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venerdì 25 aprile 2025

Ellenismo: epicureismo, scetticismo e stoicismo

 Ellenismo



 L’ELLENISMO – Storia e contesto (323 a.C. – 31 a.C.)

✦ Definizione:

L’Ellenismo è il periodo della storia e della cultura greca che inizia con la morte di Alessandro Magno (323 a.C.) e termina con la battaglia di Azio (31 a.C.), quando Roma conquista definitivamente l’Oriente ellenico.

✦ Eventi principali:

  • 323 a.C.: Morte di Alessandro Magno → il suo impero viene diviso tra i suoi generali (i Diadochi).

  • Nascono i regni ellenistici: Egitto tolemaico, Siria seleucide, Macedonia, ecc.

  • Cultura greca si fonde con elementi orientali, dando origine a una civiltà cosmopolita, raffinata, ma anche disorientata.

  • 31 a.C.: Ottaviano sconfigge Antonio e Cleopatra → inizio del dominio romano.

✦ Caratteristiche storiche e culturali:

  • Fine delle polis (città-stato autonome): le persone perdono il senso di appartenenza civica.

  • Nascita di grandi monarchie cosmopolite, più distanti dalla vita quotidiana del cittadino, che diviene suddito, ma anche individuo.

  • L’individuo si sente isolato, spaesato, e cerca sicurezza non più nella politica, ma nella vita interiore, nella filosofia come guida personale. La filosofia lascia i cieli di Platone e diventa medicina dei turbamenti del vivere.

  • Una sede fondamentale diviene quella di Alessandria d'Egitto, fondata da Alessandro Magno intorno al 331 aC, organizzata poi per la prima volta per autore e titolo da Demetrio Falereo (345 / 282 ac). Ad Alessandria c'era anche il Museo (casa delle muse, dove si faceva ricerca: dall'astronomia alla medicina).

  • Le diverse culture si riuniscono sotto una medesima lingua / cultura di derivazione greca (Koinè)

  • In questo periodo si perfeziona il modello astronomico antico (geocentrico) con Claudio Tolomeo (100 / 170 dc) e il suo Almagesto (abbiamo solo la versione araba) ma, prima, nel 310 ac Aristarco propose per la prima volta un primo modello eliocentrico.


📚 2. FILOSOFIA DELL’ELLENISMO – Le quattro scuole principali

Durante l’Ellenismo la filosofia diventa terapeutica: serve a vivere bene, a raggiungere la felicità o l’imperturbabilità, non più solo a conoscere il mondo.

1. Stoicismo

  • Fondatore: Zenone di Cizio (fine IV sec. a.C.)

  • Dottrina: la felicità si raggiunge vivendo secondo ragione e natura, accettando il destino con serenità.

  • Valori: virtù, autodisciplina, apatia (assenza di passioni), cosmopolitismo.

  • Filosofi principali: Zenone, Cleante, Crisippo → in epoca romana: Seneca, Epitteto, Marco Aurelio.

2. Epicureismo

  • Fondatore: Epicuro (341–270 a.C.)

  • Dottrina: il bene supremo è il piacere, inteso come assenza di dolore (atarassia e aponia).

  • Filosofia pratica: vivere ritirati, coltivare l’amicizia, eliminare la paura degli dèi e della morte.

  • Filosofi principali: Epicuro → in epoca romana: Lucrezio.

3. Scetticismo

  • Fondatore: Pirrone di Elide

  • Dottrina: non possiamo conoscere nulla con certezza → bisogna sospendere il giudizio (epoché).

  • Scopo: raggiungere la tranquillità dell’animo (atarassia).

  • Filosofi principali: Pirrone, Timone, Arcesilao, Carneade, Sesto Empirico.

4. Cinismo

  • Fondatore: Antistene (discepolo di Socrate), reso celebre da Diogene di Sinope.

  • Dottrina: rifiuto dei beni materiali, ritorno alla natura, vita povera e libera da convenzioni sociali.

  • Provocatorio: il cinico vive con il minimo necessario, dimostrando l’inutilità delle ricchezze e delle regole.


L’ellenismo è l’epoca della crisi del cittadino e della nascita dell’uomo cosmopolita.

La filosofia non cerca più la verità assoluta, ma la salvezza dell’individuo, diventando cura dell’anima.

A Roma alcuni intellettuali cercarono di fondere il meglio delle scuole elleniche in senso pragmatico in un movimento chiamato Eclettismo: il suo esponente principale è Cicerone (106/ 43 ac).

Cicerone (106-43 a.C.): non fu un filosofo sistematico, ma un mediatore culturale tra la filosofia greca e il mondo romano.



  • Aderì allo scetticismo probabilistico di Carneade. Seguendo lo stoico Crisippo cerca di conciliare libertà umana e fato dell'universo (Logos)

  • Cercò di conciliare la filosofia con l’impegno politico e la virtù civica.

  • Tradusse e divulgò le dottrine stoiche, epicuree e accademiche in latino.

  • Esaltò l’importanza della retta ragione (recta ratio) e del dovere (officium) per guidare l’azione.

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LE SCUOLE FILOSOFICHE ELLENICHE



SCETTICISMO

Lo scetticismo è una corrente filosofica che dubita della possibilità di raggiungere una conoscenza certa. Il termine viene dal greco  SKÈPSIS che significa indagine, ricerca, ma anche dubbio.

Per lo scetticismo l'inconoscibilità della verità non è un'esperienza negativa: il suo riconoscimento, anzi, porta all'imperturbabilità della mente. 

I vari autori di questa corrente cercano di portare prove del loro essere scettici, una di queste è il continuo scontro tra le varie dottrine filosofiche: se la verità fosse conoscibile, sarebbero d'accordo.

 I principali scettici sono:

  • Pirrone di Elide (360 / 270 a.C.): fondatore dello scetticismo, accompagnò Alessandro magno in alcuni dei suoi viaggi. Sosteneva che, poiché non possiamo conoscere la realtà con certezza, è meglio sospendere il giudizio (epochè) e vivere seguendo le abitudini, ottenendo così l’imperturbabilità (atarassia).

Si pone 3 domande fondamentali e cerca di rispondervi: 

a) Qual è la natura delle cose? Non possiamo conoscere la vera essenze delle cose, ma solo i fenomeni (apparenza). 

b) Con quale atteggiamento le incontriamo? Visto che non possiamo conoscerle, dovremmo usare la prudenza, sospendere il giudizio (epochè).

c) Quali sono le conseguenze? Con la sospensione del giudizio otteniamo l'imperturbabilità della mente (atarassia)

  • Sesto Empirico


    (II sec. d.C.): medico e filosofo, è la nostra fonte principale sullo scetticismo antico. Approfondì la pratica della sospensione del giudizio, mostrando che per ogni argomento esiste un contro-argomento altrettanto valido.

Critica i principali metodi di ragionamento:

- L'induzione: è sempre passibile di errore e confutazione, e non potrà mai cogliere al suo interno tutti i casi possibili.
- Deduzione: compie l'errore di includere nelle premesse ciò che si vuole dimostrare.
- Causa: secondo Pirrone non può essere né prima né contemporanea al suo effetto, e quindi non è valida.
- La concezione di Dio stoica (che era quella di un dio materiale): se ha corpo è effimero e soggetto ai turbamenti, e quindi non è un dio. Per Sesto l'unico atteggiamento razionale di fronte al divino è quello dello scetticismo / agnosticismo.


  • Scuola scettica accademica (legata all’Accademia platonica):

    • Arcesilao (III sec. a.C.) (315 / 240 ac): introdusse lo scetticismo nell’Accademia, rifiutando ogni conoscenza certa. Possiamo affidarci solo alla prudenza e al buon senso.

    • Carneade (II sec. a.C.): affermò che non possiamo avere certezze, ma solo gradi di probabilità, su cui possiamo comunque agire nella vita pratica.

Agrippa (I secolo dc) Lo conosciamo tramite Sesto Empirico perché non ha lasciato opere, ma sosteneva 5 argomenti in favore dello scetticismo.

1. La discordanza delle scuole comporta l'inconoscibilità della verità.
2. La progressione infinita dei principi primi comporta l'impossibilità di raggiungerli e dimostrarli.
3. La relazione soggettiva che abbiamo con ogni cosa implica la non oggettività della conoscenza.
4. Il ragionamento per ipotesi comporta l'assunzione di una di queste premesse per convenzione.
5. La circolarità di molti ragionamenti, che li invalida.


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Epicuro, nato a Samo nel 341 aC


La sua scuola ad Atene (la filosofia del giardino), entrò in opposizione con l'accademia Platonica e il Liceo aristotelico e durò fino al IV secolo dc.

Vedi la sua filosofia quÈi

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Ipazia d'Alessandria (370 / 415 dc)



Biografia di Ipazia

  • Nata: ad Alessandria d’Egitto intorno al 360-370 d.C.

  • Morta: nel 415 d.C., sempre ad Alessandria.

  • Figlia del matematico e filosofo Teone di Alessandria, fu educata in un ambiente colto e neoplatonico.

  • Guidava la Scuola di Alessandria, un’importante istituzione filosofica, e insegnava filosofia, matematica e astronomia.

  • Era una donna pagana in un mondo che stava diventando sempre più cristiano: fu ammirata e rispettata anche da intellettuali cristiani, ma anche osteggiata per motivi religiosi e politici.

Morte - Fu forse la prima martire del libero pensiero

  • Venne uccisa brutalmente nel 415 d.C. da una folla di fanatici cristiani, sobillata probabilmente da sostenitori del vescovo Cirillo di Alessandria.

  • Le fonti (come Socrate Scolastico) raccontano che fu aggredita in strada, trascinata in una chiesa, scarnificata con cocci aguzzi, fatta a pezzi e bruciata. [film: Agorà]

  • La sua morte è vista come simbolo della fine del mondo classico, della libertà di pensiero, e della violenza religiosa.

Lavori

  • Nessuna sua opera è giunta fino a noi, ma è nota per:

    • Commenti a opere di Apollonio (coniche) e Diophanto (aritmetica).

    • Probabili interventi editoriali nelle opere del padre Teone.

    • Studi di astronomia e strumenti scientifici: si dice abbia migliorato l’astrolabio e costruito un idroscopio.

  • Fu più commentatrice e divulgatrice che autrice originale, ma con altissimo livello scientifico.

Perché è considerata filosofa

  • Era a capo della scuola neoplatonica di Alessandria: insegnava filosofia platonica, probabilmente in chiave plotiniana (cioè spirituale e mistica).

  • Il suo ruolo era simile a quello di una guida morale e intellettuale.

  • Dialogava con filosofi, politici e anche cristiani, mantenendo una posizione razionale, etica e dialogante, che incarnava il ruolo classico del filosofo come maestro di vita.

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STOICISMO

Lo stoicismo è una scuola filosofica fondata da Zenone di Cizio alla fine del IV sec. a.C. ad Atene.
Insegna che:

  • il bene supremo è vivere secondo natura e ragione;

  • bisogna accettare il destino senza lasciarsi travolgere dalle passioni (apatheia);

  • la virtù è l’unico vero bene, sufficiente per la felicità. L'ignoranza è l'unico vero male.

La filosofia è concepita come cura dell’anima e disciplina della vita.

Si chiama così perché i maestri dello stoicismo antico insegnavano ad Atene nel portico dipinto (Stoà Poikile)





Possiamo suddividere lo Stoicismo in tre epoche principali.

EpocaAutori principaliCaratteristiche
Antico (IV-III sec. a.C.)Zenone di Cizio, Cleante, CrisippoFondazione e sistematizzazione della dottrina; enfasi su logica e fisica.
Medio (II-I sec. a.C.)Panezio, PosidonioRielaborazione più “aperta”; influenza platonica e aristotelica; attenzione alla vita pratica.
Tardo (Romano) (I-II sec. d.C.)Seneca, Epitteto, Marco AurelioStoicismo morale e pratico; meno sistematico, più personale; filosofia come guida alla vita.


 Zenone divideva la virtù in: naturale, razionale e morale. 

Per questo lo stoicismo si suddivide in tre settori principali: Fisica, Logica ed Etica


  • Logica

  • Studia il pensiero, il linguaggio, la conoscenza.
    → Serve a distinguere il vero dal falso.
    (Esempio: Crisippo sviluppa una teoria dei ragionamenti complessi.)

La Logica e la scienza sono condizioni necessarie a divenire felici. La Logica contiene sia la dialettica (domanda e risposta), sia la retorica (orazioni). La dialettica è composta sia dalla grammatica (studio delle parole), sia la logica in senso stretto (argomentazioni).

I termini singoli e i sofismi non sono né veri né falsi, ma le proposizioni possono esserlo, le argomentazioni, invece, possono essere valide o no.

Nella logica risiede anche la Gnoseologia.

La prima parte della conoscenza è la rappresentazione (che deriva dalla sensazione), dove il soggetto è passivo, ma si attiva nell'accettazione di questa (comprensione / rappresentazione catalettica). Zenone spiega questo processo con la metafora della mano aperta e chiusa.

1. Mano aperta = Rappresentazione (phantasia)

  • La mano è aperta e rilassata.

  • Questo rappresenta la semplice ricezione di un'impressione: quando vedi o percepisci qualcosa, il tuo animo riceve una "forma", ma ancora non giudichi se sia vera o falsa.

Esempio: Vedi una figura lontana nella nebbia: è solo un'impressione vaga.


2. Mano semichiusa = Assenso (sugkatathesis)

  • Le dita cominciano a chiudersi.

  • Questo rappresenta l’assenso: l’anima accoglie l'impressione e decide di crederle.

  • Attenzione: non è ancora certezza. È un primo "sì, potrebbe essere vero".

Esempio: Guardi meglio e pensi "forse è una persona".


3. Pugno chiuso = Rappresentazione catalettica (katalepsis)

  • La mano si chiude completamente in un pugno.

  • Questo simboleggia il momento in cui afferri saldamente un'impressione vera, non solo accolta, ma compresa con certezza.

  • È la conoscenza sicura di ciò che ti si presenta davanti.

Esempio: Ti avvicini e vedi chiaramente che è tuo fratello: la percezione è inequivocabile.


4. Mano chiusa stretta con l’altra mano = Sapienza (sophia)

  • Ora Zenone stringe ancora più forte il pugno con l’altra mano sopra.

  • Questo rappresenta la piena sapienza, cioè il saggio:
    solo il saggio è capace non solo di afferrare la verità, ma di viverla stabilmente, senza mai sbagliarsi.

Esempio: Non solo riconosci tuo fratello, ma sai come relazionarti a lui con amore, giustizia, coerenza.

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Zenone distingueva, nella gnoseologia (teoria della conoscenza)

- Concetti naturali: avvengono per ripetizione e anticipazione (prolessi)

- Concetti artificiali: prodotti dalla mente con il ragionamento o l'istruzione (ex idee o triangolo)


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Triangolo semantico

Gli stoici dividono il senso delle cose in tre parti fondamentali:

a) il significato: l'immagine mentale di una parola (incorporea)

b) il significante: la parola, corporea nel suo suono ("Casa")

c) l'oggetto reale corrispondente alla parola (la casa sulla collina)



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LOGICA IPOTETICA

Se la logica di Aristotele si basa su termini e proposizioni apofantiche (vere o false); quella degli stoici su basa su proposizioni ipotetiche (Se.... allora)

FiguraFormulaSpiegazione sempliceEsempio pratico
1. Modus ponensSe A allora B; A è vero → B è veroSe una condizione si verifica, anche l'effetto si verifica.Se piove, allora mi bagno. Sta piovendo ⇒ mi bagno.
2. Modus tollensSe A allora B; B è falso → A è falsoSe l'effetto non si verifica, allora nemmeno la condizione iniziale è avvenuta.Se studio, supero l'esame. Non ho superato l'esame ⇒ non ho studiato.
3. Negazione della congiunzioneNon (A e B); A è vero → B è falsoSe due cose non possono essere vere insieme, e una è vera, allora l'altra è falsa.Non è vero che sono a casa e in biblioteca. Sono a casa ⇒ non sono in biblioteca.
4. Disgiunzione (prima forma)A o B; A è falso → B è veroSe una delle due deve essere vera, e una è falsa, allora l'altra è vera.O oggi è sabato o oggi è domenica. Oggi non è sabato ⇒ oggi è domenica.
5. Disgiunzione (seconda forma)A o B; B è falso → A è veroCome sopra, ma negando l'altra opzione.O mangio la pizza o mangio la pasta. Non mangio la pasta ⇒ mangio la pizza.

Simboli

  • significa "se... allora..."

  • ¬ significa "non"

  • significa "e"

  • significa "o"

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    Per gli stoici i ragionamenti si basano quindi su un procedimento logico che parte da un indizio, forma una premessa evidente, arriva ad una conclusione non evidente.

    ex: Se piove mi bagno. Sono bagnato, allora ha piovuto.

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    • Fisica

    • Studia la natura dell’universo, che è un cosmo razionale.
      → Il mondo è governato da un principio divino, il Logos.
      (Tutto è destino; il fuoco è il principio fondamentale.)

    La fisica degli stoici è panteista (dio corrisponde al tutto ossia alla natura) ed è retta da una legge universale e necessaria (Logos). Materialista (esiste solo ciò che ha un corpo, altrimenti non avrebbe reazione o azione). Ottimistica: tutto quel che accade ha un senso (anche il male) perché voluto da Dio e da regole necessarie.

    L'universo per gli stoici è ciclico (nasce e muore come per i presocratici) e lo fa però perennemente. Ossia: nasce, cresce, all'apice si distrugge (Ekpyrosis); dunque si riforma (Palingénesi) e tutta la storia si ripete allo stesso modo (Apocatastasi).

    Infatti il Logos rimane lo stesso, quindi la storia e l'universo si ripeterà in modo identico.

    Il logos è soffio vitale e l'anima è la sua rappresentazione individuale. Essa è costituita da: 5 sensi, ragione (il punto centrale), linguaggio e generazione (seme).

    L'uomo per gli stoici è libero sono se riconosce il buon fato del mondo: deve conoscere l'ordine dell'universo e accettarlo (autodeterminazione). 

    • Etica
      Studia come vivere bene.
      Virtù = vivere secondo ragione = vivere secondo natura.
      Passioni come ira, paura, desiderio vanno eliminate perché nascono da giudizi errati.

    La NATURA  tende ad autoconservarsi, così noi. Tendiamo ad avvicinarci a quanto ci giova e allontanarci da quanto ci danneggia. 

    La natura umana è razionale, e quindi dovremmo cercare di potenziarla il più possibile. 

    Quella degli stoici è un'etica del dovere: l'uomo deve evitare tentazioni e passioni per seguire la ragione. Ci sono azioni contro ragione (uccidere un innocente), pro ragione (onorare i genitori) e neutrali (alzare una penna). 

    Per potenziare la ragione ed evitare le tentazioni, devo stare attento alle passioni: piacere e dolori presenti; timori e desideri futuri. Il saggio ricerca l'imperturbabilità.

    Per gli stoici è importante vivere con dignità rispettando i doveri umani, e quando non possiamo farlo per sfortuna o circostanze esterne, allora contemplano il suicidio come qualcosa di dignitoso.

    La virtù (sapienza) è l'unico bene, e l'ignoranza l'unico male. Fortuna e sfortuna non hanno valore morale ma possono essere positive o negative a livello fisico (ex: ricchezza e povertà).

    La virtù è unica ma può essere vista sotto diversi punti di vista, ex fortezza (resilienza), saggezza (umani compiti), giustizia (distribuzione dei beni)

    Politicamente, a differenza di Epicuro (vivi nascosto) promuovono un atteggiamento sociale e civile: l'uomo abbisogna degli altri, perché fa parte della stessa legge universale (logos) di cui le leggi positive degli Stati sono una pallida riproduzione, ma regolano la vita in comune.

    Gli stoici sono quindi giusnaturalisti e cosmopoliti: credono che le leggi positive dipendano da quella universale.

    Metafora della filosofia stoica:



    • Logica = recinto che protegge il giardino;

    • Fisica = gli alberi del giardino;

    • Etica = il frutto che si raccoglie.

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    STOICISMO MEDIO

    Esso rivisita poco rispetto a quello antico, avviene dal II sec ac

    Il principale filosofo stoico del periodo è Panezio di Rodi (attivo nel 160 ac): egli propone uno "stoicismo umanista", allentando di un poco la severità degli stoici antichi.

    Si passa quindi dal "Vivi secondo natura" (logos necessario) al "Vivi secondo la tua (propria) disposizione naturale" che include maggiormente il tuo essere.

    Cicerone, nel primo secolo dC, affidandosi all'eclettismo riprenderà questa tesi, ma spingendo sui toni civili e religiosi.


    STOICISMO ROMANO : EPITTETO, SENECA, MARCO AURELIO

    FilosofoPunti chiaveStile
    Epitteto (50-130 d.C.)Ex schiavo; insegna il distacco da tutto ciò che non dipende da noi; insistenza sulla libertà interiore. Sottolinea ciò che possiamo controllare e quanto non possiamo come possibilità di vivere meglio. Approfondimento EpittetoDialoghi pratici (Diatribe); raccolta di massime (Manuale).
    Seneca (4 a.C.-65 d.C.)Filosofo e politico di Cordoba poi maestro di Nerone; tensione tra ideali stoici e compromessi della vita pubblica; riflessioni su tempo, morte, virtù. Riprende il concetto tripartitico di anima platonica, sottolineando l'imperfezione umana: oscilliamo sempre tra bene e male. Stile brillante e retorico; Lettere a Lucilio, trattati filosofici.
    Marco Aurelio (121-180 d.C.)Imperatore romano; filosofia come diario personale; meditazioni sulla caducità, il dovere, il destino. Riflessione sull'io. Importanza dell'esame di "coscienza" delle nostre giornate allo scopo di migliorarci sempre.Meditationes (Pensieri): testi brevi, meditativi, rivolti a sé stesso.


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    CONFRONTO TRA SCUOLE ELLENICHE

    AspettoScetticismoEpicureismoStoicismo
    FondatorePirroneEpicuroZenone di Cizio
    ObiettivoAtarassia (imperturbabilità) tramite sospensione del giudizioPiacere stabile (assenza di dolore)Virtù e accordo con la natura
    ConoscenzaÈ impossibile conoscere con certezzaÈ possibile conoscere ciò che è necessario per il piacereÈ possibile conoscere la verità attraverso la ragione
    Rapporto con il mondoIndifferenza verso le opinioni e gli eventiRitiro dalla vita pubblica, ricerca della serenità privataImpegno nel mondo secondo razionalità e dovere
    Visione degli dèiIndifferenza, se esistono non si curano di noiEsistono, ma non si interessano agli uominiEsiste una Provvidenza razionale che guida tutto

    mercoledì 12 ottobre 2022

    Diogene Cinico, Epitteto, Epicuro (cinici, stoici, epicurei)

    Socratici minori

    Cinici, cirenaici, megarici


    schema socratici minori

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    ELLENISMO
    Scuole elleniche - ellenismo: Stoici, Epicurei, Scettici

    Certo sono più sapiente io di quest’uomo, anche se poi, probabilmente, tutti e due non sappiamo proprio un bel niente; soltanto che lui crede di sapere e non sa nulla, mentre io, se non so niente, ne sono per lo meno convinto, perciò, un tantino di più ne so di costui, non fosse altro per il fatto che ciò che non so, nemmeno credo di saperlo. ( Apologia di Socrate, cap. 6)

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    DIOGENE DI SINOPE (412 ac - 323 ac)



    Chi vuole conservare la propria integrità morale dovrebbe cercare un buon amico o un acceso nemico, per poter sfuggire al vizio mediante i rimproveri o le cure



    Lezione su Diogene Cinico (29 e lode): https://www.youtube.com/watch?v=gR_Ko1Evl4E
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    Tra Egina e Corinto, a causa del padre che era un falsario, divenne uno strano schiavo e venne venduto ad un mercato. 
    «E chiedendogli l'araldo che cosa sapesse fare, Diogene rispose: «Comandare agli uomini». Fu allora che egli additò un tale di Corinto che indossava una veste pregiata di porpora, il predetto Seniade, e disse: «Vendimi a quest'uomo: ha bisogno di un padrone».
    (Diogene Laerzio, Vite dei Filosofi VI, Vita di Diogene, 32)

    Diogene il cane, o "Il socrate pazzo"


    Primo filosofo a definirsi "cittadino del mondo", può dirsi "proto-comunista"
    Tutto appartiene agli dei; i sapienti sono amici degli dei; i beni degli amici sono comuni. Perciò i sapienti posseggono ogni cosa.
    «l'Uomo ha complicato ogni singolo semplice dono degli Dei».
    «L'unica retta costituzione politica è quella che regola l'universo.»
    «Un fanciullo mi ha battuto nel vivere con semplicità»
                                                       (Nicolas Poussin, 1648)

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    Dov'è l'uomo? Cerco l'uomo" La critica alla società e l'importanza della libertà.

    "... (Diogene) voleva significare appunto questo: cerco l'uomo che vive secondo la sua più autentica natura, cerco l'uomo che, al di là di tutte le esteriorità, le convenzioni o le regole imposte dalla società e al di là dello stesso capriccio della sorte e della fortuna, ritrova la sua genuina natura, vive conformemente a essa e così è felice."


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    Diogene e i paradossi. 

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    Diogene e Alessandro Magno
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    Vita e approfondimento Diogene Cinico
    «Sono un utopista e la società che vorrei per i miei figli, oggi, la si potrebbe solo rabberciare in qualche remoto distretto rurale e, probabilmente, a loro non piacerebbe.
    Quello che, invece, non vorrei è che, tra una ventina d'anni, mio figlio cantautore non potesse più liberamente rispondere alla domanda di qualche figlio di giornalista: "Sei davvero così pessimista sul futuro di questa società?".
    Inizialmente, ho pensato ai soldi come a un valido riparo dai guai della vita, dai mille pericoli del vivere che, poi, sono pericoli ridicoli: quello di non avere, di non possedere abbastanza, di non poter avere i cioccolatini, di perdere la bambinaia, di non potersi permettere le vacanze al mare. Ma, poi, mi sono chiesto: non sarà che il pericolo è proprio quello di andare a fare le vacanze al mare, di abituarsi ad alimentare dei bisogni di cui non si può più fare a meno. Di andare dal parrucchiere, di farsi il lifting e le cure di bellezza.
    Ho cambiato, insomma, il mio atteggiamento. Non dico di arrivare alla scuola cinica di Diogene, però, forse è una buona strada da percorrere. Quando la vicissitudine dei bisogni diventa una necessità assoluta, questo sì che è veramente pericoloso. Per questo, vedo bene le "anime salve", questa umanità che sembra galleggiare ai margini del benessere, all'estrema periferia di questi bisogni. Penso che il bene sia proprio galleggiare intorno, muoversi ai margini, affrontare le difficoltà giorno per giorno. Solo così si riesce a "essere"».
    Fabrizio De André
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    Epitteto  (50 - 130 dc)


    «Tra le cose che esistono, le une dipendono da noi, le altre non dipendono da noi. Dipendono da noi: giudizio di valore, impulso ad agire, desiderio, avversione, e in una parola, tutti quelli che sono propriamente fatti nostri. Non dipendono da noi: il corpo, i nostri possedimenti, le opinioni che gli altri hanno di noi, le cariche pubbliche e, in una parola, tutti quelli che non sono propriamente fatti nostri.»

    (Epitteto, Manuale)

    Manuale di Epitteto (Enchiridion) [pdf]

    "Non cercare di fare in modo che ciò che accade accada come desideri, ma desidera che ciò che accade accada come accada."


    Vita e filosofia di Epitteto
    https://www.scuolafilosofica.com/628/epitteto





    Premessa:
     il primo approccio alla filosofia non dovrebbe essere solo quello di seguire o insegnare lezioni, ma di applicare i principi. Vivere come un filosofo che apprende e si mette in gioco, più che come un maestro che rivela.

    Etica: 
    Non c'è nessun bene o male oltre quello morale.

    "Prefiggiti una regola di vita alla quale ti atterrai, solo e in presenza d'altri."


    ---> Azione: solo l'intenzione e l'esercizio sono in nostro possesso, non il risultato.
    ---> Nessuno compie il male volontariamente: l'unico bersaglio (scopo) è il bene,
     ma lo si può mancare.
    ----> Cura la tua interiorità, la tua coscienza: quel lume della ragione che puoi controllare. 
    Puoi perdere tutto ma non la tua intenzione e la tua dignità.
    ---> Gli altri non possono ferirti proprio per questo centimetro di libertà che ci rimane. 
    Solo gli amici hanno accesso alle tue debolezze, ma bisogna sceglierli per stima, non solo per piacere o affetto.

    I democratici possono condannare Socrate, ma lui può decidere di filosofare fino alla fine.
    Vespasiano può minacciare il senatore Elvidio Prisco, lui può decidere di non aver paura di morire.
    Abbiamo sempre il potere di NON rinunciare a noi stessi.




    Fisica: 
    La natura è coerente con se stessa.

    "Vuoi dunque qualcosa di diverso dal meglio? E cosa c'è di meglio di ciò che piace a dio?"


    “Non tutte le tempeste arrivano per distruggerti la vita. Alcune arrivano per ripulire la tua strada”. (Seneca)

    ---> L'unico tempo da considerare è il presente.
    ---> Ogni cosa che accade è razionale.
    ---> Ogni bene è provvisorio.
    -----> Tieni presente i tuoi limiti e fanne un punto di forza (vita e unicità).
    ---> Sii grato per quello che accade e impara a perdonare. Non perché hai sbagliato per forza. Ma perché non troverai niente di utile nelle lamentele.


    Logica: 
    Ogni attività umana si fonda sul Giudizio.

    "Non lasciarsi trascinare dalle rappresentazioni del successo altrui, il bene dipende da te."


     ---> Non farti plagiare da una felicità impermanente. Non confondere la breve

     soddisfazione con la più lunga felicità.


    ---> Non accettare una rappresentazione senza valutazione.

    ----> Distingui l'evento dal tuo giudizio sull'evento.

    ----> Ripensa alla tua vita per migliorare te stesso. Curare la propria persona per divenire sempre più consapevole.

    ---> Non avere paura della morte: un limite all'esistenza tende a dar luce a quei giorni. 
    Seneca a Lucilio: " Che la morte possa coglierti nel momento di maggior splendore".

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    Collegamento con Marco Aurelio, Pensieri

    Esercizi della Restrizione dell'Io


    Se ti separi da ciò che non sei (ciò che hai fatto, ciò che dirai, ciò che gli altri pensano, ciò che appartiene al destino, o al caso) e... la tua facoltà intellettiva vive nel presente, facendo ciò che è giusto, volendo ciò che accade, e dicendo la verità, allora potrai vivere con serenità e benevolenza nel confronto del tuo daimon.



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    Albert Ellis, (psicologo clinico) collegamento ---> L'ansia e la terapia razionale emotivo-comportamentale (REBT). 


    L'ansia in sé è  normale: una simulazione cognitiva verso il futuro, ma spesso tende a diventare eccessiva e crea problemi. Alla fine è un'attivazione energetica che potrebbe perfino aiutarci, ma la paura dell'ansia ci blocca.

    Più che dall'evento, dipende dai nostri pensieri sull'evento. Ma quei pensieri e quell'attivazione arriva e passa: non puoi evitare i pensieri o l'agitazione, ma puoi notarli senza giudicare e lasciarli andare.

    Spesso per tentare di superarla usiamo soluzioni disfunzionali come il controllo, l'evitamento e la richiesta di aiuto, ma non facciamo che peggiorare la situazione.

    [Il ragno non saprebbe più regolare le sue 8 zampe se in ogni momento tentasse di controllare razionalmente il movimento]

    Non possiamo controllare emozioni e pensieri, ma solo le azioni.

    Evitare una situazione potenzialmente ansiosa non fa che far crescere l'ansia per quello che stai evitando. Può essere utile invece toccare con mano quell'occasione, aumentare la superficie di contatto per aumentare progressivamente la nostra resilienza e la nostra gestione emotiva.

    L'aiuto quando davvero ci serve è utile, ma spesso diventa una resa: ci rendiamo conto che non siamo in grado di fare qualcosa (o così abbiamo deciso) e deleghiamo ad altri.

    L'evitamento si combatte con l'esposizione. Il controllo con il lasciar andare dopo aver notato senza giudicare. La richiesta di aiuto con la responsabilità e l'iniziativa.


    Altri tipi di evitamento sono il perfezionismo, che spesso porta al blocco, e l'iperattività che porta al controllo e al senso di colpa: in entrambi i casi bisogna imparare ad essere gentili con se stessi. Se quel giorno non si è fatto abbastanza, ci si rimboccherà le maniche quello seguente. 

    Niente scuse, ma niente rimproveri stressanti e giudizi esagerati. 

    Aumenta  l'ansia derivata dall'eccesso di ragionamento se si sta meno nel presente e più nel passato o nel futuro: si resta più nel presente se ci si appiglia più ai sensi e alle emozioni rispetto alle idee.


    Rabbia e senso di colpa spesso si legano all'ansia.

    Per il senso di colpa: serve a poco ragionarci (o sragionarci) serve essere consapevoli di eventuali errori, prenderne la responsabilità senza dare la colpa agli altri e, se possibile, rimediare.

    Per la rabbia, può servire cambiare momentaneamente aria, tentare di rallentare i movimenti ed abbassare i toni, poi - dopo - ritornare a discutere.

    Per l'ansia sociale e relazionale: cerca di pensare meno a te stesso e la tua insicurezza (porta all'analisi auto-paralizzante) e di più all'ascolto e agli altri.

    Per l'ansia scolastica e lavorativa: cerca di prepararti a dovere, ma non puoi sapere davvero se sei pronto finché non ci provi, e continuare a rimuginarci sopra, ancora una volta, porta alla paralisi e all'ansia.







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    La peggiore fantasia: più cerchi la paura, più questa scompare.


    Favola dei porcospini, Schopenhauer



    Ruota della consapevolezza: sensi, corpo, pensieri e emozioni, relazioni.

    Utilità della meditazione per rendersi consapevoli (senza giudizio) dei propri stati (pensieri e attivazioni).




    Approfondimenti \ fonti


    Per approfondire la tematica per quanto riguarda il Metodo di Studio: https://imparareadimparare.blogspot.com/2022/05/metodo-di-studio-una-panoramica.html

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    Per approfondire il discorso sull'IO e il conoscere se stessi:

    Articolo sugli esercizi anti-vergogna


    Live di Rick Du Fer sulle 10 regole d'oro dello stoicismo:



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    (VAI AL LINK)

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    Lavori e attività 2026

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