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sabato 22 febbraio 2025

Inclusione e pedagogia speciale

 SOSTEGNO E INCLUSIONE

L'articolo 34 della Costituzione della Repubblica Italiana tratta del diritto all'istruzione e della funzione sociale della scuola. Ecco il testo completo:

Articolo 34

  1. La scuola è aperta a tutti.
  2. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.
  3. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.
  4. La Repubblica istituisce borse di studio per merito, anche per i più capaci e meritevoli, senza distinzione di condizioni sociali e economiche.
Per questo obiettivo di dignità, apertura, universalizzazione e inclusione la scuola deve avvalersi di una pedagogia speciale e un procedimento atto a rimuovere le barriere e promuovere diversi funzionamenti. 

Per la legge italiana alcune categorie e sigle definiscono l'inclusione:

BES (Bisogni Educativi Speciali)

Definizione: I BES si riferiscono a tutte le difficoltà che un alunno può presentare nel percorso di apprendimento, indipendentemente dalla causa. Possono derivare da fattori cognitivi, emotivi, relazionali, linguistici o sociali. Le difficoltà possono essere temporanee o permanenti, e il termine BES include disabilità, disturbi specifici dell'apprendimento (DSA), difficoltà linguistiche e altre problematiche che non rientrano nelle diagnosi di disabilità o DSA.

Leggi di riferimento:

  • Legge 170/2010: Riconosce il diritto degli studenti con disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) di avere percorsi didattici personalizzati. (PDP)
  • Legge 104/1992: Regola i diritti delle persone con disabilità, inclusi gli studenti con bisogni educativi speciali.
  • Circolare Ministeriale 8/2013: Indica come i BES devono essere supportati nel contesto scolastico, con attenzione a modifiche didattiche e valutative. Ma si occupa prevalentemente di valutazione e curricolo.
  • 27 dicembre 2012 (nota anche come Direttiva BES)

DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento)

Definizione: I DSA sono disturbi che riguardano specifiche aree dell'apprendimento, come la lettura (dislessia), la scrittura (disgrafia), e il calcolo (discalculia), che non dipendono da un deficit intellettivo o da difficoltà sensoriali. Gli studenti con DSA possono avere abilità cognitive nella norma, ma manifestano difficoltà persistenti in una o più aree specifiche.

Leggi di riferimento:

  • Legge 170/2010: Definisce e tutela gli studenti con disturbi specifici dell'apprendimento, stabilendo diritti specifici come misure dispensative e compensative, tra cui l'uso di strumenti tecnologici, tempi aggiuntivi durante le prove e altre forme di supporto didattico.
  • Ministero dell'Istruzione (Nota 2547/2011): Guida operativa per l’applicazione della Legge 170/2010, indicando come la scuola deve intervenire con supporto individualizzato.

Disabilità

Definizione: La disabilità è una condizione che implica una riduzione, permanente o temporanea, della capacità di svolgere attività in modo simile alla media delle persone della stessa età, a causa di una malformazione, di una malattia, o di un incidente. Gli alunni con disabilità necessitano di un supporto particolare per partecipare pienamente al processo di apprendimento.

Leggi di riferimento:

  • Legge 104/1992: È la legge fondamentale in Italia per la tutela dei diritti delle persone con disabilità, compreso il diritto all’educazione. Essa stabilisce che gli studenti con disabilità hanno diritto a una didattica inclusiva, con l'eventuale supporto di figure specializzate (come l'insegnante di sostegno).
  • Legge 170/2010 (anche per gli studenti con DSA): Questa legge, pur concentrandosi sui DSA, va a integrarsi con le misure di inclusione scolastica che riguardano anche gli studenti con disabilità, garantendo una personalizzazione delle metodologie di insegnamento.

Sintesi delle leggi principali:

  • Legge 104/1992: Riguarda la disabilità e fornisce le basi per l'integrazione scolastica degli studenti disabili, stabilendo i diritti all'assistenza educativa.
  • Legge 170/2010: Si focalizza sui disturbi specifici dell'apprendimento (DSA) e fornisce strumenti compensativi e misure di adattamento nella didattica.
  • Legge 517/1977: Stabiliscono che gli alunni con disabilità devono essere inseriti nelle scuole ordinarie e devono avere accesso a percorsi educativi personalizzati. (Legge Falcucci)
  • Circolare Ministeriale 8/2013: Fornisce le linee guida per l'inclusione scolastica degli studenti con BES, inclusi quelli con disabilità e DSA.

Queste leggi mirano a garantire l'inclusione di ogni studente, assicurando che riceva il supporto necessario per esprimere il proprio potenziale, indipendentemente dalle sue difficoltà.

Negli anni 80 si è sviluppato lo studio della pedagogia speciale e negli anni 90 la sensibilità per l'integrazione e l'inclusione.


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Le linee guida del 2009 spingono verso una classificazione ICF (2001) della disabilità (international classification of functioning) basata sul funzionamento. Ma si attua un PEI con classificazione ICF realmente dal 2020.

Per i casi di disabilità si utilizza un PEI (piano educativo individualizzato); 

Per i DSA un PDP (piano didattico personalizzato).

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GRUPPI DI LAVORO INCLUSIONE

(Legge 96 / 2006 e Circolare Ministeriale 8/2013) Gruppi di lavoro relativi all'inclusione, utili ad ottenere una collaborazione delle competenze e della professione a scopi educativi e inclusivi:

GLO (Gruppo di Lavoro Operativo):

    • È il gruppo che si occupa dell'attuazione del Piano Educativo Individualizzato (PEI) per gli studenti con disabilità. Comprende insegnanti, specialisti, educatori, famiglie e altre figure professionali che lavorano insieme per pianificare e monitorare il percorso educativo e di inclusione dello studente.
  • GLI (Gruppo di Lavoro per l'Inclusione):

    • È un gruppo che ha lo scopo di promuovere l'inclusione scolastica di tutti gli studenti con bisogni educativi speciali (BES), compresi quelli con disabilità, DSA o difficoltà temporanee. Il GLI è composto da docenti, dirigenti scolastici, esperti e famiglie, ed è incaricato di individuare le necessità specifiche e definire le strategie di supporto.
  • CTS (Centro Territoriale di Supporto):

    • È una struttura di supporto che offre assistenza alle scuole per favorire l'inclusione e l'integrazione degli studenti con disabilità. Il CTS fornisce consulenza su tecnologie assistive, metodologie didattiche, formazione degli insegnanti, e organizza attività di aggiornamento.
  • GLIR (Gruppo di Lavoro Interistituzionale Regionale):
    • È un gruppo che coinvolge diverse istituzioni e soggetti a livello regionale (scuola, enti locali, servizi sanitari, sociali, ecc.) con l'obiettivo di collaborare per il supporto degli studenti con disabilità e altri bisogni educativi speciali. Il GLIR si occupa di sviluppare strategie di intervento coordinate a livello territoriale, promuovendo l'integrazione scolastica e sociale degli studenti con difficoltà.

    • DOCUMENTI RELATIVI ALL'INCLUSIONE

  • PEI (Piano Educativo Individualizzato):

    • È il piano personalizzato che viene redatto per gli studenti con disabilità al fine di garantire un percorso educativo inclusivo e adatto alle loro esigenze.
    • I tipi di PEI si distinguono in base agli obiettivi:
      • PEI per studenti con disabilità: Orientato agli studenti con disabilità intellettive e/o motorie.
      • PEI per alunni con disabilità grave: Prevede obiettivi più specifici e interventi mirati.
      • PEI per alunni con disabilità lievi: Si concentra su obiettivi meno intensivi, con attenzione alla partecipazione sociale e al miglioramento delle autonomie.
  • l'OSSERVAZIONE preventiva al PEI si attua su 4 dimensioni: relazioni, comunicazione e linguaggio, autonomia e orientamento, cognizione, neuropsicologia e apprendimento
  • Il pei può essere semplificato (programmazione della classe), o differenziato (obiettivi diversi, non dà diritto al diploma ma ad un certificato di frequenza con competenze) 
  • Profilo di Funzionamento (PF):

    • È uno strumento che descrive le capacità e le difficoltà di un alunno con disabilità, considerando vari aspetti come la comunicazione, l'interazione sociale, le competenze cognitive e la mobilità.
    • La sigla del Profilo di Funzionamento è PF. Esso serve a delineare il grado di autonomia e le necessità di supporto per lo studente, e viene utilizzato per personalizzare l'intervento educativo.
  • Diagnosi Funzionale (DF):

    • È un documento redatto da un equipe sanitaria (medici, psicologi, terapisti) che descrive in dettaglio le capacità e le difficoltà dello studente con disabilità, basandosi su osservazioni cliniche. Fornisce informazioni sullo stato di salute e sulle problematiche funzionali dell'alunno, ed è utile per l'elaborazione del PEI.
  • PDP (Piano Didattico Personalizzato):

    • È il piano educativo individuale per gli alunni con BES (Bisogni Educativi Speciali), che include DSA (disturbi specifici dell'apprendimento), difficoltà linguistiche, ecc. Il PDP prevede strategie didattiche personalizzate per rispondere alle difficoltà specifiche dell'alunno e garantire il suo successo scolastico. A differenza del PEI, il PDP è relativo a studenti che non presentano una disabilità grave ma necessitano di un adattamento del percorso scolastico.
    Prevede misure compensative (mappe, calcolatrice, tempi aggiuntivi...) e dispensative (esonero da lunghe letture pubbliche etc)


    PRINCIPALI PUNTI NORMATIVI RELATIVI ALL'INCLUSIONE SCOLASTICA

    1️⃣ D.Lgs. 66/2017 – Inclusione scolastica e PEI

    🔹 È parte integrante della Riforma della Buona Scuola (L. 107/2015) e ridefinisce il sistema dell'inclusione scolastica.
    🔹 Introduce nuovi criteri per il PEI (Piano Educativo Individualizzato), il documento che descrive il percorso didattico degli studenti con disabilità certificata (ex L. 104/1992).
    🔹 Rafforza il ruolo del GLO (Gruppo di Lavoro Operativo per l’Inclusione) nella stesura e revisione del PEI.
    🔹 Stabilisce che il PEI deve basarsi sul Profilo di Funzionamento, documento che sostituisce la Diagnosi Funzionale e il Profilo Dinamico-Funzionale.

    📌 In sintesi: il decreto disciplina le modalità di inclusione per gli studenti con disabilità, rafforzando il PEI e il ruolo del GLO.


    2️⃣ D.M. 182/2020 – Nuovo modello PEI

    🔹 Attua il D.Lgs. 66/2017, introducendo il nuovo modello nazionale del PEI.
    🔹 Prevede quattro dimensioni fondamentali per la progettazione:

    1. Autonomia e comunicazione
    2. Interazione e socializzazione
    3. Ambiti di apprendimento
    4. Benessere psicofisico
      🔹 Definisce il ruolo del GLO, composto da docenti, famiglia, specialisti sanitari e, quando possibile, lo studente.
      🔹 Specifica la possibilità della riduzione dell'orario scolastico, ma solo come misura eccezionale e temporanea.

    📌 In sintesi: il decreto fornisce il modello unico di PEI e regolamenta la partecipazione degli attori coinvolti nell’inclusione scolastica.

    AGGIORNAMENTO 153/ 2023.


    3️⃣ L. 170/2010 – DSA e PDP

    🔹 Riconosce e tutela gli studenti con DSA (Disturbi Specifici dell'Apprendimento):

    • Dislessia
    • Disgrafia
    • Disortografia
    • Discalculia
      🔹 Stabilisce che gli studenti con DSA hanno diritto a un PDP (Piano Didattico Personalizzato), un documento che definisce le misure compensative e dispensative per favorire l’apprendimento.
      🔹 Promuove l’uso di strumenti tecnologici per il supporto (es. sintesi vocale, mappe concettuali, calcolatrice).

    📌 In sintesi: la legge garantisce il diritto allo studio degli alunni con DSA attraverso strumenti personalizzati (PDP) senza riconoscere una disabilità.

    AGGIORNAMENTO PER DIRITTO ALLO STUDIO: DM 5669 2011


    📍 Differenza PEI – PDP
    PEI → riguarda studenti con disabilità certificata (L. 104/1992), è obbligatorio e si basa su un progetto di vita.
    PDP → riguarda studenti con DSA o BES, è flessibile e contiene misure di supporto senza modificare gli obiettivi di apprendimento.

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    BES (BISOGNI EDUCATIVI SPECIALI)

    Direttiva Ministeriale del 27 dicembre 2012: introduce il concetto di BES, includendo alunni con disabilità, DSA e svantaggio socio-economico, linguistico o culturale, e promuove l'adozione di Piani Didattici Personalizzati (PDP) per garantire l'inclusione scolastica.


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    INSEGNANTE DI SOSTEGNO

    L'insegnante di sostegno ha un ruolo fondamentale nell'inclusione scolastica, sostenendo gli studenti con disabilità o bisogni educativi speciali (BES). La sua funzione è quella di favorire l'accesso all'apprendimento e garantire pari opportunità educative.


    1. FUNZIONI PRINCIPALI

    Le funzioni dell'insegnante di sostegno sono diverse e vanno dal supporto individuale alla gestione di attività educative inclusive. Queste comprendono:

    • Supporto individualizzato: L'insegnante di sostegno segue da vicino gli studenti con disabilità, personalizzando i percorsi didattici in base alle loro necessità.
    • Adattamento dei contenuti e delle metodologie: Modifica e adatta i materiali e le attività didattiche per renderle più accessibili, mantenendo gli obiettivi educativi.
    • Supporto relazionale: Aiuta gli studenti a integrarsi nel gruppo classe, favorendo relazioni positive con i compagni e gli insegnanti.
    • Monitoraggio e valutazione del progresso: Osserva e valuta i progressi degli studenti, contribuendo a una valutazione globale del loro percorso scolastico.
    • Collaborazione con gli altri docenti: Collabora con i docenti curricolari per sviluppare strategie didattiche inclusive e condividere informazioni sui progressi degli studenti.

    2. REQUISITI E FORMAZIONE

    • Titoli di studio: L’insegnante di sostegno deve essere in possesso di una laurea magistrale o specialistica (ad esempio, in Scienze della Formazione Primaria, Pedagogia, Psicologia) e di specifici titoli di specializzazione.
    • Master e corsi di specializzazione: Oltre alla laurea, l'insegnante di sostegno deve conseguire un corso di specializzazione in pedagogia speciale o su disabilità (come il TFA Sostegno).
    • Competenze pedagogiche: Deve possedere una solida preparazione in pedagogia speciale, conoscenza delle disabilità e delle metodologie didattiche inclusive.

    3. RUOLO ALL'INTERNO DELLA CLASSE

    • Collaborazione con il docente curricolare: L’insegnante di sostegno lavora insieme al docente curricolare per sviluppare attività che rispondano alle esigenze degli studenti con disabilità.
    • Supporto individuale o a piccoli gruppi: Può lavorare con gli studenti sia individualmente che in piccoli gruppi, per approfondire determinati argomenti o per favorire la comprensione.
    • Adattamenti didattici: Effettua modifiche ai metodi di insegnamento, come semplificare i compiti, utilizzare strumenti compensativi (per esempio, l'uso di tecnologie assistive o risorse visive) o strutturare in modo diverso le attività.
    • Gestione comportamentale e relazionale: Interviene nel caso di difficoltà comportamentali o di relazione, aiutando a risolvere conflitti e promuovendo l'integrazione.

    4. COME PUÒ ATTUARE NELLA CLASSE CON GLI STUDENTI

    • Supporto al processo di apprendimento: L'insegnante di sostegno può accompagnare lo studente durante la lezione, suggerendo tecniche di apprendimento alternative, usando strumenti per la compensazione dei deficit (come il computer o applicazioni educative).
    • Adattamento dei contenuti: Modifica il materiale didattico in modo che sia accessibile, utilizzando formati alternativi, per esempio testi semplificati, audiolibri o immagini.
    • Monitoraggio e feedback: Fornisce un feedback continuo sul progresso, identificando le difficoltà e suggerendo strategie per il superamento.
    • Supporto nelle attività di gruppo: Favorisce l'inclusione nelle attività di gruppo, aiutando gli studenti con disabilità a partecipare attivamente, senza essere isolati.

    5. COME OPERA NEL CONSIGLIO DI CLASSE

    • Collaborazione con il consiglio di classe: L'insegnante di sostegno partecipa attivamente al consiglio di classe, fornendo un contributo sulla gestione degli studenti con BES e sulle strategie didattiche più adeguate per ciascuno.
    • Condivisione delle informazioni: Condivide le osservazioni sullo sviluppo degli studenti con gli altri docenti, per permettere una valutazione complessiva del progresso dell’alunno e l’individuazione delle necessità.
    • Redazione del PEI (Piano Educativo Individualizzato): Partecipa alla stesura del PEI, che definisce gli obiettivi didattici personalizzati per gli studenti con disabilità, insieme al gruppo di lavoro (docente curricolare, genitori, specialisti).
    • Supporto per l'inclusione: Propone soluzioni pratiche per favorire l’inclusione degli studenti con disabilità nelle attività didattiche e nelle relazioni sociali.

    6. PEDAGOGIA SPECIALE

    La pedagogia speciale è un ramo della pedagogia che si occupa di sviluppare metodologie e strumenti per l'insegnamento e l'apprendimento di soggetti con bisogni educativi speciali. L'insegnante di sostegno applica quotidianamente la pedagogia speciale, utilizzando tecniche e strumenti che rispondono alle necessità degli alunni con disabilità.

    Principi della pedagogia speciale:

    • Personalizzazione dell'apprendimento: Ogni studente è un caso a sé, e l'insegnante di sostegno deve adattare la didattica ai bisogni specifici.
    • Inclusività: Favorire l'integrazione sociale e scolastica degli studenti con disabilità, promuovendo un ambiente educativo accogliente e stimolante.
    • Partecipazione attiva: Gli studenti devono essere coinvolti in prima persona nel loro processo di apprendimento, utilizzando metodi che stimolino la loro curiosità e motivazione.

    In sintesi, l'insegnante di sostegno è una figura cruciale nell'inclusione scolastica, che opera sia all'interno della classe, adattando le metodologie didattiche, che nel consiglio di classe, collaborando alla definizione di percorsi educativi personalizzati. La sua attività si basa su un approccio pedagogico che tiene conto delle specifiche necessità degli studenti con disabilità, perseguendo l'obiettivo di garantire pari opportunità di apprendimento per tutti.



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    NORME PER ASSUNZIONE E FORMAZIONE DOCENTI (SOSTEGNO E NON)


    Decreto Ministeriale 249/2010 - Norme per la formazione iniziale dei docenti

    Il D.M. 249/2010 stabilisce le norme per la formazione iniziale degli insegnanti, compresi gli insegnanti di sostegno. Questo decreto specifica i contenuti formativi che gli insegnanti devono acquisire, incluse le competenze in pedagogia speciale, psicologia dell'apprendimento, e gestione della classe inclusiva.

    8. Decreto Legge 65/2017 (Legge 13 luglio 2017, n. 96)

    Questo decreto ha aggiornato le disposizioni relative alla formazione degli insegnanti di sostegno, introducendo il TFA Sostegno (Tirocinio Formativo Attivo per il sostegno). Esso stabilisce che gli insegnanti di sostegno devono ottenere una specializzazione specifica prima di poter svolgere il loro ruolo.

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    PRINCIPALI DISTURBI DELL'APPRENDIMENTO

    I Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA) riguardano difficoltà persistenti nell’acquisizione di abilità scolastiche fondamentali. I principali sono:

    • Dislessia → Difficoltà nella lettura, con errori di sostituzione, omissione o inversione di lettere, lettura lenta e faticosa.
    • Disortografia → Difficoltà nella scrittura, con errori ortografici sistematici, omissioni di lettere o inversioni di suoni.
    • Disgrafia → Difficoltà motorie nella scrittura, con grafia irregolare e poco leggibile.
    • Discalculia → Difficoltà nell’elaborazione dei numeri e nel calcolo, con problemi nel riconoscere quantità, svolgere operazioni e comprendere concetti matematici.

    Principali disturbi emotivi

    I disturbi emotivi riguardano difficoltà nella regolazione delle emozioni e possono influenzare il benessere e il comportamento. Tra i più comuni:

    • Disturbo d’ansia → Include l’ansia generalizzata, il disturbo da attacchi di panico e le fobie. Si manifesta con preoccupazioni eccessive, tensione, evitamento e sintomi fisici (tachicardia, sudorazione, respiro corto).
    • Disturbo depressivo → Caratterizzato da umore triste persistente, perdita di interesse per le attività, bassa autostima, difficoltà di concentrazione, affaticamento e pensieri negativi.
    • Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) → Presenza di pensieri intrusivi e ripetitivi (ossessioni) che causano ansia, seguiti da comportamenti ripetitivi (compulsioni) per ridurre l’ansia.
    • Disturbo da stress post-traumatico (PTSD) → Conseguente a un evento traumatico, con flashback, incubi, ansia e ipervigilanza.
    • Disturbo bipolare → Alternanza tra episodi di depressione e mania/ipomania, con oscillazioni estreme dell’umore.

    Disturbi legati alla mancanza di fantasia e rigidità mentale

    • Disturbo dello spettro autistico (ASD) → Può comportare rigidità cognitiva e difficoltà nell’immaginazione simbolica. I bambini con ASD, ad esempio, possono avere un gioco ripetitivo e meno creativo.
    • Disturbo ossessivo-compulsivo di personalità (OCPD) → Porta a una rigidità cognitiva estrema, perfezionismo e difficoltà nel pensiero flessibile e creativo.
    • Alessitimia → Difficoltà a identificare e descrivere le proprie emozioni, spesso associata a una scarsa immaginazione emotiva e astratta.
    • Schizofrenia e disturbi psicotici → Possono comportare una riduzione della fluidità del pensiero astratto o creativo, soprattutto nelle fasi negative della malattia.

    Disturbi legati alla mancanza di empatia

    • Disturbo antisociale di personalità (ASPD) → Caratterizzato da manipolazione, mancanza di rimorso e assenza di empatia per il dolore altrui.
    • Disturbo narcisistico di personalità (NPD) → Spesso associato a una mancanza di empatia, sebbene le persone con NPD possano essere in grado di comprenderla a livello cognitivo senza sentirla a livello emotivo.
    • Disturbo dello spettro autistico (ASD) → Può comportare difficoltà nell’empatia intuitiva ed emotiva, anche se spesso è presente una forma di empatia cognitiva.
    • Psicopatia → Forma più grave del disturbo antisociale, con un’incapacità di provare senso di colpa, paura o rimorso, e spesso con un’emotività molto superficiale.

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