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sabato 3 maggio 2025

Rivoluzione francese

 

Schemi Rivoluzione Francese



Premessa: l’illuminismo

L’ancien régime (antico regime)






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I cahiers de doléances (quaderno delle lamentele, del 1789)


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L’inizio della rivoluzione


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Forze politiche nel 1791


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Cronologia


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Tre fasi della Rivoluzione francese


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Fase moderata 1789 – 1792

* In questi giorni venne scritta anche la  Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina: https://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_dei_diritti_della_donna_e_della_cittadina

Fase democratica: 1792 – 94 (93-94, terrore e grande terrore)

Terrore e grande terrore (1793-94) con Robespierre
– Riforma esercito: controllo antirivoluzionario e leva forzata (nazionalizzazione)
– Calmiere di prezzi e salari (borghesia alta limitata)
– Lotta controrivoluzionari e contrari: legge del sospetto, basta quello perché un giudice
con processo veloce ti mandi a morte.
(Massacro della Vandea che prosegue: noyades de nantes (annegamento dei ribelli) )
– scristianizzazione francese: calendario laico (decadi non settimane, strumenti, alberi e
non santi) nuove feste para religiose e pro rivoluzionarie (es albero della vita e festa
dell’essere supremo proposta da Robespierre)

Fase Reazionaria – dal 1794

Ultimo soffio rivoluzionario, la congiura degli uguali di Gracco Babeuf (1760-1797)


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Rivoluzione francese, scuola interattiva, riassunto per le 3 fasi del processo (fase democratica, fase moderata, fase reazionaria).

Approfondimenti ed immagini della rivoluzione

Alla dichiarazione dei diritto dell’uomo e del cittadino del 1789, segue provocatoriamente quella della donna e della cittadina scritta da Olympe de Gouges  (1748 – 1794) nel 1791.
Olympe de Gouges
pseudonimo di Marie Gouze (Montauban, 7 maggio 1748 – Parigi, 3 novembre 1794), è
stata una drammaturga francese che visse durante la rivoluzione francese. I suoi scritti
femministi e abolizionisti ebbero grande risonanza.
Nel 1788 pubblicò le “Réflexions sur les hommes nègres” in cui prendeva posizione contro
la schiavitù, e nel 1791 la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina in cui
dichiarava l’uguaglianza politica e sociale tra uomo e donna.
Il 3 novembre 1793 fu ghigliottinata perché si era opposta all’esecuzione di Luigi XVI e
pare avesse attaccato il Comitato di Salute Pubblica (“perché si era dimenticata le virtù
che convengono al suo sesso”).
Con la sua morte si avvia non solo la repressione spietata di ogni dissidenza (si veda
anche Condorcet), ma un’involuzione liberticida, il tutto dovuto allo stato di guerra ormai
permanente posto in essere dalle potenze alleate e controrivoluzionarie (Prussia,
Inghilterra, Austria e Russia).
La Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina (titolo in francese Déclaration
des droits de la femme et de la citoyenne) è un testo giuridico francese, che esige la piena
assimilazione legale, politica e sociale delle donne, pubblicato nel settembre 1791 dalla
scrittrice Olympe de Gouges sul modello della Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del
cittadino del 1789 proclamata il 26 agosto dello stesso anno. Primo documento a invocare
l’uguaglianza giuridica e legale delle donne in rapporto agli uomini, la Dichiarazione dei
diritti della donna e della cittadina è stata pubblicata allo scopo di essere presentata
all’Assemblée nationale per esservi adottata.
Approfondimento sulle tre costituzioni del periodo rivoluzionario (1791 – 1793 – 1795) http://tasso2e4rights.x10.mx/le-tre-costituzioni-francesi-1791-1793-1795/


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RIASSUNTO:

1. Premesse

La rivoluzione in Francia determina il passaggio dal mondo delle corti al mondo dei popoli.

La Rivoluzione Francese non esplose all’improvviso, ma fu il risultato di cause profonde e complesse:

  • Crisi dell’Ancien Régime: sistema monarchico-assolutista rigido, fondato su privilegi ereditari del clero e della nobiltà.

  • Disuguaglianze sociali: i tre stati (clero, nobiltà, terzo stato) erano trattati in modo molto ineguale, soprattutto sul piano fiscale.

  • Crisi economica: aumento dei prezzi, cattivi raccolti, carestie, aumento del pane. Lo Stato era indebitato per le guerre precedenti, tra cui la Guerra dei Sette Anni e il sostegno agli USA.

  • --> Già nel 1749 il controllore generale delle finanze chiede un ventesimo del reddito come tasse per tutti, ma clero e nobili rifiutano. --> Anche il ministro Turgot, sotto Luigi XVI tenta di eliminare i privilegi (di Clero e Nobili che non pagavano le tasse) ma senza esito. Infine il banchiere Necker, riesce a recuperare qualcosa, ma l'economia ritracolla per l'intervento francese nella rivoluzione americana.

  • La Francia aveva una buona industria ma quei privilegi continuavano a mandare l'economia in crisi.

  • Illuminismo: le idee di Rousseau, Voltaire, Montesquieu ecc. mettevano in discussione la monarchia assoluta e proponevano la sovranità popolare, la separazione dei poteri e i diritti naturali.

  • Esempio americano: la Rivoluzione americana (1776) mostrò che era possibile rovesciare un sistema oppressivo e scrivere una Costituzione.


2. Contesto storico e sociale

  • Società tripartita:

    • Primo Stato: clero (0,5% della popolazione), privilegiato e esentato da tasse.

    • Secondo Stato: nobiltà (1,5%), privilegi fiscali e ruoli di comando.

    • Terzo Stato: 98% (borghesia, artigiani, contadini), sottoposto a tasse e senza potere politico.

  • Monarchia assoluta: Luigi XVI regnava senza alcun controllo parlamentare effettivo.

  • Bilancio statale in crisi: spese eccessive, entrate insufficienti, fallimento fiscale.


3. Motivazioni principali

  • Richiesta di uguaglianza giuridica e fiscale.

  • Richiesta di rappresentanza politica e di una Costituzione.

  • Volontà di porre fine ai privilegi nobiliari e clericali.

  • Necessità di riformare la struttura economica e fiscale dello Stato.


4. Fasi della Rivoluzione Francese

1. Fase Costituzionale e borghese (girondina) (1789–1791)

  • 1789, Stati Generali convocati da Luigi XVI per la crisi fiscale. Erano solo organi consultivi, e divisi in Clero, Nobiltà e terzo Stato. Votavano per gruppo e non per numero effettivo: il terzo stato, più numeroso, erano sempre in vantaggio.

  • Il Terzo Stato si proclama Assemblea Nazionale (giugno 1789).

  • Giuramento della Pallacorda (20 giugno): non si scioglieranno finché non avranno dato una Costituzione alla Francia.

  • Presa della Bastiglia (14 luglio 1789): simbolo della rivolta popolare, perché era una prigione per dissidenti politici. 

  • Abolizione dei privilegi feudali (4 agosto 1789) e sequestro dei beni alla chiesa (ottobre). La rivoluzione dalla bastiglia si diffonde a ville e castelli nobiliari.

  • Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino (26 agosto 1789).

  • Costituzione del 1791: monarchia costituzionale, suffragio censitario. Era dovuta ai partiti: girondini, borghesi capitanati da Brissot; giacobini popolari e radicali, capitanati da Robespierre, ma in questa fase sono i girondini a vincere, così la costituzione è moderata ed abbisogna del Re. 

2. Fase Girondina o della Monarchia Costituzionale (1791–1792)

  • Luigi XVI cerca di fuggire (Fuga a Varennes, giugno 1791), viene fermato. 

  • Nasce il sospetto che il re cospiri contro la rivoluzione. A questo punto la costituzione monarchica non ha più senso. 

  • Tensioni internazionali: Austria e Prussia minacciano la Francia rivoluzionaria. Il Re spera vengano a liberarlo, e i borghesi sperano in un contrasto con l'Inghilterra per evitare i loro prodotti in Francia. 

  • Inizia la guerra  (aprile 1792) contro Austria e Prussia nonostante il parere negativo di Robespierre, entrano in guerra anche i contadini sanculotto (senza pantaloni cullottes)

  • Insurrezione del 10 agosto 1792: caduta della monarchia, il re è arrestato.

  • Serve un'altra costituzione e ci lavora la nuova Convenzione (costituita da Girondini ricchi, Giacobili poveri e Palude indecisi). 

3. Fase Giacobina o del Terrore (1792–1794)

  • Proclamazione della Repubblica (settembre 1792).

  • Processo e condanna a morte di Luigi XVI (gennaio 1793) accusato di tradimento.

  • Minaccia interna (controrivoluzionari) ed esterna (coalizione europea).

  • Giacobini si alleano con la palude e vanno al potere: decidono in economia di guerra di limitare i prezzi massimi dei generi alimentari; organizzano tribunali speciali per i nemici della rivoluzione; eliminano simboli cristiani e redigono un nuovo calendario ateo.

  • Governo: Comitato di Salute Pubblica guidato da Robespierre. Dei girondini si ribellano ma vengono ghigliottinati. 

  • Terrore (1793–1794): esecuzioni sommarie con la ghigliottina (Maria Antonietta, Danton, ecc.).

  • Costituzione democratica con suffragio universale maschile e non censitaria del 1793, mai applicata.

4. Fase Termidoriana e Direttorio (1794–1799)

  • Arresto e morte di Robespierre (luglio 1794, 9 Termidoro) I girondini borghesi tornano al potere, sono violenti con i sanculotti e tolgono il massimale ai prezzi, che salgono alle stelle.

  • Fine del Terrore.

  • Costituzione del 1795: nasce il Direttorio (esecutivo di 5 membri), questa torna ad essere moderata e censitaria. 

  • Instabilità politica, colpi di Stato, tensioni economiche.

  • Cresce il potere militare. Napoleone Bonaparte seda con successo un'insurrezione di monarchici  e si fa conoscere dai Francesi.


5. Costituzioni

  • 1791: monarchia costituzionale, suffragio censitario, separazione dei poteri. (girondina)

  • 1793: mai applicata, repubblicana, suffragio universale maschile. (giacobina)

  • 1795: repubblica moderata, potere esecutivo al Direttorio. (censitaria)


6. Personaggi principali

  • Luigi XVI: re decapitato nel 1793.

  • Maria Antonietta: regina, simbolo dell’ancien régime, giustiziata.

  • Robespierre: leader giacobino, fautore del Terrore.

  • Danton: giacobino moderato, ghigliottinato.

  • Marat: radicale, assassinato da Charlotte Corday.

  • La Fayette: generale, inizialmente favorevole alla monarchia costituzionale.

  • Napoleone Bonaparte: generale che metterà fine alla Rivoluzione nel 1799.


7. Termine della Rivoluzione

  • Colpo di Stato del 18 Brumaio (9 novembre 1799): Napoleone prende il potere come Primo Console → fine della Rivoluzione Francese.


8. Conseguenze

  • Fine dell’ancien régime: abolizione dei privilegi feudali e nobiliari.

  • Nascita della cittadinanza moderna: diritti, leggi uguali per tutti, laicità dello Stato.

  • Ispirazione per altre rivoluzioni: Haiti, America Latina, movimenti europei del 1800.

  • Diffusione del codice civile napoleonico: diritto moderno uniforme.

  • Affermazione della borghesia come nuova classe dominante.


9. Lasciti

  • Diritto e uguaglianza: principio dell’uguaglianza davanti alla legge.

  • Nazionalismo moderno: idea di sovranità popolare e identità nazionale.

  • Costituzionalismo: centralità della Costituzione.

  • Modello rivoluzionario: ispirazione per i moti del 1830, 1848, ecc.

  • Laicizzazione dello Stato: separazione tra Chiesa e Stato.


10. Criticità

  • Violenza del Terrore: uso della ghigliottina, sospensione dei diritti.

  • Governo instabile: molteplici Costituzioni, frequenti colpi di Stato.

  • Contraddizioni: proclama di libertà ma atti autoritari (Robespierre).

  • Esclusione delle donne: escluse dal suffragio, marginalizzate dopo il 1793 (Olympe de Gouges giustiziata).


11. Interpretazioni storiografiche

  • Marxista (A. Soboul): rivoluzione borghese contro il feudalesimo, passaggio al capitalismo.

  • Revisionista (Furet, Cobban): più crisi politica che sociale; critica l’enfasi classista.

  • Liberal-democratica: nascita della cittadinanza moderna e dello Stato di diritto.

  • Femminista: denuncia dell’esclusione delle donne e delle rivoluzionarie dalla storia ufficiale.

  • Culturale: ruolo delle idee e della stampa nella mobilitazione collettiva.

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