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sabato 29 marzo 2025

Storia greca III: guerre persiane e guerra del peloponneso

 LE GUERRE PERSIANE  (499 / 479 aC)




L'IMPERO PERSIANO PRIMA DELLE GUERRE



L'Impero Persiano nacque nel 550 a.C., quando Ciro il Grande (559-530 a.C.), re della Persia, sconfisse il regno dei Medi e unificò i popoli iranici sotto un'unica guida. In pochi decenni, Ciro conquistò la Lidia (546 a.C.), la Babilonia (539 a.C.) e gran parte dell'Asia Minore, dando vita a un impero vastissimo, caratterizzato da una politica di tolleranza verso i popoli sottomessi, inclusi gli Ebrei, ai quali permise di tornare a Gerusalemme dopo la cattività babilonese.

Dopo la sua morte, il figlio Cambise II (530-522 a.C.) ampliò i confini conquistando l'Egitto nel 525 a.C., ma il suo regno terminò con disordini interni. 

Salì allora al potere Dario I (522-486 a.C.), che riorganizzò l’impero dividendolo in satrapie, province amministrate da governatori locali, e costruì la famosa Via Reale per migliorare le comunicazioni. 

L'esercito persiano era molto più vasto e ricco di quello greco, specie perché le città greche erano divise.

LA PRIMA GUERRA PERSIANA (499 / 490 aC)

La Prima Guerra Persiana fu il primo grande scontro tra l'Impero Persiano e le poleis greche, soprattutto Atene. Il conflitto ebbe origine dalla ribellione delle città greche dell'Asia Minore contro il dominio persiano e culminò con la celebre battaglia di Maratona (490 a.C.).

Le origini del conflitto: la rivolta di Mileto (499-494 a.C.)

Tutto ebbe inizio nel 499 a.C., quando Aristagora, tiranno di Mileto, una delle più importanti città della Ionia (attuale Turchia occidentale), si ribellò al dominio persiano. Aristagora cercò aiuto in Grecia, rivolgendosi prima a Sparta, che però rifiutò di intervenire, e poi ad Atene ed Eretria, che inviarono rispettivamente 20 e 5 navi per sostenere la rivolta.

Nel 498 a.C., gli insorti riuscirono persino a incendiare Sardi, la capitale della provincia persiana di Lidia, ma la rivolta non durò a lungo. L’esercito persiano, guidato da Artaferne, fratello di Dario I, reagì con forza e, nel 494 a.C., sconfisse definitivamente i ribelli nella battaglia navale di Lade. La punizione per Mileto fu terribile: la città fu saccheggiata e la popolazione deportata in Persia.

Ma il re persiano Dario I, furioso per l'aiuto offerto da Atene ed Eretria ai ribelli, decise che la vendetta sarebbe stata inevitabile. Il suo obiettivo ora era chiaro: punire le poleis greche ribelli e consolidare il controllo sulla regione.


L'invasione persiana: le spedizioni di Dario I

Dopo la fine della rivolta ionica, Dario I preparò una grande spedizione per attaccare direttamente la Grecia.

La prima campagna, nel 492 a.C., fu affidata a Mardonio, che riuscì a riportare sotto il controllo persiano la Tracia e la Macedonia, ma la sua flotta fu distrutta da una tempesta vicino al monte Athos, costringendolo a interrompere l’operazione.

Nel 490 a.C., Dario inviò una seconda spedizione, guidata dai generali Dati e Artaferne. Questa volta, l'esercito persiano sbarcò direttamente in Eubea, assediando e distruggendo Eretria. Poi, si diressero verso la pianura di Maratona, a circa 40 km da Atene.


La battaglia di Maratona (490 a.C.)

Quando i Persiani sbarcarono a Maratona, gli Ateniesi sapevano che dovevano fermarli prima che potessero raggiungere la città. Chiesero aiuto agli Spartani, ma questi, impegnati in festività religiose, promisero di intervenire solo dopo alcuni giorni.

Gli Ateniesi, guidati dal generale Milziade, decisero di attaccare comunque, nonostante fossero in netta inferiorità numerica (circa 10.000 opliti contro 25.000 Persiani). Milziade adottò una tattica innovativa: rafforzò i fianchi della falange ateniese e indebolì il centro, in modo da accerchiare i Persiani una volta iniziata la battaglia.

Lo scontro fu rapido e decisivo: i Persiani, presi di sorpresa dalla carica greca, furono accerchiati e massacrati. Il bilancio fu devastante per l'esercito di Dario: circa 6.400 Persiani morirono, mentre gli Ateniesi persero solo 192 uomini.

Dopo la vittoria, secondo la leggenda, un soldato ateniese di nome Filippide corse fino ad Atene per annunciare il trionfo, esclamando "Νενικήκαμεν!" (Abbiamo vinto!), prima di morire per la fatica. Questo evento ha ispirato la moderna maratona.


Le conseguenze della guerra

La sconfitta dei Persiani a Maratona segnò la fine della prima invasione persiana della Grecia e accrebbe enormemente il prestigio di Atene, che iniziò a potenziare la propria flotta.

Ma la minaccia persiana non era scomparsa. Dario I, umiliato dalla sconfitta, iniziò a preparare una nuova spedizione, ma morì nel 486 a.C., lasciando il compito al figlio Serse I, che guiderà la Persia nella Seconda Guerra Persiana (480-479 a.C.).






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SECONDA GUERRA PERSIANA (480 / 479 aC)

La Seconda Guerra Persiana (480-479 a.C.)

Dopo la sconfitta a Maratona (490 a.C.), la Persia non rinunciò al suo sogno di conquistare la Grecia. Il re Dario I, umiliato, iniziò subito a organizzare una nuova spedizione, ma morì nel 486 a.C., lasciando il trono a suo figlio Serse I.

Serse decise di preparare un’invasione su scala molto più grande rispetto a quella del padre, radunando un esercito gigantesco e costruendo infrastrutture per facilitare l’avanzata. Il nuovo conflitto, che si svolse tra il 480 e il 479 a.C., sarebbe passato alla storia per battaglie leggendarie come Termopili, Salamina e Platea.


Le cause del conflitto

Dopo la Prima Guerra Persiana, Atene iniziò a rafforzare la propria flotta grazie alle riforme di Temistocle, temendo un ritorno dei Persiani. Nel frattempo, in Persia, Serse preparava la vendetta, organizzando un'enorme campagna militare.

Le cause principali furono:

  1. Vendetta: Serse voleva punire Atene per la sconfitta a Maratona e il sostegno alla rivolta ionica.

  2. Espansione: L’Impero Persiano mirava a consolidare il dominio sulla Grecia.

  3. Divergenze interne alla Grecia: Mentre alcune poleis (come Atene e Sparta) si opposero ai Persiani, altre (come Tebe e Argo) scelsero di collaborare con Serse.


L’invasione persiana e la battaglia delle Termopili (agosto 480 a.C.)

Per trasportare il suo esercito (stimato tra i 200.000 e i 300.000 uomini), Serse fece costruire un ponte di barche sullo stretto dell’Ellesponto e fece scavare un canale per evitare i pericoli del Monte Athos.

I Greci, consapevoli della minaccia, formarono un'alleanza sotto la guida di Sparta. Fu deciso di fermare l'avanzata persiana nel passo delle Termopili, un punto strategico facile da difendere.

Qui Leonida I, re di Sparta, con soli 300 Spartiati, affiancati da circa 7.000 alleati greci, resistette eroicamente per tre giorni contro l'immenso esercito persiano. Solo grazie al tradimento di Efialte, che rivelò ai Persiani un sentiero segreto per aggirare i Greci, Serse riuscì a vincere.

Leonida e i suoi uomini scelsero di morire combattendo, diventando simbolo di coraggio e sacrificio. Tuttavia, il loro sacrificio diede tempo agli Ateniesi per evacuare la città e prepararsi alla battaglia navale.

Nel frattempo, i Persiani avanzarono e saccheggiarono Atene, incendiando l'Acropoli.


La battaglia di Salamina (settembre 480 a.C.)

Dopo la sconfitta alle Termopili, i Greci spostarono la resistenza sul mare. Temistocle, comandante della flotta ateniese, elaborò una strategia geniale: attirare la flotta persiana nello stretto di Salamina, dove le grandi navi persiane avrebbero avuto difficoltà a manovrare.

La flotta greca (circa 370 triremi) riuscì a infliggere una pesante sconfitta ai Persiani, che persero molte delle loro imbarcazioni.

Serse, temendo un contrattacco in Asia, lasciò la Grecia, affidando il comando al generale Mardonio, che rimase con parte dell’esercito per continuare la guerra via terra.


La battaglia di Platea (479 a.C.) e la fine della guerra

L'anno successivo, nel 479 a.C., le forze greche (circa 40.000 opliti, guidati dallo spartano Pausania) affrontarono l'esercito persiano di Mardonio vicino a Platea, in Beozia.

La battaglia fu decisiva: Mardonio venne ucciso e il suo esercito fu annientato.

Poco dopo, i Greci attaccarono la città di Micale, in Asia Minore, sconfiggendo i resti della flotta persiana. Questo segnò la fine della Seconda Guerra Persiana e la liberazione definitiva delle città greche dall’egemonia persiana.


Le conseguenze della guerra

  1. Fine dell’invasione persiana: Dopo la sconfitta, la Persia abbandonò i suoi progetti di conquista sulla Grecia.

  2. Ascesa di Atene: La vittoria consolidò il potere di Atene, che poco dopo fondò la Lega di Delo per proteggere le città greche dall’influenza persiana.

  3. Declino della Persia in Grecia: I Persiani non riuscirono mai più a minacciare seriamente la Grecia.

  4. Inizio del conflitto tra Atene e Sparta: Il dominio ateniese nel Mediterraneo porterà, pochi decenni dopo, alla Guerra del Peloponneso (431-404 a.C.) contro Sparta.

Le guerre persiane furono fondamentali per la storia della Grecia, segnando il passaggio da una minaccia esterna alla nascita dell’egemonia ateniese, che porterà all'epoca d'oro della civiltà greca.


LE DUE LEGHE GRECHE (SPARTA E ATENE) E L'ETA' DI PERICLE

Le due leghe greche dopo la Seconda Guerra Persiana

Dopo la vittoria contro i Persiani, la Grecia entrò in una nuova fase storica caratterizzata dal predominio di Atene e Sparta, che formarono due grandi alleanze per consolidare il proprio potere.

La Lega di Delo (fondata nel 478 a.C.) – L’alleanza di Atene

Dopo la Seconda Guerra Persiana, molte poleis greche temevano un ritorno dei Persiani e decisero di unirsi in un'alleanza guidata da Atene: la Lega di Delo. Questa lega prendeva il nome dall’isola di Delo, dove si trovava il tesoro comune dell’alleanza.

L’obiettivo iniziale era la difesa comune contro i Persiani e la protezione delle città greche dell’Asia Minore. Tuttavia, Atene, sotto la guida di figure come Temistocle, Cimone e Pericle, trasformò rapidamente la Lega in uno strumento di dominio.

  • Atene impose il pagamento di tributi alle città alleate, che inizialmente potevano contribuire anche con navi, ma che col tempo divennero sempre più dipendenti da Atene.

  • Nel 454 a.C., Pericle trasferì il tesoro della Lega da Delo ad Atene, usandolo per finanziare la costruzione di grandi opere, come il Partenone.

  • Alcune città tentarono di ribellarsi (come Nasso nel 470 a.C. e Samo nel 440 a.C.), ma Atene le punì duramente.

Di fatto, la Lega di Delo divenne un impero ateniese, causando sempre più tensioni con le poleis che non accettavano il dominio di Atene.

La Lega del Peloponneso – L’alleanza di Sparta

Sparta, dal canto suo, non volle entrare nella Lega di Delo, preferendo mantenere la propria alleanza storica con le città del Peloponneso. La Lega del Peloponneso esisteva già dal VI secolo a.C., ma dopo la Seconda Guerra Persiana divenne lo strumento con cui Sparta cercò di contrastare il potere ateniese.

  • Era guidata da Sparta, ma le città alleate avevano una maggiore autonomia rispetto a quelle della Lega di Delo.

  • Sparta non imponeva tributi, ma si basava su un'alleanza militare, in cui le città alleate dovevano fornire soldati in caso di guerra.

  • La lega era oligarchica, a differenza di Atene, dove dominava la democrazia.

Questa contrapposizione tra le due leghe portò a una crescente rivalità tra Atene e Sparta, culminando nella Guerra del Peloponneso (431-404 a.C.), che segnò la fine dell'egemonia ateniese.

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L'Età di Pericle (461-429 a.C.) e la fioritura culturale di Atene

(Doriforo di Policleto, 450 aC)

L’Età di Pericle rappresenta il periodo di massimo splendore di Atene, sia dal punto di vista politico che culturale. Pericle, uomo politico e stratega, guidò la città dal 461 al 429 a.C., trasformandola nel centro culturale e artistico del mondo greco.

Le riforme democratiche di Pericle

Pericle consolidò la democrazia ateniese, ereditando le riforme di Clistene e approfondendo il ruolo del popolo nel governo della città.

  • Rese accessibili le cariche pubbliche anche ai cittadini meno abbienti, introducendo il pagamento per i magistrati e per i membri dell’Eliea (il tribunale popolare).

  • Potenziò l’Ecclesia, l’assemblea popolare, che aveva il potere decisionale su questioni politiche e militari.

  • Limitò il potere dell’Areopago, il tribunale aristocratico, rendendolo meno influente.

Con queste riforme, Atene divenne la democrazia più avanzata della Grecia, anche se il potere era riservato solo ai cittadini maschi liberi (le donne, gli schiavi e i meteci – stranieri residenti – ne erano esclusi).

Lo splendore culturale: arte, filosofia e scienza

L'età di Pericle non fu solo politica, ma segnò un'epoca straordinaria dal punto di vista artistico e intellettuale.

  1. Architettura e arte

    • Pericle avviò la ricostruzione dell’Acropoli, distrutta dai Persiani, utilizzando i fondi della Lega di Delo.

    • Fece costruire il Partenone (447-432 a.C.), tempio dedicato ad Atena, decorato dalle sculture di Fidia.

    • L’arte greca raggiunse il massimo della perfezione nel periodo classico, con statue che esprimevano equilibrio e armonia (es. il Doriforo di Policleto).

  2. Filosofia

    • Atene divenne il centro del pensiero filosofico, con figure come Socrate, che sfidava i concetti tradizionali e insegnava il pensiero critico.

    • Sofisti come Protagora svilupparono il relativismo e il concetto che "l’uomo è misura di tutte le cose".

  3. Storiografia

    • Erodoto, considerato il “padre della storia”, scrisse le sue opere sulle Guerre Persiane.

    • Tucidide elaborò un metodo più analitico, raccontando in modo oggettivo la Guerra del Peloponneso.

  4. Teatro e letteratura

    • Atene divenne il centro del teatro greco, con tragediografi come Eschilo, Sofocle e Euripide e commediografi come Aristofane.

    • Il teatro era finanziato dallo Stato ed era parte essenziale della vita politica e religiosa.

  5. Scienza e medicina

    • Ippocrate (460-377 a.C.), considerato il padre della medicina, introdusse un metodo basato sull’osservazione clinica, separando la medicina dalla religione.

    • Anassagora sviluppò teorie sulla natura e sulle forze che regolano l’universo.

La fine dell’Età di Pericle

Nel 431 a.C. scoppiò la Guerra del Peloponneso tra Atene e Sparta. Poco dopo, nel 429 a.C., una terribile peste colpì Atene, causando migliaia di morti, tra cui lo stesso Pericle.

Con la sua morte, l’epoca d’oro di Atene iniziò a declinare. La guerra si concluse nel 404 a.C. con la vittoria di Sparta e la caduta della democrazia ateniese. Tuttavia, l’eredità culturale di Atene continuò a influenzare profondamente la civiltà occidentale per secoli.

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LA GUERRA DEL PELOPONNESO (404 / 431 aC)




Le fasi della guerra

1. La prima fase (431-421 a.C.) – Guerra Archidamica

Il primo periodo della guerra è noto come Guerra Archidamica, dal nome del re spartano Archidamo II.

  • La strategia di Sparta: Sparta puntava a una guerra terrestre, devastando i campi attorno ad Atene per affamare la popolazione e costringere la città alla resa.

  • La strategia di Atene: Pericle, stratega ateniese, evitò lo scontro diretto e si affidò alla superiorità navale di Atene, rifornendo la città via mare.

  • L’epidemia di peste (429 a.C.): Un grave colpo per Atene fu la peste che scoppiò all’interno delle mura nel 429 a.C., uccidendo un terzo della popolazione, tra cui lo stesso Pericle.

  • La resistenza di Atene: Nonostante le perdite, Atene riuscì a mantenere il controllo marittimo, infliggendo sconfitte a Sparta.

Nel 421 a.C., la guerra sembrò concludersi con la Pace di Nicia, che avrebbe dovuto garantire la tregua per 50 anni. Tuttavia, l'accordo fu instabile, e gli scontri ripresero pochi anni dopo.


2. La seconda fase (415-413 a.C.) – La disastrosa Spedizione in Sicilia

Nel 415 a.C., Atene, su consiglio del generale Alcibiade, organizzò una grande spedizione militare contro Siracusa, città alleata di Sparta in Sicilia.

  • Alcibiade tradisce Atene: Poco dopo l’inizio della spedizione, Alcibiade fu accusato di empietà e diserzione. Rifugiatosi a Sparta, consigliò ai Lacedemoni di inviare aiuti a Siracusa.

  • Il disastro ateniese: La spedizione si rivelò un fallimento totale. La flotta ateniese fu distrutta, e migliaia di soldati morirono o furono fatti prigionieri nel 413 a.C..

Questo evento segnò una svolta decisiva nella guerra: Atene perse una parte considerevole delle sue forze e delle sue risorse.


3. La terza fase (412-404 a.C.) – Il crollo di Atene

Dopo il disastro siciliano, la situazione per Atene peggiorò rapidamente.

  • Sparta alleata con la Persia: Sparta ottenne il sostegno finanziario della Persia per costruire una flotta in grado di contrastare quella ateniese.

  • Le rivolte nelle città alleate di Atene: Molte città della Lega di Delo si ribellarono contro Atene, indebolendone ulteriormente il potere.

  • La battaglia di Egospotami (405 a.C.): La flotta spartana, guidata da Lisandro, distrusse la marina ateniese presso Egospotami, lasciando Atene senza difese e senza rifornimenti.

  • La resa di Atene (404 a.C.): Senza flotta e senza risorse, Atene fu costretta a capitolare. Sparta impose dure condizioni:

    • Atene doveva smantellare le sue mura e sciogliere la Lega di Delo.

    • Doveva rinunciare alla sua flotta, mantenendo solo 12 navi.

    • Doveva accettare un governo oligarchico, noto come il regime dei Trenta Tiranni, imposto da Sparta.

Con la caduta di Atene, la guerra si concluse con la vittoria di Sparta.


Le conseguenze della guerra

  1. Il declino di Atene

    • Dopo la sconfitta, Atene perse il suo impero e il suo prestigio. Tuttavia, riuscì a ripristinare la democrazia nel 403 a.C., rovesciando i Trenta Tiranni.

    • Nonostante la ripresa politica, non recuperò mai il dominio che aveva avuto in precedenza.

  2. L'egemonia spartana (404-371 a.C.)

    • Sparta divenne la potenza dominante della Grecia, ma il suo governo fu rigido e impopolare.

    • Impose governi oligarchici nelle città sconfitte, generando malcontento.

    • Entrò in conflitto con Tebe e Corinto, che si allearono contro Sparta nella Guerra di Corinto (395-387 a.C.).

  3. Il ritorno di Tebe e l’ascesa della Macedonia

    • Nel 371 a.C., la potenza di Sparta fu sconfitta da Tebe nella Battaglia di Leuttra, grazie alle innovazioni militari di Epaminonda.

    • Tuttavia, la lotta per l’egemonia in Grecia lasciò il paese indebolito e frammentato, aprendo la strada all’ascesa della Macedonia di Filippo II e, successivamente, di Alessandro Magno.

  4. L’intervento persiano

    • Durante la guerra, la Persia sostenne Sparta per contrastare Atene. Tuttavia, dopo la vittoria spartana, tornò a essere un attore influente nella politica greca, favorendo le divisioni tra le poleis.


Conclusione

La Guerra del Peloponneso fu un conflitto devastante che segnò la fine dell'epoca d'oro della Grecia. La rivalità tra Atene e Sparta indebolì irrimediabilmente il mondo greco, aprendo la strada alla dominazione macedone. Da questa crisi emerse Alessandro Magno, che nel IV secolo a.C. avrebbe unificato la Grecia e portato la cultura ellenica nel mondo.

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FONTI  E APPROFONDIMENTI

Lineamenti di storia greca e romana, V Magno.
-  Guerra del Pelopponeso: https://www.youtube.com/watch?v=CNCZsWOcNxU

mercoledì 26 marzo 2025

Storia antica: popoli mesopotamici ed Egizi, Fenici ed Ebrei

 I POPOLI MESOPOTAMICI




La prima civiltà della storia è generalmente identificata con i Sumeri, che si svilupparono nel sud della Mesopotamia tra il IV e il III millennio a.C.

I popoli mesopotamici (terra fertile tra i due fiumi, il Tigri e l'Eufrate, attuale Iraq):

1. Sumeri (circa 4000 - 2000 a.C.)

  • Localizzazione: Sud della Mesopotamia, nell'area chiamata Sumer.

  • Organizzazione politica: Città-stato indipendenti come Uruk, Ur, Lagash e Nippur, ciascuna con un proprio governo e divinità protettrice. 

  • Innovazioni:

    • Scrittura cuneiforme: Considerata una delle prime forme di scrittura al mondo, utilizzata per registrare transazioni economiche, leggi e testi letterari. 

    • Ruota: Adottata per il trasporto e la lavorazione della ceramica.

    • Matematica e astronomia: Svilupparono un sistema numerico sessagesimale (base 60) e divisero il cerchio in 360 gradi. 

  • Religione e cultura: Costruirono ziggurat, templi a gradoni dedicati alle loro divinità. 

  • L'Epopea di Gilgamesh, uno dei primi capolavori letterari, narra le avventure del re di Uruk. 

  • Grazie alla fertilità della terra, vivono di agricoltura e allevamento.

2. Accadi (circa 2334 - 2154 a.C.)

  • Fondatore: Sargon di Akkad, che unificò le città-stato sumeriche sotto un unico impero

  • Capitale: Akkad (la sua esatta posizione rimane incerta).

  • Contributi: Diffusione della lingua accadica come lingua franca e promozione dell'arte e della cultura sumera.

3. Babilonesi (circa 1894 - 539 a.C.)

  • Prima Dinastia Babilonese:

    • Re Hammurabi: Celebre per aver promulgato il Codice di Hammurabi, uno dei più antichi codici di leggi scritti. ​(1790 aC circa) dal quale deriva il motto "occhio per occhio"

  • Seconda Dinastia Babilonese (Neo-Babilonese):

    • Nabucodonosor II: Conosciuto per la conquista di Gerusalemme (596 aC) e, secondo la tradizione, per la costruzione dei Giardini Pensili di Babilonia, una delle Sette Meraviglie del Mondo Antico.



    • Religione e astronomia: Gli astronomi babilonesi furono tra i primi a registrare e studiare i movimenti degli astri, sviluppando un sistema associato alle divinità.

      Un dio per ogni giorno della settimana

      I Babilonesi collegavano ogni giorno a un corpo celeste e alla divinità corrispondente:

      • LunedìSin (Luna)

      • MartedìNergal (Marte, dio della guerra)

      • MercoledìNabu (Mercurio, dio della saggezza e della scrittura)

      • GiovedìMarduk (Giove, dio supremo di Babilonia)

      • VenerdìIshtar (Venere, dea dell’amore e della guerra)

      • SabatoNinurta (Saturno, dio della caccia e dell’agricoltura)

      • DomenicaShamash (Sole, dio della giustizia)

4. Assiri (circa 2500 - 609 a.C.)

  • Localizzazione: Nord della Mesopotamia, con capitali come Assur e Ninive.

  • Caratteristiche:

    • Società militarista con un esercito ben organizzato e strategie belliche avanzate.

    • Praticarono deportazioni di massa per controllare le popolazioni conquistate.

    • L'Impero Assiro venne sconfitto nel 612 a.C. da una coalizione formata dai Babilonesi e dai Medi.​

  • Contributi:

    • Fondazione di una delle prime biblioteche conosciute a Ninive, sotto il re Assurbanipal.




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Fonti e approfondimenti: 






GLI EGIZI




Lungo il Nilo (altra terra fertile) le prime comunità e coltivazioni esistono già dal 5000 aC, dove furono costruite dighe e canali per controllare le inondazioni, ma la prima unificazione dell'Egitto e la prima dinastia dei faraoni avvenne con Re Narmer (o Menes) intorno al 3100 aC.

Narmer: 
  • Unificò l'Egitto: sottomise il Basso Egitto (delta del Nilo) e lo unì all'Alto Egitto.

  • Fondò Menfi, la nuova capitale vicino al confine tra le due regioni, per rafforzare l’unità del regno.

  • Iniziò la tradizione faraonica: i faraoni furono considerati divinità in terra e adottarono simboli di entrambi i regni (corona bianca per l'Alto Egitto e rossa per il Basso Egitto).


  • Le prime Costruzione delle piramidi avvengono verso il (Antico Regno): c. 2600-2500 a.C.
    Le piramidi erano un simbolo religioso e dovevano "espandere l'energia" in ogni punto cardinale.

    1. Periodizzazione storica

    1. Antico Regno (c. 2700-2200 a.C.) Costruzione delle piramidi, centralizzazione del potere faraonico. ---> 

      La crisi e la rivoluzione del 2100 a.C. 🌍⚔️

      Nella  "rivoluzione del 2100 a.C." avvenne la crisi e il crollo dell'Antico Regno, che portarono all’inizio del Primo Periodo Intermedio (c. 2200-2050 a.C.).

      Cause della crisi

      • Decadenza del potere centrale: i faraoni della VI dinastia persero il controllo sui nomarchi (governatori locali).

      • Siccità e carestie: cambiamenti climatici portarono a un calo della piena del Nilo, causando carestie e rivolte.

      • Disordini sociali: documentati nel testo Le Lamentazioni di Ipuwer, che descrive un’epoca di anarchia e violenza.

      Conseguenze

      • L’Egitto si frammentò in piccoli regni locali, con dinastie rivali nel Basso e nell’Alto Egitto.

      • Solo con Montuhotep II (XI dinastia, c. 2050 a.C.) l’Egitto fu riunificato, dando inizio al Medio Regno.

    2. Medio Regno (c. 2050-1650 a.C.) → Espansione, stabilità economica e culturale.

    3. Nuovo Regno (c. 1550-1070 a.C.) → Periodo d'oro, conquiste in Nubia e Siria, battaglie con gli Ittiti.

    Akhenaton e la rivoluzione religiosa (1353-1336 a.C.) ☀️🛕

    Il faraone Akhenaton (originariamente Amenhotep IV) regnò dal 1353 al 1336 a.C. durante la XVIII dinastia. È famoso per aver introdotto una delle prime forme di monoteismo nella storia.

    Le riforme religiose di Akhenaton

    • Sostituì il culto tradizionale degli dèi egizi (soprattutto Amon) con quello di Aton, il disco solare.

    • Chiuse i templi di Amon e perseguitò il potente clero tebano.

    • Trasferì la capitale a Akhetaton (oggi Amarna), costruendo una città dedicata al culto di Aton.

    Conseguenze

    • Le riforme provocarono opposizione tra sacerdoti e popolazione.

    • Dopo la sua morte, il faraone Tutankhamon restaurò il culto tradizionale.

    • Il suo nome fu cancellato dai monumenti e Akhenaton fu considerato un eretico.

    Importanza storica di Akhenaton

    • Prima forma di monoteismo documentata.

    • Arte rivoluzionaria: lo stile amarniano introdusse rappresentazioni più realistiche e intime del faraone e della famiglia reale.

    • Figura enigmatica: alcune teorie lo collegano addirittura alle origini del monoteismo ebraico.

    Akhenaton fu quindi un faraone rivoluzionario, ma la sua riforma fu temporanea e fallì dopo la sua morte.

    4, Epoca Tarda (c. 1070-30 a.C.) → Decadenza, dominazioni straniere (Assiri, Persiani, Greci, Romani).

    2. Politica e società

    • Faraone: considerato un dio in terra, figura centrale dello Stato.

    • Amministrazione: funzionari, scribi (studiavano i geroglifici e registravano le tasse) e sacerdoti (si occupano della religione) gestivano il governo.

    • I guerrieri difendevano il territorio e  a lavorare erano artigiani, contadini e schiavi.

    • Piramidi e templi: simbolo del potere e della religione.

    3. Religione e cultura

    • Divinità principali:

      • Amon-Ra (dio del sole e creatore),

      • Osiride (dio dell'aldilà),

      • Iside (dea della maternità e magia),

      • Anubi (dio dell’imbalsamazione).

    • Mummificazione: credenza nella vita dopo la morte.

    • Scrittura: geroglifici, usati per testi sacri e storici.

    • Astronomia e medicina: avanzate conoscenze nei due campi.

    4. Conflitto con gli Ittiti

    • Battaglia di Qadesh (1274 a.C.): combattuta tra Ramses II e il re ittita Muwatalli II, senza un vincitore chiaro.

    • Primo trattato di pace della storia (1259 a.C.) tra Egizi e Ittiti.

    • Nel 31 aC l'Egitto viene assorbito dall'impero romano di Augusto.




    GLI ITTITI


    ITTITI ⚔️🏔️

    1. Origini e periodo storico

    • Popolazione indoeuropea, insediata in Anatolia (attuale Turchia).

    • Periodo di massimo splendore (c. 1400-1200 a.C.) sotto il regno di Šuppiluliuma I.

    2. Politica e società

    • Re: figura con potere sia militare che religioso.

    • Nobiltà guerriera: classe dominante, importante nelle decisioni politiche.

    • Città principali: Ḫattuša (capitale), Tarḫuntašša, Karkemiš.

    3. Religione e cultura

    • Divinità principali:

      • Tarḫunna (dio del tuono e della tempesta, simile a Zeus),

      • Šauška (dea della fertilità, guerra e amore, simile a Ishtar),

      • Kumarbi (dio progenitore, legato alla mitologia hurrita).

    • Scrittura cuneiforme: adattata dalla scrittura mesopotamica.

    • Pratiche religiose: molti riti e influenze da culture vicine (hurriti, mesopotamici).

    4. Conflitti e alleanze

    • Guerre con gli Egizi: Battaglia di Qadesh (1274 aC) e trattato di pace con Ramses II.

    • Guerre con gli Assiri: rivali per il controllo della Mesopotamia settentrionale.

    5. Declino (c. 1200 a.C.)

    • Cause della caduta:

      • Invasioni dei Popoli del Mare,

      • Crisi interne e lotte dinastiche,

      • Distruzione di Ḫattuša.





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    Fonti e approfondimenti:
    - Breve storia del Mondo, Gombricht.
    - Video di Scrip
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    Fenici ed Ebrei

    Due popoli che, invece, non poterono contare sulla fertilità del terreno e l'agricoltura, furono i fenici e gli ebrei.
    Non avevano il Nilo, ma, abitando le terre di Canaan, Siria, Palestina e la costa libanese, devono sfruttare al massimo i commerci con la Mesopotamia e l'Egitto.

    FENICI




    I fenici erano abili commercianti e navigatori, esperti vetrai e sapevano come usare i molluschi (il murice) per ottenere preziosi tessuti purpurei.
    Si spostarono e fondarono colonie commerciali nel mediterraneo occidentale (tra la Sicilia e lo stretto di Gibilterra), dove cercarono metalli preziosi e stagno.

    Furono anche grandi inventori: costruirono navi stabili e veloci e inventarono la scrittura alfabetica.

    I Fenici furono un popolo semitico che si sviluppò lungo la costa orientale del Mediterraneo, nell'area corrispondente all'odierno Libano, a partire dal III millennio a.C. La loro civiltà è nota per l'abilità nella navigazione, il commercio marittimo e l'invenzione dell'alfabeto fonetico

    Origini e Territorio

    Le principali città fenicie includevano Tiro, Sidone e Biblo. Queste città-stato erano indipendenti, ma condividevano lingua, cultura e pratiche religiose. La posizione geografica favorì lo sviluppo del commercio marittimo e dei contatti culturali con altre civiltà

    Espansione e Colonie

    Per facilitare il commercio, i Fenici fondarono numerose colonie lungo le coste del Mediterraneo, tra cui Cartagine (nell'odierna Tunisia), Cadice (in Spagna) e Utica (anch'essa in Tunisia). Queste colonie divennero centri vitali per il commercio e la diffusione culturale.

    Cultura e Religione

    La religione fenicia era politeista, con divinità principali come Baal, dio del cielo e della tempesta, e Astarte, dea della fertilità e dell'amore. I Fenici sono anche noti per aver sviluppato uno dei primi alfabeti fonetici, composto da 22 lettere, che influenzò gli alfabeti successivi, inclusi quello greco e latino.

    Dominazioni Straniere

    Nel corso della loro storia, le città fenicie caddero sotto il dominio di diverse potenze:

    • Assiri: Nel IX secolo a.C., l'Assiria impose tributi alle città fenicie, limitandone l'autonomia.

    • Babilonesi: Nel VI secolo a.C., Nabucodonosor II assediò Tiro per tredici anni, indebolendo ulteriormente la regione.

    • Persiani: Nel 539 a.C., Ciro il Grande conquistò la Fenicia, che divenne parte dell'Impero Persiano, mantenendo una certa autonomia in cambio del supporto navale.

    • Greci: Nel 332 a.C., Alessandro Magno conquistò la Fenicia durante la sua campagna contro l'Impero Persiano, segnando la fine dell'indipendenza fenicia.

    Eredità

    L'eredità dei Fenici è particolarmente evidente nell'alfabeto fonetico che svilupparono, base per molti sistemi di scrittura successivi. La loro abilità nella navigazione e nel commercio contribuì alla diffusione culturale e allo sviluppo economico del Mediterraneo antico.

    EBREI




    Gli Ebrei, dopo un periodo di vagabondaggio e lunga pausa in Egitto, si scontrarono contro i Filistei per stazionarsi in Palestina (nel X secolo, con Re David).
    Le loro tribù si riunirono nella religione, sotto un unico dio, e i vari Re: Saul, David e Salomone.

    Origini e Patriarchi (XX-XIII sec. a.C.)

    Secondo la tradizione biblica, gli Ebrei discendono dai patriarchi Abramo, Isacco e Giacobbe. Abramo, originario di Ur (Mesopotamia), ricevette da Dio la promessa di una terra per la sua discendenza: la Terra di Canaan (Palestina).

    • XIX-XIII sec. a.C.: La tradizione narra che gli Ebrei si trasferirono in Egitto, forse durante una carestia.

    • XIII sec. a.C.: L'episodio dell’Esodo, guidato da Mosè, segna la liberazione degli Ebrei dalla schiavitù egiziana e la ricezione della Torah sul Monte Sinai.

    Periodo dei Giudici e Monarchia (XII-X sec. a.C.)

    Dopo il ritorno a Canaan, gli Ebrei si organizzarono in dodici tribù guidate da giudici (leader militari e religiosi).

    • 1020 a.C.: Il primo re ebraico, Saul, unifica le tribù contro i Filistei.

    • 1000-961 a.C.: Regno di Davide, che stabilisce Gerusalemme come capitale.

    • 961-922 a.C.: Regno di Salomone, che costruisce il Tempio di Gerusalemme.

    Divisione e caduta dei regni (922-586 a.C.)

    Alla morte di Salomone, il regno si divide in due:

    • Regno di Israele (Nord, capitale Samaria).

    • Regno di Giuda (Sud, capitale Gerusalemme).

    • 722 a.C.: Gli Assiri, sotto Sargon II, conquistano Israele, deportando la popolazione (le dieci tribù perdute).

    • 586 a.C.: Il re babilonese Nabucodonosor II conquista Gerusalemme, distrugge il Tempio e deporta gli Ebrei a Babilonia. Inizio della Schiavitù Babilonese.

    Fine della schiavitù babilonese e dominio persiano (539-332 a.C.)

    • 539 a.C.: Il re persiano Ciro il Grande conquista Babilonia e permette agli Ebrei di tornare in patria (Editto di Ciro).

    • 516 a.C.: Gli Ebrei ricostruiscono il Secondo Tempio di Gerusalemme.

    • L’ebraismo si rafforza come religione monoteista e scritturale.

    Domini stranieri e diaspora (332 a.C.-135 d.C.)

    • 332 a.C.: Alessandro Magno conquista la Palestina.

    • 63 a.C.: I Romani, sotto Pompeo, conquistano la Giudea.

    • 70 d.C.: Dopo una rivolta, il generale Tito distrugge Gerusalemme e il Secondo Tempio. Prima Diaspora: gli Ebrei si disperdono nel Mediterraneo.

    • 135 d.C.: L'imperatore Adriano soffoca la rivolta di Bar Kokhba e vieta agli Ebrei l’ingresso a Gerusalemme. Inizio della Diaspora definitiva.

    I PERSIANI



    Storia dei Persiani: Dall’Ascesa all'Impero Universale

    L'Impero Persiano fu una delle più grandi e organizzate potenze dell’antichità. Fondato nel VI secolo a.C., divenne un modello di amministrazione e tolleranza, governando su un territorio vastissimo che si estendeva dalla Grecia all’India.


    Origini e Ascesa (X-550 a.C.)

    I Persiani erano un popolo indoeuropeo che si stabilì nell’attuale Iran attorno al X secolo a.C. Inizialmente sottoposti ai Medi, si ribellarono sotto la guida di Ciro il Grande.

    • 550 a.C.: Ciro II il Grande sconfigge il re dei Medi, Astiage, e unifica Medi e Persiani.

    • 546 a.C.: Conquista la Lidia (attuale Turchia occidentale), sottomettendo il ricco re Creso.

    • 539 a.C.: Conquista Babilonia, ponendo fine all'Impero Neo-Babilonese. Con il famoso Editto di Ciro, libera gli Ebrei dalla schiavitù babilonese e permette loro di tornare a Gerusalemme.


    L’Apogeo dell’Impero Achemenide (530-486 a.C.)

    Dopo la morte di Ciro, suo figlio Cambise II (530-522 a.C.) conquista l’Egitto nel 525 a.C., ma muore poco dopo.

    • 522 a.C.: Sale al trono Dario I il Grande, che porta l’impero alla massima espansione:

      • Riorganizza l’amministrazione in satrapie (province con governatori locali).

      • Costruisce la Via Reale di Persia per facilitare comunicazioni e commerci.

      • Introduce una moneta unificata, il dareco.

      • Favorisce la religione zoroastriana, basata sul dualismo tra bene (Ahura Mazda) e male (Ahriman).

    • 499-494 a.C.: Rivolta delle città greche ioniche contro i Persiani (soppressa da Dario).

    • 490 a.C.: Prima Guerra Persiana: Dario invade la Grecia ma viene sconfitto ad Maratona dagli Ateniesi di Milziade.

    Le Guerre Persiane (486-449 a.C.)

    • 486 a.C.: Salgono al trono Serse I, figlio di Dario.

    • 480 a.C.: Seconda Guerra Persiana:

      • Vittoria persiana alle Termopili contro Leonida e gli Spartani.

      • Ma poco dopo, i Greci vincono a Salamina contro Temistocle e nel 479 a.C. a Platea, respingendo i Persiani.

    Da questo momento, l’espansione in Grecia viene interrotta.


    Declino e Conquista da Parte di Alessandro Magno (449-330 a.C.)

    Dopo le sconfitte in Grecia, l’impero rimane potente ma inizia a indebolirsi.

    • Artaserse I (465-424 a.C.) cerca di mantenere il controllo, ma iniziano lotte interne.

    • IV sec. a.C.: La Persia affronta problemi economici e ribellioni interne.

    • 334 a.C.: Alessandro Magno invade l’impero.

    • 331 a.C.: Alla battaglia di Gaugamela, Alessandro sconfigge l’ultimo re persiano, Dario III, ponendo fine all’Impero Achemenide.


    Eredità dei Persiani

    L’Impero Persiano fu il primo vero impero universale, caratterizzato da un’amministrazione avanzata, tolleranza religiosa e un’efficiente rete di comunicazioni. La cultura persiana influenzò profondamente i successivi imperi, compreso quello islamico.


    FONTI E APPROFONDIMENTI

    Breve storia del Mondo, Gombricht.

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