ASSOLUTISMI
Assolutismo
L’assolutismo monarchico è una forma di governo in cui il sovrano concentra in sé tutti i poteri — legislativo, esecutivo e giudiziario — senza essere sottoposto ad alcun controllo istituzionale interno (come un parlamento) o esterno (come una costituzione). Il re governa per diritto divino, cioè si ritiene scelto da Dio, e risponde solo a Lui.
Lo Stato assoluto nasce come risposta al caos delle guerre religiose e delle crisi politiche del Cinquecento e si afferma come modello dominante nel Seicento e nella prima metà del Settecento.
Periodo storico dell’assolutismo
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Circa 1550 - 1789
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Si afferma pienamente nel XVII secolo (1600-1700).
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Inizia a declinare nella seconda metà del XVIII secolo, sotto la spinta dell’Illuminismo e delle prime rivoluzioni politiche (soprattutto la Rivoluzione francese del 1789).
Sovrani più importanti dell’assolutismo
| Nome sovrano | Stato | Periodo di regno | Caratteristiche principali |
|---|---|---|---|
| Luigi XIV (il Re Sole) | Francia | 1643-1715 | Modello assoluto per eccellenza. Accentramento del potere, Versailles, revoca dell’Editto di Nantes, guerre di prestigio. |
| Pietro I (il Grande) | Russia | 1682-1725 | Modernizza e occidentalizza la Russia. Accentramento, riforma dell’esercito e fondazione di San Pietroburgo. |
| Federico Guglielmo I | Prussia | 1713-1740 | Trasforma la Prussia in Stato militare assolutista. |
| Federico II (il Grande) | Prussia | 1740-1786 | “Re filosofo”: assolutismo illuminato, guerra di Slesia, modernizzazione legale e culturale. |
| Maria Teresa d’Asburgo | Austria | 1740-1780 | Riforme centralizzatrici, esercito, fisco, istruzione. |
| Giuseppe II d’Asburgo | Austria | 1765-1790 | Massimo esponente dell’assolutismo illuminato. Abolisce servitù, promuove tolleranza religiosa. |
| Filippo V di Borbone | Spagna | 1700-1746 | Porta il modello assolutista francese in Spagna dopo la Guerra di Successione. |
| Carlo XI / Carlo XII | Svezia | 1660-1697 / 1697-1718 | Rafforzano il potere monarchico; dopo Carlo XII la Svezia abbandona il modello assoluto. |
Nota bene:
L’assolutismo non fu universale: in Inghilterra, ad esempio, fallì con la Guerra civile e la Gloriosa Rivoluzione, portando alla monarchia costituzionale (1689).
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Francia: dall’origine dell’assolutismo al Re Sole e oltre
Origini dell’assolutismo francese
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Tardo Medioevo / Rinascimento: la monarchia francese inizia a rafforzarsi con Filippo il Bello (1268 / 1314) e poi con Francesco I (1515-1547), che rafforza lo Stato centralizzato e si scontra con l’Impero di Carlo V (1500 / 1558).
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Religione come fattore di conflitto: le Guerre di religione (1562-1598) tra cattolici e ugonotti (protestanti) minano l’autorità reale. La stabilizzazione arriva con Enrico IV di Borbone che firma l’Editto di Nantes (1598), garantendo una relativa tolleranza religiosa.
I cardinali e la costruzione dello Stato assoluto
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Cardinale Richelieu (1624-1642), ministro di Luigi XIII:
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Rafforza il potere centrale contro i nobili e gli ugonotti.
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Abolisce il potere militare dei protestanti (pur lasciando loro diritti religiosi).
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Istalla intendenti reali nelle province, riducendo il potere dei governatori locali.
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Interviene nella Guerra dei Trent’Anni per indebolire gli Asburgo.
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Cardinale Mazzarino (1642-1661), durante la minorità di Luigi XIV:
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Affronta la doppia Fronda (da fionda) (1648-1653) la prima è quella dei Parlamentari (1648 / 49). I Parlamentari francesi, a differenza di quelli Inglesi, erano più che altro giudici di Tribunali, e molti di loro erano nobili di toga (noblesse de robe) che avevano acquisito il titolo. (Quelli di spada erano quelli di origine antica, legati alla terra).
La rivolta (fronda) parlamentare avviene quando Mazzarino fa arrestare un giudice per aver imposto un veto alla sua legge: il cardinale e la famiglia reale sono costretti a lasciare Parigi.
La seconda fronda è quella dei principi (alta nobiltà) che cerca di riprendersi i privilegi persi durante la formazione dello stato moderno che cercava di ampliare l'uguaglianza e limitare le differenze. Vengono sedate entrambe le rivolte.
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Ne esce vittorioso, rafforzando ulteriormente la monarchia.
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Luigi XIV, il Re Sole (1643-1715)
E' infatti un esempio perfetto di monarchia assoluta di diritto divino ("L’État c’est moi").
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1) Reggia di Versailles: diviene il simbolo dell'assolutismo e strumento di controllo dell’aristocrazia. Dove vengono confinati i nobili.
Dimostra la potenza del Re di Francia, anche architettonicamente, con il Barocco e il suo scopo di intimorimento e stupore.
Soprattutto, però, è un gesto politico: serve per confinare la grande nobiltà avversaria a Versailles: vengono mantenuti, hanno onori e cariche, ma sono lontani dai territori e non hanno vero potere.
In compenso, manda intendenti (funzionari) borghesi a governare i territori locali al posto dei nobili: questi ultimi dipendevano direttamente dal Re.
2) Politica relativa all' Economia: il ministro delle finanze Colbert promuove una politica di protezionismo e mercantilismo per ripagare le casse francesi dopo le guerre: vengono imposti dazi sulle merci straniere, per favorire quelle francesi.-
3) Politica estera: guerre costanti per espandere il territorio: di norma Luigi XIV riesce a espandersi ma molto meno di quanto vorrebbe perché poi viene fermato dalle alleanze delle altre potenze (Stati).
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Guerra di Devoluzione (1667) (contro la Spagna per le Fiandre, odierno Belgio) --> ne conquista solo una parte.
Guerra d’Olanda (che era nemico commerciale e territoriale): l'Olanda apre le dighe per evitare l'invasione francese. (Vd Guglielmo d'Orange loro nemico)
Guerra dei Nove Anni,
Guerra di Successione Spagnola (1702 - 1713) (quando Carlo II di Spagna muore nel 1700, rischia di diventare Erede Filippo V, nipote di Luigi. L'Europa si affronta e alla fine rimane Re ma deve separare le due corone).
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4) Politica religiosa: In tutto il '500 la Francia si erano combattute guerre di religione, fino all'editto di Nantes, in cui Enrico IV di Borbone dava una certa libertà di religione agli ugonotti (calvinisti).
Dopo Luigi XIV
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Luigi XV (1715-1774): regno lungo ma segnato da debolezza.
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I problemi fiscali si aggravano.
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La monarchia resta formalmente assoluta, ma cresce l'opposizione di Parlamenti, nobiltà e pensiero illuminista.
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2. Russia: dai predecessori ai Romanov
Ivan il Terribile e i predecessori
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Ivan IV (il Terribile) (1547-1584): primo zar, centralizza il potere e combatte la nobiltà (boiardi).
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Crisi dopo la sua morte: “Periodo dei Torbidi” (1598-1613), anarchia e invasioni straniere.
Ascesa dei Romanov
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Mikhail Romanov (1613-1645) fonda la dinastia. Ristabilisce ordine con compromessi coi nobili.
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Aleksej I (1645-1676): combatte rivolte contadine e religiose (scisma dei Vecchi Credenti).
Pietro il Grande (1682-1725)
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Esempio di assolutismo modernizzatore e autoritario.
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Viaggia in Europa e cerca di occidentalizzare la Russia:
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Riforma l’esercito secondo il modello europeo.
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Introduce la leva obbligatoria e una burocrazia centralizzata (tavole delle cariche).
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Riduce il potere della Chiesa ortodossa (abolizione del patriarcato, crea il Santo Sinodo).
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Fonda San Pietroburgo, nuova capitale “europea”.
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Politica estera: vince la Guerra del Nord contro la Svezia, ottenendo sbocchi sul Baltico.
Dopo Pietro il Grande
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Una serie di zarine e zar deboli o manovrati da nobili.
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Caterina II la Grande (1762-1796):
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Continua l’occidentalizzazione e promuove alcune riforme illuministe.
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Espande l’Impero verso il Mar Nero e la Polonia.
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Tuttavia, mantiene uno Stato rigidamente autocratico: dopo la rivolta di Pugačëv (1773-75), frena le riforme.
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3. Austria (Asburgo)
Dal Seicento al Settecento
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L’Impero Asburgico è multietnico e difficile da controllare centralmente.
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Gli Asburgo di Vienna si rafforzano dopo la vittoria nella Guerra dei Trent’Anni (1648).
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Leopoldo I (1658-1705): combatte contro Ottomani e Francia. Riafferma il potere imperiale in Ungheria e Boemia.
Riforme e centralizzazione
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I sovrani asburgici cercano di rafforzare il controllo centrale (tedesco, cattolico), ma incontrano ostacoli dalle élite locali.
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Maria Teresa (1740-1780):
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Riforme amministrative, fiscali e militari.
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Crea un esercito permanente e una burocrazia efficiente.
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Uniforma l’istruzione (scuola elementare obbligatoria).
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Giuseppe II (1765-1790): assolutismo illuminato.
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Abolisce la servitù della gleba.
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Riforma la giustizia e tollera le minoranze religiose.
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Ma le riforme incontrano opposizione e molte vengono revocate.
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4. Prussia: dalla Marca al potere europeo
Federico Guglielmo, il Grande Elettore (1640-1688)
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Costruisce una monarchia forte partendo da territori frammentati.
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Centralizza il potere, rafforza l’esercito, crea un’amministrazione moderna.
Federico Guglielmo I (1713-1740)
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Trasforma la Prussia in uno Stato militarizzato.
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La burocrazia serve l’esercito.
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Motto: “non uno Stato con un esercito, ma un esercito con uno Stato”.
Federico II il Grande (1740-1786)
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Assolutismo illuminato:
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Riforma la giustizia e promuove la tolleranza religiosa.
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Invita filosofi come Voltaire.
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Politica estera aggressiva: conquista la Slesia all’Austria.
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Guerra dei Sette Anni (1756-63): Prussia si difende con successo contro una coalizione.
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La Prussia diventa potenza europea.
5. Altri casi
Spagna
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Con Filippo II (fine Cinquecento) era il modello dell’assolutismo cattolico.
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Nel Seicento inizia un lento declino (Filippo III, IV, Carlo II).
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Guerra di Successione Spagnola (1701-1714): alla fine il trono va ai Borbone di Francia (Filippo V).
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I Borbone tentano riforme centralizzatrici (Decretos de Nueva Planta), ma la Spagna rimane indebolita.
Svezia
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Carlo XI e Carlo XII rafforzano la monarchia assoluta a fine Seicento.
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Sconfitta nella Guerra del Nord contro la Russia: declino e fine dell’assolutismo.
Inghilterra (caso a parte)
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Tenta l’assolutismo con Giacomo I e Carlo I, ma la reazione parlamentare porta alla Guerra civile (1642-49).
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Dopo l’interregno di Cromwell, con la Gloriosa Rivoluzione (1688) nasce una monarchia costituzionale: fine dell’assolutismo.
Conclusione
L’assolutismo è stato un modello politico dominante tra Seicento e Settecento, ma con differenze marcate:
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Francia ne è l’esempio archetipico.
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Russia e Prussia lo declinano in forme autoritarie e militarizzate.
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Austria lotta con la complessità etnica e si apre tardi alle riforme.
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Altrove, come in Inghilterra, il modello viene superato da forme costituzionali.


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