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mercoledì 11 luglio 2018

Carlo V e Filippo II

Carlo V (1500 / 1558)



Eredità di sangue

Lezione su Carlo V (Bottega di Platone): https://www.youtube.com/watch?v=wFIZKkPIQK4



Profilo del personaggio

Carlo V d'Asburgo (1500–1558), imperatore del Sacro Romano Impero dal 1519 al 1556, fu anche re di Spagna (come Carlo I) dal 1516, arciduca d'Austria, duca di Borgogna e signore di vasti territori sparsi in Europa e nelle Americhe.

 Figlio di Filippo il Bello e di Giovanna la Pazza, univa in sé l'eredità delle maggiori dinastie europee: gli Asburgo in Austria, i Trastámara in Spagna e i Valois-Borgogna nei Paesi Bassi.

Intelligente, colto, devoto e multilingue, Carlo fu un sovrano profondamente segnato dalla visione universalistica della monarchia cristiana, ma anche consumato da crisi interne ed esterne che sfaldarono il suo sogno d’impero. Fu un uomo stanco e tormentato alla fine della sua vita, che abdicò volontariamente per ritirarsi in un monastero.

(Dal ramo paterno, in quanto nipote di Massimiliano d'Asburgo, riceve l'Austria, dal ramo materno, in quanto nipote dei sovrani cattolici, riceve la Spagna e le colonie)

Contesto e predecessori

L’Europa agli inizi del Cinquecento era un mosaico di stati, con poteri universali in declino (Papato e Impero) e monarchie nazionali in ascesa (Francia, Inghilterra, Spagna).  La Riforma aveva diviso gli stati in cattolici (Spagna e Papato in primis) e protestanti (Olanda e Inghilterra, ma a volte aiutate dalla Francia per motivi politici, che era la peggior nemica della Spagna ai tempi). 

Le esplorazioni geografiche avevano portato le colonie, e con esse il commercio internazionale. Nel XVI secolo la popolazione riprende a crescere ma, a differenza della ripresa dell'anno mille, qui la presenza delle colonie e delle sue terre cambia la situazione.

Nasce in questo periodo il capitale: si accumula denaro non solo per l'agricoltura ma anche per la produzione manifatturiera e poi l'industria.

Nel 1500 avviene anche la così detta rivoluzione dei prezzi: sia per i metalli delle colonie, sia per l'aumento demografico (e quindi della domanda) aumentano i prezzi dei prodotti: ciò genera un allargamento della forbice tra ricchi e poveri.

L'impero più forte resta al momento però quello non europeo: l'impero Ottomano di Solimano il magnifico (1494/ 1566) che attacca il cuore dell'Europa: nel 1521 conquista Belgrado, poi Rodi e nel 1526 parte dell'Ungheria).

Progressivamente, inoltre, il centro dell'Europa si sposterà verso Nord: dal mediterraneo all'atlantico, e ci guadagneranno economicamente Olanda e Inghilterra, ma nel 1500 la Spagna rimane prevalente.

Sullo sfondo, un Rinascimento in pieno sviluppo culturale e un sistema economico che iniziava a spostarsi verso il capitalismo mercantile.

Carlo fu l’erede di tre grandi casati:

  • Asburgo: il nonno paterno Massimiliano I, imperatore dal 1493, aveva rafforzato la posizione della casata in Austria e in Germania.

  • Trastámara: la nonna materna Isabella di Castiglia e il nonno Ferdinando d'Aragona avevano unificato la Spagna e avviato l'espansione coloniale. (La figlia dei re cattolici era Giovanna la Pazza)

  • Valois-Borgogna: la nonna paterna Maria di Borgogna gli lasciò i Paesi Bassi e la Franca Contea.




Derivazione dell’enorme regno

Carlo ereditò uno degli imperi più vasti mai visti:

  • 1516: diventa re di Spagna con il nome di Carlo I, sovrano di Castiglia, Aragona, Napoli, Sicilia, Sardegna, e le Americhe.

  • 1519: diventa imperatore del Sacro Romano Impero con il nome di Carlo V, succedendo al nonno Massimiliano e battendo gli altri due pretendenti: Francesco I di Francia e Federico III di Sassonia. Ottiene voti grazie a un'intensa campagna elettorale e all’appoggio finanziario dei banchieri Fugger.

  • Dai Borgogna: eredita i Paesi Bassi, il Lussemburgo, la Franca Contea.

Questa rete di domini discontinui, sparsi tra Europa e Nuovo Mondo, creava un impero "su cui non tramontava mai il sole", ma logisticamente e politicamente difficilissimo da governare.


Mappa Impero Carlo V, su cui “non tramonta mai il sole”


Il sogno universalistico di Carlo V

Carlo cercò di ricostruire l’unità cristiana europea, ispirandosi a un’ideale impero cristiano universale (unico impero, unica fede), nel solco medievale. Intendeva porsi come difensore della fede cattolica, pacificatore tra le potenze cristiane e argine ai musulmani (Turchi Ottomani).

Ma questa visione si scontrò con:

  • Le ambizioni nazionali della Francia (soprattutto Francesco I).

  • L’ascesa delle monarchie moderne.

  • L’esplosione della Riforma protestante, che minava l’unità religiosa.

Riforme interne ed economia

Sul piano interno, Carlo si trovò a gestire un’enorme macchina amministrativa:

  • In Spagna, mantenne l’apparato esistente, ma affrontò gravi resistenze: tra il 1520 e il 1522 represse la rivolta dei comuneros a Castiglia e quella delle Germanías a Valencia.

  • In Germania, fu più un arbitro che un amministratore: il sistema imperiale restava debole e dipendente dai principi elettori.

In economia:

  • Le ricchezze americane alimentarono lo stato spagnolo, ma causarono anche inflazione e dipendenza da oro e argento.

  • Il regno fu spesso in crisi finanziaria e Carlo dovette ricorrere a prestiti enormi dai Fugger e da altri banchieri.

 I suoi problemi principali

a) Francesco I di Francia

La rivalità tra Carlo V e Francesco I fu centrale:

  • Si confrontarono in Italia per l’egemonia europea riprendendo il conflitto dopo la pace di Noyon del 1516 tra i due paesi.

  • Battaglia di Pavia (1525): Carlo sconfigge e cattura temporaneamente Francesco, il Papa si spaventa e lo abbandona

    • La Lega di Cognac (1526), sostenuta dal Papa, cercò di frenare Carlo, Carlo V per vendetta causa il sacco di Roma dai lanzichenecchi (mercenari).

  • Ma i conflitti continuarono: si susseguirono guerre italiane fino al trattato di Cateau-Cambrésis (dopo Carlo, nel 1559 dove la Spagna del figlio Fiippo II ottiene il predominio in Italia con il dominio  sia su Napoli sia su Milano e la Sicilia).

  • --- Francesco I finanziò e aiutò anche i principi luterani (e perfino gli ottomani) in opposizione a Carlo V per contrastarlo.

b) La Riforma protestante

  • Martin Lutero nel 1517 avvia la crisi religiosa Dando inizio alla riforma protestante.

  • Carlo tenta una soluzione conciliante durante la Dieta di Worms (1521), ma dichiara Lutero fuorilegge.

  • La rivolta dei contadini (1524-25), ispirata anche dal messaggio evangelico, fu repressa duramente, spesso con l’appoggio dei principi luterani.

  • Falliscono i tentativi di riunificare la fede.

  • Carlo combatte i principi protestanti nella Lega di Smalcalda, ma la sua vittoria militare (Mühlberg, 1547) non porta alla restaurazione cattolica.

  • Nel 1555 si giunge alla Pace di Augusta, che sancisce il principio del “cuius regio, eius religio”: ogni principe può imporre la religione nei suoi domini → fine del sogno universalistico.

c) I Turchi Ottomani

Guidati da Solimano il Magnifico, rappresentano la minaccia musulmana più concreta:

  • Conquiste nei Balcani, assedio di Vienna (1529).

  • Dominio sul Mediterraneo orientale (scontri con la flotta imperiale e veneziana).

  • Attacchi a Malta e nell’Africa settentrionale.

  • Carlo riuscì a contenere i Turchi, ma mai a sconfiggerli.


 Rapporti con le colonie

  • Le Americhe furono conquistate sotto Carlo: Hernán Cortés (Messico, Aztechi), Francisco Pizarro (Perù, Inca).

  • La Casa de Contratación a Siviglia controllava il traffico con il Nuovo Mondo.

  • Carlo istituì il Consiglio delle Indie, un embrione di burocrazia coloniale.

  • I missionari (es. Bartolomé de Las Casas) denunciarono gli abusi contro gli indigeni: Carlo promulgò le Leggi delle Indie (1542), per limitare gli eccessi degli encomenderos (in parte disattese).  ---> Non fu quindi Carlo V a volere il massacro degli indigeni, ma non potè mai davvero controllare i conquistadores, così distanti dai suoi territori.

  • Le colonie furono fonte di ricchezza, ma anche causa di sfruttamento e squilibri economici.

Abdicazione e divisione del regno

Prima di abdicare, Carlo V ottiene un ultimo grande successo diplomatico: ottiene il matrimonio tra suo figlio Filippo II (poi re di Spagna) e la regina inglese Maria I Tudor. (1554)

Stanco, malato e deluso dal fallimento del suo progetto universale, Carlo V:

  • 1555–1556: abdicò progressivamente in favore di:

    • Il figlio Filippo II (che ottenne Spagna, colonie americane, Napoli, Sicilia, Paesi Bassi).

    • Il fratello Ferdinando I (Austria, e poi titolo imperiale).

Carlo si ritirò nel monastero di Yuste, dove visse in semi-isolamento fino alla morte (1558), dedicandosi alla religione, alla musica e alla contemplazione.

Valutazioni e conseguenze sullo scenario europeo

  • Carlo V rappresenta l’ultimo tentativo di impero universale cristiano in Europa: il suo progetto fallisce, ma segna l’apice della grande politica dinastica degli Asburgo.

  • La divisione dell’Impero tra ramo spagnolo e austriaco definirà la geopolitica europea per oltre due secoli.

  • La Pace di Augusta riconosce la pluralità confessionale: fine dell’unità religiosa medievale.

  • Il modello imperiale di Carlo non regge di fronte all’ascesa degli stati nazionali, delle identità locali, del capitalismo mercantile.

  • Le colonie gettano le basi dell’imperialismo moderno, ma anche del declino economico spagnolo.

  • Culturalmente, il suo regno si situa tra Umanesimo, Rinascimento e Controriforma.

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FILIPPO II DI SPAGNA (1527 / 1598)



Profilo di Filippo II (1527–1598)

Filippo II, figlio dell’imperatore Carlo V e di Isabella di Portogallo, fu re di Spagna dal 1556 al 1598, nonché sovrano di vasti territori in Europa e oltremare. 

Educato in Spagna e profondamente cattolico, fu un monarca autoritario, riservato e burocrate, molto diverso dal padre. 

La sua figura è associata all’età dell’oro spagnola per potenza e influenza, ma anche all’inizio del declino economico e alla crescita di resistenze nazionali e religiose in Europa.


Distinzione con il padre Carlo V

A differenza di Carlo V, che aveva cercato di mantenere l’unità dell’Impero sotto un’unica visione universalistica (Cristianità unita sotto un imperatore cattolico), Filippo non ereditò il titolo imperiale e non cercò un potere universale, ma si concentrò sul rafforzamento del potere assoluto in Spagna e sulla difesa del cattolicesimo

Non parlava molte lingue come il padre, ma governava con meticolosità, attraverso una fitta rete di burocrati e consigli.


Il sogno cattolico di Filippo II

Filippo si pose come campione della Controriforma cattolica e difensore della fede contro protestanti, turchi e altri "eretici". 

Il suo regno fu segnato da una politica religiosa inflessibile: rafforzò l’Inquisizione spagnola, sostenne l'ordine dei Gesuiti, represse con durezza ogni deviazione dottrinale.

 Si oppose duramente ai protestanti nelle Province Unite e sostenne la persecuzione dei moriscos (musulmani convertiti) e conversos (ebrei convertiti) in Spagna, culminata nell’espulsione dei moriscos nel 1609 (pianificata da lui, attuata dopo la sua morte).


Problemi economici

Nonostante l’afflusso dell’oro e dell’argento dalle Americhe, la Spagna attraversò gravi crisi economiche:

  • Inflazione crescente dovuta al metallo prezioso.

  • Spese militari enormi, in particolare per guerre contro Francia, Inghilterra, Ottomani e ribelli olandesi.

  • Quattro bancarotte (1557, 1560, 1575, 1596) Dovute anche al fatto che, a differenza dell'Inghilterra, la Spagna non aveva una nobiltà e tanto meno una borghesia produttiva, ma compravano prodotti dall'esterno e vivevano grazie alle colonie.

  • Economia agricola arretrata, dipendenza dalle rendite coloniali, declino dell'artigianato e della borghesia.


Territori e Colonie

Filippo II ereditò:

  • La Spagna, le sue colonie americane e asiatiche.

  • Il Regno di Napoli, la Sicilia, la Sardegna, il Ducato di Milano.

  • I Paesi Bassi.

  • Dopo la morte dello zio Enrico di Portogallo nel 1580, divenne anche re del Portogallo, unificando sotto di sé il più vasto impero coloniale dell’epoca.

Nelle colonie spagnole:

  • Si rafforzò il sistema di sfruttamento (encomienda, mita).

  • Si avviò l’evangelizzazione forzata.

  • Filippo cercò di centralizzare maggiormente il potere, istituendo Consigli delle Indie molto attivi.

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4 OBIETTIVI DI FILIPPO II

1) Vincere e pacificarsi con la Francia

2) Far rientrare l'Inghilterra nell'orbita cattolica e spagnola

3) Sconfiggere i turchi ottomani

4) Contrastare le autonomie delle province unite (future Olanda e Belgio)


Scontro con la Francia (di Enrico II)

Filippo II combatté contro Enrico II di Francia nella fase finale delle guerre italiane. La battaglia di San Quintino (1557) segnò la sconfitta francese. Nel 1559, con la Pace di Cateau-Cambrésis, la Francia riconobbe l’egemonia spagnola in Italia. 

Filippo sposò Elisabetta di Valois (1559) [dopo la morte della prima moglie inglese], figlia di Enrico II, per rafforzare l’alleanza. Era la sua seconda moglie, la prima fu la regina d'Inghilterra, la cattolica Maria I Tudor, che però morì nel 1558.

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Schema matrimoni di Filippo II di Spagna



N.MoglieAnno matrimonioProvenienzaFigli rilevantiFine matrimonioMotivazione politica principale

1Maria Manuela del Portogallo1543PortogalloDon CarlosMorte di lei (1545)Rafforzare l’alleanza con il regno del Portogallo e mantenere un legame dinastico tra i rami asburgici e la casa d’Aviz.

2Maria Tudor (Maria I d’Inghilterra)1554InghilterraNessunoMorte di lei (1558)Unire Spagna e Inghilterra in una grande potenza cattolica contro la Riforma protestante. Tentativo di restaurare il cattolicesimo in Inghilterra.

3Elisabetta di Valois1559FranciaIsabella Clara Eugenia, Caterina MichelaMorte di lei (1568)Sigillare la pace con la Francia dopo le guerre tra Asburgo e Valois (Trattato di Cateau-Cambrésis) e consolidare rapporti dinastici tra i due regni.

4Anna d’Austria (di Asburgo)1570Sacro Romano Impero (Austria)Filippo IIIMorte di lei (1580)Rinforzare l’unità interna della Casa d’Asburgo e garantire una discendenza legittima per la corona spagnola.



Rapporto con Maria Tudor (Maria I d'Inghilterra)

Nel 1554 Filippo sposò Maria Tudor ("Bloody Mary"), regina d’Inghilterra, per rafforzare l’asse cattolico. Il matrimonio fu impopolare in Inghilterra. Filippo ebbe poco potere effettivo, e alla morte di Maria (1558), senza figli, non poté rivendicare il trono inglese.


Scontro con Elisabetta I d’Inghilterra

Alla morte di Maria, salì al trono la protestante Elisabetta I (1533/ 1603), ostile alla Spagna. I rapporti furono presto tesi per varie ragioni:

  • Elisabetta rifiutò la proposta di matrimonio di Filippo. Proposta strana se si pensa che Elisabetta era protestante, figlia illegittima di una strega (Anna Bolena) e di un Re ribelle al Papa (Enrico VIII). Ma Filippo II non poteva mirare a Maria Stuart, altra possibile erede in quanto principessa di Scozia, perché questa era legata alla Francia in quanto moglie di Francesco II.

  • Elisabetta Appoggiò i ribelli olandesi (anche perché nel mentre il Papa l'aveva scomunicata in quanto protestante).

  • Tollerò e sostenne i pirati inglesi come Francis Drake, che depredavano le navi spagnole nei Caraibi.

Filippo reagì con la spedizione dell’Invincibile Armada (1588), flotta imponente destinata a invadere l’Inghilterra. L’impresa fallì per errori logistici, resistenza inglese e maltempo: fu un duro colpo al prestigio spagnolo.


Maria Stuarda di Scozia

Maria Stuarda, cugina cattolica di Elisabetta, fu considerata da Filippo la legittima regina d’Inghilterra (in quanto Elisabetta era considerata una bastarda figlia di Anna Bolena) ciò però solo dopo la morte del marito, il re francese Francesco II, debole figlio di Enrico II, morto per una caduta  a cavallo nel 1559. 

Dopo che Elisabetta la fece giustiziare (1587), (e in Scozia eredita il figlio Giacomo I Stuart) Filippo usò il pretesto per lanciare l’Armada

L'armada "invincibile" che Filippo inviò contro Elisabetta era enorme: 145 navi (tre volte la flotta inglese) venne duramente sconfitta perché colpita da una tempesta e dall'abilità dei pirati, come Francis Drake, figura famosa anche per aver circumnavigato il globo.


Scontro con le Province Unite (Fiandre)

Nel 1566 iniziò la rivolta dei Paesi Bassi (calvinisti) contro l’autoritarismo spagnolo e l’intolleranza religiosa. Filippo inviò il duca d’Alba con 10.000 soldati e una repressione sanguinosa (Tribunale dei Tumulti, soprannominato "Tribunale del Sangue"). 

Questi fu talmente violento che molti cattolici olandesi passarono dalla parte dei protestanti.

Elisabetta I decise di finanziare l'olanda di Guglielmo I d'Orange.  La situazione degenerò in una lunga Guerra d'indipendenza olandese:

  • Le province del nord formarono l'Unione di Utrecht (1579) e dichiararono l'indipendenza (1581).

  • Le province del sud, cattoliche, rimasero fedeli alla Spagna: nascita di Belgio e Olanda.

  • La guerra proseguì fino alla pace di Vestfalia (1648), ma il dominio spagnolo sulle Fiandre risultò fortemente compromesso.


Scontro con gli Ottomani (Cipro e Lepanto)

Nel Mediterraneo, Filippo fu protagonista di uno scontro decisivo:

  • Nel 1570 i Turchi attaccarono Cipro, conquistandola. (Assieme a Malta)

  • Filippo promosse una coalizione cristiana (Lega Santa con Venezia e Papato).

  • Nel 1571 la battaglia di Lepanto (in Grecia) fu una grande vittoria navale contro gli Ottomani, guidata da don Giovanni d’Austria (fratellastro di Filippo). Fu un successo simbolico, ma non duraturo: gli Ottomani rimasero una minaccia nel Mediterraneo.




Morte e Successore

Filippo II morì nel 1598 a El Escorial, il palazzo-monastero che aveva fatto costruire e che rifletteva la sua visione austera e religiosa del potere. Gli successe il figlio Filippo III, molto meno energico e più manipolabile: da lì iniziò una fase di declino lento ma inesorabile della potenza spagnola.


Valutazione del regno di Filippo II

Punti di forza:

  • Difesa della fede cattolica, ruolo guida nella Controriforma.

  • Consolidamento territoriale e centralizzazione dello Stato.

  • Vittoria a Lepanto, dominio temporaneo su un impero coloniale immenso.

Punti critici:

  • Eccessiva rigidità religiosa e intolleranza.

  • Spese militari eccessive, economia indebolita, bancarotte.

  • Fallimenti diplomatici e militari (Invincibile Armada, Fiandre).

  • Inizio del declino dell’Impero spagnolo, perdita di prestigio navale.

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Francesco I (1494 / 1547)


 Francesco I di Francia (1494–1547, regno 1515–1547)

Profilo del personaggio

Francesco I fu il prototipo del monarca rinascimentale: colto, mecenate delle arti (protesse Rabelais, Montaigne, Leonardo da Vinci), amante del fasto e della guerra. Ambizioso e orgoglioso, desiderava competere con Carlo V per l’egemonia europea.


Principali obiettivi e politiche

  • Controllo dell’Italia settentrionale (soprattutto il Ducato di Milano).

  • Contrasto al potere degli Asburgo, temuti per il loro accerchiamento della Francia.

  • Consolidamento dell'autorità monarchica e lotta contro le autonomie feudali.

  • Rafforzamento del culto monarchico e centralizzazione dello Stato.


Scontri con Carlo V

La rivalità tra Francesco I e Carlo V fu il centro della politica europea del primo Cinquecento:

  • Battaglia di Pavia (1525): Francesco fu sconfitto e catturato da Carlo V.

  • Firmò la Pace di Madrid (1526) rinunciando all'Italia, ma non la rispettò.

  • Guidò poi la Lega di Cognac (con Papa e altri Stati italiani) contro Carlo V.

  • Le guerre continuarono fino alla Pace di Cateau-Cambrésis (firmata dopo la sua morte, dal figlio Enrico II 1559).


Politica interna

  • Ordinanza di Villers-Cotterêts (1539): rese il francese lingua ufficiale degli atti pubblici.

  • Rafforzò la burocrazia e il potere regio.

  • Firmò il Concordato di Bologna (1516) con il Papa, che gli diede ampio controllo sulla nomina dei vescovi in Francia.


Religione

  • Francesco restò cattolico, ma fu ambivalente verso i protestanti: tolleranza iniziale (per calcoli politici), seguita da persecuzioni sempre più dure (soprattutto dopo l'"Affaire des Placards" del 1534).

  • Per motivi politici, però, aiutò i principi protestanti contro Carlo V


Problemi

  • Enorme spesa militare per le guerre d'Italia.

  • Crescente tensione religiosa interna.

  • Difficoltà a contenere l'espansione asburgica in Europa.


Morte e Successore

Morì nel 1547. Gli successe il figlio Enrico II, che proseguì la politica anti-asburgica fino alla sua morte nel 1559.


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FERDINANDO I D'ASBURGO (1503 / 1564)



Ferdinando I d’Asburgo (1503–1564, imperatore 1558–1564)

Profilo del personaggio

Fratello di Carlo V, Ferdinando fu un sovrano più moderato e pragmatico, meno ambizioso sul piano universalistico, ma molto attento alla coesione interna dei territori ereditati. Governò i territori dell’Europa centrale (Austria, Boemia, Ungheria) e, dopo l’abdicazione di Carlo, fu imperatore del Sacro Romano Impero.


Origine del potere

  • Carlo V gli affidò Austria, Boemia e Ungheria (successione Jagellonica, dopo la morte di Luigi II nella battaglia di Mohács, 1526).

  • Divenne Re dei Romani nel 1531 e imperatore nel 1558 dopo l’abdicazione del fratello.


Problemi principali

1. Riforma protestante

  • Cercò una mediazione religiosa più tollerante di quella del fratello.

  • Promosse Colloqui religiosi (come quello di Ratisbona).

  • Fu costretto a firmare nel 1555 la Pace di Augusta, che stabilì il principio del cuius regio, eius religio.

2. Minaccia ottomana

  • Gli Ottomani minacciavano Vienna (assedio del 1529) e dominarono larga parte dell’Ungheria.

  • Ferdinando resistette, ma fu costretto a riconoscere il dominio ottomano su parte dell'Ungheria, mantenendo solo la zona occidentale.

3. Gestione del Sacro Romano Impero

  • Cercò di rafforzare l’autorità imperiale, ma dovette riconoscere l’autonomia dei principi, specie dopo Augusta.


Successione e conseguenze

Alla sua morte (1564), il trono imperiale passò al figlio Massimiliano II, che continuò una politica tollerante, pur restando cattolico. Con Ferdinando iniziò la linea asburgica austriaca del Sacro Romano Impero, separata da quella spagnola.


Confronto tra Francesco I e Ferdinando I

AspettoFrancesco I (Francia)Ferdinando I (Asburgo)
Ambizione politicaCompete con Carlo V per l'egemonia europeaGestione realistica e moderata del potere imperiale
Politica religiosaIniziale tolleranza, poi repressione degli ereticiTendenza alla mediazione e alla tolleranza
Problema centraleRivalità con Carlo V, guerre d’ItaliaProtestantesimo e Turchi
Relazione con Carlo VAvversario diretto e personaleCollaboratore e fratello minore
Visione del potereMonarchia nazionale forte, centralizzazioneCompromesso e equilibrio tra territori diversi
EreditàRafforzamento del regno francese, ma tensioni interneStabilizzazione dell’Impero asburgico in area mitteleuropea

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