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mercoledì 12 ottobre 2022

Diogene Cinico, Epitteto, Epicuro (cinici, stoici, epicurei)

Socratici minori

Cinici, cirenaici, megarici


schema socratici minori

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ELLENISMO
Scuole elleniche - ellenismo: Stoici, Epicurei, Scettici

Certo sono più sapiente io di quest’uomo, anche se poi, probabilmente, tutti e due non sappiamo proprio un bel niente; soltanto che lui crede di sapere e non sa nulla, mentre io, se non so niente, ne sono per lo meno convinto, perciò, un tantino di più ne so di costui, non fosse altro per il fatto che ciò che non so, nemmeno credo di saperlo. ( Apologia di Socrate, cap. 6)

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DIOGENE DI SINOPE (412 ac - 323 ac)



Chi vuole conservare la propria integrità morale dovrebbe cercare un buon amico o un acceso nemico, per poter sfuggire al vizio mediante i rimproveri o le cure



Lezione su Diogene Cinico (29 e lode): https://www.youtube.com/watch?v=gR_Ko1Evl4E
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Tra Egina e Corinto, a causa del padre che era un falsario, divenne uno strano schiavo e venne venduto ad un mercato. 
«E chiedendogli l'araldo che cosa sapesse fare, Diogene rispose: «Comandare agli uomini». Fu allora che egli additò un tale di Corinto che indossava una veste pregiata di porpora, il predetto Seniade, e disse: «Vendimi a quest'uomo: ha bisogno di un padrone».
(Diogene Laerzio, Vite dei Filosofi VI, Vita di Diogene, 32)

Diogene il cane, o "Il socrate pazzo"


Primo filosofo a definirsi "cittadino del mondo", può dirsi "proto-comunista"
Tutto appartiene agli dei; i sapienti sono amici degli dei; i beni degli amici sono comuni. Perciò i sapienti posseggono ogni cosa.
«l'Uomo ha complicato ogni singolo semplice dono degli Dei».
«L'unica retta costituzione politica è quella che regola l'universo.»
«Un fanciullo mi ha battuto nel vivere con semplicità»
                                                   (Nicolas Poussin, 1648)

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Dov'è l'uomo? Cerco l'uomo" La critica alla società e l'importanza della libertà.

"... (Diogene) voleva significare appunto questo: cerco l'uomo che vive secondo la sua più autentica natura, cerco l'uomo che, al di là di tutte le esteriorità, le convenzioni o le regole imposte dalla società e al di là dello stesso capriccio della sorte e della fortuna, ritrova la sua genuina natura, vive conformemente a essa e così è felice."


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Diogene e i paradossi. 

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Diogene e Alessandro Magno
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Vita e approfondimento Diogene Cinico
«Sono un utopista e la società che vorrei per i miei figli, oggi, la si potrebbe solo rabberciare in qualche remoto distretto rurale e, probabilmente, a loro non piacerebbe.
Quello che, invece, non vorrei è che, tra una ventina d'anni, mio figlio cantautore non potesse più liberamente rispondere alla domanda di qualche figlio di giornalista: "Sei davvero così pessimista sul futuro di questa società?".
Inizialmente, ho pensato ai soldi come a un valido riparo dai guai della vita, dai mille pericoli del vivere che, poi, sono pericoli ridicoli: quello di non avere, di non possedere abbastanza, di non poter avere i cioccolatini, di perdere la bambinaia, di non potersi permettere le vacanze al mare. Ma, poi, mi sono chiesto: non sarà che il pericolo è proprio quello di andare a fare le vacanze al mare, di abituarsi ad alimentare dei bisogni di cui non si può più fare a meno. Di andare dal parrucchiere, di farsi il lifting e le cure di bellezza.
Ho cambiato, insomma, il mio atteggiamento. Non dico di arrivare alla scuola cinica di Diogene, però, forse è una buona strada da percorrere. Quando la vicissitudine dei bisogni diventa una necessità assoluta, questo sì che è veramente pericoloso. Per questo, vedo bene le "anime salve", questa umanità che sembra galleggiare ai margini del benessere, all'estrema periferia di questi bisogni. Penso che il bene sia proprio galleggiare intorno, muoversi ai margini, affrontare le difficoltà giorno per giorno. Solo così si riesce a "essere"».
Fabrizio De André
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Epitteto  (50 - 130 dc)


«Tra le cose che esistono, le une dipendono da noi, le altre non dipendono da noi. Dipendono da noi: giudizio di valore, impulso ad agire, desiderio, avversione, e in una parola, tutti quelli che sono propriamente fatti nostri. Non dipendono da noi: il corpo, i nostri possedimenti, le opinioni che gli altri hanno di noi, le cariche pubbliche e, in una parola, tutti quelli che non sono propriamente fatti nostri.»

(Epitteto, Manuale)

Manuale di Epitteto (Enchiridion) [pdf]

"Non cercare di fare in modo che ciò che accade accada come desideri, ma desidera che ciò che accade accada come accada."


Vita e filosofia di Epitteto
https://www.scuolafilosofica.com/628/epitteto





Premessa:
 il primo approccio alla filosofia non dovrebbe essere solo quello di seguire o insegnare lezioni, ma di applicare i principi. Vivere come un filosofo che apprende e si mette in gioco, più che come un maestro che rivela.

Etica: 
Non c'è nessun bene o male oltre quello morale.

"Prefiggiti una regola di vita alla quale ti atterrai, solo e in presenza d'altri."


---> Azione: solo l'intenzione e l'esercizio sono in nostro possesso, non il risultato.
---> Nessuno compie il male volontariamente: l'unico bersaglio (scopo) è il bene,
 ma lo si può mancare.
----> Cura la tua interiorità, la tua coscienza: quel lume della ragione che puoi controllare. 
Puoi perdere tutto ma non la tua intenzione e la tua dignità.
---> Gli altri non possono ferirti proprio per questo centimetro di libertà che ci rimane. 
Solo gli amici hanno accesso alle tue debolezze, ma bisogna sceglierli per stima, non solo per piacere o affetto.

I democratici possono condannare Socrate, ma lui può decidere di filosofare fino alla fine.
Vespasiano può minacciare il senatore Elvidio Prisco, lui può decidere di non aver paura di morire.
Abbiamo sempre il potere di NON rinunciare a noi stessi.




Fisica: 
La natura è coerente con se stessa.

"Vuoi dunque qualcosa di diverso dal meglio? E cosa c'è di meglio di ciò che piace a dio?"


“Non tutte le tempeste arrivano per distruggerti la vita. Alcune arrivano per ripulire la tua strada”. (Seneca)

---> L'unico tempo da considerare è il presente.
---> Ogni cosa che accade è razionale.
---> Ogni bene è provvisorio.
-----> Tieni presente i tuoi limiti e fanne un punto di forza (vita e unicità).
---> Sii grato per quello che accade e impara a perdonare. Non perché hai sbagliato per forza. Ma perché non troverai niente di utile nelle lamentele.


Logica: 
Ogni attività umana si fonda sul Giudizio.

"Non lasciarsi trascinare dalle rappresentazioni del successo altrui, il bene dipende da te."


 ---> Non farti plagiare da una felicità impermanente. Non confondere la breve

 soddisfazione con la più lunga felicità.


---> Non accettare una rappresentazione senza valutazione.

----> Distingui l'evento dal tuo giudizio sull'evento.

----> Ripensa alla tua vita per migliorare te stesso. Curare la propria persona per divenire sempre più consapevole.

---> Non avere paura della morte: un limite all'esistenza tende a dar luce a quei giorni. 
Seneca a Lucilio: " Che la morte possa coglierti nel momento di maggior splendore".

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Collegamento con Marco Aurelio, Pensieri

Esercizi della Restrizione dell'Io


Se ti separi da ciò che non sei (ciò che hai fatto, ciò che dirai, ciò che gli altri pensano, ciò che appartiene al destino, o al caso) e... la tua facoltà intellettiva vive nel presente, facendo ciò che è giusto, volendo ciò che accade, e dicendo la verità, allora potrai vivere con serenità e benevolenza nel confronto del tuo daimon.



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Albert Ellis, (psicologo clinico) collegamento ---> L'ansia e la terapia razionale emotivo-comportamentale (REBT). 


L'ansia in sé è  normale: una simulazione cognitiva verso il futuro, ma spesso tende a diventare eccessiva e crea problemi. Alla fine è un'attivazione energetica che potrebbe perfino aiutarci, ma la paura dell'ansia ci blocca.

Più che dall'evento, dipende dai nostri pensieri sull'evento. Ma quei pensieri e quell'attivazione arriva e passa: non puoi evitare i pensieri o l'agitazione, ma puoi notarli senza giudicare e lasciarli andare.

Spesso per tentare di superarla usiamo soluzioni disfunzionali come il controllo, l'evitamento e la richiesta di aiuto, ma non facciamo che peggiorare la situazione.

[Il ragno non saprebbe più regolare le sue 8 zampe se in ogni momento tentasse di controllare razionalmente il movimento]

Non possiamo controllare emozioni e pensieri, ma solo le azioni.

Evitare una situazione potenzialmente ansiosa non fa che far crescere l'ansia per quello che stai evitando. Può essere utile invece toccare con mano quell'occasione, aumentare la superficie di contatto per aumentare progressivamente la nostra resilienza e la nostra gestione emotiva.

L'aiuto quando davvero ci serve è utile, ma spesso diventa una resa: ci rendiamo conto che non siamo in grado di fare qualcosa (o così abbiamo deciso) e deleghiamo ad altri.

L'evitamento si combatte con l'esposizione. Il controllo con il lasciar andare dopo aver notato senza giudicare. La richiesta di aiuto con la responsabilità e l'iniziativa.


Altri tipi di evitamento sono il perfezionismo, che spesso porta al blocco, e l'iperattività che porta al controllo e al senso di colpa: in entrambi i casi bisogna imparare ad essere gentili con se stessi. Se quel giorno non si è fatto abbastanza, ci si rimboccherà le maniche quello seguente. 

Niente scuse, ma niente rimproveri stressanti e giudizi esagerati. 

Aumenta  l'ansia derivata dall'eccesso di ragionamento se si sta meno nel presente e più nel passato o nel futuro: si resta più nel presente se ci si appiglia più ai sensi e alle emozioni rispetto alle idee.


Rabbia e senso di colpa spesso si legano all'ansia.

Per il senso di colpa: serve a poco ragionarci (o sragionarci) serve essere consapevoli di eventuali errori, prenderne la responsabilità senza dare la colpa agli altri e, se possibile, rimediare.

Per la rabbia, può servire cambiare momentaneamente aria, tentare di rallentare i movimenti ed abbassare i toni, poi - dopo - ritornare a discutere.

Per l'ansia sociale e relazionale: cerca di pensare meno a te stesso e la tua insicurezza (porta all'analisi auto-paralizzante) e di più all'ascolto e agli altri.

Per l'ansia scolastica e lavorativa: cerca di prepararti a dovere, ma non puoi sapere davvero se sei pronto finché non ci provi, e continuare a rimuginarci sopra, ancora una volta, porta alla paralisi e all'ansia.







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La peggiore fantasia: più cerchi la paura, più questa scompare.


Favola dei porcospini, Schopenhauer



Ruota della consapevolezza: sensi, corpo, pensieri e emozioni, relazioni.

Utilità della meditazione per rendersi consapevoli (senza giudizio) dei propri stati (pensieri e attivazioni).




Approfondimenti \ fonti


Per approfondire la tematica per quanto riguarda il Metodo di Studio: https://imparareadimparare.blogspot.com/2022/05/metodo-di-studio-una-panoramica.html

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Per approfondire il discorso sull'IO e il conoscere se stessi:

Articolo sugli esercizi anti-vergogna


Live di Rick Du Fer sulle 10 regole d'oro dello stoicismo:



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(VAI AL LINK)

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mercoledì 11 luglio 2018

Socrate, schemi

Socrate, filosofo greco, (469 aC - 399 aC)

Ho un’ultima lezione da dare: essi mi devono uccidere perché sappiano quello che hanno fatto. La città dovrà affrontare la propria colpevolezza. (citato in George Steiner, Totem o tabù, in Nessuna passione spenta, p. 152)

 

 


Ha come padre uno scultore e come madre una levatrice, Fenarete.


Si sposa con la nobile e testarda Santippe.



Si dice che, pur famoso per non essere di bell'aspetto, partecipò ad una gara di bellezza.




Approfondimento: Biografia di Socrate 

Approfondimento: Apologia di Socrate

"Una vita senza ricerca non è degna di essere vissuta" 


Morte di Socrate, tramite cicuta
socrate
Fonti principali su Socrate
Le metafore usate per descrivere Socrate:
- Il filosofo Bambino (l'imperatore è nudo)
- Il Jolly della filosofia: la filosofia esiste, ma va ricercata.
- Il Tafano di Atene (condanna di empietà, 360 voti su 500
Critica agli dei e alla tradizione, ai governanti, ai sacerdoti.
Era forse un modo, fastidioso, di offrire indipendenza e strumenti concettuali... consapevolezza. Per poter pensare con la propria testa.)
Condanna: Viene condannato da un governo democratico ma pavido. Forse volevano farne un esempio e mandare un messaggio, non ucciderlo, ma Socrate decide di rimanere e non scappare per non commettere un'ingiustizia. (Fedone di Platone)

Temi principali della sua filosofia


- Ignoranza e ironia socratica (apologia di Socrate, oracolo di Delfi): venne considerato dalla Pizia come l'uomo più saggio di Atene, ma Socrate non era d'accordo, perché credeva di NON sapere nulla, se non che non sa nulla.





Certo sono più sapiente io di quest’uomo, anche se poi, probabilmente, tutti e due non sappiamo proprio un bel niente; soltanto che lui crede di sapere e non sa nulla, mentre io, se non so niente, ne sono per lo meno convinto, perciò, un tantino di più ne so di costui, non fosse altro per il fatto che ciò che non so, nemmeno credo di saperlo. ( Apologia di Socrate, cap. 6)

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Conosci te stesso

"Ogni lode è un doblone, ogni critica la mappa di un tesoro" (Livio Gambarini.)

Come sai di sapere qualcosa? Genealogia delle proprie opinioni per scoprirne la provenienza e testarle filosoficamente.

Umiltà --> ex della virtù del governante (nel testo: il politico, di Platone) (metretica) ossia la capacità di riconoscere le competenze e le virtù altrui per potersene circondare; non necessariamente il proprio talento.)

Conoscere se stessi allora porta a saper motivare le proprie opinioni, i propri gusti e le proprie scelte, per evitare "opinioni o vite fotocopia".



O il seguire inconsapevolmente la massa (effetto Bandwagon o carrozzone)



O, ancora, quell'ignoranza che proviene dall'ignoranza o una competenza insufficiente su un determinato argomento, come dimostra l'effetto Dunning-Krueger.






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Socrate non vuole insegnare la verità, ma vuole far conoscere un metodo.

- Metodo socratico (maieutica e confutazione)
-- P implica Q; ma Non Q, quindi Non P
(se P è una proposizione o una definizione, Q è la sua conseguenza. Se la persona con cui parlo riesce a negare la conseguenza necessaria (Q) allora io sono costretto a negare anche la definizione di partenza (P).

Dalla ricerca degli esempi alla riflessione generale (definizione). Dall'umiltà alla scoperta della verità dentro di sé. (Maieutica - partorire la verità.)





Esempio di maieutica (dialogo introspettivo per cercare la verità)
2 fasi 
a) contraddizione dell'opinione sbagliata
b) ricerca della verità di quella giusta

Socrate e Cleante discutono sulla giustizia

Socrate: Dimmi, Cleante, cosa rende una persona giusta?
Cleante: È semplice: una persona è giusta quando segue sempre le leggi.


Fase di confutazione o contraddizione

Socrate inizia a mettere in dubbio l’affermazione di Cleante.

Socrate: Interessante, Cleante. Ma dimmi, se una legge è ingiusta, come ad esempio una che obbliga a punire un innocente, pensi che seguire quella legge renderebbe comunque una persona giusta?
Cleante: Beh, no, in quel caso non sarebbe giusto…

Socrate: Quindi, forse, la giustizia non consiste semplicemente nel seguire le leggi, ma nell'agire in accordo con ciò che è giusto e buono. Cosa ne pensi?
Cleante: Sì, capisco il tuo punto. La giustizia dovrebbe essere qualcosa di più profondo rispetto alla semplice obbedienza.


Fase di ricerca della verità (maieutica)

Socrate guida Cleante verso una definizione più raffinata.

Socrate: Allora, riflettiamo insieme. Se la giustizia non è solo rispettare le leggi, ma fare ciò che è giusto, non è forse importante capire cos'è il bene?
Cleante: Sì, certamente. Una persona giusta dovrebbe agire secondo il bene, non solo seguendo regole alla cieca.

Socrate: Bene, Cleante. E se una persona cerca sempre di conoscere il bene e agisce secondo questa conoscenza, non potremmo dire che è giusta?
Cleante: Sì, ora penso di sì. La giustizia è capire cosa è buono e agire di conseguenza.


Socrate: Vedi, Cleante, non ti ho dato risposte, ma abbiamo trovato insieme una strada per capire meglio. Questo è il vero scopo della filosofia.


Cleante: Hai ragione, Socrate. Mi hai fatto vedere la giustizia in un modo completamente nuovo.

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- Moralismo intellettuale o intellettualismo etico
(Il male si commette solo per ignoranza; tutti ricercano la felicità)
"Solo gli ignoranti commettono il male".




- La coscienza: il Daimon di Socrate




Secondo psicologi come Hillman e Jung, il Daimon non è solo una coscienza morale, ma "la nostra canzone", il nocciolo che ci caratterizza e può renderci felici.

Collegamenti:
 - https://www.youtube.com/watch?v=9BeFQeiiz3g  (daimon, lavoro, felicità)
- Daimon e psicologia (Jung e Hillman): https://www.youtube.com/watch?v=EbCuqKg4AEA
- Differenza tra vocazione, mestiere, carriera e hobby: https://www.youtube.com/watch?v=0g7ARarFNnw
- Differenza tra vocazione e talento e Daimon  : https://www.youtube.com/watch?v=t5UEcqQxIew

Roberto Mercadini: vivere delle proprie passioni (e possibili fraintendimenti): https://www.youtube.com/watch?v=u1qikvGRZqg

- Importanza di curarsi dell'Anima

-- Immortalità dell'anima (Fedone)
Dimostrazioni: 
1) (Contrari: morte e vita: all'una segue sempre l'altra); 
2) Visibile e invisibile (complesso e semplice: l'invisibile e semplice è immateriale e dunque immortale); 
3)Un'essenza non accoglie mai il suo contrario

- Sul pettegolezzo: test dei 3 setacci: è vero? è buono? è utile?


Confronto tra Sofisti, Socrate, Platone: la conoscenza.


socrate
Discorso dell’apologia di Socrate, la parte finale recitata da Roberto Benigni:

Schema Socrate




socrate schema

La maieutica


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Pedagogia socratica

"La città è come un cavallo di razza, ma va pungolata e provocata se si vuole che raggiunga il suo potenziale."

« O miei concittadini di Atene, io vi sono obbligato e vi amo; ma obbedirò piuttosto al dio che a voi, e finché abbia respiro, e finché ne sia capace, non cesserò mai di filosofare e di ammonirvi [...] Tu che sei ateniese, cittadino della più grande città, non ti vergogni a darti pensiero delle ricchezze per ammassarne quante più possibile, e della tua anima, affinché essa diventi quanto più possibile ottima, non ti dai cura? »


« E dovete sperare bene anche voi, o giudici, dinanzi alla morte e credere fermamente che a colui che è buono non può accadere nulla di male, né da vivo né da morto, e che gli Dei si prenderanno cura della sua sorte. Quel che a me è avvenuto ora non è stato così per caso, poiché vedo che il morire e l'essere liberato dalle angustie del mondo era per me il meglio. Per questo non mi ha contrariato l'avvertimento divino ed io non sono affatto in collera con quelli che mi hanno votato contro e con i miei accusatori, sebbene costoro non mi avessero votato contro con questa intenzione, ma credendo invece di farmi del male. E in questo essi sono da biasimare.
Tuttavia io li prego ancora di questo: quando i miei figlioli saranno grandi, castigateli, o Ateniesi, tormentateli come io ho tormentato voi se vi sembrano di avere più cura del denaro o d'altro piuttosto che della virtù; e se mostrano di essere qualche cosa senza valere nulla, svergognateli come ho fatto io con voi per ciò che non curano quello che conviene curare e credono di valere quando non valgono nulla. Se farete ciò, avremo avuto da voi ciò che era giusto avere, io e i miei figli. Ma vedo che è tempo ormai di andar via, io a morire, voi a vivere. Chi di noi avrà sorte migliore, nascosto è a ognuno, tranne che al dio. »


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Per approfondire il tema del "conosci te stesso" tra Socrate e 

Marco Aurelio: 



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Per approfondire il tema della domanda socratica "che cos'è"








Per approfondire il tema del Daimon



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Socratici minori

Cinici, cirenaici, megarici


schema socratici minori

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ELLENISMO
Scuole elleniche - ellenismo: Stoici, Epicurei, Scettici

Certo sono più sapiente io di quest’uomo, anche se poi, probabilmente, tutti e due non sappiamo proprio un bel niente; soltanto che lui crede di sapere e non sa nulla, mentre io, se non so niente, ne sono per lo meno convinto, perciò, un tantino di più ne so di costui, non fosse altro per il fatto che ciò che non so, nemmeno credo di saperlo. ( Apologia di Socrate, cap. 6)

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Lezione su Diogene Cinico (29 e lode): https://www.youtube.com/watch?v=gR_Ko1Evl4E


«Sono un utopista e la società che vorrei per i miei figli, oggi, la si potrebbe solo rabberciare in qualche remoto distretto rurale e, probabilmente, a loro non piacerebbe.
Quello che, invece, non vorrei è che, tra una ventina d'anni, mio figlio cantautore non potesse più liberamente rispondere alla domanda di qualche figlio di giornalista: "Sei davvero così pessimista sul futuro di questa società?".
Inizialmente, ho pensato ai soldi come a un valido riparo dai guai della vita, dai mille pericoli del vivere che, poi, sono pericoli ridicoli: quello di non avere, di non possedere abbastanza, di non poter avere i cioccolatini, di perdere la bambinaia, di non potersi permettere le vacanze al mare. Ma, poi, mi sono chiesto: non sarà che il pericolo è proprio quello di andare a fare le vacanze al mare, di abituarsi ad alimentare dei bisogni di cui non si può più fare a meno. Di andare dal parrucchiere, di farsi il lifting e le cure di bellezza.
Ho cambiato, insomma, il mio atteggiamento. Non dico di arrivare alla scuola cinica di Diogene, però, forse è una buona strada da percorrere. Quando la vicissitudine dei bisogni diventa una necessità assoluta, questo sì che è veramente pericoloso. Per questo, vedo bene le "anime salve", questa umanità che sembra galleggiare ai margini del benessere, all'estrema periferia di questi bisogni. Penso che il bene sia proprio galleggiare intorno, muoversi ai margini, affrontare le difficoltà giorno per giorno. Solo così si riesce a "essere"».
Fabrizio De André
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Epitteto  (50 - 130 dc)


«Tra le cose che esistono, le une dipendono da noi, le altre non dipendono da noi. Dipendono da noi: giudizio di valore, impulso ad agire, desiderio, avversione, e in una parola, tutti quelli che sono propriamente fatti nostri. Non dipendono da noi: il corpo, i nostri possedimenti, le opinioni che gli altri hanno di noi, le cariche pubbliche e, in una parola, tutti quelli che non sono propriamente fatti nostri.»

(Epitteto, Manuale, 1

Manuale di Epitteto (Enchiridion)

"Non cercare di fare in modo che ciò che accade accada come desideri, ma desidera che ciò che accade accada come accada."


Vita e filosofia di Epitteto
https://www.scuolafilosofica.com/628/epitteto





Etica:
Non c'è nessun bene o male oltre quello morale.

"Prefiggiti una regola di vita alla quale ti atterrai, solo e in presenza d'altri."


---> Azione: solo l'intenzione e l'esercizio sono in nostro possesso, non il risultato.
---> Nessuno compie il male volontariamente: l'unico bersaglio (scopo) è il bene,
 ma lo si può mancare.

Fisica:
La natura è coerente con se stessa.

"Vuoi dunque qualcosa di diverso dal meglio? E cosa c'è di meglio di ciò che piace a dio?"


---> L'unico tempo da considerare è il presente.
---> Ogni cosa che accade è razionale.
---> Ogni bene è provvisorio.


Logica:
Ogni attività umana si fonda sul Giudizio.

"Non lasciarsi trascinare dalle rappresentazioni del successo altrui, il bene dipende da te."

 

---> Non accettare una rappresentazione senza valutazione.
----> Distingui l'evento dal tuo giudizio sull'evento.

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Collegamento con Marco Aurelio, Pensieri

Esercizi della Restrizione dell'Io


Se ti separi da ciò che non sei (ciò che hai fatto, ciò che dirai, ciò che gli altri pensano, ciò che appartiene al destino, o al caso) e... la tua facoltà intellettiva vive nel presente, facendo ciò che è giusto, volendo ciò che accade, e dicendo la verità, allora potrai vivere con serenità e benevolenza nel confronto del tuo daimon.



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Albert Ellis, collegamento ---> L'ansia e la terapia razionale emotivo-comportamentale (REBT). 







Per approfondire la tematica per quanto riguarda il Metodo di Studio: https://imparareadimparare.blogspot.com/2022/05/metodo-di-studio-una-panoramica.html

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Per approfondire il discorso sull'IO e il conoscere se stessi:

Lavori e attività 2026

 1) Micro conferenze analogiche (senza PC) Scopo. preparare ed esporre una lezione di max 25 minuti alla classe su un argomento specifico: F...