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mercoledì 11 luglio 2018

La pace di Lodi (1454) e guerre d'Italia (1500)

ITALIA DEGLI STATI REGIONALI
Periodo storico: XIV e XV secolo       Luogo: Italia centro e Nord
Tema: a differenza delle monarchie europee, in Italia la frammentazione del potere locale non permette un'unione territoriale. Il laboratorio politico dei comuni ha prodotto ricchezza e cultura, ma anche tensioni tra famiglie e scontri tra comuni. 
Per tentare di raggiungere una stabilità politica il potere passa nelle mani di alcune potenti famiglie, a volte grazie a patenti donate dal Papa o dall'imperatore, a volte grazie alla forza: è il periodo delle signorie.
PASSAGGIO DAI COMUNI ALLE SIGNORIE (1250 / 1600)


Il passaggio dai comuni alle signorie in Italia rappresenta un cambiamento significativo nella struttura politica, economica e sociale delle città italiane tra il XII e il XIV secolo.

 Questo processo fu segnato dall'evoluzione delle repubbliche comunali verso regimi signorili caratterizzati dalla concentrazione del potere nelle mani di una singola famiglia o di un ristretto gruppo di persone. 

Dapprima le signorie collaborano con gli istituti comunali (il consiglio o il podestà), ma poi prendono sempre più potere.

Il contesto storico: i comuni (secoli XI-XIII)

Nel X secolo, l'Italia era un territorio frammentato politicamente, diviso tra il Papato, l'Impero, i regni locali e le invasioni straniere. Tuttavia, con l'indebolirsi dell'autorità imperiale e la crescente urbanizzazione, molte città italiane cominciarono a sviluppare una forma di autogoverno. Queste città divennero comuni, dove il potere veniva esercitato da una comunità cittadina organizzata in base a leggi civili, e in molti casi, sotto il controllo di un governo eletto.

I comuni erano istituzioni repubblicane, in cui il podestà o il consiglio cittadino erano eletti da una parte della cittadinanza. Queste città, tra cui Milano, Firenze, Bologna, Pisa, Genova, etc., si distinsero per il loro sistema democratico, anche se questo variegava da una città all’altra. La loro indipendenza fu spesso rafforzata da alleanze con altre città o da accordi con il papato o con l’imperatore.

Tuttavia, le lotte interne tra fazioni cittadine (come i Guelfi e i Ghibellini) per il controllo delle città, unite alle difficoltà nel mantenere un governo stabile, portarono gradualmente alla fragilità dei comuni. Le divisioni interne, i conflitti tra famiglie nobiliari, e la necessità di proteggersi dai nemici esterni crearono le condizioni per l'ascesa di poteri centralizzati e autoritari.

La transizione verso le signorie (XIII-XIV secolo)

Nel XIII secolo, molte città italiane cominciarono a trasformarsi in signorie, a causa della crescente instabilità politica e della lotta per il potere. Questa transizione fu un processo graduale che vide il passaggio dal potere collettivo dei comuni a un potere concentrato nelle mani di singole famiglie o leader militari.

  1. Le cause principali:

    • Frazionamento del potere: Le lotte interne tra le fazioni, specialmente tra le famiglie nobiliari, portarono a un indebolimento del governo comunale. Le fazioni si contendevano il controllo del potere, spesso a colpi di alleanze con potenze esterne come l’Impero o il Papato, ma questo finiva per rendere instabile il sistema.

    • Ascendenza delle famiglie nobiliari: In molte città, le famiglie più potenti, come i Visconti a Milano, i Medici a Firenze, i Malatesta a Rimini, riuscirono a conquistare il controllo assoluto delle istituzioni cittadine, diventando signori delle città.

    • La crescente importanza della forza militare: Il ruolo dei condottieri, mercenari al servizio delle città, creò una nuova figura di leader, che spesso approfittò della sua forza militare per prendere il potere. Questi capitani di ventura riuscivano a ottenere il sostegno delle classi popolari e borghesi, e con il tempo conquistarono il potere assoluto, come accadde per Francesco Sforza a Milano.

    • La crisi del sistema comunale: La continua instabilità politica dei comuni e l’incapacità di garantire un governo stabile favorirono la nascita della signoria, in cui il potere veniva concentrato nelle mani di un singolo governante, che spesso assumeva il titolo di duca, marchese o principe.

  2. I segni del passaggio:

    • Il passaggio al sistema delle signorie non avvenne sempre attraverso un colpo di stato o una rivoluzione violenta. In alcuni casi, i podestà o i capitani del popolo, che erano figure originariamente elettive, assunsero progressivamente poteri ereditari e autocratici, trasformandosi in signori.

    • Le signorie consolidarono il potere grazie alla politica matrimoniale, alle alleanze strategiche e all’uso della forza militare. Così, una famiglia che aveva preso il potere in una città, poteva estenderlo anche ad altre terre, creando un dominio su un intero territorio.

    • In molte città, come Firenze e Venezia (oligarchie di famiglie borghesi), pur mantenendo una certa parvenza di repubblica, il potere effettivo finiva nelle mani di una ristretta élite familiare, che esercitava il controllo in maniera assoluta, sebbene formalmente il sistema fosse ancora quello comunale.

    • Le caratteristiche della signoria

      Le signorie italiane si distinguevano per alcuni tratti caratteristici:

      • Monarchia di fatto: Il signore esercitava un potere assoluto, anche se in alcune città come Firenze il sistema di governo manteneva formalmente una struttura repubblicana.

      • MilitarizzazioneLe signorie dipendevano in larga misura dalle forze armate per mantenere il potere, spesso pagando eserciti di mercenari (i condottieri).

      • EconomiaL'economia delle signorie si basava su un mix di agricoltura, commercio e, in alcuni casi, sulla manifattura, come quella tessile a Prato o quella della seta a Venezia.

      • Cultura e mecenatismo: In alcune signorie, come quella dei Medici a Firenze, il potere del signore si accompagnava a un forte impegno culturale e artistico, con mecenati che promuovevano le arti, la scienza e l'architettura, dando vita al Rinascimento.

      Conclusioni

      Il passaggio dai comuni alle signorie in Italia segnò la fine di un'epoca di governo collettivo e l’inizio di una nuova fase politica, caratterizzata da regimi autocratici. Questo cambiamento fu il risultato della crisi interna dei comuni, delle lotte politiche tra fazioni locali e della crescente centralizzazione del potere nelle mani di singole famiglie o capi militari. Sebbene questo periodo abbia comportato la concentrazione del potere, ha anche dato vita a un periodo di splendore culturale e artistico, con le signorie che divennero i centri del Rinascimento italiano.

Le principali famiglie signorili in Italia

Nessuno stato regionale, in Italia, né le signorie del centro/Nord né il regno di Napoli al sud, riuscì mai a dominare sugli altri, a causa di intrighi, alleanze e frammentazione politica.

Gli stati regionali non erano paragonabili né per eserciti né per estensione a quelli degli Stati europei (per esempio la Francia era estesa 500.000 km quadrati, il Ducato di Milano 27.000)
Ciò a lungo termine portò l'Italia ad essere soggetta ad altre potenze, come la Spagna e la Francia.

C'erano 5 stati fondamentali nel XIV secolo in Italia:
  • I Visconti a Milano

Quello di Milano era un territorio ricco, sia per l'agricoltura, sia per il tessile e la metallurgia, ma frammentato dalle continue guerre tra guelfi e ghibellini (Della Torre e Visconti). Nel 1311 Matteo Visconti riceve l'incarico di Vicario imperiale (pagandolo 50.000 fiorini) dall'imperatore Enrico VII.

Tramite i Visconti (1277 / 1395) avviene proprio la transizione tra comune e signoria: partendo dal controllo di Milano, riuscirono a espandere il loro dominio su una vasta area del nord Italia.

La massima estensione milanese si ha con Giangaleazzo Visconti (1351/ 1402) che dominò anche su parti della Toscana, Pisa e Umbria. La sua aggressività nei confronti di altri stati (specie Venezia) causerà poi disordini e il suo territorio verrà limitato.

 La signoria dei Visconti fu consolidata a partire dal XIV secolo e poi passò agli Sforza (1450 / 1535), quando Francesco Sforza conquista Milano e sposa Bianca Maria Visconti.



Castello Sforzesco, Milano.



  • I Medici a Firenze

Nel XIII secolo Firenze è ancora comunale, è ricca per produzioni di lana, presenza di banche e artigianato. Politicamente i conflitti tra famiglie sono forti: con la battaglia di Benevento (1266) vengono espulsi i ghibellini, ma si scontreranno guelfi bianchi e neri (Famiglia dei Cerchi e dei Donati)
Saranno poi i Medici ad Ascendere, dapprima con Cosimo de Medici (13879 / 1464) che collaborò con gli enti comunali ma governò come una signoria. 
Firenze si espande più lentamente e in modo difensivo rispetto a Milano, ma lo fa con costanza.
La famiglia Medici è forse la più nota per la sua trasformazione da una famiglia di banchieri a una delle dinastie più potenti d'Italia. Sebbene inizialmente senza titolo nobiliare, i Medici riuscirono a conquistare il potere a Firenze nel XIV secolo, prima come signori e poi come Granduchi di Toscana.


La Repubblica di Venezia nell'XI secolo era un forte "stato da mar" e comprendeva nei suo territori l'Istria, la Dalmazia, porti del mediterraneo e sul mar nero.
Era una Repubblica oligarchica, ma il consiglio diviene più ristretto dal 1297 quando i prerequisiti per accedere si fanno più stringenti: bisognava essere nobili iscritti nel libro d'oro.
Nel XIV secolo si espande a terra ("Stato da terra") per contenere la minaccia degli ottomani ad oriente e degli stati regionali, come Milano, in Italia. La massima estensione la ottiene con la vittoria di Maclodio contro Filippo Maria Visconti di Milano, presso Brescia, quando, oltre ai territori in Istria, annette Brescia e Bergamo. (1427)
In questo periodo è famosa come Serenissima e il suo Leone (simbolo di Venezia) poggia le zampe sia sul mare sia sulla terra.


  • Lo stato della Chiesa (Stato Pontificio) guidato dal Papa. Nel XIII secolo, con Innocenzo III il papato aveva rafforzato il suo potere locale espandendosi da Roma alle Marche, per parte dell'Umbria e della Toscana.

In queste zone però c'erano famiglie importanti che governavano localmente e si scontravano. Esse si rafforzarono in assenza del Papa, nel periodo di cattività avignonese (1309 / 1377). Si scontrano grandi famiglie come i Colonna, gli Orsini e i Caetani.

Nel 1353 un borghese notaio, Cola di Rienzo si scontra con questi baroni locali e prende brevemente il potere, ma, nonostante l'appoggio del Papa Innocenzo VI viene sconfitto e poi ucciso.

Ma prima il Cardinale Egidio di Albornoz, inviato dal Papa, e poi lo stesso Papa Martino V riusciranno a sedare i baroni e, grazie all'aiuto dei Colonna, ribadire il potere papale e la sua sovranità.

  • E il Regno di Napoli 

Dalla pace di Caltabelotta del 1302 era diviso: gli Angioni governavano sul continente e gli aragonesi sulla Sicilia. 
A Napoli Roberto d'Angiò (1309 /1343) dona un periodo florido, anche per gli investimenti fiorentini che lo appoggiarono, e per gli artisti inviati che abbelliscono la corte, come Giotto e Petrarca.
Intorno al 1435 però, dopo la sua morte ed a causa della crisi dinastica, si estingue la famiglia Angiò nel Sud Italia e, nel 1442 Alfonso V d'Aragona riesce a riunificare Napoli e Sicilia. Rafforza i due regni, ora connessi con commerci internazionali con la Spagna e cercando di sottomettere i poteri locali.
Il figlio Ferrante sventò una congiura dei Baroni (1485) ma da allora il Regno fu indebolito.
Sardegna: Viene concessa da papa Bonifacio VIII agli aragonesi nel 1297, anche se i locali vengono sconfitti solo nel 1421. Da Allora la Sardegna diventa un vicereame sotto Napoli. 



L'Italia poi era   costellata da piccoli territori guidati da importanti famiglie, che governano sul loro territorio senza estendersi in modo paragonabile a Venezia e Milano, come:
  • La Repubblica di Genova. Governata da un'oligarchia, in modo simile a Venezia. Genova si appropria della Corsica grazie alla vittoria della Meloria contro i pisani (1284). Si arricchisce con commerci con la Francia e sul mar Nero. Verso il 1380 però viene sconfitta a Chioggia e da allora, lentamente, perde di potere mentre Venezia si rafforza.
  • I Malatesta a Rimini: La famiglia Malatesta emerse come signoria nel XIV secolo e divenne una delle principali potenze nelle Marche, giocando un ruolo importante nelle guerre tra le città italiane.

  • I Gonzaga a Mantova (marchesato): I Gonzaga divennero signori di Mantova nel XIV secolo. La loro ascesa fu favorita dalla loro abilità diplomatica e dal sostegno di potenti alleati. Famoso è il loro mecenatismo (un esempio fra tanti è il pittore Andrea Mantegna, che dipinse la sala degli sposi nel palazzo ducale)


  • * Il ducato di Urbino, guidato da Federico di Montefeltro per concessione di Papa Sisto IV a partire dal 1474.

  • Gli Este a Ferrara: signoria approvata sia dall'imperatore (1452) sia dal Papa.

  • I Savoia, sulle alpi nella zona di connessione tra il Piemonte e la Francia. Questa famiglia aveva svariati territori già dal X secolo per concessione feudale, ma furono riuniti da Amedeo VIII duca di Savoia, nominato duca dall'imperatore dal 1416. Diventeranno fondamentali in epoca risorgimentale.

  • Famiglie "minori": Savoia in Piemonte, Gonzaga a Mantova, Scaligeri a Verona ed Estensi a Ferrara


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La pace di Lodi e la politica dell'equilibrio (1454)

Per stemperare i vari conflitti tra signorie (come le guerre d'espansione tra Venezia e Milano), sotto la rappresentanza di Lorenzo il magnifico (nipote di Cosimo de Medici) gli stati regionali si accordano per una tregua con la pace di Lodi (1454).

In parte gli accordi vengono raggiunti per ottenere una pace, in parte per timore degli Ottomani che nel frattempo (1453) avevano conquistato Costantinopoli facendo cadere il millenario impero orientale.

Questa stabilisce:

- I confini degli Stati.

-  Che Bergamo e Brescia vengano tolte a Milano e donate a Venezia

- La costruzione della Lega Italica tra Venezia, Milano, Stato Pontificio e Napoli.

-  Francesco Sforza viene riconosciuto dagli altri stati regionali come duca di Milano.

...

Lorenzo sarà il vero custode di questa temporanea tregua, anche grazie ai suoi buoni rapporti diplomatici. Viene però colpito dalla fallimentare congiura dei Pazzi (il nome della famiglia che lo attacca) nel 1478.

Il suo potere si rafforza e i Medici divengono i principali banchieri del Papa, la corte di Firenze si arricchisce di arte e cultura (come il filosofo Marsilio Ficino o il pittore Andrea del Verrocchio, maestro di Leonardo da Vinci) e la figlia di Lorenzo, Maddalena, si sposa con il figlio del Pontefice Innocenzo VIII.

FRATTURE NELLA TREGUA DI LODI

L'alleanza e la pace tra i vari Stati non sarà però duratura. 

Già nel 1453 gli Angiò tentano vanamente di riprendere Napoli dalle mani dell'aragonese Ferrante; e, nel 1476, a Milano Ludovico Sforza (detto il Moro) fa imprigionare Galeazzo Sforza (figlio di Francesco) e diviene reggente, causando odi e futuri conflitti, che non potranno essere più evitati da Lorenzo il magnifico, morto per gotta nel 1492.

La frammentazione e l'ulteriore debolezza causeranno, infatti, le guerre d'Italia e le invasioni stranieri durante il 1500.

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Per le minacce esterne (Caduta di Costantinopoli e impero Ottomano, vedi parte dedicata qui)

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APPROFONDIMENTI:


SCONTRI TRA MILANO E VENEZIA E PACE DI LODI (1454)

Il contesto: la frammentazione politica in Italia

Nel Quattrocento, l'Italia era un mosaico di signorie e stati regionali. La frammentazione politica era il risultato del crollo del Sacro Romano Impero e della debolezza del Papato nel centralizzare l'autorità su tutto il territorio. Le principali signorie e città-stato, infatti, esercitavano un forte controllo sulle rispettive terre, ma la competizione tra di loro era costante.

Tra le principali potenze italiane di questo periodo vi erano:

  • Milano, sotto la dinastia degli Sforza

  • Firenze, sotto il controllo dei Medici

  • Venezia, una repubblica oligarchica che dominava una vasta area nel nord-est

  • Napoli, sotto gli Angioini prima e gli Aragonesi (1442) poi

  • Il Papato, che controllava i territori centrali e aveva un'influenza politica considerevole.

Ogni signoria cercava di espandere il proprio potere e di ottenere supremazia territoriale. Questo creò alleanze strategiche, ma anche continui conflitti e guerre.

Le principali fazioni e alleanze

Nel Quattrocento, la lotta tra le signorie si tradusse in una serie di alleanze e coalizioni che cercavano di stabilire un equilibrio di potere. Alcuni degli scontri principali si svolsero intorno alla Pianura Padana, una regione che vedeva protagoniste città come Milano e Venezia. Ecco un elenco delle principali coalizioni:

  • Lega di Venezia (1428): Formata dalla Repubblica di Venezia, Firenze, il Papato e altre potenze italiane, questa alleanza si costituì per contrastare le ambizioni espansionistiche di Milano e del Ducato di Milano sotto Filippo Maria Visconti (1392 / 1447). La Lega di Venezia si oppose in particolare all'espansionismo milanese verso la Pianura Padana.

  • Lega Anti-Veneziana (1440): Questa coalizione fu formata per contrastare la Repubblica di Venezia e vedeva il coinvolgimento di Milano, Napoli, il Papato e Firenze (che nel 1440 cambiò partito sentendosi minacciata da Venezia, e vedeva nei nuovi signori di Milano, gli Sforza, un miglior alleato rispetto ai Visconti). L'alleanza cercava di fermare l'espansione territoriale di Venezia, che stava cercando di estendere il proprio dominio nel nord Italia. Milano, sotto Francesco Sforza (1401 / 1466), era uno dei protagonisti di questa alleanza.

  • Il conflitto tra Firenze e Milano: A partire dalla fine del Quattrocento, le due città-stato entrarono in conflitto per il controllo di territori strategici nella Pianura Padana. Gli Sforza e i Medici cercavano di prevalere l'uno sull'altro, alimentando tensioni e guerre interne.

Gli scontri e le guerre

Le guerre tra le signorie italiane non furono solo scontri militari, ma anche lotte diplomatiche e alleanze strategiche. Gli eventi principali durante queste guerre furono:

  1. Le guerre contro i Visconti: Nel primo Quattrocento, il Ducato di Milano, governato dai Visconti, cercò di espandere il proprio dominio nella Pianura Padana e oltre. Ciò portò a conflitti con Venezia e Firenze. Filippo Maria Visconti, che regnò dal 1412 al 1447, cercò di consolidare il suo potere e allargare i confini di Milano, ma la resistenza delle altre signorie contribuì alla sua fine.

  2. La lotta per il controllo di Napoli: Un altro aspetto importante delle lotte tra signorie fu la guerra per il controllo di Napoli. Quando gli Angioini persero il controllo del Regno di Napoli, quest'ultimo passò sotto il dominio degli Aragonesi. Questo cambiò gli equilibri di potere, poiché Napoli diventò un attore decisivo nelle alleanze tra le potenze italiane.

  3. Gli interventi francesi e la competizione per la supremazia in Italia: La Francia e la Spagna cominciarono a interferire nelle faccende italiane, portando nuove alleanze, ma anche nuove guerre. Nel 1494, Carlo VIII di Francia invase l'Italia, dando il via a una serie di conflitti noti come le Guerre d'Italia, che coinvolsero le principali signorie italiane e cambiarono ulteriormente gli equilibri politici.

La Pace di Lodi (1454)

Nel 1454, le continue guerre e conflitti tra le signorie italiane portarono alla firma della Pace di Lodi, un trattato che cercava di stabilire un equilibrio di potere stabile tra le principali potenze italiane. I protagonisti principali di questo trattato furono:

  • Milano (con Francesco Sforza, che aveva preso il controllo del Ducato di Milano nel 1450)

  • Firenze (governata dai Medici)

  • Venezia (una delle potenze economiche e politiche più forti del tempo)

  • Il Papato (che rappresentava l'autorità religiosa e politica sul centro Italia)

I principali obiettivi della Pace di Lodi furono:

  1. Riconoscimento reciproco: I principali stati italiani si riconoscevano reciprocamente come legittimi e indipendenti, riducendo le possibilità di conflitti diretti tra di loro.

  2. Equilibrio di potere: L'accordo stabiliva una divisione dei territori e una sfera di influenza per ogni signoria. Sebbene i territori non cambiassero drasticamente, venivano stabilite delle zone di rispetto per evitare il conflitto diretto.

  3. Fermare l'influenza straniera: La pace era vista anche come un modo per difendersi dalle minacce esterne, in particolare quelle provenienti dalla Francia e dalla Spagna.

Conseguenze

La Pace di Lodi portò a un periodo di relativa stabilità in Italia, che durò circa 40 anni. Sebbene non fosse una pace perfetta, e ci fossero ancora conflitti minori, l'accordo rallentò la violenza tra le signorie e favorì lo sviluppo economico e culturale del Rinascimento. Tuttavia, la fine di questo periodo di stabilità si ebbe quando le potenze straniere, come i Francesi e gli Spagnoli, cominciarono a interferire di nuovo nei conflitti italiani, innescando le Guerre d'Italia.

Sintesi

  • Le signorie italiane si scontrarono in una serie di guerre per il controllo della Pianura Padana e di territori strategici.

  • Milano e Venezia furono le principali rivali, con alleanze che variavano a seconda degli interessi territoriali.

  • La Pace di Lodi del 1454 stabilì un equilibrio di potere tra le principali potenze italiane, creando un periodo di relativa stabilità che favorì il Rinascimento.

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Schema pace di Lodi


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GUERRE D'ITALIA (1494 / 1559)

Le Guerre d'Italia del 500 furono una serie di conflitti che coinvolsero i principali stati europei e le potenze italiane, caratterizzate da una lotta per il controllo del territorio italiano e il dominio sulle sue risorse. Questi conflitti sono generalmente legati alla lotta per l'influenza sulla penisola italiana tra Francia, Spagna e il Sacro Romano Impero, ma anche fra le signorie italiane locali, che cercavano di difendere o espandere il proprio potere.

1. L'invasione di Carlo VIII (1494)

Le Guerre d'Italia del 1500 iniziarono nel 1494, quando Carlo VIII di Francia invase l'Italia (Chiamato da Lodovico il Moro, che non vedeva riconosciuto il suo potere a Milano dalle altre repubbliche regionali) con l'intenzione di conquistare il Regno di Napoli. Carlo VIII, infatti, voleva espandere il suo dominio sulla penisola e aveva anche rivendicazioni dinastiche sul regno napoletano.

Il suo intervento provocò la formazione di una coalizione tra le potenze italiane. Il Ducato di Milano, inizialmente alleato con la Francia, cambiò schieramento e si unì alla Lega Italica del 1495, una coalizione composta da Venezia, il Papato, e altri stati italiani, con l'obiettivo di fermare l'avanzata francese.

Nel 1495, Carlo VIII fu sconfitto nella Battaglia di Fornovo, ma la Francia non rinunciò completamente alle sue ambizioni in Italia.

2. Le lotte tra Francia e Spagna per l'Italia (1500-1515)

Nel decennio successivo, le tensioni tra la Francia e la Spagna per il controllo dei territori italiani aumentarono. La Spagna, che aveva il controllo su Napoli, non voleva perdere influenza in Italia, e la Francia continuò a cercare di espandersi.

Nel 1515, il re Francesco I di Francia, salito al trono, sconfisse le truppe del Ducato di Milano e riuscì a riprendere il controllo di Milano, segnando una nuova vittoria per la Francia. Ma questo non segnò la fine dei conflitti.

3. La lotta per Milano e il Sacco di Roma (1527)

Nel 1527, Carlo V, imperatore del Sacro Romano Impero e re di Spagna, lanciò un nuovo attacco contro Roma, che era stata un alleato instabile durante le guerre. Questo attacco culminò nel Sacco di Roma, un episodio devastante in cui le truppe imperiali saccheggiarono la città, e il Papato perse gran parte della sua potenza temporale.

Nel contempo, la Francia cercava ancora di ottenere il controllo su Milano, ma Carlo V consolidò il suo dominio sull'Italia.

4. Il dominio spagnolo e la fine delle guerre (1559)

Dopo il Sacco di Roma e i conflitti con la Francia, la Spagna emerse come la principale potenza in Italia. La Pace di Cateau-Cambrésis del 1559 sancì la fine delle guerre d'Italia. Con questo trattato, la Francia rinunciò definitivamente alle sue pretese sul Ducato di Milano, che rimase sotto il controllo degli Asburgo spagnoli, mentre la Spagna consolidò il suo dominio nel Regno di Napoli e in altre parti della penisola.

5. L'eredità delle guerre

Le Guerre d'Italia segnarono la fine dell'autonomia delle signorie italiane, che vennero inglobate nei domini di potenze straniere come la Spagna e, in minor misura, la Francia. Questi conflitti decisero il futuro politico dell'Italia, che rimase frammentata in stati regionali sotto l'influenza straniera fino all'Unità d'Italia nel 1861.


Sintesi: Le Guerre d'Italia del 500 furono una serie di conflitti tra le potenze italiane e straniere, principalmente Francia e Spagna, per il controllo dei territori italiani. Il conflitto iniziò con l'invasione di Carlo VIII nel 1494, proseguì con le lotte tra la Francia e la Spagna, e culminò con il dominio spagnolo sull'Italia nel 1559.


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APPROFONDIMENTI

Cesare Borgia (1475-1507): il Principe di Machiavelli



Cesare Borgia, detto anche il Valentino, è una delle figure più affascinanti e controverse del Rinascimento italiano. Figlio di Papa Alessandro VI (Rodrigo Borgia) e di Vannozza Cattanei, fu un uomo d'armi, politico spregiudicato e simbolo del principe ideale descritto da Niccolò Machiavelli.

Ascesa e conquista dell’Italia centrale

  • 1492: Suo padre diventa papa con il nome di Alessandro VI e inizia a favorire l'ascesa della famiglia Borgia.

  • 1498: Cesare rinuncia alla carriera ecclesiastica (era stato nominato cardinale a soli 17 anni) per diventare capitano militare.

  • 1499-1503: Con l’appoggio di suo padre e il sostegno della Francia di Luigi XII, Cesare conquista gran parte della Romagna e delle Marche, eliminando i signori locali. Stabilisce un governo forte e centralizzato.

  • 1502: Machiavelli, inviato come ambasciatore da Firenze, osserva le strategie di Cesare e lo prende a modello per il suo trattato "Il Principe".

Declino e morte

  • 1503: La morte improvvisa di Papa Alessandro VI priva Cesare del suo principale sostenitore. Il nuovo papa Giulio II gli si oppone.

  • 1504: Arrestato e imprigionato in Spagna.

  • 1507: Dopo essere fuggito, viene ucciso in battaglia a Viana, in Navarra.

Cesare Borgia rimase nella storia come un uomo ambizioso, spietato e abilissimo nella politica, ma la sua potenza crollò con la morte del padre, dimostrando che il potere personale senza solide istituzioni è effimero.


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Girolamo Savonarola





Girolamo Savonarola (1452-1498): il Predicatore di Firenze

Girolamo Savonarola fu un frate domenicano, predicatore e riformatore religioso, famoso per la sua lotta contro la corruzione della Chiesa e i costumi mondani del Rinascimento fiorentino.

L’Ascesa: Predicazioni e Influenza su Firenze

  • 1490: Viene chiamato a Firenze da Lorenzo de’ Medici e inizia a predicare contro il lusso e la corruzione della città.

  • 1492: Morte di Lorenzo il Magnifico. Savonarola diventa sempre più influente.

  • 1494: Dopo la discesa di Carlo VIII di Francia, i Medici vengono cacciati da Firenze e Savonarola diventa il leader spirituale della Repubblica fiorentina.

La "Firenze Puritana" e il Falò delle Vanità

  • 1495-1497: Firenze diventa una teocrazia, governata secondo i principi religiosi di Savonarola.

  • 1497: Organizza il famoso Falò delle Vanità, in cui brucia opere d’arte, abiti lussuosi e oggetti considerati peccaminosi.

Caduta e Morte

  • 1497: Il Papa Alessandro VI lo scomunica.

  • 1498: Arrestato, torturato e giustiziato come eretico in Piazza della Signoria a Firenze. Il suo corpo viene bruciato e le ceneri gettate nell'Arno.

Savonarola è ricordato come una figura profetica e radicale, che anticipò la Riforma Protestante, ma anche come un fanatico religioso la cui intransigenza portò alla sua rovina.

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