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domenica 18 maggio 2025

Scenari contemporanei dagli anni '70

 Scenari contemporanei dagli anni 70




Dopo la crescita economica degli anni '60, il mondo occidentale, specie coloro che in quel periodo non erano muniti di petrolio si trovano ad affrontare la crisi degli anni '70.

In seguito alla guerra dei Kippur tra arabi e Israele (1973) gli stati arabi dell’OPEC (organizzazione intergovernativa di paesi esportatori di petrolio) quadruplicarono il prezzo del petrolio e imposero un embargo contro i paesi filo-israeliani.

La crisi petrolifera del 1973 fu un evento epocale che scosse le economie occidentali. In Italia provocò un’ondata di austerità, difficoltà economiche e trasformazioni politiche. A livello europeo, accelerò la consapevolezza della necessità di integrazione e cooperazione economica, ponendo le basi per le successive tappe dell’Unione Europea e della sua politica energetica.

In Italia si provò a razionare l'energia e promuovere le domeniche a piedi, ma erano solo tentativi accessori e marginali e per uscire dalla crisi ci volle un decennio.


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Gli anni Settanta del Novecento sono un decennio denso di tensioni, svolte e drammi, che segnano profondamente la politica, l’economia e la società su scala globale. Partendo dalla crisi petrolifera del 1973, questo periodo vede l’emergere di nuove paure e il declino di vecchie certezze, mentre la Guerra Fredda assume forme diverse ma non meno pericolose.


🛢 1. Crisi economica e radicalizzazione politica in Europa e nel mondo

La crisi petrolifera del 1973, conseguenza della guerra del Kippur e dell’embargo imposto dai Paesi arabi, sconvolge l’economia mondiale. Dopo decenni di crescita, l’Occidente entra in stagflazione: alta inflazione e recessione. Il benessere perde stabilità, e con esso anche la fiducia nella democrazia parlamentare.

In molti paesi si crea un clima di polarizzazione politica. Gruppi estremisti di destra e sinistra si diffondono:

  • In Germania nascono i terroristi della RAF (Rote Armee Fraktion), guidati da Andreas Baader e Ulrike Meinhof.

  • In Italia agiscono le Brigate Rosse, mentre a destra si affermano gruppi neofascisti violenti (es. Ordine Nuovo).

  • In Medio Oriente, l’OLP e altri gruppi palestinesi radicali adottano il terrorismo internazionale.

  • Anche in Giappone e in America Latina si sviluppano militanze armate di estrema sinistra o di matrice nazionalista.


🇮🇹 2. La strategia della tensione in Italia

In Italia, la tensione politica si intreccia con strategie oscure.

Dal 1969 inizia un periodo segnato da attentati sanguinosi. L’episodio simbolo è la strage di Piazza Fontana (Milano, dicembre 1969), attribuita inizialmente agli anarchici, ma successivamente legata a settori dell’estrema destra e apparati deviati dello Stato.

Questo fenomeno è noto come strategia della tensione: attraverso il terrore e il caos, si intendeva spingere l’opinione pubblica verso una svolta autoritaria, per timore del comunismo.

Si susseguono altre stragi:

  • Piazza della Loggia (Brescia, 1974),

  • il treno Italicus (1974),

  • e la più grave, la strage alla stazione di Bologna (1980).


3. Il compromesso storico

In questo contesto drammatico, il leader della DC Aldo Moro e quello del PCI Enrico Berlinguer promuovono il cosiddetto compromesso storico: un accordo tra cattolici e comunisti per una collaborazione istituzionale.

Berlinguer, dopo aver condannato l’invasione sovietica della Cecoslovacchia nel 1968, propone una via “europea” al socialismo, autonoma da Mosca. In cambio, Moro sostiene l’ingresso del PCI nell’area di governo, per rafforzare la democrazia e isolare le frange estremiste.


🟥 4. Il sequestro e l’uccisione di Aldo Moro (1978)

Questo progetto viene tragicamente interrotto il 16 marzo 1978, quando le Brigate Rosse rapiscono Aldo Moro in via Fani, uccidendo gli uomini della sua scorta. Dopo 55 giorni di prigionia, Moro viene assassinato il 9 maggio 1978.

La vicenda sconvolge l’Italia: lo Stato rifiuta ogni trattativa, mentre le BR dichiarano guerra alle “istituzioni borghesi”. Il compromesso storico si arresta; la tensione politica resta altissima.


🇺🇸 5. Le crisi degli Stati Uniti: un impero in difficoltà

Gli USA vivono negli anni ’70 una crisi multipla:

a) Crisi energetica

Come l’Europa, anche gli USA sono colpiti dalla crisi petrolifera, che danneggia l’economia e produce disoccupazione, inflazione e perdita di fiducia.

b) Guerra del Vietnam

Conclusa nel 1975 con il ritiro americano e la caduta di Saigon, la guerra è una grave sconfitta militare e morale. L’opinione pubblica è scioccata dai massacri (come My Lai) e dalle menzogne dei governi.

c) Scandalo Watergate

Nel 1974, il presidente Richard Nixon si dimette a seguito dello scandalo Watergate, un caso di spionaggio politico e insabbiamento. È la prima volta che un presidente USA si dimette: un colpo durissimo alla fiducia nelle istituzioni.

d) Rivoluzione iraniana (1979)

Nel 1979, l’ayatollah Khomeini guida la rivoluzione islamica in Iran, rovesciando lo Shah filo-occidentale. Gli USA perdono un alleato chiave e affrontano una crisi degli ostaggi a Teheran che dura 444 giorni.


🕴 6. La geopolitica USA: appoggi a regimi autoritari

Nel contesto della Guerra Fredda e del contenimento del comunismo, gli Stati Uniti sostengono regimi autoritari purché anticomunisti:

  • In Cile, appoggiano il colpo di Stato del generale Augusto Pinochet (1973), che rovescia il governo socialista democraticamente eletto di Salvador Allende. Segue una brutale dittatura.

  • In Iraq, gli USA (insieme ad altri paesi occidentali) appoggiano indirettamente Saddam Hussein negli anni Ottanta, durante la guerra Iran-Iraq (1980-88), per contrastare l’influenza di Khomeini e la rivoluzione islamica.

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Gli ultimi decenni: una panoramica


1. La Cina di Mao Zedong e il dopo-Mao

Mao Zedong, leader comunista cinese dal 1949, guidò la Cina con politiche radicali come il Grande Balzo in avanti e la Rivoluzione Culturale, che provocarono milioni di morti e un forte controllo autoritario. Alla sua morte nel 1976, si apre una fase di transizione: nel 1978-79 il nuovo leader Deng Xiaoping lancia una serie di riforme economiche liberiste, pur mantenendo un controllo politico autoritario. Nascono zone economiche speciali, si apre al mercato e agli investimenti stranieri, mentre resta fermo il controllo del Partito Comunista.

2. Proteste e repressione in Cina: Piazza Tiananmen (1989)

Nonostante la crescita economica, la liberalizzazione politica resta assente. Nel 1989, studenti e cittadini manifestano a Piazza Tiananmen per la democrazia. Il regime risponde con la repressione militare: centinaia (forse migliaia) di morti. L’evento sancisce l’autoritarismo cinese nonostante le aperture economiche.

 La protesta viene repressa militarmente: migliaia di morti. La Cina mostra al mondo che non intende sacrificare il controllo politico in nome della libertà.



3. Crisi economica negli anni ’70-’80 e fine del Welfare State

A partire dalla crisi petrolifera del 1973 e poi nel 1979 , il modello economico keynesiano del dopoguerra entra in crisi. L’inflazione, la disoccupazione e la stagnazione portano i governi occidentali a ridurre la spesa pubblica, tagliare i servizi sociali e privatizzare, segnando l’inizio del neoliberismo e la fine del welfare universale in molti paesi occidentali, compresi Inghilterra e USA

4. Inghilterra: Margaret Thatcher (1979–1990)

Eletta nel 1979, Margaret Thatcher guida il Regno Unito con una linea dura e neoliberista: privatizzazioni, tagli ai servizi pubblici, lotta ai sindacati (es. scioperi dei minatori). Il suo motto è: There is no alternative.

 In politica estera:

  • 1982: guerra contro l'Argentina per il controllo delle Falkland Islands (isole brittanniche dell'atlantico del Sud), vinta dal Regno Unito.  La vittoria rafforza il prestigio della "donna di ferro".

  • Prosegue il conflitto interno noto come The Troubles in Irlanda del Nord, tra unionisti protestanti e repubblicani cattolici, con il coinvolgimento dell’IRA e l’intervento del governo britannico. La tensione durerà fino agli Accordi del Venerdì Santo (1998).

5. Ronald Reagan (1981–1989) e la fine della Guerra Fredda

Negli USA, Ronald Reagan, eletto nel 1980, promuove tagli alle tasse, deregulation e forte spesa militare. Sul piano internazionale:

  • Intensifica la corsa agli armamenti e la pressione economica contro l’URSS. La definisce "impero del male" ma

  • Incontra Gorbaciov nel 1985 per discutere disarmo: i Trattati INF (1987) segnano la distensione.

  • Appoggia regimi e gruppi anticomunisti nel mondo, tra cui Bin Laden in Afghanistan (contro l’invasione sovietica) e i Contras in Nicaragua.

  • Bombarda la Libia di Gheddafi nel 1986 dopo attentati contro obiettivi americani.

  • Mantiene relazioni ambigue con l’Iran (scandalo Iran-Contra).

  • Contribuisce indirettamente alla caduta della Cortina di Ferro: la crescente pressione economica e militare sugli stati satelliti dell'URSS porta alla loro apertura politica.

6. Il crollo dell’URSS (1989–1991)

  • 1980: scioperi in Polonia e nascita di Solidarność, sindacato libero guidato da Lech Wałęsa, appoggiato moralmente da Giovanni Paolo II eletto nel 1978

  • 1985: sale al potere Michail Gorbaciov, che avvia due riforme:

    • Glasnost (trasparenza)

    • Perestrojka (ristrutturazione)

  • Queste riforme, insieme alla crisi economica interna, accelerano il collasso del sistema sovietico.

  • Tra il 1989 e il 1991:

    • Cade il Muro di Berlino (1989).

    • I paesi dell’Europa orientale (Polonia, Ungheria, Cecoslovacchia, Bulgaria, Romania) escono dalla sfera sovietica.

    • Nel 1991, l’URSS si dissolve ufficialmente: 15 Repubbliche ex-sovietiche si dichiarano indipendenti (tra cui Ucraina, Bielorussia, Lituania, Lettonia, Estonia, Georgia, Armenia, ecc.).

    • Il crollo del blocco sovietico destabilizza anche la Jugoslavia, che si frammenta in vari stati. La Serbia, sotto Slobodan Milošević, tenta di mantenere il controllo con la forza, scatenando le guerre nei Balcani.

      Nel 1999, la NATO interviene militarmente in Kosovo, senza mandato ONU, per fermare la repressione serba. È un segnale: l’Occidente agisce anche al di fuori della logica bipolare.*

7. Il nuovo ordine mondiale: USA unica superpotenza

Con il crollo dell’URSS, gli Stati Uniti rimangono l’unica superpotenza globale. Tuttavia, sorgono nuovi conflitti:

  • 1990-91: Prima Guerra del Golfo contro l’Iraq di Saddam Hussein, che aveva invaso il Kuwait (paese con più petrolio al mondo). Una coalizione ONU guidata dagli USA interviene militarmente.

  • L’Europa orientale e i Balcani si destabilizzano: Jugoslavia si frantuma, inizia il conflitto in Bosnia e Kosovo.*

8. Russia post-sovietica, crisi nei Balcani e confronto con gli USA

  • Dopo una fase instabile con Eltsin, nel 1999 arriva al potere Vladimir Putin ex membro dei servizi segreti, che riporta ordine autoritario e nazionalismo.

  • Negli stessi anni, gli USA intervengono militarmente in Kosovo (1999) con la NATO, bombardando la Serbia per fermare la pulizia etnica.

  • Inizia una nuova tensione USA-Russia, a specchio:

    • Gli USA appoggiano movimenti filo-occidentali in Ucraina (Rivoluzione Arancione 2004, Maidan 2014).

    • La Russia sostiene regimi anti-occidentali come quello di Assad in Siria e movimenti secessionisti (es. Crimea nel 2014).

    • Le due potenze si sfidano indirettamente con strategie di soft power, cyberattacchi, appoggi militari indiretti.

    • Nel 2014, la Russia annette la Crimea, e nel 2022 invade l’Ucraina: la “nuova guerra fredda” è ormai dichiarata.

9. 11 settembre 2001 e la “Guerra al Terrore”

  • Gli attacchi dell’11 settembre 2001 portano gli USA a una nuova dottrina militare:

    • 2001: invasione dell’Afghanistan per rovesciare i talebani e cercare Bin Laden.

    • 2003: invasione dell’Iraq per abbattere Saddam Hussein (accusato – falsamente – di possedere armi di distruzione di massa).

  • Inizia una lunga fase di conflitti in Medio Oriente, con occupazioni militari, insurrezioni jihadiste e caos politico.

10. L’ascesa della Cina

  • Negli anni 2000-2010, la Cina accelera la crescita economica diventando la seconda potenza mondiale.

  • Il nuovo leader Xi Jinping (dal 2012) accentua l’autoritarismo e l’espansione globale:

    • Promuove la Nuova Via della Seta per legare l’Asia, l’Africa e l’Europa alla Cina.

    • Rafforza la presenza economica e infrastrutturale in Africa, Australia, America Latina.

    • Cresce la tensione con gli USA per il commercio, la tecnologia (Huawei), e il controllo del Mar Cinese Meridionale.

  • Dagli anni ’80 a oggi il mondo ha vissuto passaggi epocali: il crollo dell’URSS, l’unipolarismo americano, la crisi del Medio Oriente, il terrorismo globale, e la crescita della Cina. Oggi viviamo un nuovo ordine multipolare, instabile e segnato da vecchie tensioni (Russia-USA) e nuove sfide (Cina, clima, intelligenza artificiale, pandemie).

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