Russia zarista
Contesto e premesse storiche
All’inizio del Novecento, la Russia zarista era un impero sterminato, retto da un potere autocratico nelle mani dello zar, Nicola II Romanov (1894 - 1917).
Nicola II Romanov (1894 - 1917).
(Russia di oggi)
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A differenza delle monarchie costituzionali o le repubbliche europee, la Russia aveva conservato una struttura feudale, con una grande massa di contadini poveri, un’aristocrazia potente e un apparato repressivo molto sviluppato.
Le cause profonde del malcontento:
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Disuguaglianza sociale estrema: la maggior parte della popolazione era contadina e viveva in condizioni di miseria.
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Assenza di libertà politiche: il parlamento (la Duma - esistente dal 1905) aveva poteri molto limitati.
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Modernizzazione incompleta: industrializzazione solo parziale e concentrata in poche città (Mosca, San Pietroburgo).
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Influenza di ideologie rivoluzionarie, in particolare marxismo e socialismo.
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Sconfitte militari umilianti, come nella guerra russo-giapponese scoppiata per il controllo di Corea e Manciuria (1904–1905), che avevano già generato proteste e rivolte (insurrezione del 1905).
Rivolta del 1905: Dopo la sconfitta ci furono grandi proteste annesse alla guerra con il Giappone per l'aumento dei prezzi: lo zar riuscì a reprimerle tramite l'esercito (i cosacchi), ma intanto nacquero i Soviet, ossia i "consigli" degli operai, caratterizzati dalla democrazia diretta.
Pëtr Stolypin (1862–1911) fu il Primo Ministro dello zar Nicola II, e puntò ad una riforma agraria che favoriva i Kulaki: permetteva a piccoli gruppi contadini di comprare (magari con prestiti) piccoli appezzamenti di terra --> Nasce un ceto medio rurale vicino allo zar.
Nel parlamento e nella politica russa, in quel periodo si fa forte l'ideologia vicina a Marx. Infatti, oltre ai cadetti militari più liberali, c'erano socialrivoluzionari, anarchici e socialdemocratici.
(In questo periodo avviene la storia raccontata dal film di Ėjzenštejn: l'ammutinamento della la Corazzata Potëmkin.
La Prima guerra mondiale e il crollo dello zarismo
La Russia entrò in guerra nel 1914 al fianco dell’Intesa (Francia e Regno Unito), ma fu totalmente impreparata:
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Subì gravi sconfitte contro la Germania e l’Austria-Ungheria (soprattutto contro la Germania).
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L’esercito era male equipaggiato e disorganizzato.
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La popolazione soffriva la fame, i prezzi salirono alle stelle, e si diffusero scioperi e rivolte.
Lo zar Nicola II assunse direttamente il comando dell’esercito, ma ciò lo rese anche personalmente responsabile del disastro militare.
A corte cresceva l’influenza di Rasputin, personaggio mistico e ambiguo, consigliere della zarina Aleksandra e presunto "medico" del figlio Aleksej (malato di emofilia), che screditava ulteriormente la monarchia.
La Rivoluzione di Febbraio
(marzo 1917, secondo il calendario occidentale)
Nel marzo 1917, a Pietrogrado (oggi San Pietroburgo, il nome venne russificato durante la 1GM), scoppiò una rivolta popolare spontanea, alimentata da operai, soldati e donne in coda per il pane.
Le forze armate si rifiutarono di reprimere la protesta e passarono dalla parte dei manifestanti. Lo zar fu costretto ad abdicare il 15 marzo 1917.
Nasce così:
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Un Governo Provvisorio, guidato prima dal dal principe L'vov, poi da Aleksandr Kerenskij (capo dei socialisti rivoluzionari), composto da liberali e socialisti moderati.
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Ma insieme al governo provvisorio agiva un'altra forza: i Soviet, consigli di operai e soldati, dominati dai Bolscevichi, il partito rivoluzionario guidato da Lenin (aiutato dalla Germania a tornare in Russia da dove era stato allontanato).
Si instaura così una "doppia legittimità": Governo provvisorio contro i Soviet.
La Rivoluzione d’Ottobre (novembre 1917)
I bolscevichi, guidati da Lenin e Trotsky, erano contrari alla prosecuzione della guerra e favorevoli a un potere diretto dei soviet (cioè degli operai e dei contadini).
Grazie alla loro abilità politica e al crescente scontento popolare, guadagnarono sempre più sostegno.
Il governo provvisorio voleva invece continuare la guerra a fianco di Francia e Inghilterra, scrivere la costituzione e ammodernare la Russia.
I Soviet ebbero la meglio.
La notte tra il 6 e il 7 novembre 1917, i bolscevichi guidarono un colpo di mano armato: presero il Palazzo d’Inverno a Pietrogrado e rovesciarono il Governo Provvisorio.
Dopo la presa del potere:
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Lenin (tesi di aprile) annuncia "pace, terra, pane".
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Abolisce la proprietà privata della terra (che viene redistribuita ai contadini).
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Prende il controllo delle fabbriche.
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Istituisce un governo guidato da lui, sotto il nuovo Consiglio dei Commissari del Popolo.
Considerava fondamentale uscire dalla guerra
Tra il 1917 e il 1920 la Russia adopera leggi in direzione di diritti avanzati: matrimonio civile (non religioso); divorzio, parità tra i sessi nel matrimonio, diritto di aborto.
Rapporto con la Chiesa: separazione dal governo, confisca di beni ecclesiastici, divieto di insegnamento religioso.
La pace con la Germania
e l’uscita dalla Prima guerra mondiale
Nel marzo 1918, Lenin firma la Pace di Brest-Litovsk con la Germania:
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La Russia esce dalla guerra, ma a caro prezzo: perde enormi territori (Ucraina, Finlandia, Polonia, Paesi Baltici).
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Questo provoca forti malumori anche tra alcuni socialisti russi.
Infatti, alle successive elezioni per l'assemblea costituente, i bolscevichi prendono pochi seggi.
Lenin però annulla le elezioni, mette fuori legge i partiti contrari ai bolscevichi ed instaura la "dittatura del proletariato". Nel 1918 vengono uccisi Zar e famiglia, per timori anti rivoluzionari.
Nel 1919 cerca appoggi internazionali (terza internazionale*) con gli altri operai europei: si formano vari partiti comunisti (in Italia nel 1921 a Genova, un partito comunista rivoluzionario)
La guerra civile (1918–1921)
Dopo la presa del potere bolscevica, scoppia una guerra civile tra l'armata rossa e l'armata bianca:
| Schieramento | Descrizione |
|---|---|
| Rossi | I bolscevichi, con l’Armata Rossa guidata da Trotsky |
| Bianchi | Ex ufficiali zaristi, liberali, monarchici, socialisti non bolscevichi |
| Potenze straniere | Gran Bretagna, Francia, Giappone e USA intervengono contro i bolscevichi, temendo la diffusione del comunismo, ma erano indeboliti dalla guerra. |
I bolscevichi adottano il “Comunismo di guerra”: si nazionalizzano banche e terre (anche ai danni dei piccoli borghesi agricoli, i Kulaki), requisizioni forzate di grano, soppressione della libertà di stampa, uso sistematico del terrore politico tramite la polizia segreta (Čeka).
Malgrado le difficoltà, l’Armata Rossa riesce a vincere, grazie all’organizzazione e al sostegno delle masse contadine, che temevano il ritorno dei latifondisti e degli zaristi.
In Economia, anche a causa della tremenda carestia del 1921, si formerà poi la NEP (nuova politica economica) che funziona ma farà arricchire i kulaki, contadini che diventeranno poi nemici del bolscevismo.
Essa prevedeva la vendita delle eccedenze e un minimo di libertà economica.
L’Unione Sovietica e le sue conseguenze
Nel 1922 nasce ufficialmente l’URSS (Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche): una federazione comunista che unisce Russia, Ucraina, Bielorussia e altre repubbliche.
Obiettivi dei bolscevichi:
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Costruire una società senza classi.
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Abolire la proprietà privata dei mezzi di produzione.
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Diffondere la rivoluzione comunista in tutto il mondo.
Conseguenze:
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Fine dell’impero zarista dopo 300 anni.
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Nascita del primo Stato socialista della storia.
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Consolidamento di una dittatura a partito unico (Partito Comunista).
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Isolamento internazionale: le potenze occidentali rifiutano di riconoscere l’URSS per diversi anni.
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Inizia una lunga fase di tensioni ideologiche globali che sfoceranno poi nella Guerra Fredda.
Personaggi principali:
| Nome | Ruolo |
|---|---|
| - Nicola II | Ultimo zar di Russia, abdica nel 1917, poi ucciso |
| - Lenin | Leader bolscevico, teorico e stratega della rivoluzione |
| - Kerenskij | Capo del governo provvisorio, rovesciato dai bolscevichi |
| - Trotsky | Capo dell’Armata Rossa e teorico della rivoluzione permanente |
| - Stalin | Figura in ascesa, diventerà leader dopo la morte di Lenin nel 1924 |
| Fase | Anno | Evento chiave |
|---|---|---|
| Contesto | fino al 1917 | Crisi dello zarismo, guerra, fame |
| Febbraio 1917 | Rivolta spontanea, zar abdica, nasce governo provvisorio | |
| Ottobre 1917 | Colpo di Stato bolscevico, potere ai Soviet | |
| Marzo 1918 | Pace di Brest-Litovsk, uscita dalla guerra | |
| 1918–1921 | Guerra civile tra Rossi e Bianchi | |
| 1922 | Nascita dell’URSS --------------------------------------------------------------------------------------------- SCHEMI E APROFONDIMENTI |
Vedi anche la parte sulla Russia nella pagina dedicata all‘imperialismo per vedere il periodo di rinnovamento russo tra il 1870 – 1898.La rivoluzione russa



Stalin

2. Libertà di parola, di stampa, di riunione e di sciopero.
3. Abolizione di tutte le restrizioni di classe, religione e nazionalità.
4. Preparazione per la convocazione di un’Assemblea Costituente eletta a suffragio universale, diretto, eguale e segreto.
5. Sostituzione della polizia con una milizia popolare con funzionari eletti e responsabili davanti al popolo.
6. Elezioni municipali immediate su base universale, diretta, eguale e segreta.
7. Mantenimento dell’ordine e disciplina nell’esercito, con garanzia dei diritti civili ai soldati fuori dal servizio.
8. Nessuna restrizione alla partecipazione dei cittadini alla vita politica, indipendentemente dalla loro condizione sociale.
---> Si parla della guerra? Chi ha il potere nei due contesti?
Le Tre Internazionali Operaie
1. Prima Internazionale (AIT)
Nome completo: Associazione Internazionale dei Lavoratori (AIT)
Data: 1864 – 1876
Sede iniziale: Londra
Figure chiave: Karl Marx, Michail Bakunin, Engels
Obiettivi
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Coordinare il movimento operaio internazionale.
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Sostenere scioperi e organizzazioni dei lavoratori.
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Unire socialisti, anarchici, sindacalisti.
Caratteristiche
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Molto eterogenea (marxisti, anarchici, trade unions).
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Scontri interni tra Marx e Bakunin (autorità vs antiautoritarismo).
Fine
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Sciolta nel 1876 dopo la spaccatura tra marxisti e anarchici.
2. Seconda Internazionale
Data: 1889 – 1914 (di fatto)
**Rinasce parzialmente come "Internazionale operaia e socialista" nel 1923, ma molto indebolita.
Sede: prevalenza Europa Occidentale
Figure chiave: Rosa Luxemburg, Kautsky, Bernstein, Jaurès
Obiettivi
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Coordinamento tra partiti socialisti e socialdemocratici europei.
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Promuovere riforme sociali e politiche.
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Dibattito su riformismo vs rivoluzione.
Caratteristiche
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Grande influenza parlamentare in Europa.
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Dibattito tra:
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Riformisti (Bernstein) → evoluzione graduale verso il socialismo.
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Rivoluzionari (Luxemburg) → centralità della lotta di classe.
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Fine
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Crolla nel 1914 perché i partiti socialisti votano i crediti di guerra nelle loro nazioni, tradendo l’internazionalismo.
3. Terza Internazionale (Comintern)
Nome completo: Internazionale Comunista
Data: 1919 – 1943
Fondata da: Lenin, a Mosca
Controllo: Partito Comunista Russo / URSS
Obiettivi
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Diffondere la rivoluzione comunista mondiale.
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Coordinare i partiti comunisti nei vari paesi.
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Obbedienza dei partiti nazionali alle direttive sovietiche.
Caratteristiche
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Centralizzazione estrema → linea di Mosca.
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Strategie:
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“Classe contro classe” (anni ’20)
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“Fronte popolare” contro il fascismo (anni ’30)
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Fine
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Sciolta nel 1943 da Stalin per ragioni diplomatiche durante la Seconda guerra mondiale.
| Internazionale | Anni | Anima ideologica | Obiettivo | Fine |
|---|---|---|---|---|
| 1ª (AIT) | 1864–1876 | Marxisti + Anarchici | Unità del movimento operaio | Spaccatura Marx–Bakunin |
| 2ª | 1889–1914 | Socialisti legali/parlamentari | Riforme + lotta operaia | Crollo per la Prima guerra mondiale |
| 3ª (Comintern) | 1919–1943 | Comunisti leninisti | Rivoluzione mondiale guidata da Mosca | Sciolta da Stalin |




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