Il tentativo di pacificazione, conservazione e ristrutturazione del Congresso di Vienna comincia a vacillare già negli anni '20 con la creazione delle società segrete (come la Carboneria in Italia): queste sono costituite prevalentemente da militari delusi dalle decisioni del congresso e nostalgici dell'epoca napoleonica.
I moti specie, specie del 48, ci furono in tutta Europa, tranne in Russia (troppo poco avanzata o interessata allo sviluppo dei diritti) e in Inghilterra (troppo avanzata).
Moti del 1820: iniziano dalla Spagna i primi problemi e insurrezioni
Chi: Militari liberali (es. Spagna, Regno di Napoli, Piemonte [Silvio Pellico]). Legati alle società segrete, che spesso non collaboravano tra loro.
Cosa volevano:Costituzioni liberali con monarchie costituzionali.
Esito: Falliscono quasi ovunque per intervento della Santa Alleanza (tranne la Grecia, che ottiene l'indipendenza nel 1830).
Moti del 1830
Chi: Liberali e nazionalisti (es. Francia, Belgio, Polonia, Italia).
Cosa volevano:Indipendenza nazionale e nuove costituzioni.
Esito: Successo parziale (nasce il Belgio), ma molte rivolte represse.
(Esempi: centro Italia, moti di Ciro Menotti a Modena; fermati dall'Austria. Indipendenza Belgio, Francia: sale il moderato democratico Luigi Filippo d' Orleans)
Rivoluzioni del 1848: movimenti molto più vasti e popolari
Preceduti da crisi economiche che connettono strutture antiche (sottoproduzione agricola) e moderne (sovraproduzione industriale).
Questi moti sono legati alla nuova classe operaia e ai movimenti politici connessi anche al manifesto del partito comunista di Marx e Engels (febbraio del 1848).
Causano proteste e rivolte popolari più minacciose di quelle precedenti. --> Mirano a ridurre lo sfruttamento economico non solo con le riforme, ma con la rivoluzione (dittatura del proletariato).
I ricchi borghesi erano spesso terrorizzati dal comunismo.
I governi regnanti non capivano le esigenze dei liberali (diritti personali) e nemmeno dei liberisti (libertà commerciale)
Chi: Borghesia, operai, studenti (es. Francia, Germania, Italia, Austria).
Cosa volevano:Democrazia, diritti sociali, unità nazionale. Sono molto più estese sia geograficamente sia a livello di scopi.
Esito: Grandi speranze, ma quasi tutte le rivoluzioni vengono represse, specie a livello di rivoluzione sociale.
Valutazione: in generale, però, in un lungo periodo si svolge un processo di popolarizzazione e massificazione che si conclude con la guerra mondiale.
1) Francia
Dopo la caduta di Napoleone e il congresso di Vienna, in Francia torna Luigi XVIII con una costituzione moderata che concedeva qualche libertà religiosa e di stampa, l'abolizione dei diritti feudali e un Parlamento con due camere.
Alla morte del Re Borbone (1824) succede un Re molto più conservatore: Carlo X.
Infatti questi punta ad una monarchia assoluta vecchio stampo e per farlo promulga la "legge del miliardo" con cui voleva far ridare quel compenso a nobili e clero per le perdite della rivoluzione.
Nel 1827, a causa del successo elettorale dell'opposizione in Parlamento, prima scioglie le camere, poi limita la libertà di Stampa e riduce il suffragio.
A quel punto avviene un'insurrezione denominata "3 gloriosi giorni di luglio" tra il 27 e il 30 luglio del 1830: Carlo X fugge e il nuovo Re è il più moderato e "borghese" Luigi Filippo d'Orleans (aiutato, ancora, da Tayllerand): dapprima allarga la possibilità di voto e aumenta i poteri del Parlamento, ma subisce il vano attentato dal nipote del fu imperatore, Carlo Luigi Bonaparte. (1840) Che viene esiliato.
Moti del 48: il Re viene cacciato il 22 febbraio del 48 perché favoriva solo la ricca borghesia, e si stabilisce una seconda repubblica francese (dopo quella di Robespierre).
Il Re scappa, anche perché le rivolte vengono appoggiate dalla guardia nazionale.
Il nuovo governo è costituito da repubblicani e per la prima volta da socialisti.
La Repubblica impone nuove riforme interne alla Francia: suffragio universale maschile, libertà di stampa e di espressione, cancellazione della pena di morte per questioni politiche, riduzione a "sole" 11 ore di lavoro e fabbriche di Stato per i disoccupati. (Ateliers Nationaux)
I cittadini più ricchi temono però di spendere troppi soldi e di affrontare una concorrenza sleale e alle successive elezioni a suffragio universale maschile i socialisti vengono temuti e perdono le elezioni, anche per il timore dei contadini nei confronti dei socialisti.
Vengono chiuse le ditte nazionali e i ribelli che protestano sedati o uccisi.
Per evitare nuove rivoluzioni viene convocato ed eletto, come nuovo presidente della Repubblica, un vecchio nome: Carlo Luigi Bonaparte (nipote di Napoleone), che però nel 1851 scioglie il Parlamento e si fa nominare imperatore, con il nome di Napoleone III, riuscendo ad ottenere voti da destra e da sinistra.
Governerà fino al 1870 (guerra franco-prussiana).
2) Italia
In Italia la politica conservativa del congresso fu più evidente: Savoia, Stato pontificio e Regno delle due Sicilie abolirono le costituzioni napoleoniche.
Contesto generale:
Dopo il Congresso di Vienna (1815), l’Italia torna frammentata in vari Stati controllati o influenzati da potenze straniere (soprattutto l’Austria). Le costituzioni napoleoniche vengono abolite in favore dell’assolutismo monarchico.
1820-21: primi moti costituzionali
Dove:
Regno delle Due Sicilie (1820): moti a Napoli → Ferdinando I è costretto a concedere la Costituzione. Palermo invece voleva l'indipendenza da Napoli.
Regno di Sardegna (Piemonte, 1821): moti a Torino per chiedere una costituzione simile a quella di Cadice a Vittorio Emanuele (1812).
Ruolo di Carlo Alberto:
Carlo Alberto di Savoia-Carignano, erede al trono, è vicino alle idee liberali.
In assenza del re (Vittorio Emanuele I), concede la costituzione.
Ma al ritorno, il re abdica in favore del fratello Carlo Felice, che sconfessa Carlo Alberto e annulla la costituzione.
L’esercito austriaco interviene per reprimere i moti.
1830-31: moti mazziniani e patriottici
Dove:
Modena, Parma, Legazioni pontificie (Bologna e Romagna).
I moti chiedono unità, indipendenza e costituzioni.
❌ Esito:
Repressione rapida con l'intervento dell’Austria.
Sono moti locali e poco coordinati. Avviene una crisi delle società segrete e sale un personaggio importante: Giuseppe Mazzini.
1848: l'ondata rivoluzionaria più ampia
Dove:
Rivolte a Palermo, Napoli, Firenze, Milano, Venezia, etc.
Quasi tutti i sovrani italiani concedono costituzioni tra gennaio e marzo (es. la Costituzione Albertina in Piemonte).
Prima guerra d’indipendenza (1848–49):
Il Piemonte di Carlo Alberto guida la guerra contro l’Austria per liberare la Lombardia-Veneto (partendo dalle 5 giornate di Milano).
Dopo alcuni successi iniziali (Cinque Giornate di Milano), l’Austria reagisce e vince a Custoza (1848) e Novara (1849).
Carlo Alberto abdica in favore del figlio Vittorio Emanuele II.
❌ Esito finale:
Le rivolte vengono tutte represse (escluso il Piemonte).
La Restaurazione torna quasi ovunque.
Falliscono unità, indipendenza e libertà, ma restano i semi del Risorgimento.
3) Spagna
Iniziano le rivolte dagli anni '20, quando per volere delle società segrete molti soldati non partono per le colonie del Sud America, ma chiedono al Re una costituzione e le elezioni e la ottengono.
Il tentativo si diffonde in Portogallo e in Italia (Napoli e Palermo)
4) Austria
Perfino in Austria nel 1848 i moti fanno scappare Metternich e l'imperatore Ferdinando I d'Asburgo. Quest'ultimo abdica e gli succede il giovane imperatore Francesco Giuseppe, che resterà al potere fino al 1916.
In Austria le proteste sono più da parte liberali o per l'indipendenza di alcuni stati interni, non tanto relativa al movimento operaio.
Dopo un anno di conflitti Francesco seda la ribellione e le istanze liberali vengono bloccate. L'assolutismo rimane.
5) Inghilterra
Nel 1817 \ 18 subisce una crisi economica di sovraproduzione, ma politicamente vive una situazione diversa dal resto d'Europa.
In questo periodo non avvengono gli stessi moti in Inghilterra, governata dalla longeva Regina Vittoria (epoca vittoriana). (1837 / 1901) Del resto molti diritti ricercati da altri paesi in Europa in Inghilterra c'erano già.
Agli inizi del suo regno la Regina deve affrontare, nell'avanzatissima e industriale Inghilterra, le istanze dei sindacati.
In particolare, i Cartisti (tramite appunto una Carta) chiedevano il suffragio universale maschile, la segretezza del voto elettorale e lo stipendio dei deputati, affinché non potessero partecipare alla politica solo i ricchi, ma il movimento fu represso e le sue richieste inascoltate.
Pur nella povertà dei quartieri industriali e nelle conseguenti tensioni sociali (Dickens), l'Inghilterra è avanzata anche sul piano dei diritti sul lavoro in questo periodo:
ci sono discrete libertà per le diverse religioni; l'orario di lavoro si riduce progressivamente, e aumentano le libertà personali.
Durante il Regno vittoriano si abbassa inoltre il tasso di analfabetismo e i sindacati vengono legalizzati.
Nell'industria, viene modernizzata la rete ferroviaria.
Dal 1850, nella seconda metà dell'800, però, la "seconda" rivoluzione industriale si estenderà negli altri paesi europei e l'Inghilterra verrà inseguita da paesi come la Francia e la Germania.
1) Moti rivoluzionari: (20-21; 30-31): guidati dalle società segrete (Carboneria in Italia) senza successo.
Dopo i moti del 20 e del 30 (vedi sopra) Giuseppe Mazzini (1805/ 1872), carbonaro e democratico, viene esiliato in Francia e allarga i suoi contatti politici.
Comincia a pensare all'unità d'Italia a suo modo: per lui bisognava passare per una rivoluzione popolare che avrebbe reso il paese una Repubblica indipendente e unita.
Nel 1831 in Piemonte ritenta un moto ma non riesce, e il suo collega dei tempi (Giuseppe Garibaldi) va in esilio in sud America.
Nel 1834 Mazzini fonda la Giovane Europa.
2) Prima guerra di indipendenza:
Nel 1848 con Carlo Alberto di Savoia (dopo le cinque giornate di Milano e la messa in fuga di Radetzky e, in centro Italia, l’esperienza della repubblica romana e il suo triumvirato [Armellini, Mazzini, Saffi]) e le sconfitte del 49.
--> L'Italia segue i moti europei iniziando da Palermo, dove l'intento era ancora di indipendenza verso Napoli.
Seguono Milano e Venezia che approfittano della debolezza causata dalla fuga di Metternich dall'Austria e ottengono costituzioni temporanee, idem nella Toscana del granduca Leopoldo II.
In Piemonte i rivoltosi si affidano a Carlo Alberto che dichiara guerra all'Austria nella speranza di recuperare Milano e Venezia: ottengono qualche vittoria quando il Papa e Napoli si alleano, ma quando ritrattano vengono sconfitti dall'Austria a Custoza dal maresciallo Radetzky. (Luglio 1848)
3) Seconda guerra indipendenza
Nel 1859, viene organizzata da Camillo Benso conte di Cavour, (partecipando alla guerra di Crimea a fianco della Francia per ottenere gli accordi di Plumbierès con Napoleone III) -> conquista della Lombardia, cessione della Nizza e della Savoia alla Francia.
--> Nel Piemonte sorge un nuovo leader, il liberale Conte Camillo Benso di Cavour. Un pragmatico che dapprima in patria propone un accordo tra destra e sinistra moderata (connubio Rattazzi) e poi capisce di aver bisogno di un alleato per prendere il nord Italia.
Strategicamente, partecipa alla guerra di Crimea appoggiando la Francia (alleata all'Inghilterra e all'impero Ottomano contro la Russia).
Può così partecipare alla conferenza di Parigi (1856) e firmare gli accordi segreti e difensivi di Plumbierés con Napoleone III contro l'Austria: in caso di attacco, i Savoia avrebbero ottenuto il Nord Italia, e la Francia il centro Italia in cambio di aiuto.
I Savoia allora provocano l'Austria con manovre militari in Lombardia e l'Austria dichiara guerra (1859): Francia e Piemonte vincono a Solferino e San Martino ma Napoleone III si accontenta di Milano.
Nello stesso periodo, presi dai cambiamenti, i popoli del centro Italia (Toscana e Emilia) si smuovono per aderire alle azioni piemontesi con dei plebisciti per farsi annettere al Piemonte.
Rimane fuori Roma perché è difesa da Napoleone III e Cavour lo sa bene.
4) Spedizione mille (1860)
1860 conquista del Sud Italia, termina con l’incontro di Teano tra Vittorio Emanuele e Garibaldi. (26 ottobre 1860)
I democratici Francesco Crispi e Rosolino Pilo convincono Garibaldi a tentare da Sud: inizia l'impresa dei mille.
Partono da Quarto (zona di Genova) ed arrivano a Marsala (zona di Trapani), riuscendo a vincere i Borboni a Calatafimi.
Anche Palermo insorge e viene instaurato un governo temporaneo, guidato da Crispi. I democratici di Garibaldi puntano a Roma, ma Cavour non vuole.
La situazione si complica quando i contadini siciliani insorgono contro i proprietari terrieri, perché puntavano ad una rivolta anche economica.
Garibaldi fa intervenire il suo secondo, Nino Bixio, per fermarli con la violenza. (Strage di Bronte)
Dunque i democratici riescono a scacciare anche il Re di Napoli, ma la situazione sociale è complessa e i nobili del Sud chiedono l'intervento del Piemonte.
Garibaldi rinuncia a Roma e si incontra a Teano con Cavour, cedendo le terre conquistate a Vittorio Emanuele II che diviene Re d'Italia il 17 marzo 1861.
Poco dopo muore Cavour e le leggi sabaude vengono estese in tutta Italia, senza considerare le differenze: i contadini del Sud insorgono per la tassa sul macinato e la leva obbligatoria dell'esercito (ora italiano e nazionale).
L'esercito piemontese \ italiano è costretto a intervenire per sedare i così detti "briganti".
Per l'unità completa d'Italia allora mancavano: Trento, Roma e Venezia.
Garibaldi ci riprova su Roma ma viene ferito in Aspromonte ("Garibaldi fu ferito..." L'occasione la offre la Storia.
5) Terza guerra indipendenza (1866)
1866: conquista del Veneto grazie all’alleanza dell’ormai Regno d’Italia (1861) con la Prussia di Bismarck contro l’Austria.
In Germania in quegli anni avviene un processo in parte simile a quello che avviene in Italia, ma globalmente più importante. [Unità tedesca]
Il Re di Prussia Guglielmo I incarica il conte Otto Von Bismarck del ruolo di primo ministro. Questi punta all'unificazione dei vari staterelli tedeschi.
Può farlo in una pericolosa unione con l'Austria ("Grande Germania") o con la leadership prussiana ma senza l'Austria ("Piccola Germania").
Seguendo una prassi pragmatica Bismarck punta alla seconda e si confronta con il rivale.
--> Scoppia la guerra tra Prussia e Austria, e gli italiani si alleano ai primi. Vincono a Sadowa (1866, in Repubblica Ceca) e l'Italia ottiene il Veneto.
6) Conquista di Roma (1870)
1870: (Breccia di Porta Pia) anche grazie alla sconfitta della Francia contro la Prussia (Guerra franco-prussiana) la quale difendeva i territori pontifici.
--> Premessa: Nel 1868 la corona spagnola rischia di essere ceduta alla Prussia (o meglio a Leopoldo Honzellern, parente del Re).
La Francia temeva di essere circondata come del resto successe con Carlo V nel 1500.
Scoppia la guerra franco-prussiana e la Francia viene sconfitta a Sedan nel 1870.
Con grande vergogna dei francesi, Guglielmo viene nominato Imperatore a Versailles, e alla Francia vengono imposti pesanti debiti di guerra.
Napoleone III decade e in Francia nasce l'esperimento sociale e socialista della Comune che però viene represso nel sangue.
L'assenza di Napoleone rende però debole il Papa a Roma e l'esercito Italiano ne approfitta bucando le mura presso Porta Pia e prendendo Roma. (20 settembre 1870)
Il Papa Pio IX per risposta non riconosce lo Stato italiano e scrive l'enciclica non expedit, con cui impedisce ai cattolici di partecipare alla politica italiana.
« Voi avete inaugurato in Piemonte un fatale dualismo, avete corrotto la nostra gioventù, sostituendo una politica di menzogne e di artifici alla serena politica di colui che desidera risorgere. Tra voi e noi, signore, un abisso ci separa. Noi rappresentiamo l’Italia, voi la vecchia sospettosa ambizione monarchica. Noi desideriamo soprattutto l’unità nazionale, voi l’ingrandimento territoriale »
(Giuseppe Mazzini[107])Sono figlio della libertà, e a lei devo tutto ciò che sono. (Epigrafesulla sua tomba)
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