Umanesimo e Rinascimento, schema
Umanesimo e Rinascimento
Umanesimo e Rinascimento sono due concetti chiave per comprendere la trasformazione culturale, artistica e scientifica dell'Europa tra la fine del Medioevo e l'età moderna. Pur spesso usati come sinonimi, si distinguono per ambiti e orizzonti:
L'Umanesimo è essenzialmente un movimento culturale e filologico nato in ambito letterario e filosofico (già Petrarca, nel 300, considerato un umanista, proponeva una riforma morale dell'uomo tramite l'imitazione dei classici), mentre il Rinascimento indica più ampiamente la rinascita delle arti, della scienza e della cultura, spesso a partire dalle premesse umanistiche ma con un respiro più vasto, che include anche le arti figurative, l'architettura, la tecnica e le scienze.
Quadro politico, economico e sociale del XIV e XV secolo
Quadro politico, economico e sociale del XIV secolo
Politico:
Il XIV secolo è caratterizzato da un lento ma progressivo processo di accentramento monarchico, soprattutto in Francia e Inghilterra, dove si rafforzano le istituzioni statali a scapito dei feudatari.
Si assiste all’emergere della diplomazia moderna: compaiono gli ambasciatori permanenti, una novità fondamentale per la gestione dei rapporti internazionali.
L’Italia resta frammentata in comuni, signorie e repubbliche, con la crescente affermazione delle signorie (es. Visconti a Milano, Medici a Firenze).
Economico:
Il secolo è segnato da una profonda crisi economica e demografica dovuta a carestie e, soprattutto, alla peste nera del 1347-1352, che decima la popolazione europea.
Tuttavia, dalla seconda metà del secolo si assiste a una ripresa: si consolidano circuiti commerciali internazionali (es. lega anseatica, mercanti italiani), si innovano le tecniche agricole e aumenta la domanda di beni di lusso e manifatturieri.
Sociale:
Il calo demografico provoca una maggiore mobilità sociale, l’aumento dei salari e lo sviluppo di conflitti tra aristocrazia e ceti emergenti (es. rivolta dei Ciompi a Firenze, 1378).
Cresce il malcontento popolare in molte aree d’Europa, spesso legato a tasse e guerre prolungate (come la Guerra dei Cent’anni tra Francia e Inghilterra, 1337–1453).
Quadro politico, economico e sociale del XV secolo
Politico:
Prosegue e si rafforza il processo di accentramento monarchico, specialmente in Francia, dove la monarchia si consolida dopo la fine della Guerra dei Cent’anni (1453), e in Spagna, con l’unione dei regni di Castiglia e Aragona (matrimonio tra Isabella e Ferdinando, 1469).
In Italia si assiste all’equilibrio tra stati regionali consolidati (Firenze, Venezia, Milano, Stato Pontificio, Napoli), culminato nella Pace di Lodi (1454), che sancisce una tregua tra Milano e Venezia e inaugura un periodo di relativa stabilità politica fino all’invasione francese di Carlo VIII del 1494.
Si formano le assemblee (più o meno importanti a seconda del potere e delle monarchie in essere), come le Cortes in Spagna, il Parlamento inglese e gli stati generali francesi.
La diplomazia si sviluppa ulteriormente: gli stati italiani sono pionieri dell’uso di ambasciatori stabili e del gioco diplomatico delle alleanze.
Economico:
Il XV secolo è un periodo di ripresa economica, con una nuova espansione demografica e un incremento della produzione agricola, manifatturiera e commerciale.
Si sviluppano nuove tecniche bancarie e finanziarie (es. lettere di cambio, banche fiorentine come i Medici).
Le grandi potenze marittime come Venezia e Genova dominano il commercio nel Mediterraneo, mentre il Portogallo avvia le esplorazioni lungo le coste africane.
Sociale:
La società rimane fondamentalmente gerarchica, ma crescono l'importanza e l’autonomia dei ceti borghesi urbani, mercanti, banchieri, notai, artisti.
Emergono nuovi ideali educativi e culturali, grazie alla diffusione dell’umanesimo e della stampa.
Persistono tuttavia forti disuguaglianze: le donne, i poveri e i contadini restano in gran parte esclusi dalla partecipazione culturale e politica.
Premesse e sviluppo dell'Umanesimo
L'Umanesimo si sviluppa tra la fine del Trecento e il Quattrocento, inizialmente in Italia, in particolare a Firenze, per poi irradiarsi in tutta Europa. Nasce come recupero e valorizzazione dei classici greci e latini, in contrapposizione alla cultura scolastica medievale, ritenuta decadente. Il suo sviluppo è favorito dalla crescita dei Comuni, della borghesia urbana, e dalla committenza delle corti (signorie e principati).
Tra i pionieri dell'Umanesimo vi è Coluccio Salutati (1332 / 1406), cancelliere della Repubblica di Firenze, che unisce l'impegno civile con la passione per il latino classico e promuove l'arrivo di studiosi greci come Manuele Crisolora - alcuni di loro provengono da Costantinopoli messa in crisi e poi caduta a causa dell'attacco Ottomano (1453)
Tipi di umanesimo e i loro protagonisti
Si possono distinguere tre principali forme di umanesimo:
Umanesimo civile, praticato da intellettuali coinvolti nella vita politica cittadina: oltre a Salutati, ricordiamo Leonardo Bruni e Poggio Bracciolini (1380 / 1459). Per loro gli antichi, specie romani (Come Cicerone e Quintiliano) erano modelli di vita, e ne esaltavano i valori come la virtù sociale, la dignità umana e la libertà, oltre alla capacità retorica.
Umanesimo filosofico, volto alla riscoperta delle dottrine antiche e alla fondazione di nuove sintesi: vi appartengono Marsilio Ficino (1433 / 1499), traduttore di tutte le opere Platone e direttore dell'accademia platonica a Firenze, Giovanni Pico della Mirandola, autore della "Oratio de hominis dignitate", promotore della libertà umana e della costruzione del proprio destino, e Lorenzo Valla, con il suo spirito critico e lo studio accurato e filologico dei testi (per ex fu lui a scoprire che la donazione di Costantino era un falso dell'VIII secolo).
Umanesimo volgare, che riguarda l'uso del volgare in ambito letterario: qui emergono figure come Leon Battista Alberti (1404/ 1472), umanista e architetto, autore anche in volgare, e Angelo Poliziano.
Ripresa del greco e del latino, storia e filologia
L'Umanesimo porta alla riscoperta sistematica delle opere antiche. Lo studio del latino classico sostituisce il latino medievale, mentre grazie a maestri greci come Crisolora, si diffonde anche lo studio del greco. Importanti risultati si ottengono in campo filologico e storico: Valla dimostra la falsità della Donazione di Costantino attraverso un'analisi linguistica; Ficino traduce in latino tutte le opere di Platone; Giorgio da Trebisonda e Ermolao Barbaro si dedicano ad Aristotele.
Firenze e Roma nel Rinascimento
Firenze è il centro del primo Rinascimento: qui operano Brunelleschi, Donatello, Masaccio, Botticelli. La città, sotto i Medici, promuove un'arte ispirata all'armonia e alla razionalità.
Nel XIV secolo Firenze poteva contare su un alto tasso di alfabetizzazione e una discreta diffusione della cultura.
Roma diventa il centro del Rinascimento maturo nel Cinquecento, grazie ai papi mecenati (Giulio II, Leone X) che commissionano opere a Michelangelo, Raffaello e Bramante.
L'invenzione della stampa e le sue conseguenze
L'invenzione della stampa a caratteri mobili da parte di Gutenberg (1455 ca.) permette la rapida diffusione di testi classici, biblici e moderni. In Italia, Aldo Manuzio fonda una celebre tipografia a Venezia e stampa edizioni tascabili dei classici (le "aldine"), democratizzando l'accesso alla cultura.
Filosofie umaniste e religiose
L'Umanesimo si confronta anche con la religione. Lorenzo Valla applica lo spirito critico al testo sacro. Marsilio Ficino cerca un accordo tra cristianesimo e platonismo. Pico della Mirandola propone un'immagine dell'uomo come essere libero e dignitoso. In ambito europeo, Erasmo da Rotterdam e Tommaso Moro promuovono un umanesimo cristiano fondato su etica e riforma interiore, anticipando alcune istanze della Riforma protestante.
Erasmo da Rotterdam scrive l'elogio della Follia; Tommaso Moro (poi condannato a morte da Enrico VIII di Inghilterra) l'opera Utopia.
Il Rinascimento artistico
Il Rinascimento segna una svolta artistica con l'introduzione della prospettiva (razionale e basata sulle proporzioni), lo studio dell'anatomia (Vesalio produce le prime tavole anatomiche) e della natura. Tra gli artisti principali:
Masaccio (autore della Cappella Brancacci)
Donatello (David)
Botticelli (Nascita di Venere)
Leonardo da Vinci (Ultima Cena, Gioconda)
Michelangelo Buonarroti (David, Cappella Sistina)
Raffaello Sanzio (Scuola di Atene; stanze vaticane)
Queste opere mostrano equilibrio, naturalismo e centralità dell'uomo, in contrasto con lo stile più simbolico del Medioevo. I temi non sono necessariamente religiosi, ma spaziano in ambiti profani.
Leonardo da Vinci: un esempio di "genio universale"
Leonardo (1452 / 1519) è pittore, scienziato, inventore, anatomista. I suoi studi sul volo, sul corpo umano, sulle macchine e la natura riflettono un sapere enciclopedico e un approccio sperimentale. La sua figura incarna lo spirito rinascimentale.
Politica e storiografia: Machiavelli e Guicciardini
Nel pensiero politico, Machiavelli (1469 / 1527) (scrive l'opera Il Principe) fonda una scienza autonoma della politica, svincolata dalla morale e basata su virtù pratica e fortuna. Guicciardini, storico e politico, propone una visione più disillusa della storia e del potere, basata sull'esperienza e sull'impossibilità di usare i modelli passati come universali.
Limiti dell'Umanesimo e del Rinascimento: donne e poveri (salariati e contadini)
Nonostante le innovazioni, il Rinascimento resta elitario. Le donne e i ceti popolari hanno scarso accesso all'educazione e alla cultura. Alcune figure femminili emergono (Isotta Nogarola, Cassandra Fedele), ma restano eccezioni.
Scienza e protoscienza
Il Rinascimento vede l'inizio della rivoluzione astronomica (Copernico, 1543, poi Galileo) che mutano la visione del cosmo: si passa dalla teoria geocentrica di Tolomeo e Aristotele a quella eliocentrica, nuove scoperte anatomiche (Vesalio), e la diffusione di protoscienze come l'alchimia (ricerca della pietra filosofale e della costruzione dell'homunculus in laboratorio) e la magia naturale. Paracelso, ad esempio, fonde medicina, chimica e spiritualità in una nuova visione terapeutica.
In genere, si critica il principio di autorità dei grandi saggi (come Aristotele): nuovi tempi implicano nuovi metodi e nuove osservazioni, come insegna il metodo scientifico di Galileo.
Progressi tecnici e militari
Si diffondono innovazioni in campo tessile (torcitoi), minerario (pompe, stantuffi e soffiatoi a mantice), nella costruzione di orologi meccanici e nella produzione di armi da fuoco. Questi cambiamenti determinano un profondo mutamento nella guerra, che diventa più lenta, costosa, distruttiva e democratica (le armi da fuoco pretendono un minor periodo di addestramento) e meno cavalleresca.
Cambiano anche le mura difensive dei borghi: da alte ed esili a basse e spesse, per difendersi dalle armi da fuoco.
- Ritorno ai classici greci e latini (traduzioni e filologia)


Video sulla stampa a caratteri mobili https://www.youtube.com/watch?v=uIPWhHvvs0o
Umanesimo e rinascimento: storia dell’arte, canoni rinascimentali

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