La fonte è quell'articolo, quel video, quel libro da cui si prende un determinato dato, informazione o ricerca sui cui poi elaborare un ragionamento, un lavoro, o una condivisione.
Quando si scrive una tesi o si fa una ricerca scolastica, per esempio, tutte le fonti di informazione(libri, capitoli, articoli, siti internet,…) che sono state utilizzate per redigere il proprio elaborato vanno espressamente citate nel testo e riportate nella bibliografia finale.
[Per indicazioni su come redigere una bibliografia consultare questo breve documento]
La capacità di valutare le fonti è ormai sempre più importante. Non solo per compiti scolastici o accademici, ma anche nel quotidiano. L'era dell'informazione ci permette di acquisire notizie e dati con facilità, ma proprio per questo, dobbiamo essere capaci di discernere e valutare il più possibile correttamente.
Spesso non abbiamo neppure voglia o l'intenzione di controllare le fonti, ma serve anche nella vita comune...
E ci comportiamo in modo diverso da "Bill":
A volte basta solo guardare i link o i titoli degli articoli per non darvi credito... davvero, fermatevi (fermiamoci) cinque secondi secondi prima di condividere senza riflettere.
(https://www.lercio.it/, Il Fatto Quotidaino, kontrokultura.com e compagnia)
Ci sono quindi dei possibili criteri per scegliere e valutare le nostre fonti di studio e di informazione, per esempio:
Criterio 1: autorità (autorevolezza) a) È chiaro chi sia il responsabile del sito e\o del contenuto della pagina? b) Vi è un modo di verificare la legittimità e la competenza dell'autore o dell'organizzazione dietro al contenuto? c) Il contenuto cita altre fonti? Criterio 2: accuratezza e precisione a) Vi sono delle fonti ben organizzate? b) Il contenuto è scritto in italiano corretto o contiene errori tipografici? c) Il sito ha una pagina informativa dove chiarisce lo scopo del sito stesso? d) Il sito pubblicizza qualcosa che non c'entra nulla con i suoi contenuti? Criterio 3: aggiornamento a) Ci sono molti link non validi? b) Quando è stato aggiornato? Criterio 4: completezza ed adeguatezza a) Le informazioni del sito sono adeguate al tuo bisogno, alla tua ricerca? b) Gli argomenti sono ben presentati e sono privi di contraddizione? c) Il sito o la fonte riportano fatti oggettivi di confronto? d) È possibile commentare ed avere un "confronto fra pari"? Criterio 5: obbiettività a) Le informazioni sono neutrali? b) Ci potrebbe essere un intento polemico o politico dell'autore? c) Ci potrebbe essere un vantaggio economico? (notare il dominio, se .gov .edu o .com ... anche se fino ad un certo punto) Criterio 6: apparenza a) Il sito sembra funzionante in tutte le sue parti? b) Sembra organizzato correttamente? c) Se il tono (o il caps lock...) è troppo urlato forse non è un buon segno. Riassumendo, utilizziamo 4 principi a) Principio di Autorità: a volte non è sinonimo di competenza o oggettività, ma può essere una base dalla quale partire per il confronto. b) Principio di Coerenza: essenziale è che il testo non si contraddica, che si attenga il più possibile ai fatti, che si appoggi ad altre fonti. c) Principio di Obbiettività: il testo dovrebbe avere uno sguardo neutrale o, almeno, presentare più vedute sull'argomento. Inoltre, l'autore non dovrebbe avere secondi fini. d) Rasoio di Occam (o principio della semplicità): tra due ipotesi che mi sembrano similari per quanto riguarda fonti e prove, meglio scegliere quella più semplice e meglio spiegata. Non bisogna moltiplicare gli enti più del necessario. ( https://www.youtube.com/watch?v=wuNf4xEGzjc )
Non sempre sarà possibile seguire tutti questi principi, ma l'importante è provarci. -------- Di recente ho trovato anche un "gioco" di carte, molto interessante e furbo, per essere sicuri, quando di legge qualcosa, di non essere incorsi in una fake news:Nebula. Lo si può scaricare gratuitamente qui: https://sefirot.it/ita/nebula/
-------------- Da qui, il buon uso delle fonti ed il pensiero critico utile ad analizzarle, ci sarebbero altri discorsi da fare "dall'altro lato", come quello relativo alla sempre maggiore importanza di una buona divulgazione, anche dal lato dell'approccio con il proprio pubblico: per questo, riporto l'esempio di Piero Angela e Burioni, fatto nel video di Matteo Saudino
FONTI STORICHE
Le fonti storiche sono tutte le tracce del passato che consentono allo storico di ricostruire e interpretare eventi, società e culture di epoche precedenti. Esse costituiscono la base di ogni conoscenza storica e possono assumere forme molto diverse.
Le fonti si distinguono innanzitutto in fonti primarie e fonti secondarie.
Le fonti primarie sono prodotte nel periodo studiato o da testimoni diretti degli eventi (ad esempio documenti, oggetti, testimonianze).
Le fonti secondarie sono invece elaborazioni successive, come studi storici, manuali o saggi, che analizzano e interpretano le fonti primarie.
Dal punto di vista della forma, le fonti possono essere suddivise in diverse tipologie: fonti materiali (oggetti, edifici, reperti), fonti scritte (leggi, lettere, cronache), fonti iconografiche (dipinti, fotografie, mappe) e fonti orali (racconti, interviste, tradizioni). Ogni tipologia offre informazioni specifiche e complementari.
L’uso delle fonti richiede sempre un’analisi critica: è necessario contestualizzarle, valutarne l’attendibilità e confrontarle tra loro. Solo attraverso il confronto e l’interpretazione consapevole delle fonti è possibile costruire una ricostruzione storica fondata e consapevole.
* Possibile tabella di consultazione delle fonti (Brusa, didattica della Storia)
Catalogare le fonti
Caratteristiche evidenti e dirette
Caratteristiche inferibili (extra fontes)
Plus per tipo
Descrizione (anche estetica)
Origine e data
Iconografiche: a che collezione appartengono, cosa viene inquadrato e cosa escluso, mezzo/msg, superficie: personaggi e ambienti. Profondo: simboli e interpretazioni (contesto)
Cosa succede
Luogo
Oggetti: materiali, uso, produzione, effetti quotidiani (applica pure tetrade mc luhan), costo, estetica, tecnologia, come si è conservato, sociologia…
Contenuto
Autore
Moneta: 2 facce, materiali, simboli, valore…
Materiali
Intenzione / finalità
Leggi: ricavi reati e ambiente sociale
Forme e colori
Veridicità/ Validità
Orali: saper fare interviste, differenza memoria e storiografia, propaganda…
Dimensioni
Confronto tra fonti e contesto
Bloch: somiglianza che giustifica e somiglianza che condanna (ex troppo simili)
I falsi possono darci informazioni politico/sociali del tempo
Pensare storicamente: a) Saper usare e valutare le fonti b)Temporalità: cambiamento e costanza, diversità dei periodi. c) Rapporto tra passato, presente e futuro
Processo: a) domande b) sezione fonti c) Analisi d) Produzione contenuto riassuntivo
(ex del cassiere che capisce le abitudini del cliente)
Processo Antonio Brusa: SIIS - Scegliere, Interrogare, Interpretare, Scrivere. Più che tabella di domande, mostra e poi lascia fare (scaffolding).
Vedo e racconto (Erodoto) la storia è la scienza dell’invisibile.
ESTRATTO 1 – L’amore come desiderio di immortalità
Platone, Simposio, 206a–207a
(Fonte: trad. G. Reale, Bompiani 2000)
«L’amore è desiderio di generare nel bello, sia nel corpo sia nell’anima.
Perché generare e partorire nel bello è un fatto divino, e l’essere mortale partecipa dell’immortalità proprio attraverso la generazione.
[…]
Per questo, quando l’essere fecondo si avvicina al bello, si rallegra e si scioglie, e genera; quando invece si avvicina al brutto, si rattrista e si ritrae.
L’amore non è dunque desiderio del bello in sé, ma del possesso del bello per sempre, perché il possesso del bello rende felici.»
ESTRATTO 2 – La “scala dell’amore” (ascesa alla Bellezza in sé)
Platone, Simposio, 210a–211b
(Fonte: trad. G. Reale, Bompiani 2000)
«Chi vuole procedere rettamente verso l’amore deve cominciare dall’amare un solo corpo bello; poi comprendere che la bellezza di quel corpo è sorella della bellezza di altri corpi, e così amerà tutti i corpi belli.
Poi considererà più bella la bellezza delle anime che quella dei corpi, e amerà chi è bello nell’anima.
[…]
Poi contemplerà la bellezza delle leggi e delle istituzioni, e infine la bellezza delle scienze.
E giungerà così a contemplare una bellezza meravigliosa, eterna, che non nasce né muore, che non cresce né diminuisce, che non è bella in un aspetto e brutta in un altro, ma è sempre identica a se stessa.
Questa è la Bellezza in sé, che tutti gli altri oggetti belli partecipano.»
ESTRATTO 3 – Il mito dell’auriga e delle ali dell’anima
Platone, Fedro, 246a–247c
(Fonte: trad. G. Reale, Bompiani 2000)
«Bisogna dire quale sia la natura dell’anima.
Essa è simile a una coppia di cavalli alati e a un auriga.
Dei cavalli, uno è buono e bello, l’altro è l’opposto: uno obbedisce alla ragione, l’altro trascina verso i piaceri.
[…]
Le anime, quando sono perfette e alate, salgono in alto e contemplano la verità; ma quando perdono le ali, cadono e si incarnano nei corpi.
L’ala dell’anima si nutre di bellezza, sapienza e giustizia: queste la fanno crescere.
Perciò, quando l’anima vede qualcosa di bello in questo mondo, ricorda la bellezza vera che contemplava un tempo, e le ricrescono le ali.»
DOMANDE POSSIBILI
a) Comprensione generale - Domande brevi:
1. Nel primo estratto, perché l’amore è legato all’immortalità?
2. Quali sono i passaggi della “scala dell’amore” descritta da Diotima?
3. Nel Fedro, che cosa rappresentano i due cavalli dell’anima?
b) Analisi
1. Che cosa significa “generare nel bello”? È solo un fatto fisico o anche spirituale?
2. Perché la Bellezza in sé è descritta come eterna e immutabile? Che effetto produce questa descrizione?
3. Nel mito dell’auriga, perché l’ala dell’anima si nutre di bellezza, sapienza e giustizia? Che immagine suggerisce?
c) Interpretazione \ riflessione
1. Che cosa potrebbe significare oggi “salire la scala dell’amore”? In quali esperienze reali lo vedi?
2. Hai mai provato la sensazione che qualcosa di bello (arte, musica, natura) “sollevi” l’anima? In che modo?
3. Il mito dei due cavalli può descrivere conflitti interiori tipici dell’adolescenza? Fai un esempio.
Fonti dirette
• Platone, Simposio, trad. Giovanni Reale, Bompiani, Milano 2000.
• Platone, Fedro, trad. Giovanni Reale, Bompiani, Milano 2000.