Maometto (570 / 632) e l'Islam
Il VII secolo segna un momento cruciale nella storia del Medio Oriente e del Mediterraneo con la nascita e l’espansione dell’Islam.
Tutto inizia con la figura di Maometto, un mercante originario della città di La Mecca, nella penisola arabica. Secondo la tradizione islamica, nel 610 Maometto riceve la prima rivelazione dall’arcangelo Gabriele, dando inizio alla predicazione di una nuova fede monoteista, l’Islam, che significa “sottomissione” (a Dio).
Tuttavia, la sua predicazione incontra l’ostilità dei potenti mercanti di La Mecca, che vedono in essa una minaccia agli antichi culti politeisti e al prestigio della città, centro di pellegrinaggi grazie alla Kaaba (la pietra nera).
Le tensioni crescono fino a quando, nel 622, Maometto e i suoi seguaci sono costretti a fuggire nella città di Medina. Questo evento, noto come Egira, segna l'inizio del calendario islamico e rappresenta la nascita della prima comunità musulmana.
A Medina, Maometto non è solo un leader religioso, ma anche politico e militare. In pochi anni riesce a consolidare il suo potere e a organizzare una serie di campagne militari contro La Mecca, che nel 630 viene conquistata senza troppa resistenza. La Kaaba, fino ad allora un centro di culto politeista, viene consacrata all’unico Dio di Maometto, Allah.
Maometto muore nel 632, lasciando un'eredità enorme: in pochi anni, l'Islam è passato dall'essere una piccola setta perseguitata a una potenza emergente nella penisola arabica. Con la sua morte, si pone il problema della successione.
I suoi seguaci scelgono come primo califfo (successore) Abu Bakr, un suo stretto collaboratore e suocero. Sotto il suo comando, inizia la straordinaria espansione islamica.
L'inizio delle conquiste arabe
Negli anni successivi alla morte di Maometto, gli eserciti arabi, motivati dalla fede e dall’opportunità di nuove ricchezze, iniziano a espandersi rapidamente fuori dalla penisola arabica.
Sotto il secondo califfo, ʿOmar ibn al-Khaṭṭāb (634-644), vengono conquistate:
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636: Battaglia del Yarmuk → i Bizantini vengono sconfitti e la Siria cade in mano agli Arabi.
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637: Conquista di Ctesifonte, capitale dell'Impero Sasanide (Persia).
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642: L'Egitto viene strappato ai Bizantini.
Queste prime conquiste sono favorite dalla crisi degli imperi confinanti: l’Impero Bizantino è indebolito dalle guerre contro i Persiani, mentre l’Impero Sasanide è ormai in declino. Gli Arabi sfruttano questa situazione e in pochi decenni creano un impero vastissimo, che si estenderà dalla Spagna fino all’India.
L’ascesa dell’Islam nel VII secolo segna quindi l'inizio di una nuova epoca storica. Il Mediterraneo, che era stato per secoli un "lago romano", viene ora diviso tra il mondo cristiano e quello islamico. I rapporti tra queste due civiltà saranno caratterizzati da conflitti, ma anche da scambi culturali e commerciali che influenzeranno profondamente la storia successiva.
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L'espansione araba dopo Maometto
Dopo la morte di Maometto (632 d.C.), i suoi successori, i califfi, avviarono una rapida espansione militare e religiosa, che portò alla nascita di un vasto impero islamico. Questa espansione si sviluppò in diverse fasi:
1. La prima espansione (632-661): i Rashidun, i "Califfi ben guidati" (Califfato ortodosso)
Dopo la morte di Maometto, il primo califfo Abu Bakr (632-634) dovette affrontare le rivolte delle tribù arabe che volevano abbandonare l’Islam (le guerre della Ridda), ma riuscì a riunificare la penisola arabica.
Conquiste principali:
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636: Battaglia del Yarmuk → I Bizantini vengono sconfitti e perdono la Siria e la Palestina.
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637: Battaglia di al-Qadisiyya → Sconfitta dei Persiani Sasanidi, gli Arabi conquistano l’Iraq.
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642: Conquista dell’Egitto ai danni dell’Impero Bizantino.
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651: Caduta definitiva dell’Impero Sasanide → Gli Arabi controllano la Persia.
Nel 661, l'ultimo califfo rashidun Ali fu assassinato, e il potere passò alla dinastia Omayyade.
2. L'Impero Omayyade (661-750): la grande espansione
Sotto gli Omayyadi, la capitale fu trasferita a Damasco e l'espansione islamica raggiunse il suo massimo splendore.
Conquiste principali:
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Africa del Nord (670-698): gli Arabi conquistarono il Maghreb e distrussero Cartagine (698), eliminando l’ultima resistenza bizantina.
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Spagna (711-718): il generale Tariq ibn Ziyad attraversò lo stretto di Gibilterra e sconfisse i Visigoti a Guadalete (711). Nel giro di pochi anni, quasi tutta la penisola iberica fu conquistata.
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Asia Centrale e India (710-751): gli Arabi avanzarono fino all’Indo, conquistando il Sindh (Pakistan) e raggiungendo il confine con la Cina.
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Francia (732): a Poitiers, Carlo Martello fermò l’avanzata araba, impedendo la loro espansione in Europa.
Nel 750, la dinastia Omayyade venne rovesciata dagli Abbasidi, che trasferirono la capitale a Baghdad e diedero vita a una nuova fase dell’impero islamico.
3. La Sicilia e l'Italia nelle conquiste arabe
Dopo aver conquistato il Nord Africa, gli Arabi iniziarono a guardare verso il Mediterraneo.
Conquista della Sicilia (827-902)
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827: Gli Arabi sbarcano in Sicilia sotto il comando di Asad ibn al-Furat, approfittando delle lotte interne bizantine.
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831: Palermo viene conquistata e diventa la capitale dell’emirato.
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902: Caduta di Taormina, ultimo baluardo bizantino in Sicilia → tutta l’isola è araba.
Altri attacchi agli Stati italiani:
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846: Saccheggio di Roma, gli Arabi devastano la basilica di San Pietro. (Saraceni)
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859-1000: Attacchi continui alle coste italiane dei saraceni (Napoli, Bari, Genova). Bari fu per un breve periodo un emirato arabo (847-871).
(Dal 1060 inizia la conquista normanna della Sicilia)
4. Declino dell'espansione araba e divisioni interne
Dopo il 750, l’espansione rallentò a causa di:
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Divisioni interne tra Sunniti e Sciiti.
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Pressione militare bizantina (Costantinopoli resistette a due assedi arabi, nel 674-678 e 717-718).
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Rivolte locali nelle province.
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Crescente potenza di nuovi imperi, come i Turchi Selgiuchidi e, più tardi, i Mongoli.
L’Impero Islamico si frammentò in diversi califfati regionali, ma la sua influenza culturale, economica e scientifica rimase dominante per secoli.
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APPROFONDIMENTI
Differenza tra Sciiti e Sunniti
La divisione tra sciiti e sunniti è la principale frattura all'interno dell'Islam e ha origine nella disputa sulla successione a Maometto dopo la sua morte nel 632 d.C..
1. Origine della divisione
Dopo la morte del Profeta, sorse il problema di chi dovesse guidare la comunità musulmana (Umma).
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I Sunniti (circa il 90% dei musulmani oggi) ritenevano che il califfo dovesse essere scelto dalla comunità tra i seguaci più meritevoli.
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Il primo califfo fu Abu Bakr, amico e suocero di Maometto.
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Gli Sciiti (circa il 10% dei musulmani) credevano che la guida dell’Islam spettasse solo ai discendenti diretti di Maometto, attraverso Ali, suo cugino e genero.
Quando Ali fu assassinato nel 661 d.C., gli sciiti rifiutarono il nuovo califfo e seguirono la linea dinastica della famiglia di Maometto, dando vita a una frattura definitiva.
2. Differenze principali tra Sunniti e Sciiti
| Aspetto | Sunniti | Sciiti |
|---|---|---|
| Successione | Il califfo è scelto dalla comunità | La guida deve essere un discendente di Maometto, tramite Ali |
| Autorità religiosa | Nessuna gerarchia rigida, basata su scuole giuridiche | Forti autorità religiose (Ayatollah, Imam) |
| Testi sacri | Corano e Sunna (tradizioni del Profeta) | Corano e testi degli Imam sciiti |
| Importanza degli Imam | Solo guide religiose | Gli Imam (discendenti di Ali) sono infallibili e hanno un’autorità quasi sacra |
| Distribuzione geografica | Maggioranza in tutto il mondo islamico | Maggioranza in Iran, Iraq, Libano, Bahrain, Yemen |
| Feste principali | Le festività principali islamiche | Celebrazione del martirio di Husayn (figlio di Ali) nella battaglia di Karbala (680 d.C.) |
3. Il martirio di Husayn e il culto sciita
Uno degli eventi chiave per gli sciiti fu la battaglia di Karbala (680 d.C.), dove Husayn, figlio di Ali e nipote di Maometto, fu ucciso dalle truppe del califfo omayyade.
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Per gli sciiti, Husayn è un martire e il suo sacrificio è commemorato ogni anno con la festa di Ashura, una giornata di lutto e autoflagellazione.
4. Implicazioni politiche e storiche
Questa divisione non è solo religiosa, ma ha avuto gravi conseguenze politiche nella storia del mondo islamico:
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Il Califfato Omayyade e Abbaside fu dominato dai sunniti, mentre gli sciiti si opposero spesso.
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Il moderno Iran è una teocrazia sciita, mentre l’Arabia Saudita è un bastione del sunnismo.
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Tensioni tra sunniti e sciiti hanno alimentato conflitti in Iraq, Siria, Libano e Yemen.
Oggi, le differenze tra sunniti e sciiti rimangono profonde e spesso si intrecciano con questioni politiche e nazionali.
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IL RAMADAN
Il Ramadan: Significato, Regole e Tradizioni
1. Cos'è il Ramadan?
Il Ramadan è il nono mese del calendario islamico ed è considerato il mese più sacro per i musulmani. Durante questo periodo, i fedeli praticano il digiuno dall’alba al tramonto, come prescritto dal Corano.
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Il Ramadan commemora la prima rivelazione del Corano al Profeta Maometto tramite l’arcangelo Gabriele nel 610 d.C.
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Il calendario islamico è lunare, quindi il Ramadan non ha una data fissa nel calendario gregoriano e si sposta ogni anno di circa 10-11 giorni.
2. Regole del Digiuno (Sawm)
Il digiuno (Sawm) è uno dei Cinque Pilastri dell’Islam e implica l’astensione da:
✅ Cibo e bevande
✅ Fumo e alcol
✅ Rapporti sessuali
✅ Comportamenti negativi (insulti, menzogne, litigi)
Quando si digiuna?
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Inizio: prima dell’alba, con il pasto chiamato Suhoor.
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Fine: al tramonto, con il pasto serale detto Iftar.
Chi è esentato dal digiuno?
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Bambini piccoli
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Anziani e malati
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Donne in gravidanza o mestruate
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Viaggiatori
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Persone con lavori fisicamente molto pesanti (ma devono recuperare il digiuno in seguito)
3. Il significato spirituale
Il Ramadan non è solo un periodo di privazione fisica, ma anche di riflessione spirituale, purificazione e solidarietà. I musulmani dedicano più tempo alla preghiera, alla lettura del Corano e alle opere di carità.
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Si pratica la Zakat, ovvero la donazione ai bisognosi.
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Durante la notte si recita la Tarawih, una preghiera speciale.
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Gli ultimi 10 giorni del Ramadan sono particolarmente sacri, soprattutto la Notte del Destino (Laylat al-Qadr), in cui si crede sia avvenuta la prima rivelazione del Corano.
4. I pasti del Ramadan
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Suhoor: il pasto prima dell’alba, ricco di carboidrati e proteine per affrontare la giornata.
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Iftar: il pasto serale, che inizia tradizionalmente con datteri e acqua, seguito da piatti tipici locali.
5. La fine del Ramadan: Eid al-Fitr
Alla fine del mese, si celebra Eid al-Fitr, la "Festa della Rottura del Digiuno", con:
🎉 Preghiere comunitarie
🎁 Scambio di regali
🍽️ Grandi pasti in famiglia
💰 Zakat al-Fitr (offerta ai poveri)
6. Il Ramadan oggi
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Nei Paesi a maggioranza islamica, molte attività rallentano e gli orari di lavoro vengono adattati.
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Nei Paesi occidentali, i musulmani osservano il Ramadan nonostante le difficoltà legate agli orari e al clima.
📌 Curiosità: Nei Paesi nordici, dove il sole può non tramontare per giorni, il digiuno si regola in base agli orari della Mecca o di un altro Paese islamico.
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IMPERO SELGIUCHIDE (XI / XIII) (Turchi)
I Selgiuchidi: Chi sono e il loro impatto su Gerusalemme
1. Chi erano i Selgiuchidi?
I Selgiuchidi erano una dinastia turca di origine nomade oghuz, proveniente dalle steppe dell'Asia centrale. Convertitisi all’Islam sunnita, fondarono un grande impero che, tra l’XI e il XII secolo, dominò il Medio Oriente.
📍 Fondazione della dinastia:
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Prende il nome da Selgiuq, capo tribale vissuto nel X secolo.
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I suoi discendenti, tra cui Toghrul Beg, conquistarono l’Iran e Baghdad, sottomettendo il califfato abbaside e diventando di fatto i veri governanti del mondo islamico.
2. L’arrivo dei Selgiuchidi a Gerusalemme (1073)
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Nel 1071, i Selgiuchidi sconfissero l’Impero Bizantino nella battaglia di Manzicerta, conquistando gran parte dell’Anatolia.
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Nel 1073, conquistarono Gerusalemme, allora sotto il dominio del califfato fatimide (sciita), imponendo il loro controllo sunnita sulla città.
3. Le conseguenze della conquista selgiuchide di Gerusalemme
✅ Restrizioni ai pellegrini cristiani: I Fatimidi avevano garantito un accesso relativamente libero, ma i Selgiuchidi iniziarono a imporre tasse e restrizioni ai pellegrini cristiani diretti in Terra Santa.
✅ Crescente tensione tra Islam e Cristianità: La conquista selgiuchide, unita alla sconfitta bizantina a Manzicerta, spinse l’imperatore bizantino Alessio I Comneno a chiedere aiuto all’Occidente.
✅ La causa scatenante della Prima Crociata (1096-1099):
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Il papa Urbano II, nel Concilio di Clermont (1095), rispose alla richiesta bizantina chiamando alla crociata per liberare la Terra Santa dal dominio musulmano.
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Nel 1099, i Crociati conquistarono Gerusalemme, massacrando la popolazione musulmana ed ebraica, e fondarono il Regno di Gerusalemme.
4. Declino dei Selgiuchidi
Nonostante il loro potere, l’impero selgiuchide iniziò a frammentarsi:
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La morte di Malik Shah I (1092) scatenò guerre interne tra i vari principi selgiuchidi.
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Le Crociate e la pressione dei Mongoli nel XIII secolo contribuirono alla loro fine.
L'espansione dell'Impero Ottomano è una delle storie più affascinanti e complesse della storia mondiale, caratterizzata da un'espansione geografica straordinaria, ma anche da notevoli ostacoli e momenti decisivi che ne hanno definito il destino.
Ecco una panoramica delle fasi principali dell'espansione ottomana e dei suoi rallentamenti:
1. L'Ascesa e la Conquista di Costantinopoli (1453)
L'Impero Ottomano nacque come un piccolo principato anatolico intorno alla fine del XIII secolo sotto la guida di Osman I. Esso emerge dopo la frammentazione dell'impero selgiuchide dopo l'attacco mongolo.
Durante i secoli successivi, gli Ottomani riuscirono a consolidare il loro potere nella regione anatolica e a espandersi nel cuore dell'Asia Minore e oltre.
Dapprima strappano Bursa all'impero bizantino e la rendono la loro capitale. (1326)
Avanzano poi nei balcani e conquistano Adrianopoli (1354) e tentano un primo assedio fallito a Costantinopoli (1394). Due anni dopo sconfiggono anche l'unico sovrano cristiano che tenta di fermarli: il re ungherese Sigismondo V (vittoria di Nicopoli, Bulgaria).
Vengono poi rallentati dall'impero mongolo di Tamerlano 1336/ 1402), subendo la sconfitta di Ankara (1402).
Alla morte di Tamerlano, però, gli ottomani riprendono la Turchia e tornano ad avanzare, sconfiggendo il re Ladislao III di Polonia e Ungheria.
Il tentativo di conciliare le due chiese (orientale e occidentale) da parte dei cristiani in ragione della minaccia non funziona, e i bizantini si trovano accerchiati e senza aiuti. Infatti, Francia e Inghilterra sono ancora impegnate nella guerra dei cent'anni.
L' evento cruciale fu la presa di Costantinopoli nel 1453 da parte di Maometto II (Mehmed il Conquistatore). La capitale dell'Impero Bizantino, che da secoli rappresentava una delle città più potenti d'Europa e un importante centro del Cristianesimo Ortodosso, cadde nelle mani ottomane dopo un lungo assedio. La conquista di Costantinopoli segnò la fine dell'Impero Bizantino e l'inizio di un nuovo capitolo nella storia dell'Europa orientale e del Medio Oriente. Il sultano ottomano riuscì a trasformare la città in una nuova capitale dell'Impero Ottomano, chiamandola Istanbul, e a garantire il controllo dei principali canali commerciali tra Europa e Asia.
2. I Rallentamenti dell'Espansione: Ungheria e Tamerlano
Nonostante il successo iniziale, l'espansione ottomana incontrò ostacoli significativi. Uno dei principali fu la resistenza del Regno d'Ungheria, che diventò un freno all'espansione ottomana in Europa centrale. La battaglia di Nikopol (1396) e la successiva resistenza ungherese impedivano agli Ottomani di conquistare completamente l'Europa centrale, almeno inizialmente.
Un altro rallentamento significativo fu causato dalla discesa di Tamerlano (Timur), un condottiero mongolo che nel 1402 inflisse una sconfitta devastante agli Ottomani nella battaglia di Ankara. La sconfitta costrinse l'Impero Ottomano a ritirarsi temporaneamente e a subire una divisione interna, con le province più lontane che si ribellavano. Nonostante questo, gli Ottomani si ripresero sotto la guida di Mehmed I, che riuscì a riorganizzare e unificare l'impero.
3. Il Tentativo di Espansione in Europa: L'Assedio di Vienna
Nel corso del XV e XVI secolo, gli Ottomani continuarono a espandersi in Europa, soprattutto nei Balcani, arrivando a minacciare il cuore dell'Europa cristiana.
Dapprima Venezia divenne uno stato tributario tramite accordi, poi gli ottomani colpirono Otranto compiendo un massacro (1480) ma dovettero ritirarsi per rivolte interne.
Un episodio emblematico fu l'assedio di Vienna del 1529 sotto il comando di Suleiman (Solimano) il Magnifico, uno dei più grandi sultani ottomani che governo per 46 anni. Nonostante la grande forza dell'esercito ottomano, Vienna resistette, e l'assedio fallì.
Questo evento segnalò l'apice dell'espansione ottomana in Europa, che da quel momento cominciò a rallentare.
4. La Battaglia di Lepanto (1571): Un Punto di Svolta
Un altro evento cruciale che segnò la fine dell'espansione ottomana in Europa fu la Battaglia di Lepanto nel 1571.
La flotta ottomana venne sconfitta dalla Lega Santa, un'alleanza tra le potenze cristiane, tra cui la Spagna, il Papato e la Repubblica di Venezia. La battaglia rappresentò una grande vittoria navale per l'Europa cristiana e fu un colpo devastante per l'espansione ottomana nel Mediterraneo.
Sebbene l'Impero Ottomano non fosse completamente sconfitto e mantenesse il controllo su gran parte delle sue terre, la battaglia di Lepanto simbolizzò la fine della loro espansione in Europa.
5. L'Impero Ottomano nel Lungo Periodo: Decadenza e Fine
Nonostante la sconfitta a Lepanto e la fine della sua espansione in Europa, l'Impero Ottomano rimase una potenza importante per secoli. Nel XVII e XVIII secolo, tuttavia, l'Impero cominciò a declinare a causa di una serie di fattori: la corruzione interna, le rivalità tra le élite al potere, il rallentamento economico e le difficoltà militari.
Inoltre, le potenze europee, come l'Austria, la Russia e la Francia, iniziarono a minacciare seriamente la sua integrità.
Nel XIX secolo, l'Impero Ottomano fu costretto a fare fronte a numerosi conflitti interni e alla crescente pressione delle potenze europee.
Il "Malato d'Europa" divenne un soprannome comune per l'Impero Ottomano, e molti territori vennero persi a favore di potenze europee, come la Grecia, l'Egitto e altri paesi dei Balcani.
Nonostante tentativi di riforma, come le riforme Tanzimat (1839-1876), l'Impero continuò a perdere terreno.
6. La Fine dell'Impero Ottomano: Le Guerre Mondiali
Durante la Prima Guerra Mondiale (1914-1918), l'Impero Ottomano si alleò con le Potenze Centrali (Germania, Austria-Ungheria) contro le potenze alleate.
Tuttavia, la sconfitta nell'anno 1918 segnò la fine dell'Impero Ottomano. Alla fine del conflitto, il Trattato di Sèvres (1920) pose fine all'esistenza politica dell'Impero Ottomano, e la sua parte asiatica e araba venne divisa tra le potenze coloniali europee.
Nel 1923, con la fondazione della Repubblica Turca sotto la guida di Mustafa Kemal Atatürk, l'Impero Ottomano fu definitivamente smantellato.
Differenze con i Selgiuchidi
Gli Ottomani e i Selgiuchidi erano entrambi imperi turchi, ma presentano differenze significative. I Selgiuchidi erano precedenti agli Ottomani e avevano stabilito un vasto impero in Asia Minore e in Persia, ma la loro espansione fu limitata a causa di conflitti interni e della pressione degli altri imperi.
Gli Ottomani, invece, crearono un impero molto più ampio e duraturo, caratterizzato da una maggiore organizzazione amministrativa e una capacità di assimilare diversi gruppi etnici e religiosi all'interno del loro sistema.









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