processi reali: l'espansione territoriale, la fusione di culture (latina, sabina ed etrusca) e le prime istituzioni politiche e religiose che influenzeranno la futura Repubblica.
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La società: patrizi e plebei
Descrizione di Patrizi e Plebei
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Patrizi: I patrizi erano le famiglie nobili e aristocratiche di Roma, appartenenti a una classe sociale privilegiata. Erano i discendenti dei fondatori di Roma e avevano il diritto esclusivo di ricoprire le alte cariche pubbliche, come i consoli, i senatori e i sacerdoti. I patrizi avevano un grande potere politico, economico e religioso e godevano di una posizione preminente nella società romana. La loro influenza era supportata dalla proprietà terriera, dalla discendenza e dalla prestigiosa partecipazione alle istituzioni politiche.
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Plebei: I plebei, invece, erano i cittadini comuni di Roma, che non appartenevano alla classe patrizia. Originariamente, i plebei erano esclusi dalle cariche pubbliche e dalle decisioni politiche principali. Erano agricoltori, artigiani e mercanti, ma senza molta terra o ricchezza. Sebbene inizialmente non avessero pari diritti rispetto ai patrizi, la loro importanza crebbe nel corso del tempo, soprattutto grazie alle lotte sociali che permisero loro di acquisire più diritti politici e giuridici.
APPROFONDIMENTI
(Il celebre ratto delle Sabine, compiuto da Romolo, poco dopo la fondazione di Roma del 753 a.C., nel dipinto di Pietro da Cortona)
Il Ratto delle Sabine (ca. 750 a.C.)
Il Ratto delle Sabine è un episodio mitologico che, secondo la leggenda, sarebbe avvenuto pochi anni dopo la fondazione di Roma (753 a.C.).
Motivazione
Romolo, il primo re di Roma, si rese conto che la popolazione della città era composta quasi esclusivamente da uomini. Per garantire la crescita della comunità, era necessario trovare delle donne. Tuttavia, i popoli vicini (Sabini, Latini ed Etruschi) rifiutarono di concedere le loro figlie in matrimonio ai Romani.
Lo stratagemma di Romolo
Romolo organizzò una grande festa religiosa dedicata a Nettuno e invitò i popoli vicini, in particolare i Sabini. Durante la celebrazione, al segnale concordato, i Romani rapirono le giovani sabine e le portarono via per sposarle con rito romano.
La reazione dei Sabini e la guerra
I Sabini, guidati dal loro re Tito Tazio, organizzarono un esercito per vendicare l’offesa. Dopo vari scontri, arrivarono a Roma e si combatté una grande battaglia nel Foro Romano.
L’intervento delle Sabine
Le donne sabine, ormai mogli e madri di figli romani, si interposero tra i due eserciti, supplicando i loro padri e fratelli di fermare la guerra per il bene delle famiglie che avevano formato. Grazie a questo gesto, venne stipulata una pace e i Sabini si unirono ai Romani, fondando un unico popolo.
Conseguenze
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I Sabini entrarono a far parte di Roma.
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Tito Tazio governò assieme a Romolo per un breve periodo.
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La fusione tra Romani e Sabini rafforzò Roma e ne aumentò la popolazione.
Il Duello tra Orazi e Curiazi (circa. 670 a.C.)
L’episodio degli Orazi e Curiazi è una leggenda che risale al regno del terzo re di Roma, Tullo Ostilio (673-641 a.C.), e riguarda la guerra tra Roma e Alba Longa, una città latina rivale.
Contesto storico
Roma e Alba Longa erano in conflitto per il dominio sulla regione del Lazio. Per evitare una guerra su larga scala, i due popoli decisero di risolvere la contesa con un duello tra campioni.
I Campioni scelti
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Per Roma: i tre fratelli Orazi.
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Per Alba Longa: i tre fratelli Curiazi.
Il Duello
Il combattimento ebbe luogo davanti agli eserciti schierati. All'inizio, i Curiazi ferirono gravemente due degli Orazi, che morirono. Il terzo Orazio, rimasto solo, fuggì strategicamente, facendo sì che i tre Curiazi lo inseguissimo separandosi. A quel punto, li affrontò e li uccise uno per uno, vincendo per Roma.
Il ritorno a Roma e la tragedia familiare
Tornato in città da eroe, l’ultimo Orazio trovò la sorella piangere per la morte di uno dei Curiazi, che era il suo promesso sposo. Furioso per il suo "tradimento", l’Orazio la uccise con la spada, accusandola di anteporre l’amore al dovere verso Roma.
Processo e perdono
L’Orazio fu processato per omicidio, ma il padre e il popolo chiesero la sua grazia, considerando il suo gesto giustificabile in nome dell'onore della patria. Alla fine, fu assolto, ma dovette compiere un rituale di purificazione.
Conseguenze
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Roma sottomise Alba Longa, che divenne sua alleata.
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L’episodio esaltò il valore della virtù romana, in cui il dovere verso la patria veniva prima dei sentimenti personali.
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Fu un mito di fondazione del militarismo e del patriottismo romano.





